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LA SIGNORA CON GLI ATTRIBUTI COLPISCE ANCORA. L’ARGENTINA METTE FUORI LEGGE I MAGHI DELLA FINANZA.

Il 23 dicembre scorso, il parlamento argentino – ne da notizia il quotidiano economico “Ambito Financiero” – ha approvato una riforma del codice penale che prevede l’incorporazione nel codice, dei ” principali comportamenti punibili che, assieme al riciclaggio di denaro, colpiscano l’ordine economico e finanziario del paese.”
La legge, equipara questo genere di reati identificati con la speculazione finanziaria, agli atti di terrorismo per cui gli argentini non sono mai stati teneri.
Il 25 ottobre scorso misi on line un post ” quel che Berlusconi non ha fatto, lo ha fatto una donna con gli attributi”. Alludendo alla presidentessa argentina che ha preso con energia le difese dei suoi cittadini contro gli speculatori.
Adesso , benché menomata da un tumore che l’ha colpita di recente, la Presidentissima , che e’ stata rieletta trionfalmente, ha aggiornato il codice penale, prevedendo come reati gli attacchi speculativi contro la moneta nazionale.
Aveva proprio ragione don Abbondio” se uno non ha coraggio, mica se lo può dare” .
No, ma non e’ nemmeno obbligato a fare il primo ministro. Vero, Silvio? Vero Mario?

ALTO RISCHIO : IL GENERALE MORI, DOPO AVER CATTURATO TOTO’ RIINA, SPIEGA E RIVELA. INTANTO MARONI CHIEDE LA SCORTA PER LUI E LA SEGRETARIA…

Una delle più apprezzate caratteristiche dei Carabinieri è sempre condensata nel motto ” atti a obbedir tacendo”, che oggi non vedo più riprodotto da nessuna parte.

Anzi, parlano un pò tutti, specie in questo periodo.

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IL NUOVO ORDINE MONDIALE VISTO DA ISRAELE. TESTO DI UNA CONFERENZA ALLA HARWARD BUSINESS SCHOOL TENUTA DALL’EX VICE CAPO DEL MOSSAD.

Ecco lil testo della seconda conferenza resa alla Harward Business School da Nackik Navot E’ del settembre 2011.

L’esperienza diretta di uno dei testimoni della politica del Vicino Oriente

IL CORRIERE DELLA COLLERA pubblica documenti di questo genere. Se non volete perderne nessuno, clikkate sulla vostra sinistra dove è scritto”iscrivimi”. Riceverete gratuitamente una mail ad ogni pubblicazione di un post. Vedrete la scritta solo se andate su http://corrieredellacollera.com , ma non se vedete il testo da un social network

Harvard Business school –autunno 2011-AMP -94 Riunione.

IL NUOVO ORDINE MONDIALE – LE PERSONE

di Nackik Navot

Dieci anni dopo —– Il tempo che ci aspetta

Cari Amici,

all’inizio di agosto ho avuto un incontro con 130 membri di un’organizzazione mondiale – M-UN (model UN) – e per loro era il terzo incontro in Israele. Volevo condividere con voi questa esperienza come base per la nostra discussione nel corso della riunione. L’obiettivo è accettare che abbiamo una missione da compiere. Accordarci su di essa e pianificarla.

Sono estremamente orgoglioso di essere qui pronto ad affrontare una sfida ancora maggiore – la nuova generazione, che è la nostra UNICA SPERANZA di costruire un nuovo ordine mondiale.

Ho accettato questa sfida perché ritengo che l’esperienza di vita che ho accumulato negli ultimi 66 anni, quando sono stato reclutato per il servizio pubblico mi permetta di condividere con voi alcuni punti cardine.

