SANITA’ : LA VICENDA DELLE TETTE AL CATTIVO SILICONE NON PUO’ RISOLVERSI CON UNA SOSTITUZIONE, NE CON UN CAPRO ESPIATORIO. LE RESPONSABILITA’ CI SONO E SONO NUMEROSE. DEVONO ESSERE COLPITE TUTTE PERCHE’ NON SI RIPETA.

IL CORRIERE DELLA COLLERA pubblica una lettera aperta ricevuta da un noto medico romano in merito all’ultimo regalo ricevuto dalla Francia: le tette al silicone fatte con meteriali risultati pericolosi per la salute umana.  Il tema non è quello su cui si sono soffermati tutti i media e la Rai TV – la sostituzione delle tette – bensì quello delle responsabilità generali in tutta la catena di distribuzione ( sia logistica che professionale) . Possibile che nessuno sapesse? Possibile che nessuno si sia chiesto  come mai il prezzo era tanto basso? Possibile che in nessuna pubblica struttura si siano fatte delle analisi?

Confido che anche gli altri media in indirizzo si interessino di questo fatto e sono lieto che la collera cominci a montare.

Chiar.mo Ministro della Salute

Egr. Prof. Renato Balduzzi

MINISTERO DELLA SALUTE

e p.c.

al Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Roma

alla F.N.O.M.C. e O.

al Direttore del Corriere della Sera

al Direttore di Repubblica.it, Vittorio Zucconi

al Vicedirettore del TG5, Andrea Pamparana

ad Antonio de Martini – corrieredellacollera.com

LETTERA  APERTA

Stimatissimo Professore,

sono il marito medico di una donna sopravvissuta ad un carcinoma della mammella (diagnosticato nel gennaio 2005), la cui odissea avrà un ulteriore indesiderabile sviluppo, in quanto nel marzo 2002 le erano state impiantate le ormai censurate protesi P.I.P.  della Poly Implant Prothèse, La Seyne S/Mer  (Tolone).

Non entro nel merito della vicenda medica ancora da concludere, né sul sospetto di una correlazione tra queste protesi e la possibile insorgenza di neoplasia: la relazione causa-effetto, sulla base del parere del Consiglio Superiore di Sanità del 22.12.2011 appare priva di solide basi (“Per le protesi PIP non esistono prove di maggior rischio di cancerogenicità ma sono state evidenziate maggiori probabilità di rottura e di reazioni infiammatorie” – questo il testo a firma Viggiano – Garaci).

Ci sarà tempo per cercare le eventuali relazioni sulla cancerogenicità del materiale utilizzato dalla Poly Implant Prothèse nelle protesi al silicone impiantate ed altro tempo per tutte le azioni legali che i cittadini riterranno opportuno intraprendere.

Con la mia lettera Le chiedo di agire in maniera estremamente decisa su alcuni aspetti che, dalla lettura delle circolari, delle ordinanze e delle notizie disponibili per il cittadino sui mezzi di comunicazione, non mi sembra siano stati affrontati, pur avendo rilevato una estrema rapidità nel disporre le prime misure, come quella del 29 Dicembre.

Mi riferisco al fatto che ad oggi, le notizie dei media sembrano fornire una interpretazione troppo dispersiva dei fatti, in base alla quale un manigoldo francese, tale Jan Claude Mas, Presidente (e come recita oggi il sito web dell’azienda: direttore tecnico e commerciale) della Poly Implant Prothèse, per il quale l’Interpol avrebbe “già” chiesto un mandato di cattura internazionale (in realtà sembrerebbe ricercato per aver commesso dei reati in stato di ubriachezza con condanna in contumacia a tre anni), avrebbe ordito da solo una colossale truffa nei confronti di donne più o meno giovani, talora malate.

Ciò è estremamente riduttivo e contraddice qualsiasi logica.

