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IRAN E SIRIA. E’UN BLUFF PER AVERE L’APPOGGIO DELLA LOBBY EBRAICA ALLE ELEZIONI O ATTACCHERANNO? di Antonio de Martini

L’Iran e la Siria sono ormai strategicamente assediati dal dispiegamento di truppe USA che hanno piazzato – oltre ai 9.000 uomini in Israele destinati ( navvy & Air Force)principalmente alla intercettazione di eventuali missili – 12.000 Marines a Malta ( facendo filtrare la notizia che sarebbero forse destinati alla Libia) e altrettanti in Kuwait.
Le portaerei nel golfo sono diventate due, alla USS Stennis si e’ aggiunta la USS Vinson ( che abbiamo incontrato nel golfo della Sirte a primavera).
La portaerei ,senza nome , annunziata in arrivo sulla costa israeliana dal sito di intelligence locale, “Debka”, non si e’ vista, così come non si e’ vista la portaerei russa ( “ammiraglio kusnetzov”) preannunciata dallo stesso sito, mentre il caccia russo ” ammiraglio Chabanenko” e’ giunto nel porto siriano di Tartous, scortato dalla Fregata ” Yaroslav Mudry”.
L’esiguità dei reparti di Marines e la presenza russa escludono la fattibilità di uno sbarco sulle coste siriane.
Si può piuttosto pensare a una forza di intervento rapido a difesa del governo Libanese oppure ( ma manca la portaerei) a uno sbarco nel sud per investire sul fianco e sul retro gli Hezbollah dello Chouf se dovessero bombardare Israele in risposta ad attacchi nel golfo persico, o semplicemente per debellarli, privando il “partito di Dio” del suo braccio armato.
Il baricentro della forze USA e’ evidentemente sbilanciato verso l’Iran, ma il contemporaneo dispiegamento delle forze verso la Siria fa pensare più a una manovra di “Brinkmanship” ( arrivare all’orlo della guerra per ottenere il massimo) piuttosto che a preparativi di un attacco vero e proprio.
Le portaerei potrebbero lanciare i loro mezzi sulla Siria anche dal Golfo, aggirando le difese siriane orientate verso Israele.
La Russia ha ribadito in queste ore ( anche tramite Primakov ex capo dell’ FSB, molto ascoltato in occidente) che non sarà più possibile usare le Nazioni Unite per ottenere una NO FLY ZONE ( fonti occidentali parlano addirittura di due) con il placet dell’ONU, per poi bombardare.
Prima di esaminare le possibili difese siriane e iraniane, sarà bene capire le motivazioni di questa crisi il cui obbiettivo – a mio avviso – non e’ tanto l’atomica iraniana, quanto all’interno ottenere l’appoggio della lobby filo israeliana per le elezioni USA e all’esterno, ottenere l’impegno iraniano a chiudere il rubinetto del petrolio verso la Cina, a prima richiesta.
Gli USA faranno anche follie, ma non perdono di vista i loro obiettivi e questi si chiamano Cina.
La Cina finge di non capire e che la cosa non la interessi, lo sguardo e’ rivolto a fine gennaio, data di scadenza degli interessi dei Bond USA che da ormai un anno, compra trimestrali.
L’Euro, per gli USA, e’ un danno collaterale provocato dalla stranezza che la BCE non ha i normali poteri di una banca centrale e non può stampare moneta ne’ garantirla.