Avevo quattordici anni quando sono stato reclutato nel movimento clandestino dei giorni che hanno preceduto la nascita del nostro stato, nello sforzo comune di creare una nazione unificata. Due anni e mezzo dopo, quando lo stato di Israele era ormai nato, all’età di sedici anni e mezzo, entrai nell’esercito israeliano. Pochi mesi più tardi entrai a far parte di quella che in seguito divenne nota come Israeli Intelligence Community, dalla quale mi sono ritirato 37 anni dopo. Nel luglio del 1985 mi sono spostato dal servizio governativo a quello pubblico – collaborando con varie ONG in cui ritengo vada cercata la base del nucleo per un Nuovo ordine mondiale.

Ho deciso di condividere con voi il mio pensiero sul mondo a venire. Per 30 di quei 37 anni, dono stato implicato nelle relazioni estere speciali di Israele. Questo mi ha permesso di imparare molto, sulla base di incontri con persone comuni e leader politici di alto livello, nel medio oriente, in Africa, nel lontano oriente, in Europa e negli Stati Uniti. Con sforzi infiniti di comprendere “l’altro lato”.

Il mio sforzo continuo era cercare di capire da quali ideali fossero mossi – quali fossero i loro scopi politici e cosa capissero degli interessi e degli scopi dello stato di Israele – e cosa abbiamo in comune con loro, come partner di una stessa causa, che affrontiamo le stesse sfide.

Ho imparato che abbiamo così tanto in comune con persone di culture e religioni differenti. Tutto basato non solo su una mentalità aperta e sugli interessi di stato – ma soprattutto sul fattore umano – la capacità di comprensione delle persone.

Pur vivendo in medio oriente, siamo anche parte della cosiddetta “CULTURA OCCIDENTALE”. Ho avuto modo di conoscere dall’interno le due forze opposte che si sono contrapposte per il dominio della regione negli ultimi 32 anni – Washington e l’Iran – avendo lavorato in entrambi gli stati. Ho operato a Washington dal 1955 al 1957 e in Iran dal 1969 al 1972, ben prima della rivoluzione islamica, negli ultimi 10 anni del regime dello Shah.

Nel corso dei miei anni di servizio, sono stato testimone di due eventi storici della massima importanza:

A. La firma dell’accordo di distensione tra gli USA e l’Unione Sovietica nel maggio del 1972, quando ormai era chiaro che entrambe le potenze avevano raggiunto il livello di M.A.D. (Mutually Assured Destruction, Distruzione Reciproca Certa).

B. La distensione tra le religioni interne all’Islam – gli estremisti Sciiti dell’Iran come nazione musulmana ma non-Araba insieme ai Sunniti guidati dall’Arabia Saudita, e il resto del mondo arabo. Entrambi i “Prodotti” vengono dagli elementi estremisti degli ultimi 30 anni, orientati contro l’Occidente e la sua cultura. Bin Laden e la sua Al-Qaida, esattamente come altre organizzazioni terroristiche – dall’Iran al Libano e a Gaza, e il ritorno della Turchia all’Islam dopo decenni di stato laico.

Il fenomeno che più colpisce, che definiamo “la terza guerra mondiale” – la guerra di culture – è che è stata proprio l’Arabia Saudita e il suo re Abdullah a iniziare la distensione tra le religioni e per una ragione semplicissima: non voleva altri Bin Laden, il saudita che aveva innalzato la bandiera della Jihad per combattere contro la cultura occidentale.

Gli eventi del 2011 verranno ricordati come l’anno della ristrutturazione sociale del mondo arabo – un processo all’interno del quale ci troviamo proprio in questo momento.

Viviamo tutti in un nuovo mondo a due dimensioni, dove gli eventi che si verificano in uno degli angoli influiscono su tutto, da un polo all’altro, da est a ovest. Non ci sono più superpotenze, che hanno tentato di “gestire” gli affari mondiali fin dalla prima guerra mondiale, e hanno fallito!

In questo si trova il triste destino del primo tentativo di creare un nuovo ordine mondiale – la Lega delle Nazioni – esattamente come quello delle Nazioni Unite del 1945.

La società umana ha sperimentato diversi sforzi per controllare e guidare i processi storici attraverso un’estrema varietà di ideologie politiche, e più di recente anche di religioni.

