È stata al Kaida, oppure americani intenzionati a reagire all’inverno del loro scontento?
C’è un tale miscuglio operativo e motivazionale che ritengo si tratti di americani nati in America ( o in Inghilterra) e aderenti ideologicamente, non organizzativamente, ad Al Kaida.
Una specie in crescita benchè, ipso facto, condannata a morte senza processo, appena individuata.
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Non credo ci sia bisogno di scomodare Thoreau e il suo rifiuto di avallare lo schiavismo o la guerra al Messico per affermare che la Democrazia ” col diritto al mugugno” basta a chi ha mentalità accomodante o addirittura servile , ma non si addice a uomini liberi.
Un cittadino è tale quando non solo conosce i suoi diritti, ma anche li esercita.
Quando c’è democrazia, c’è anche la libertà , ma quando c’è libertà , non è detto che ci sia democrazia e questa è la situazione che viviamo in questo momento politico.
Siamo liberi di protestare a patto che queste non producano conseguenze apprezzabili.
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Di antoniochedice
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Il GUARDIAN non è certo un giornale rivoluzionario e l’Inghilterra non è un paese ostile agli USA.
Credo però che ci sia un limite a tutto e se ne sono accorti anche gli inglesi
C’è un limite anche all’acquiescenza verso gli alleati.
Il limite è stato superato per primo dal Pakistan, dove ormai il numero dei morti ammazzati ha superato le tremila unità.
Terroristi? Si, circa 150, gli altri sono i danni collaterali.Per avere una idea del numero degli attacchi effettuati coi Drone contro obiettivi, veri o presunti, clikkate sul link del Guardian e poi riprendiamo il discorso.
http://www.guardian.co.uk/news/datablog/interactive/2013/mar/25/drone-attacks-pakistan-visualised
Il responsabile di questo eccidio, John Brennan, è stato designato dal Presidente Obama a capo della C.I.A. Benché fosse responsabile dell’assassinio dei maschi della famiglia Awlaki.
Gli Awlaki erano cittadini U.S.A. È questo ha creato trambusto al livello dei diritti costituzionale.
Si può condannare a morte un cittadino americano senza che la legge sanzioni il fatto?
La risposta è stata no.
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Quando si parla di “mondo cristiano” nei paesi arabi, noi italiani tendiamo a pensare ai cattolici. E’ un altro residuo di provincialismo, questa volta in campo religioso.
Nel Mondo Arabo, la confessioni cristiane principali sono tredici: nascono dalle varie eresie ( etimo:”scelte”) avvenute nei vari concili che costellarono i primi secoli del cristiasnesimo: Nicea, Efeso, Calcedonia .
Assiri ( 110.000 e 130.000 nella diaspora); Caldei ( 400/500.000 e 120.000 nella diaspora); Siriani ortodossi ( 146.000 e 150.000 nella diaspora); Siriani cattolici (101.000 e circa 50.000 nella diaspora); Maroniti ( 550/700.000 e circa 2 milioni nella diaspora); Copti ortodossi da tre a sei milioni e 400.000 nella diaspora); Copti cattolici ( 150.000 e nella diaspora imprecisati) Greci ortodossi (959.000 e 400.000 nella diaspora); Greci cattolici Melkiti (442.000 e 500.000 nella diaspora); Armeni apostolici (348.000 e “alcuni milioni nella diaspora”); Armeni cattolici ( 51.000 e 100.000 nella diaspora); Latini (86.300 ); Protestanti (60/80.000). IN TOTALE, da 6,5 milioni a 9,7 milioni.
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Di antoniochedice
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PE C H I N O, 28. Hanno suscitato emozione in Cina e in tutto il mondo le immagini di un aborto, al settimo mese di gravidanza, imposto a una donna la quale aveva violato la legge che impone alle coppie di avere un solo figlio. Il fatto è avvenuto venerdì scorso nella provincia orientale dell’Anhui. Le immagini del bimbo soppresso nel grembo della madre con un’iniezione letale e poi gettato via sono state diffuse su internet dal padre.
DAMASCO, 28. L’Onu ha inviato rinforzi (uomini e mezzi) al contingente dispiegato sulle alture del Golan, nella fascia di territorio compresa tra Israele e Siria. Lo ha annunciato ieri un portavoce del Palazzo di Vetro.
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Di antoniochedice
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DURBAN, 26. L’economia mondiale deve affrontare nuove sfide, sempre più complesse. In prima linea ci sono i Brics, il gruppo delle economie avanzate formato da Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. In questi giorni a Durban si svolge il quinto vertice dell’organizzazione, al quale partecipano capi di Stato e di Governo dei Paesi coinvolti: un’occasione per rilanciare progetti politici comuni e mettere le basi di importanti accordi economici. Al centro, secondo l’agenzia statale brasiliana, dei colloqui ci sarà «la creazione di una nuova istituzione bancaria, in alternativa al Fondo monetario internazionale e alla Banca mondiale».
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Di antoniochedice
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Ecco di cosa è capace una grande ed efficiente democrazia.
Nel decimo anniversario della invasione dell’Irak, il National Security Archive pubblica, declassificati, i documenti che provano le bugie di Bush il piccolo, Donald Rumsfeld eccetera.
Quando accusiamo l’America, ricordiamoci che viviamo in un paese in cui è ancora segreto anche… non si può dire.
Buona lettura a chi sa l’inglese.
http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB418/
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BAMAKO ( Mali), 23. Un anno fa il colpo di Stato militare in Mali che il 22 marzo 2012 rovesciò il presidente Amadou Toumani Touré, mise il Paese fuori dall’ordine costituzionale e fece precipitare la crisi nel nord, dove erano insorti gli indipendentisti Tuareg, in una deriva favorevole al consolidamento di gruppi jihadisti.
Questi ultimi, nonostante il ritiro dalle città settentrionali al quale li ha costretti l’intervento armato francese dello scorso gennaio, mantengono intatta la capacità di colpire sia con azioni di guerriglia sia con attentati. Ancora nelle ultime ore si sono intensificati i combattimenti e
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Di antoniochedice
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NAVI E POLTRONE: LA STORIA DI DUE MARÒ IN BALIA DI UN GOVERNO SGANGHERATO. di Antonio de Martini
I neretti sono introdotti oggi (ndr)
Ogni anno circa seicento navi battenti bandiera italiana, attraversano lo stretto di BAB EL MANDAB e successivamente ( o preventivamente a seconda del verso) l’istmo di Suez.
In Inghilterra, dove l’attività economica è veramente libera, si è creata una organizzazione che fornisce i servizi di scorta armata ed ha anche tentacoli commerciali in Italia.
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Quello che un tempo era il nostro fiore all’occhiello industriale e imprenditoriale, l’ENi, ha cessato le attività di ricerca ed estrazione in Nigeria.
Il pensiero vola istintivamente verso il nord della Nigeria dove esiste un pericolo crescente a causa dei ripetuti scontri tra la banda terrorista Boko Haram e alcune comunità cristiane.
Invece il punto in cui opera la compagnia si trova sulla costa, nello stato di Beyelsa.
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