DALLA CRISI DELLO STATO SIAMO ARRIVATI AL CONFLITTO TRA I POTERI DELLO STATO, CHIUNQUE VINCA LE ELEZIONI AVREMO PARALISI DEL GOVERNO. COMINCIA LA CANNIBALIZZAZIONE DELLE RESTANTI INDUSTRIE. di Antonio de Martini

Molti sostengono che la magistratura stia esagerando nelle picconate in carta bollata agli altri poteri esecutivo e legislativo con cui dovrebbe concorrere a regolare il funzionamento dello Stato.

La realtà è che quando l’edificio è marcito fin nelle fondamenta, ogni movimento provoca gli effetti di una scossa tellurica.
Gli occupanti abusivi dell’edificio non se ne capacitano: vedersi afflosciare sotto gli occhi l’oggetto delle loro brame, per impossessarsi del quale han fatto ricorso ad ogni bassezza, sembra loro una incomprensibile ingiustizia.
Pensano, come Maroni, che si tratti di persecuzioni personali.
Non si rendono conto che sono state la loro ignoranza dell’arte del governo, la loro incapacità legislativa e previsionale, la loro noncuranza verso la gestione dello Stato e il suo potenziamento, le termiti che hanno corroso le travi del soffitto che adesso gli rovina addosso.

Gli scricchiolii dell’edificio iniziarono circa cinquanta anni fa per le orecchie più avvertite. Studiosi di prestigio proposero rimedi, si convocarono commissioni bicamerali, tutto inutilmente.
Siamo entrati in Europa portando in dote una casa pericolante. Le ormai ricorrenti crisi internazionali ci hanno colti spensieratamente impreparati.

In realtà, lo scrivo da mesi, stiamo inconsapevolmente subendo le conseguenze della globalizzazione che ha reso obsoleti i sistemi di alleanze su cui avevamo poggiato tutta la nostra vita politica, la nostra economia, la nostra sicurezza nazionale e internazionale.
Da quando la crisi economica mondiale è divampata il ” si salvi chi può ” è riecheggiato ovunque ma non in Italia.
Abbiamo preso calci negli stinchi da Germania, USA, Francia. Il cambio del governo Berlusconi ci ha privato dei rapporti personali con Putin ed Erdoghan ( meglio di niente) ; il cambio del governo Monti ne ha de potenziato la credibilità ( solo formale, ma era qualcosa); l’arrivo del governo Bersani accentuerà il provincialismo ignorante necessario a farci smutandare definitivamente.

Tutto quel che di serio resta da toglierci ha due nomi: Eni e Finmeccanica.

Entrambe queste società hanno un potenziale molto superiore alla ricchezza , pur notevole, di cui dispongono.
Entrambe queste società sono state usate dai governanti come fossero feudi lasciati dal nonno, affidati a persone esperte nello sfruttamento intensivo delle ricchezze e non nel loro sviluppo.
Dopo anni di sentimento di impunità, incastrare i dirigenti è stato un gioco da ragazzi e la dura condanna inflitta ai responsabili dell’intelligence ( Pollari, Mancini ecc.) , sta lì ad ammonire chiunque volesse volare al soccorso.

Torno a Maroni perché è l’ultimo caso in ordine di tempo.

Tutte le società di armamenti hanno intermediari che favoriscono la conclusione delle forniture militari, per ottenere le quali è necessario un rapporto di vassallaggio ( se: USA-Italia) o una influenza politica notevole. L’influenza politica non può essere frutto di attività di funzionari della impresa, ma deve essere acquistata in loco.
In genere si tratta di ex politici o di loro rappresentanti fiduciari, magari per il tramite di avvocati internazionali. Il fornitore pattuisce una parcella di intermediazione, l’interesse to si attiva e se la commessa viene assegnata ( e pagata) , si corrisponde quanto pattuito.
In Pakistan, per alcune vedette francesi non retribuite come promesso, ci sono stati sette omicidi di tecnici francesi su cui la magistratura francese indaga ancora nelle alte sfere della politica transalpina., incluso Sarkozy.

Nel caso italiano, non da oggi, è invalso il sistema di fare la cresta per finanziare il sistema dei partiti, poi il politico i riferimento ed infine i dirigenti della azienda ormai consci della impunità vestita da ” interesse nazionale”.
Lo stesso sistema credo sia in atto in Francia e nel settore dei ” rapimenti” internazionali : i fondi incontrollati esercitano un’attrazione irresistibile.