Abbiamo attraversato guerre e rivoluzioni – la rivoluzione industriale degli ultimi due secoli è diventata il fattore dominante nelle strutture sociali e nelle forze politiche e ideologiche, per gli ultimi 30 o giù di lì.

Ora dobbiamo affrontare una NUOVA rivoluzione, che è ancor più significativa – il Nuovo Mondo della Comunicazione, che ha dato inizio a un processo di creazione di “Nuove Persone” e nuove strutture sociali – il mondo è Piatto – con EFFETTI da occidente a oriente. È stato questo l’elemento che ha innescato gli attuali eventi nel medio oriente, praticamente distruggendo i vecchi regimi. E sempre questo potrebbe provocare un effetto e delle reazioni simili negli Stati Uniti e in Europa come è successo nell’ultimo mese in Israele. Quasi un’eruzione vulcanica, che continua a la sua attività finché non avverrà un ulteriore e maggiore cambiamento – UN NUOVO ORDINE MONDIALE.

Quale sarà il prossimo avvenimento?!?!

La Rivoluzione della Comunicazione, che sta dietro a quello che amo definire come una rivoluzione nell’educazione – la Rivoluzione della Conoscenza, ha reso le persone in grado di conoscere e capire di più, dotandole di conoscenza e dell’accesso agli stessi strumenti del miglioramento della vita, la forza motrice di quello che è il mondo delle nuove tecnologie.

Questo è un grande messaggio. La questione ora è come tradurlo in un Nuovo ordine Mondiale, in cui la gente possa raggiungere anche tutti i livelli della vita.

Noi, in occidente, siamo portati a credere che la DEMOCRAZIA sia il culmine dello sviluppo socio-politico, ma questo non è più così scontato adesso. I governi democratici se la cavano alla meno peggio per i quattro anni di durata, senza riuscire a soddisfare le aspettative dei cittadini – questo diventerà sempre più una sfida. Nella maggior parte dei paesi in cui c’è stata una rivoluzione, è difficile che il potere sia passato a regimi democratici. Deve essere chiaro che il MONDO PIATTO in cui stanno avvenendo le attuali rivoluzioni di movimenti di protesta richiede un NUOVO ORDINE MONDIALE che si occuperà delle persone ovunque si trovino. Non solo in Europa e in altri luoghi delle società occidentali. Dovrebbe coinvolgere anche il terzo mondo, ora che tutto è interconnesso.

Questo è stato un anno di svolta decisiva – nel medio oriente la nascita del potere delle persone ha abbattuto i vecchi regimi.

Voi siete la Nuova Generazione cui è stata affidata la missione di trovare il modo corretto per strutturare un Nuovo Ordine Mondiale.

“Non più guerre, non più spargimenti di sangue”, ha dichiarato il presidente egiziano Anwar Sadat, sorprendendo tutti con la sua visita al nostro parlamento, facendo appello affinché noi ascoltassimo il suo discorso – “Viviamo in pace”.

Ma la pace può esistere solo tra persone – Mai più Guerre! È chiaramente una questione di priorità, quello che vedete ora in Israele è un’importante manifestazione di un movimento di protesta immenso, ma pacifico.

Le giovani generazioni di Israele hanno attraversato guerre cercando di evitare un nuovo olocausto, noi vorremmo vivere in pace, e condividere questa pace con la gente di tutto il mondo, proprio come da sempre cerchiamo di seguire il nostro profeta Isaia – “forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciranno più nell’arte della guerra” una delle questioni mentre prendiamo decisione sulle nuove priorità dovranno essere i budget della difesa. E questo è vero per Israele – ma non solo.

Visto che le democrazie hanno fallito in occidente, quali potrebbero essere le alternative per includere i cambiamenti e le nuove strutture in aree come il medio oriente e altre simili in tutto il mondo? Una parte potrebbe essere costruita intorno a organizzazioni mondiali come la Banca Mondiale, l’organizzazione mondiale della salute, e altre organizzazioni locali. Un modo è costruire intorno all’importante fenomeno delle ONG, in cui sulla base della mia esperienza nutro grande fiducia. Anche la leadership economica oltre a quella politica ha fallito nel rispondere alla richiesta di una giustizia sociale. Queste sono le realtà di cui bisogna tenere conto nel tentativo di affrontare i cambiamenti richiesti – costruire un nuovo Ordine Mondiale.

Ora è compito vostro imparare dalla nostra esperienza e dagli attuali cambiamenti mondiali per proporre un modo per costruire un nuovo Ordine Mondiale.

Abbiamo quasi tutti una certa familiarità con la recente definizione dell’attuale crisi economica che abbraccia il mondo intero, data dal professor Joseph Stieglitz – premio Nobel in economia:

L’esperimento dell’attuale sistema economico (il capitalismo) è fallito e dobbiamo strutturare un nuovo sistema”.

Lo stesso concetto è stato ribadito da pochissimi esperti mondiali di recente.

Questo era il mio messaggio ai potenziali leader mondiali più giovani:

Ora possiamo e dovremmo – con la conoscenza e l’esperienza che abbiamo accumulato, sostenuta dal “patrimonio” della Harvard Business School – trovare il modo per governare e fare da guida,

VICINO ORIENTE. IL CONVITATO DI PIETRA E’ ISRAELE. GLI DIAMO LA PAROLA CON ALCUNI DOCUMENTI INEDITII

Proseguiamo nella pubblicazione di documenti di interesse. L’autore di questo documento – che è il primo di due- è un membro influente dell’establishement israeliano. Si chiama Nackik Navot, ha 80 e passa anni ed è stato tra l’altro vice capo del MOSSAD

IL CORRIERE DELLA COLLERA pubblica il testo di questi interventi alla Harward Business school sul tema ” What Israel Stands for” per togliere il velo della segretezza da una parte e della propagnada dall’altra. Questo intervento è del settembre 2010.

Israele come terreno di prova o laboratorio unico – e il “prodotto”

di NACKIK NAVOT

Per gli ultimi 60 anni Israele è stato una sorta di Laboratorio al servizio della società mondiale in molti campi: al suo servizio per ricostruirsi dopo lo spargimento di sangue e gli orrori della seconda guerra mondiale. La società occidentale ha cercato di ricostruirsi e di strutturare una nuova società mondiale adattando nuovi “termini di comportamento” per avere un mondo più sicuro per l’umanità.

A causa delle differenti culture dell’est e dell’ovest ci è voluto un po’ di tempo per capire come Continua a leggere

L’ ARMA ASSOLUTA E’ L’ELETTRONICA. DA AUSILIARIA AD ARMA PRINCIPALE. HA DECLASSATO ANCHE LE BOMBE NUCLEARI. PUÒ ESSERE USATA ANCHE CONTRO PAESI AMICI . COME FANNO CON NOI. di Antonio de Martini

Militarmente parlando, le armi nucleari hanno un limite politico di impiego e un inconveniente “tecnico”.
Si possono usare solo in tempo di guerra dichiarata e le aree colpite restano inagibili per un periodo di tempo medio-lungo.
Le armi elettroniche invece, possono essere usate

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BORIS PASTERNAK E INGE SCHOENTHAL: DUE STORIE DI MILIARDI DI EREDITA’ CONTESE, DOVE APPAIONO LA MORTE DI CHE GUEVARA E QUELLA DI FELTRINELLI, IL KGB, LA CIA. UNA INTERVISTA ESCLUSIVA A SERGIO D’ANGELO.

Sergio d’Angelo ha compiuto ottantotto anni e ne dimostra venticinque di meno anche fisicamente, oltre che di memoria. E’ a lui che il mondo deve il romanzo capolavoro di Boris Pasternak ” Il dottor Zivago” che fruttò all’autore il Nobel per la letteratura e una vita di persecuzioni, anche se la maggior parte degli italiani di tutto questo ricorda forse solo il film e Julie Christie.