Espongo alcuni punti:

  • Se lo immagina il presidente di una azienda che produce impianti al silicone decidere e quindi progettare ed eseguire un piano simile senza la fattiva collaborazione di tutta l’azienda?
  • Come potevano collaboratori come il Responsabile al Commercio Estero o il Direttore Commerciale della P.I.P. per la Francia (tanto per citare figure riscontrabili sul sito web della P.I.P.) non sapere delle scelte effettuate, dei materiali acquistati, eccetera?
  • Il Sig. Mas riempiva da solo e di nascosto ai suoi dipendenti le protesi mammarie di materiale scadente e nocivo?
  • Quanto era il margine di guadagno dell’Azienda se al posto di silicone appropriato ne veniva utilizzato  uno industriale a basso costo?
  • Questo ampio margine di guadagno, poteva consentire una campagna di vendite maggiormente “aggressiva” nei confronti delle altre aziende dello stesso settore?
  • Si potevano utilizzare tali margini per “facilitare” gli addetti alla distribuzione?
  • E poi, quante protesi sono state impiantate in Case di Cura e quante in Studi Medici appositamente attrezzati con sala operatoria ambulatoriale?
  • Siamo veramente sicuri dei numeri forniti finora?
  • Non si dovrebbe cambiare il Decreto legislativo 24.02.1997 n. 46 per il quale: “nel settore dei dispositivi medici, come in altri settori del commercio ove vige il principio di “nuovo approccio” previsto dalla normativa europea, la commercializzazione è libera in quanto non è soggetta ad alcuna autorizzazione preventiva da parte dell’Autorità competente”?
  • E’ mai possibile che da un paese dell’Area Euro come la Francia possa giungere in Italia, per un periodo così lungo, materiale biomedico contraffatto? Dalle circolari emerge infatti che la segnalazione dell’ Agenzia Francese al Ministero della Salute Italiano ed alle competenti autorità Europee è infatti del 30 Marzo 2010 – 10 anni di vendite!). Se fosse accaduto il contrario?

2

Per tali semplici ragioni, come cittadino prima ancora che come persona colpita negli affetti più cari da questa vicenda, chiedo fermamente che l’azione di indagine non si fermi all’istituzione di commissioni e alle ordinanze, non si accontenti di seguire l’eventuale azione del Suo collega Xavier Bertrand, ma persegua giuridicamente con severità tutte le persone veramente coinvolte nella vicenda, sia Straniere che Italiane, chiamandole a rispondere qui del loro operato, affinché l’Italia ed i suoi cittadini si sentano e siano più protetti dalla vendita di prodotti contraffatti che come Lei sa, vanno dagli alimenti ai farmaci ed ai materiali sanitari.

 

Le chiedo inoltre che il Ministero della Salute annunci fin d’ora che si costituirà Parte Civile negli eventuali processi in  cui i cittadini cercheranno di far valere le loro ragioni.

Nella speranza che questa mia non rimanga lettera morta ma sia un elemento di riflessione che conduca ad una fattiva soluzione della vicenda, che non è solo personale ma sociale, Le offro qualora lo ritenga opportuno la mia più ampia collaborazione.

Confermando la mia fiducia nel Suo operato, Le porgo sinceri auguri per un felice Anno Nuovo.

Francesco Peverini

Roma, 01.01.2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                               3

I trackback sono chiusi, ma puoi postare un commento.

Commenti

  • gicecca  Il gennaio 9, 2012 alle 3:33 PM

    A parte, ma fino a un certo punto molto limitato, il destino delle Signore e Signorina colpite oltre che da una malattia tuttora terribile anche dalla farabuttaggine di un farabutto e dei suoi accoliti, una sola domanda: e se la PIP fosse stata una azienda Italiana, cosa avrebbe fatto e detto la amata cugina madame France e i suoi Presidents ? quali e quanti sorrisetti di compatimento ci avrebbero ammannito ? GiC
    Tra parentesi, mia moglie é morta molti anni fa di un tumore alla mammella.

  • Stef  Il gennaio 10, 2012 alle 12:21 am

    E’ da quando il duo merkozy tenne la conferenza in cui si fecero grosse risate alle spalle dell’italia che sto boicottando tutto cio’ che viene da questi due paesi.
    Vivendo all’estero, torno in italia 2/3 volte l’anno. Mai e mai piu’ volero’ con air france. Ma estendere quest’azione anche a lufthansa e’ quasi impossibile. Il prossimo rientrio sara’ con swiss air, ma dopo aver acquistato il biglietto mi sono accorto che fa’ parte del gruppo lufthansa.
    E alitalia, direte?
    Beh, la prenotazione di alitalia mi ha mandato direttamente sui voli airfrance…. peggio che andar di buio.
    Bisogna incominciare a capire che non si puo’ piu’ dipendere dagli altri per i nostri bisogni, siano essi beni o servizi.

    • antoniochedice  Il gennaio 10, 2012 alle 7:35 am

      Se torni dall’Europa del nord hai un sacco di opzioni. Dalla Austrian ai Charter turchi che hanno aerei nuovissimi.
      Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: