Archivio autore: antoniochedice

Vivo a Roma. Ho fatto un figlio, piantato un albero e non mi decido a scrivere un libro.
Detesto matrimonio e democrazia, ma non trovo di meglio.

COSA SAPERE SUL TERRORISMO E COME BATTERLO. di Antonio de Martini

La prima e più importante cosa da sapere è che il terrorismo non è una scienza, è una prassi.  Il generale Louis Antoine Desaix, morto a  31 anni e dieci mesi alla carica di Marengo ( 1800) soleva dire che  ” un ussaro ancora vivo a trent’anni è un cialtrone”.     Con le migliori intenzioni, ha mancato il suo obbiettivo.

Lo stesso si può dire di un moderno “esperto di terrorismo” , specie di quelli che hanno imperversato in Tv oggi raccontando una serie opinioni varianti dall’opinabile alla balla di grosso calibro. La colpa non è loro, ma di chi li sceglie e li paga per raccontare cose che ignorano. Continua a leggere

SIRIA E SIRIANI.GLI EFFETTI POLITICI E SOCIALI DELLA MIGRAZIONE IN ATTO di Antonio de Martini

L’ondata migratoria siriana è stata finora analizzata quasi  unicamente dal punto di vista “umanitario”  e logistico, ovvero del disturbo che danno allo spirito e alle abitudini dei residenti e del guadagno che offrono ai porgitori di carità spesso pelosa.

I siriani non sono arabi come gli altri ( posto che lo siano) e per far capire con un esempio pratico, torno col pensiero ad Antigua, isoletta sperduta nei Caraibi, dal clima mite, membro del Commonwealth, dotata della solita villa di Berlusconi e guidata da una donna di colore.

In una delle periodiche diaspore siriane dovute a ragioni politiche ( 1945) sbarcò ad Antigua un gruppo di profughi siriani che non tardò ad inserirsi nel tessuto sociale dell’isola. Continua a leggere

Guerra di Libia: la verità comincia ad affiorare. Obama è vittima o complice? di Antonio de Martini

IL 23 marzo 2011 sapevamo di essere ormai fuori gioco e sapevamo che le tribù libiche avrebbero determinato la vittoria o meno( vedi articolo di Mariantoni embedded) . Adesso ci vogliono in Libia per non farci andare in Siria dove si pensa alla ricostruzione……

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Oggi il SOLE24 ore a pagina 3  racconta  finalmente la storia della SAS   Special Air Service inglese e della sua presenza in terra di Libia da prima dell’inizio delle  “manifestazioni” di opposizione da parte dei “patrioti insorti”.

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GUERRA DI SIRIA: ERRORI ED OMISSIONI. GLI ULTIMI FUOCHI PRIMA DEL GRANDE BUSINESS. di Antonio de Martini

All’indomani della prima Guerra Mondiale, anche un bambino di dieci anni avrebbe capito che imporre condizioni di pace troppo onerose alla Germania avrebbe provocato a breve una nuova guerra.

Il solo che sembrò capirlo veramente fu John Maynard Keynes ( l’inventore della macroeconomia) che si dimise dalla delegazione inglese in polemica con le decisioni draconiane prese contro i tedeschi e consegnò i suoi pensieri, nel dicembre 1919, ad un pamphlet dal titolo provocatorio ” Le conseguenze economiche della pace” tradotto e pubblicato in Italia da Adelphi.( reperibile).

Egli illustrò la concatenazione di scelte suicide e ipocrite che portarono, appena venti anni dopo, al bagno di sangue più copioso della storia dell’uomo.
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AFRICA IN CRISI: SERVE UNA VITTORIA A OBAMA. ITALIA: ABBIAMO DUPLICATO TUTTO. C’ERA PIU’ ORDINE l’8 SETTEMBRE 43. di Antonio de Martini

La sorte degli USA e dell’ Obamacare è appesa al risultato della strategia da applicare in Libia.

Se prevale il sistema di delegare la guerra agli alleati teleguidandola ( Leading from behind), il nuovo modello di Difesa USA reggerà e ci saranno i fondi per la riforma sanitaria voluta da Obama. Altrimenti, tornerà il modello militare precedente ( 130.000 uomini in più per intervenire direttamente) e addio alle spese sanitarie gratuite per i meno abbienti e al voto democratico nel sud di colore.