I gruppi di potere pro guerra interni al governo israeliano e a quello statunitense, non prevarranno perché la Siria e’ un vaso di Pandora e i siriani non sono selvaggi come i libici o primitivi come gli iraken; perché Israele e’ un paese confinante; perché’ le truppe siriane arroccate attorno al massiccio del monte Hermon e del Giabal Alauita potrebbero replicare due battaglie di Montecassino; perché potrebbero invadere il Libano anche se per poco; perché i siriani sono in grado di compiere attacchi terroristici in Israele; perché Hamas interverrebbe e toccare Hamas equivale a toccare l’Egitto che i militari minacciano di consegnare ai fratelli mussulmani ( e’ la democrazia, bellezza!);perché il governo sciita irakeno non vedrebbe di buon occhio – per nulla- l’arrivo di un milione di profughi sunniti-siriani che verrebbero assieme a ottocentomila profughi irakeni che avevano trovato ospitalità in Siria; e soprattutto perché cominciano a capire che le ambizioni turche sono enormi: hanno effettuato un bombardamento dimostrativo – chiamato manovre navali – nelle acque cipriote dove ci sono le riserve petrolifere di recente scoperta, con la conseguenza che NEL GIRO DI TRE GIORNI Ehud Barak , ministro della Difesa israeliano, e’ andato in visita ed ha stipulato un accordo di mutua difesa con la Repubblica di Cipro.
La “questione d’Oriente” non sentiva la mancanza di questo nuovo problema politico: la divaricazione tra la Grecia ( che guarda agli arabi in cerca di finanziamenti) e Cipro che guarda al suo petrolio.
Le motivazioni iraniane, spesso mal comprese, sono semplici: tutti i suoi più importanti vicini hanno armi nucleari ( il vicino afgano e’ una zona di passaggio).
L’Iran ha sottoscritto , ai tempi dello Scia’, il trattato di non proliferazione nucleare e fino ad oggi riceve i controlli della AIEA, che sospetta, ma NON ha mai trovato nulla di concludente.
L’Ayatollh Khomeini, padre della Repubblica Islamica d’Iran , con una FATWA ha bandito sia la bomba nucleare che l’energia nucleare.
Un paese che per quattromila anni ha avuto un impero, NON può abdicare del tutto senza subire un vulnus nazionale decisivo.
Inoltre il test nucleare della Corea del Nord ( noi italiani guardiamo poco a est) ha fatto cessare subito le minacce americane e iniziare i negoziati.
Il suggerimento e’ troppo evidente: chi non ha l’arma nucleare NON e’ indipendente.
Gli USA martellano per controllare i flussi di petrolio verso la Cina e per evitare che l’influenza sciita si espanda verso occidente.
Israele – che ha sempre rifiutato di firmare il trattato di non proliferazione nucleare- vuole invece essere la sola potenza nucleare dell’area. Senza ammette di esserlo.
Benjamin Netaniahu, che conosce il dossier dal 1984 – data del suo primo intervento in materia da semplice deputato – pare abbia proposto di usare ordigni nucleari sul sito interrato di Natanz.
Meir Dagan , capo dimissionario del Mossad, all’atto di ritirarsi ha avvertito che
A) l’Iran avrà la bomba non prima del 2015
B) Israele non può vincere la sfida di una guerra generalizzata nel vicino oriente.

Spiegate le motivazioni di tutti, come mi difenderei se fossi Assad e fossi attaccato da forze preponderanti?

Eviterei di attaccare gli USA e Israele, rendendo inutili i 3/4 delle forze avversarie.
Concentrerei tutta l’aeronautica contro le dighe create dai turchi sull’Eufrate e che bloccano le agricolture della Siria e dell’Irak.
Avrei già distribuito armi pesanti ai curdi di Siria e di Turchia. Lancerei l’esercito verso il Libano invadendo la piana della Bekaa e il monte Libano( abitato da cristiani e Drusi).
Manderei in Europa e negli USA i nuovi “assassini” come faceva il” vecchio della montagna”.
Sentite la relazione dell’inviato di Federico Barbarossa Gherardus, vice dominus di Strasburgo nel 1175: ” si osservi che ai confini di Damasco Antiochia e Aleppo, vi e’ una certa razza di Saraceni nelle montagne, chiamate nel loro vernacolo “Heysessini” e nella lingua dei latini ” segnors de montana”.
Questa genia di uomini vive senza legge. Si ciba di carne di maiale contro la legge dei Saraceni e usa di tutte le donne senza distinzione, incluse le proprie madri e le sorelle( ah i media..).
Costoro dimorano sulle montagne e sono imprendibili, poiché hanno ricetto in castelli ben fortificati…….hanno fra di loro un signore che incute grandissimo spavento ai principi saraceni vicini e lontani e così pure fa coi confinanti principi cristiani. E ciò perché costuma ucciderli in un modo meraviglioso…….quindi il principe dona loro un pugnale d’oro e li manda fuori ad uccidere qualunque principe al quale egli abbia serbato tale destino….” ( da “Ismaeliti ed Assassini” di Pio filippini Ronconi ed THOT).
Da questi mangiatori di hascisc e dalle loro imprese viene il nome “assassini”.
I sistemi di sicurezza non possono difendere tutti. Saddam ha mantenuto la promessa di ” mandare gli invasori indietro a uno a uno in sacchi di tela nera”. Ho già detto che i siriani non sono così primitivi. Invece che ai soldati, mireranno ai capi.

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IL NUOVO ORDINE MONDIALE VISTO DA ISRAELE. TESTO DI UNA CONFERENZA ALLA HARWARD BUSINESS SCHOOL TENUTA DALL’EX VICE CAPO DEL MOSSAD.

Ecco lil testo della seconda conferenza resa alla Harward Business School da Nackik Navot E’ del settembre 2011.

L’esperienza diretta di uno dei testimoni della politica del Vicino Oriente

IL CORRIERE DELLA COLLERA pubblica documenti di questo genere. Se non volete perderne nessuno, clikkate sulla vostra sinistra dove è scritto”iscrivimi”. Riceverete gratuitamente una mail ad ogni pubblicazione di un post. Vedrete la scritta solo se andate su http://corrieredellacollera.com , ma non se vedete il testo da un social network

Harvard Business school –autunno 2011-AMP -94 Riunione.

IL NUOVO ORDINE MONDIALE – LE PERSONE

di Nackik Navot

Dieci anni dopo —– Il tempo che ci aspetta

Cari Amici,

all’inizio di agosto ho avuto un incontro con 130 membri di un’organizzazione mondiale – M-UN (model UN) – e per loro era il terzo incontro in Israele. Volevo condividere con voi questa esperienza come base per la nostra discussione nel corso della riunione. L’obiettivo è accettare che abbiamo una missione da compiere. Accordarci su di essa e pianificarla.

Sono estremamente orgoglioso di essere qui pronto ad affrontare una sfida ancora maggiore – la nuova generazione, che è la nostra UNICA SPERANZA di costruire un nuovo ordine mondiale.

Ho accettato questa sfida perché ritengo che l’esperienza di vita che ho accumulato negli ultimi 66 anni, quando sono stato reclutato per il servizio pubblico mi permetta di condividere con voi alcuni punti cardine.

Avevo quattordici anni quando sono stato reclutato nel movimento clandestino dei giorni che hanno preceduto la nascita del nostro stato, nello sforzo comune di creare una nazione unificata. Due anni e mezzo dopo, quando lo stato di Israele era ormai nato, all’età di sedici anni e mezzo, entrai nell’esercito israeliano. Pochi mesi più tardi entrai a far parte di quella che in seguito divenne nota come Israeli Intelligence Community, dalla quale mi sono ritirato 37 anni dopo. Nel luglio del 1985 mi sono spostato dal servizio governativo a quello pubblico – collaborando con varie ONG in cui ritengo vada cercata la base del nucleo per un Nuovo ordine mondiale.

Ho deciso di condividere con voi il mio pensiero sul mondo a venire. Per 30 di quei 37 anni, dono stato implicato nelle relazioni estere speciali di Israele. Questo mi ha permesso di imparare molto, sulla base di incontri con persone comuni e leader politici di alto livello, nel medio oriente, in Africa, nel lontano oriente, in Europa e negli Stati Uniti. Con sforzi infiniti di comprendere “l’altro lato”.

Il mio sforzo continuo era cercare di capire da quali ideali fossero mossi – quali fossero i loro scopi politici e cosa capissero degli interessi e degli scopi dello stato di Israele – e cosa abbiamo in comune con loro, come partner di una stessa causa, che affrontiamo le stesse sfide.

Ho imparato che abbiamo così tanto in comune con persone di culture e religioni differenti. Tutto basato non solo su una mentalità aperta e sugli interessi di stato – ma soprattutto sul fattore umano – la capacità di comprensione delle persone.

Pur vivendo in medio oriente, siamo anche parte della cosiddetta “CULTURA OCCIDENTALE”. Ho avuto modo di conoscere dall’interno le due forze opposte che si sono contrapposte per il dominio della regione negli ultimi 32 anni – Washington e l’Iran – avendo lavorato in entrambi gli stati. Ho operato a Washington dal 1955 al 1957 e in Iran dal 1969 al 1972, ben prima della rivoluzione islamica, negli ultimi 10 anni del regime dello Shah.

Nel corso dei miei anni di servizio, sono stato testimone di due eventi storici della massima importanza:

A. La firma dell’accordo di distensione tra gli USA e l’Unione Sovietica nel maggio del 1972, quando ormai era chiaro che entrambe le potenze avevano raggiunto il livello di M.A.D. (Mutually Assured Destruction, Distruzione Reciproca Certa).

B. La distensione tra le religioni interne all’Islam – gli estremisti Sciiti dell’Iran come nazione musulmana ma non-Araba insieme ai Sunniti guidati dall’Arabia Saudita, e il resto del mondo arabo. Entrambi i “Prodotti” vengono dagli elementi estremisti degli ultimi 30 anni, orientati contro l’Occidente e la sua cultura. Bin Laden e la sua Al-Qaida, esattamente come altre organizzazioni terroristiche – dall’Iran al Libano e a Gaza, e il ritorno della Turchia all’Islam dopo decenni di stato laico.

Il fenomeno che più colpisce, che definiamo “la terza guerra mondiale” – la guerra di culture – è che è stata proprio l’Arabia Saudita e il suo re Abdullah a iniziare la distensione tra le religioni e per una ragione semplicissima: non voleva altri Bin Laden, il saudita che aveva innalzato la bandiera della Jihad per combattere contro la cultura occidentale.

Gli eventi del 2011 verranno ricordati come l’anno della ristrutturazione sociale del mondo arabo – un processo all’interno del quale ci troviamo proprio in questo momento.

Viviamo tutti in un nuovo mondo a due dimensioni, dove gli eventi che si verificano in uno degli angoli influiscono su tutto, da un polo all’altro, da est a ovest. Non ci sono più superpotenze, che hanno tentato di “gestire” gli affari mondiali fin dalla prima guerra mondiale, e hanno fallito!

In questo si trova il triste destino del primo tentativo di creare un nuovo ordine mondiale – la Lega delle Nazioni – esattamente come quello delle Nazioni Unite del 1945.

La società umana ha sperimentato diversi sforzi per controllare e guidare i processi storici attraverso un’estrema varietà di ideologie politiche, e più di recente anche di religioni.

Abbiamo attraversato guerre e rivoluzioni – la rivoluzione industriale degli ultimi due secoli è diventata il fattore dominante nelle strutture sociali e nelle forze politiche e ideologiche, per gli ultimi 30 o giù di lì.