Il Corriere della Collera pubblica oggi una lunga intervista a Sergio d’Angelo, di Kontinent USA e del presidente della associazione per l’amicizia Russia Stati Uniti Edward Lozansky, uno scienziato nucleare sovietico che fece il cammino inverso rispetto a Bruno Pontecorvo che scelse di andare a lavorare in Unione Sovietica. Due ebrei inquieti, su opposte sponde della guerra fredda.

IL Corriere della Collera è lieto di offrire questa esclusiva ai propri lettori e promette a breve , oltre a questa verità sulla morte di Feltrinelli, anche uno studio comparativo della due inchieste della magistratura sulla morte di Enrico Mattei, curato dall’ ex A. D. dell’Agip, uno dei suoi discepoli.

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MENTRE GLI USA CERCANO DI RIMEDIARE ALLA GAFFE COL PAKISTAN E USCIRE DAL PANTANO AFGANO, NEL LEVANTE PERDONO DUE ALLEATI CONTRO LA SIRIA E LA “HUMAN INTELLIGENCE” SUL POSTO. RESTA L’OPZIONE DELL’ATTACCO DIRETTO O LA SORDINA . DUE IATTURE. di Antonio de Martini

Il nuovo capo della CIA generale David Petraeus, dopo aver organizzato un seminario di tre giorni dedicato ai suoi agenti segreti, sugli aspetti etici dell’impiego dei Drone ( aerei armati senza pilota che organizzano omicidi telematici mirati) , ha lasciato trapelare di aver dato ordine di fermare questi attacchi considerandoli ” controproducenti” .

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BEFERA: LO SHERIFFO DI SHERWOOD, IL SIGNOR CUCCAGNA E LO STATO DI DIRITTO. PURTROPPO E’ MORTO IL TERZO.

L’intervista odierna al “Corriere della Sera” fatta da Massimo Muchetti – il buttafuori dell’editore – e’ un chiaro esempio di quali danni possa fare un cattivo servitore dello Stato quando si monta la testa.
Ieri avevo scritto che una delle concause dell’attentato subito dal funzionario ( che ieri ha fatto una intervista “eroica” in TV) era la sovraesposizione mediatica cui il Befera aveva esposto la funzione di recupero crediti dello stato.
Oggi il Befera ha rincarato la dose. Vedrete che ci toccherà anche pagargli la scorta.
Mesi fa, Il mio avvocato mi ha commentato una ipoteca messa , da Equitalia, su una casa per un credito di mille ottocento euro, benché sia espressamente vietato dalla legge.
Con sistemi come questi non mi meraviglia che il Befera e i suoi collaboratori siano riusciti a fare grandi incassi.
Peccato che questi comportamenti siano contrari alle leggi dello Stato di diritto.
Lo stesso Befera ha ammesso, nella intervista, che la completa abolizione del segreto bancario , come adesso ci sarà in Italia, non esiste nemmeno nella Corea del Nord.
La ” penale”, in realtà gli interessi, sono dell’ordine del 30% e anche questo e’ illegale.
Sempre nella intervista, scopriamo che il blocco del “turn over” dei dipendenti pubblici vale per la polizia antimafia, per i medici del pronto soccorso, ma non per gli esattori.
Penso che per stanare gli evasori totali basterebbe abbinare il numero della patente al codice fiscale.
Senza numero di codice fiscale si può vivere, senza patente e’ molto più’ difficile.
Per riuscire a incassare i denari dai morosi, basterebbe licenziare coloro che non fanno i recuperi.
Si fa cosi’ in America, cosi’ in Inghilterra e cosi’ in tutto il mondo.
Da noi bisogna aspettare un attentato per scoprire che il direttore romano di Equitalia dice questa frase (sentita con le mie orecchie in Tv ieri)”la mia personale persona” convinto di parlare italiano, mentre il direttore generale crede di essere democratico perche’ ha ottenuto l’abolizione del segreto bancario e il presidente del Consiglio – gia commissario europeo – emana un decreto che abolisce il segreto bancario ignaro che e’ pienamente legittimo ( art 106 del trattato di Roma) aprire un conto corrente – gestibile facilmente per telefono – in qualsiasi paese della Unione Europea ( consiglio il Belgio) e complicare la vita a tutti e tre questi signori.
Intanto la popolazione periurbana esposta alla mondializzazione e abbandonata dalla democrazia,
cova i sordi rancori che si sfogano improvvisamente come a Torino, contro i più poveri o i meno numerosi.