Per l’Italia, la posta in gioco è il reingresso nel Consiglio di sicurezza dell’ONU a breve scadenza dall’ultimo turno, ma potrebbe essere una ripresa delle passate ambizioni di Francesco Paolo Fulci di occupare un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza penalizzando le speranze tedesche in materia. Continua a leggere

LIBIA: CHI VUOLE LA GUERRA E PERCHE’. NON SONO UN PACIFISTA, MA ORA NON E’ NELL’INTERESSE NAZIONALE. NON CI RENDEREBBE QUEL CHE ABBIAMO PERSO. di Antonio de Martini

L’anno scorso a febbraio la situazione era questa è non è cambiata. La guerra è illegittima, l’ONU non ha veste per intervenire, la NATO nemmeno e nessuno ci restituirà quel che abbiamo perso. DOVE’È L’INTERESSE NAZIONALE IN TUTTO QUESTO?

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Se la frase  quos deus vult perdere demementat rispecchia il vero, mi pare evidente che anche il Padreterno non ne possa più di questo manipolo di persone capaci di autoaccusarsi di omicidio pur di apparire sui media.

La guerra, da impossibile che era è diventata inevitabile a dire di persone che il primo ministro Matteo Renzi dovrebbe sostituire o almeno  azzittare formalmente. Oggi è lunedì e quindi sul menù c’è  la guerra alla Libia.

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IRAN, SIRIA FALSA PACE. YEMEN, LIBANO FALSA GUERRA. di Antonio de Martini

I pretesti per non riammettere l’Iran nel concerto delle Nazioni cadono uno a uno, ma i fattori geopolitici di crisi rimangono a monito che  il confronto continua ed è sempre  minaccioso. Continua a leggere

BAGHDAD E WASHINGTON AL MERCATO DEI CRISTIANI. OVVERO, IL VASO DI PANDORA SIRIANO SI STA APRENDO. di Antonio de Martini

Scritta a agosto 2014 . L’analisi resta intatta, ma Aleppo non è più in mano ai mercenari filo americani. E Erdogan e i sauditi sono imbufaliti. Non fa difficile da capire……

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Il Cardinal Legato designato a rappresentare il Papa in Irak, intervistato su
” Il Messaggero ” di oggi, a pag 2 , dice in linguaggio diplomatico quel che scrissi esattamente e apertamente due mesi fa ( “Bartala, Papa Francesco e la signora Pinotti”) e cioè che questo ” esercito islamista” “non nasce in un giorno” e ” non senza che nessuno se ne accorga”.
Lo dice in risposta a una domanda (” colpa degli Americani?”) che la giornalista non gli ha posto.

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Il Piano solo e le favole dei golpe del ’60; del ’64 del ’70 e del ’74. Seconda parte

Prima e dopo la data di questo post, potete leggere gli altri sei episodi che raccontano la storia di golpe mai avvenuti, ma utili per eliminare personaggi avversi al gruppo FIAT. O politici che volevano ammodernare l’Italia ed impedire i disastri che viviamo oggi. Per andare sulle date, clikkare sui mesi/anni indicati nella colonna a sinistra.

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La parte iconografica e le didascalie del libro di Franzinelli sono piuttosto sciatte. Raccattate da archivi di agenzia e prive di interesse politico o umano.

Un argomento tanto nuovo e poco conosciuto, avrebbe richiesto, ad esempio , fotocopie dei documenti più importanti come il Franzinelli ha fatto in un altro suo libro “Guerra di spie” in cui ha forse persino ecceduto nel pubblicare fotocopie di corrispondenze del Tribunale Speciale per la difesa dello Stato.

In particolare la foto di de Lorenzo comandante dell’Arma è stata scattata in altra occasione: infatti non indossa la mantella da Carabiniere che egli scelse come caratterizzazione del suo periodo di comando.

De Lorenzo ha sempre indossato – durante il periodo a viale Romania – il mantello rosso/nero dei carabinieri, dando l’ordine a ufficiali e truppa – tuttora in vigore – di indossare unicamente l’uniforme nera e scartando quella Kaki che i carabinieri indossavano specie nel periodo…

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CRISI DEL VICINO ORIENTE: LA SCIARADA TURCA. di Antonio de Martini

Sui media, specie di casa nostra e anche su qualche commento a questo blog, si nota irritazione per la apparente contraddittorietà dell’atteggiamento turco in questa crisi politica e militare che altro non è se non la vecchia ” Questione d’Oriente” che ai miei tempi erano retaggio comune dai banchi della  scuola secondaria e che è finita nel dimenticatoio tra le tante cose espunte dai programmi scolastici e non  più diffuse.

Ci si limita al folclore di “Ataturk”, ai luoghi comuni quali “bestemmiare come un turco” ( mai sentito bestemmiare un turco ( o islamico), la bestemmia è un vezzo italico) e al cliché della ferocia.

La grande considerazione in epoca  ” moderna” che ha dato fama di duri ai militari turchi risale alla guerra di Corea (1950-1953), cui parteciparono con un battaglione ( l’Italia con un importante ospedale da campo). Continua a leggere