Ora dobbiamo affrontare una NUOVA rivoluzione, che è ancor più significativa – il Nuovo Mondo della Comunicazione, che ha dato inizio a un processo di creazione di “Nuove Persone” e nuove strutture sociali – il mondo è Piatto – con EFFETTI da occidente a oriente. È stato questo l’elemento che ha innescato gli attuali eventi nel medio oriente, praticamente distruggendo i vecchi regimi. E sempre questo potrebbe provocare un effetto e delle reazioni simili negli Stati Uniti e in Europa come è successo nell’ultimo mese in Israele. Quasi un’eruzione vulcanica, che continua a la sua attività finché non avverrà un ulteriore e maggiore cambiamento – UN NUOVO ORDINE MONDIALE.

Quale sarà il prossimo avvenimento?!?!

La Rivoluzione della Comunicazione, che sta dietro a quello che amo definire come una rivoluzione nell’educazione – la Rivoluzione della Conoscenza, ha reso le persone in grado di conoscere e capire di più, dotandole di conoscenza e dell’accesso agli stessi strumenti del miglioramento della vita, la forza motrice di quello che è il mondo delle nuove tecnologie.

Questo è un grande messaggio. La questione ora è come tradurlo in un Nuovo ordine Mondiale, in cui la gente possa raggiungere anche tutti i livelli della vita.

Noi, in occidente, siamo portati a credere che la DEMOCRAZIA sia il culmine dello sviluppo socio-politico, ma questo non è più così scontato adesso. I governi democratici se la cavano alla meno peggio per i quattro anni di durata, senza riuscire a soddisfare le aspettative dei cittadini – questo diventerà sempre più una sfida. Nella maggior parte dei paesi in cui c’è stata una rivoluzione, è difficile che il potere sia passato a regimi democratici. Deve essere chiaro che il MONDO PIATTO in cui stanno avvenendo le attuali rivoluzioni di movimenti di protesta richiede un NUOVO ORDINE MONDIALE che si occuperà delle persone ovunque si trovino. Non solo in Europa e in altri luoghi delle società occidentali. Dovrebbe coinvolgere anche il terzo mondo, ora che tutto è interconnesso.

Questo è stato un anno di svolta decisiva – nel medio oriente la nascita del potere delle persone ha abbattuto i vecchi regimi.

Voi siete la Nuova Generazione cui è stata affidata la missione di trovare il modo corretto per strutturare un Nuovo Ordine Mondiale.

“Non più guerre, non più spargimenti di sangue”, ha dichiarato il presidente egiziano Anwar Sadat, sorprendendo tutti con la sua visita al nostro parlamento, facendo appello affinché noi ascoltassimo il suo discorso – “Viviamo in pace”.

Ma la pace può esistere solo tra persone – Mai più Guerre! È chiaramente una questione di priorità, quello che vedete ora in Israele è un’importante manifestazione di un movimento di protesta immenso, ma pacifico.

Le giovani generazioni di Israele hanno attraversato guerre cercando di evitare un nuovo olocausto, noi vorremmo vivere in pace, e condividere questa pace con la gente di tutto il mondo, proprio come da sempre cerchiamo di seguire il nostro profeta Isaia – “forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciranno più nell’arte della guerra” una delle questioni mentre prendiamo decisione sulle nuove priorità dovranno essere i budget della difesa. E questo è vero per Israele – ma non solo.

Visto che le democrazie hanno fallito in occidente, quali potrebbero essere le alternative per includere i cambiamenti e le nuove strutture in aree come il medio oriente e altre simili in tutto il mondo? Una parte potrebbe essere costruita intorno a organizzazioni mondiali come la Banca Mondiale, l’organizzazione mondiale della salute, e altre organizzazioni locali. Un modo è costruire intorno all’importante fenomeno delle ONG, in cui sulla base della mia esperienza nutro grande fiducia. Anche la leadership economica oltre a quella politica ha fallito nel rispondere alla richiesta di una giustizia sociale. Queste sono le realtà di cui bisogna tenere conto nel tentativo di affrontare i cambiamenti richiesti – costruire un nuovo Ordine Mondiale.

Ora è compito vostro imparare dalla nostra esperienza e dagli attuali cambiamenti mondiali per proporre un modo per costruire un nuovo Ordine Mondiale.

Abbiamo quasi tutti una certa familiarità con la recente definizione dell’attuale crisi economica che abbraccia il mondo intero, data dal professor Joseph Stieglitz – premio Nobel in economia:

L’esperimento dell’attuale sistema economico (il capitalismo) è fallito e dobbiamo strutturare un nuovo sistema”.

Lo stesso concetto è stato ribadito da pochissimi esperti mondiali di recente.

Questo era il mio messaggio ai potenziali leader mondiali più giovani:

Ora possiamo e dovremmo – con la conoscenza e l’esperienza che abbiamo accumulato, sostenuta dal “patrimonio” della Harvard Business School – trovare il modo per governare e fare da guida,

CIVILTA’ CIRENAICA, RICCO BOTTINO ? di Antonio de Martini

Alla morte di Maometto, il suo cadavere rimase insepolto per tre giorni in un angolo della casa, mentre gli aspiranti eredi litigavano furiosamente per la successione.
Dopo quindici secoli,sorte analoga e’ toccata a Muammar Gheddafi, sistemato nella vetrina frigorifera di uno “shopping center” nel negozio di un macellaio, mentre sfilano i curiosi.
Il resoconto dell’agenzia Italia, pudicamente parla di obitorio, l’Associated Press, cita invece la macelleria.
Che la situazione politica del Vicino Oriente e del Nord Africa non sia affatto “domata” ma sia alla vigilia di altri eventi, e’ provato da una serie di fatti che stampa e agenzie italiane non riportano, o non riportano ancora.
E’ morto il ministro della Difesa Saudita e “Crown Prince” Sultan bin Abd el Aziz. Era l’ultimo figlio del fondatore della dinastia saudita, aveva 86 anni, grandi simpatie per le tesi di Bin Laden e una moglie che e’ provato abbia fatto la “zakat “( donazione islamica) a uno dei partecipanti all’attacco alle due torri. Questa morte e’ destinata a produrre effetti sugli equilibri di potere in Arabia Saudita e forse anche in Giordania.
La Turchia ha ripreso i suoi bombardamenti sul Nord iracheno dove si annidano i kurdi, probabilmente ” rianimati” dall’ appoggio israeliano dopo la rottura dell’ intesa con Erdoghan; Salah (Yemen) e Assad (Siria) continuano il dialogo con le rispettive opposizioni a colpi di mitraglia; in Libano, l’inchiesta sull’attentato in cui ha perso la vita il premier Hariri, resta congelata;
In Giordania la maggioranza dei parlamentari hanno firmato una richiesta al Re di licenziare il Primo Ministro; Israele ha riconosciuto ” de facto” Hamas – infischiandosene del fatto che gli USA considerino terrorista questa organizzazione – negoziando con questi il rilascio dei mille palestinesi , per vendicarsi del tentativo di Abu Mazen di farsi riconoscere all’ONU.
Israele sta inoltre negoziando con l’Egitto anche il rilascio di 81 prigionieri egiziani in cambio di un cittadino americano accusato di spionaggio e in prigione in Egitto dal giugno scorso.
Insomma, nessuno in zona si e’ fatto impressionare dalla morte di Gheddafi, certamente ucciso perché un processo avrebbe imbarazzato più gli angloamericani ( dai soldi al fratello del presidente Carter ai fondi alla London school of Economics ( e al suo rettore) passando per Juventus e Unicredit.
I pagatori Saif EL Islam e il capo della intelligence el Senussi sono ancora uccelli di bosco e all’appello sembrano mancare un centinaio di milioni di euro.
La lotta per la successione in Libia e’ già cominciata e penso che sarà sanguinosa e lunga.
All’attivo di questa operazione ” primavera araba” c’e’ che la Tunisia e’ in campagna elettorale.

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