UN PO DI PEPE NEL MINESTRONE

Il direttore romano di Equitalia e’ stato oggetto di un attentato, reso piu’ odioso dal fatto di essersi svolto in clima natalizio.
Per fortuna – o calcolo degli attentatori – e’ rimasto ferito, anche se una ferita all’occhio non può essere presa alla leggera.
Questa federazione anarchica non e’ nuova a imprese di questo genere anche in Italia.
Ricordo in particolare la stessa firma per un attentato all’ambasciata svizzera ( e forse anche a un’altra).
Non ci vuole Sherlock Holmes per capire che questo gruppo terroristico e’ stato creato per scandire i momenti salienti della crisi economico- finanziaria e ” decide” di colpire solo in Italia e Grecia.
Un governo ben consigliato in termini di comunicazione, avrebbe evitato di mettere l’accento sui sacrifici imposti alla classe meno abbiente e avrebbe cercato altre ragioni di legittimazione politica.
Adesso questa oscura coschetta di terroristi ad orologeria, raggiunge il sogno dei “rivoluzionari” del 1968: Posizionarsi come i Robin Hood in difesa dei poveri contro l’occhiuto esattore delle tasse che vessa gli abitanti già’ colpiti dalla carestia.
In questa opera hanno la loro parte sia le ripetute interviste del Presidente di Equitalia – fare l’esattore e’ un mestiere che richiede discrezione – che alcune disattenzioni alla legge, ripetutamente violata, mettendo l’ipoteca sulla casa anche a persone che dovevano all’erario cifre di poco conto.
Inoltre se vogliamo rendere credibile la volontà’ del governo di entrare in Europa ed essere europei, bisognerebbe comunicare non con toni gentili e comportamenti aggressivi e prevaricatori, ma piuttosto smettendola con le decisioni amministrative di stampo borbonico, inclusa l’immediata esazione di cifre in contenzioso ( che si potrebbe sveltire altrimenti), l’applicazione di parametri predeterminati ( che in periodi di crisi non hanno ragione d’essere considerati validi) ed altre piccole rivincite che una burocrazia frustrata prende sulle persone sbagliate.
Al terrorismo burocratico- fiscale la risposta, prima o poi, e’ assordante.

LA GUERRA AL TERRORE STA PER FINIRE, D’ORA IN POI CI VORRA’ IL CONSENSO DEL CONGRESSO. di Antonio de Martini

La fama degli anglosassoni difensori della libertà, risale alla MAGNA CARTA (1215). In realtà si trattò di una insurrezione di Baroni , stufi delle angherie di Re Giovanni.

Non si è trattato di un documento filosofico, bensì di una serie di decisioni molto pragmatiche di cui ne sopravvivono solo tre: il riconoscimento dei diritti e libertà della chiesa di Inghilterra , quello della libertà e usanze di Londra ed altre città ( alcune delle quali eliminate nella campagna contro i “borghi putridi” che diede una nuova legge elettorale agli inglesi nell’800) ed infine la frase famosa che vale sempre la pena di riprodurre ” nessun uomo libero sarà preso, imprigionato o privato dei suoi beni e diritti, o bandito, o esiliato ne si procederà con la forza nei suoi confronti, se non con un ” lawful judgement of his equals”o secondo la legge del territorio.
A nessuno venderemo, a nessuno negheremo, a nessuno dilazioneremo diritti o giustizia”.

Questa è la base su cui ho imparato a conoscere ed ammirare i popoli anglosassoni. Questo mi aspetto che facciano per sempre. SE SI ALLONTANANO DA QUESTA FILOSOFIA , NON DEVONO MERAVIGLIARSI DI PERDERE SIMPATIE. Sarebbe normale immaginare che la naturale evoluzione dell’uomo , li abbia portati a migliorare costantemente il loro standard etico comportamentale e così pare quando si lanciano in crociate per la democrazia dei popoli, magari senza i sottintesi geopolitici e economici cui ci hanno abituato ultimamente.