L’inchiesta della magistratura su Finmeccanica deve ovviamente disporre di elementi forniti- direttamente o no – da qualcuno e grattando si scoprirebbe che si tratta di un qualche servizio di intelligence.
Solo un bambino può pensare che si tratta di una congiura ai suoi danni.
Sempre grattando, si vedrebbe che i tempi sono stati studiati n funzione di un interesse strategico
( indebolire l’azienda per acquisir la in tutto o in parte assieme a complici) e un interesse tattico
( Impedire all’azienda di partecipare con immagine adeguata e rappresentanza autorevole) agli eventi decisivi del mercato di riferimento.

Dal 17 al 21 febbraio ci sarà negli emirati INDEX 2013 la fiera dell’industria della Difesa ad Abu Dhabi, che decide delle scelte di acquisto degli armamenti di tutta l’area MENA ed oltre fino a India e Pakistan ( che sono il massimo del mercato attuale).
Il non aver allontanato subito Orsi, la decisione indiana ( sollecitata da chi?) di sospendere il pagamento degli elicotteri , l’assenza di Finmeccanica all’evento ( figura tra gli sponsors in ultimo posto, ma non espone) e la mancanza di uno spazio espositivo per gli italiani sono di per se un risultato eccezionalmente lucroso per aver organizzato qualche soffiata a un magistrato zelante.

Gli Usa partecipano a INDEX con oltre

duecento

espositori , i Francesi con

cento

espositori, il ministro della Difesa e l’Ammiraglio comandante dell’area dell’oceano indiano ( il che significa che sta li in permanenza).
Sono in ballo una trentina di miliardi di dollari di lavoro.
Come ai tempi delle prime Brigate Rosse, i nostri legislatori pensano che quel che accade sia in funzione di una campagna elettorale cui metà degli italiani ha già deciso di non partecipare e cui l’altra metà non sa ancora per chi votare, ma sa che lo farà col naso turato.
Oltre che avere, in futuro, il regno dei cieli, temo che i poveri di spirito, oggi, regnino anche in Italia.

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Commenti

  • gicecca  Il febbraio 14, 2013 alle 8:50 am

    Tutto vero. Ma nello Stato che sta crollando non é che la Magistratura sia la trave di sostegno; é marcita da tempo anche lei. GiC

    • antoniochedice  Il febbraio 14, 2013 alle 9:13 am

      Evidente anche questo.

  • urc  Il febbraio 14, 2013 alle 9:50 am

    E’ inutile aggiungere altro, solo che è molto molto improbabile che si faccia chiarezza.

  • foibar  Il febbraio 14, 2013 alle 1:42 pm

    Visti i risultati economici del nostro paese ancora poco e poi anche i saccenti signori ligi nel far rispettare le regole, agli altri, si chiederanno il perchè non vengono giustamente retribuiti.
    Solo allora giustizia, quella vera, sarà fatta!!

    • antoniochedice  Il febbraio 14, 2013 alle 2:01 pm

      La colpa non è tabto di chi ha rubato, quanto di chi ha tenuto aperta la porta delle istituzioni. Con un ordinamento costituzionale chiaro, anche paesi costituiti da poco e con rimasugli di altre nazioni, hanno dato vita a istituzioni repubblicane più ordinate e più pulite. Odiare, caro foibar, danneggia solo te. Sono i rimedi che vanno trovati e applicati in maniera equilibrata e razionale.

  • carlo cadorna  Il febbraio 14, 2013 alle 2:07 pm

    Se gli attuali partiti non avranno il buon senso(a prescindere dal risultato elettorale) di resuscitare la riforma Pacciardi finiranno tutti male…..

    • antoniochedice  Il febbraio 14, 2013 alle 2:28 pm

      Dopo aver fatto i nesci per mezzo secolo, se la saranno cercata.

  • charlie charlie  Il febbraio 19, 2013 alle 1:53 am

    Carissimo Antonio ai miei tempi i Servizi servivano a proteggere i nostri interessi e non ad affossarli. Certo qualche “carie” l’abbiamo avuta anche noi, ma poi capitava sempre un Giovannone o un Martini che rimettevano le cose a posto.
    Per chi ha la memeoria corta ricordo che mentre ora i francesi la fanno da padroni in Tunisia e Libia ai tempi di Martini fu il SISMI a portatare alla presidenza tunisina Ben Ali (allora capo del servizio tunisino). Fu una delle tante operazioni brillanti (appoggiate da un primo ministro che, seppur un po “avido”, almeno aveva le palle!) per stabillizare il Nord Africa ed assicurare le forniture di gas e petrolio al’Italia.

  • Luca  Il luglio 20, 2013 alle 11:21 am

    ENI, ENEL, Finmeccanica.
    Attenzione: questi tre gruppi sono ciò che fanno l’industria e l’innovazione in Italia. Il loro valore è dato dalla somma degli apporti nel tempo di ingegno, lavoro, dedizione di migliaia di italiani. Sono il fondamento di ogni speranza residua di ritornare a essere una nazione con una classe media. Il gruppo ENI una volta faceva quasi un terzo del PIL nazionale e, insieme all’IRI e all’EFIM, prima salvava i gruppi privati dal fallimento, poi rendeva l’Italia seconda al mondo per produzione pro capite. Per questo sono trent’anni che vogliono comprarla, a prezzi di merce da magazzino. E non si tratta soltanto di incamerare valore, il che salverebbe parte dell’occupazione. Si tratta anche di colonizzare una nazione. All’occorrenza: eliminare un concorrente, lavoratori e indotto compresi.
    Se lasciamo svendere questo patrimonio – e a ruota parte delle nostre riserve in oro -, dobbiamo essere consapevoli delle conseguenze e attrezzarci da adesso. E’ un punto di non ritorno.

    http://www.huffingtonpost.it/2013/07/19/fabrizio-saccomanni-vendere-quote_n_3621955.html?utm_hp_ref=italy

    • antoniochedice  Il luglio 20, 2013 alle 11:34 am

      Troppo tardi per salvarle e ormai sono dei veicoli di corruzione e inefficienza. Bisogna ricominciare da zero.
      Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

  • Luca  Il luglio 20, 2013 alle 11:27 am

    Per lo spoglio, del resto, non potevano che incaricare uno che si chiama Sacco-manni.

    • antoniochedice  Il luglio 20, 2013 alle 11:35 am

      Ah le battute che vengono in ritardo.

  • Luca  Il luglio 20, 2013 alle 12:06 pm

    A proposito dei poveri di spirito e del regno dei cieli, dalle mie parti circola un altro detto: beati i poveri di spirito; loro sarà il regno dei ciula.

    Utile già sarebbe non fare la file per arruolarsi.

  • Luca  Il luglio 20, 2013 alle 12:11 pm

    Attenzione anche al periodo di queste operazioni. Così togliamo il beneficio del dubbio ai manovratori. D’estate non ci si innamora: si mettono le corna.

    • antoniochedice  Il luglio 20, 2013 alle 3:48 pm

      Questa è molto migliore….

  • Luca  Il luglio 22, 2013 alle 7:36 pm

    Che non venga poi fuori un parlamentare che si dica preoccupato o, peggio, indignato per il corso degli eventi.

    Per quel che vale: dalla Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2012. Presentata al Parlamento anche quest’anno, come ogni anno.

    “… l’azione aggressiva di gruppi esteri che, con il supporto delle entità statuali di riferimento, possono sviluppare mirate strategie acquisitive di patrimoni industriali, tecnologici e scientifici nazionali … È stata confermata, nel corso dell’anno, la persistente politica di penetrazione specie nel settore energetico, favorita dalla sussistenza di vulnerabilità sistemiche sul versante degli approvvigionamenti petroliferi. … particolare interesse informativo è stato rivestito dai Fondi sovrani – costituiti dalle Autorità di Governo di diversi Paesi al fine di gestire grandi masse di disponibilità finanziarie, nella maggior parte originata da surplus di bilancio – in termini sia di opportunità … sia di rischio. A questo proposito, rimangono attuali le preoccupazioni circa il reale utilizzo di tali veicoli finanziari da parte di taluni Governi di riferimento, la cui strategia appare dettata da finalità politico-egemoniche o di influenza, piuttosto che da priorità di ordine economico in senso stretto.”

    (http://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/wp-content/uploads/2013/02/Relazione-2012.pdf)

    • antoniochedice  Il luglio 22, 2013 alle 7:44 pm

      Domanda; perche’ gli organi preposti alla sicurezza nazionale non propongono l’uso da parte nostra di strumenti analoghi ?
      Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

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