Archivi Categorie: Medio Oriente

GEOPOLITICA DELLA FAME da Mogadiscio a Tunisi: finché c’è guerra, c’è speranza.

Nessuno ha veramente chiare le idee  su quel che succederà nei paesi  in via di (semipermanente) sviluppo e nel loro rapporto con noi europei.

Grazie   ad un periodo  svolto da Segretario Generale del COMITATO FAO e ad un amico poi scomparso e che rimpiango, Giovanni Posani, ho potuto fare una esperienza straordinaria :quella di osservare lo scandalo della fame in un mondo di abbondanza nella indifferenza dei più e l’infamia di una serie di organizzazioni e singoli che vivono sulla carità internazionale come gli avvoltoi si nutrono di carogne.

Ho avuto modo di osservare  da vicino i meccanismi che regolano il funzionamento  degli enti dell’ONU  che lottano contro la fame  – operano tutti a Roma – quali la FAO ( è il più conosciuto) Il PAM ( programma alimentare mondiale) e l’IFAD ( il più ricco).  Hanno responsabilità marginali,  messi come sono all’angolo dall’OMC ( Organizzazione Mondiale del Commercio), ma non fanno nemmeno il poco che potrebbero. Burocrazia si, passione, no. Continua a leggere

Tunisia: Da Didone a Ben Alì. comunque vada…..

I tunisini , con un aiutino, si sono liberati del loro Presidente . Il vice , sta cercando di  far sopravvivere qualcosa  promettendo le elezioni tra sei mesi. Continua a leggere

Tornano le rivolte della fame. Mediterraneo in fiamme di Antonio de Martini

gli scontri in Algeria. In Francia nel 2010 le auto incendiate sono state 42.000. E noi ci lamentiamo della FIOM

 L’intero bacino mediterraneo è in stato di crisi : In Spagna c’è l’Eta basca. I balcani sono presidiati dalle truppe europee dopo che gli USA hanno scatenato una guerra che non hanno potuto chiudere.  La Grecia ,  ha gli attentati anarcononsocosa. La Turchia ha i suoi guerriglieri curdi. Il Libano si lecca ancora le ferite di una guerra durata 17 anni con oltre 120.000 morti su tre milioni di abitanti.  Israele ha i Palestinesi ( o se preferite, viceversa). Continua a leggere

Risposte a GIC, Venanzi & CO (però,usate il sito per favore….)

La discussione sull’impero romano di oriente e occidente, ha infiammato  la fantasia di alcuni amici, segno che i grandi temi creano interesse. Ringrazio GIC che mi ha corretto non solo  un paio di date e tutti quelli che hanno dato un contributo di valutazione  degli eventi o della mia interpretazione degli stessi. Mi dispiace che in parte questo scambio di opinioni si svolga Continua a leggere

I Cristiani arabi: quanti sono. Gli ortodossi sono maggioranza

Quando si parla di “mondo cristiano” nei paesi arabi,  noi italiani tendiamo a pensare ai cattolici. E’ un  altro residuo di provincialismo, questa volta in campo religioso.

per chi vuole approfondire

Nel Mondo Arabo, la confessioni cristiane principali sono tredici: nascono dalle varie eresie ( etimo:”scelte”)avvenute nei vari concili  che costellarono i primi secoli del cristiasnesimo:   Nicea, Efeso, Calcedonia . Continua a leggere

ROMA:IL PAPA PARLA DELLA DECADENZA DELL’IMPERO, MA NON DELLE VIRTU’ DELLA REPUBBLICA

Leggendo il ” Corriere della sera” del 21 dicembre ho avuto un sobbalzo: Andrea Riccardi, della Comunità di S Egidio, affronta il problema della decadenza  attuale rifacendosi  anche ad una dichiarazione del Papa Benedetto XVI evocante un parallelismo con la decadenza della parte occidentale dell’impero di Roma.

I due personaggi centrali: Papa Benedetto XVI e Andrea Riccardi della Comunità di S. Egidio

L’autore dell’articolo, coglie la disperazione del parallelismo “sfugito” dalla bocca del Pontefice Massimo ( titolo romano)  quando dice che Continua a leggere

DOPO UNA SETTIMANA DI WIKILEAKS, IL MONDO NON E’ MIGLIORATO ( E LA GUERRA E’ PIU’ VICINA)

 La Clinton torna ad accudire il marito e questa è la buona notizia. Adesso aspettiamo il cambio dell’ambasciatore a Roma: era il tipografo di LOTTA CONTINUA.

Se avete letto gli scritti de “IL CORRIERE DELLA COLLERA”,  avete tutti gli strumenti per capire quel che sta succedendo  e i riflessi sull’Italia.

Le notizie che siamo andati pubblicando in questi ultimi quattro mesi, sono – come per incanto –  diventati pezzi dello stesso puzzle.

mettiamo da parte le donne e pensiamo a negoziare pacificamente

La smitizzazione Continua a leggere

Al di la del folclore di wikileaks: L’asse si sposta verso la Cina e la squalifica tocca tutti gli europei tranne la Germania. Il destino ( gli USA) ha cambiato cavallo?

i " lucrosi contratti" possono farli solo gli USA?

Dimitri Peskov, il portavoce di Putin e Franco Frattini  sono gli unici che abbiano preso sul serio le comunicazioni passate da Wikileaks e in particolare quelle  della signora  Elisabeth  Dibble. 

Questa signora è la stessa che  cinque anni fa – quando si occupava di Medio Oriente –  convocò il nostro ambasciatore  Sergio Vento e gli fece una intemerata a causa dei buoni rapporti con la Siria che l’Italia tuttora intrattiene. Nel rapporto  – educatissimo e misuratissimo – del nostro ambasciatore, c’era Continua a leggere

La politica estera di Obama e noi ( ma l’esperto non era Biden?)

Fin dai primissimi giorni della sua nomina, Barak Obama ha mostrato di voler imprimere  alla sua politica  estera una impronta  ben precisa di priorità   verso l’area del Pacifico con la nomina ai vertici  militari  – e di militari del suo staff-   conferita a personaggi provenienti da quelle zone. Quanto questo significhi minore attenzione verso l’Europa occidentale, non è ancora chiaro, ma lo sarà a breve.

La ragione immediata di tanta attenzione all’Asia è certo l’Afganistan, ma quella profonda e mai pronunziata pubblicamente,  si chiama Cina.

Stabilizzare le relazioni economiche, politiche e militari con l’impero di mezzo prima che questo aumenti ancora in potenza e relazioni economiche a livello mondiale è vitale  per gli USA che altrimenti rischiano di dover trattare – per la prima volta nella loro storia – da una posizione di inferi

l'alleato trascurato, utile per i rapporti con Russia, Pakistan e Cina, anche senza l'Afganistan.

orità economica, politica e strategica. Continua a leggere

Wikileaks crea un caso italiano: il riscatto della Sgrena a quanto ammontò?

un carico prezioso: Giuliana Sgrena.

 Il segreto militare sulle questioni finanziarie che lasciano tracce  non andrebbe mai messo, perchè da sempre adito a sospetti generalmente fondati, che prima o poi vengono a galla. Ad esempio  l’arredamento dell’ufficio di un ambasciatore addetto alla cooperazione allo sviluppo ( niente nomi: il cognome è Deodato)  fu segretato quando una interrogazione parlamentare volle conoscerne il prezzo ( due miliardi e mezzo di lire !). La  notizia è tuttora segreta, ma vogliamo farne omaggio ai lettori.  Come questo segretuccio, adesso ne esce un’altro  Continua a leggere