Non appartengo alla setta di coloro che demonizzano il comportamento brutale degli americani – anche misti di razza, l’imprinting è anglosassone – nella cosidetta lotta al terrore scatenatasi dopo l’attentato dell’11 settembre 2001, ma nemmeno ai ” clientes” che si affrettano a difendere gli USA con la stessa ” tigna” con cui i piemontesi difendevano casa Savoia.

Hanno agito secondo la migliore tradizione repubblicana dell’antica Roma: si usava nominare un dittatore con pieni poteri per un semestre. Data l’economia rurale dei tempi, si tratta di un intero , o quasi, ciclo economico.Bene, il ciclo economico deli USA è per loro decisione quadriennale .
Ma la mozione decisa del Senato degli Stati Uniti dura da oltre dieci anni.
Dalla dittatura democratica, si rischia di scivolare in quella senza aggettivi.

Il 18 settembre 2001 il Senato USA deliberò la seguente mozione che vale la pena di riprodurre , anche per abituarci a ragionare per documenti e fatti.

” Il Presidente è autorizzato a usare ogni forza necessaria e appropriata contro quelle Nazioni, organizzazioni o persone che egli determini abbiano pianificato, autorizzato, commesso o aiutato a commettere, o aiutato gli attacchi terroristici accaduti l’11 settembre 2001 o che abbiano dato rifugio a queste organizzazioni o persone”

Dal post della scorsa settimana possiamo evincere che il costo in vite umane sia stato elevatissimo – specie di mussulmani – mentre l’occidente ha comunque perso oltre ottomila uomini ( di cui oltre cinquemila americani o aspiranti alla cittadinanza USA).

Per ammissione del Washington Post della scorsa settimana , ormai dei terroristi dell’11 settembre ne restano liberi o in vita al massimo un paio.

Potrebbe nascere l’esigenza di “finire il lavoro” con una campagna preventiva di pulizia – starei per dire etnica – che elimini anche alcune sacche di velleità future ( si vis pacem para bellum, in extenso), ma una volta catturato Zawayiri ed il suo vice, l’opportunità e la legalità di questo orrendo massacro verrà a cadere.

Infatti il potere di dichiarare la guerra , in base alla Costituzione americana , spetta al Congresso e non al presidente.

Il mandato a fare lo sceriffo, finisce con la fine dell’ultimo terrorista ancora a piede libero.

Per tornare all’esempio della Roma antica, Cicerone, per salvare le istituzioni dalla Congiura di Catilina , fece strangolare i senatori Lentulo e Cetego, mentre la vita di un cittadino romano era protetta dalla legge e poteva essere tolta solo dal giudizio.

Passata l’emergenza, gliela fecero pagare cara. Potrebbe succedere anche a Obama o al suo successore.

L’America che ci piace è quella che rispetta il principio di libertà per se e per gli altri. L’America che ci piace è l’America che non mantiene in cattività un cittadino per anni senza portarlo davanti al giudice, l’America che non ammazza un suo cittadino nello Yemen per quanto abbia cambiato religione o sia stralunato.

E’ arrivato il momento in cui il Congresso degli Stati Uniti si svegli e riprenda la propria prerogativa offuscata da dieci anni di dittatura democratica, ricodando a tutti il detto ” IL PRESIDENTE E’ POTENTE. IL CONGRESSO E’ ONNIPOTENTE”.

Non si può continuare a dare la caccia a due persone, facendo pagare il prezzo a due milioni.

Se la strage dovesse continuare, accanto all’elenco dei caduti, gli americani dovranno cominciare a contare – a milioni – il numero delle persone che smetterano di amare il paese di John Wayne, della Coca Cola e della speranza per assimilare l’immagine dello zio Sam a quella di uno mostro che divora i nostri figli.