Archivi Categorie: economia internazionale

MEDITERRANEO, UN MARE DI NOSTALGIE: DA GHEDDAFI A MUBARAK A BERLUSCONI. ARRIVA IL SOGNO DI UNA EUROPA DALL’ATLANTICO AGLI URALI O L’INCUBO DELL’EUROPA COLONIZZATA ? di Antonio de Martini

Stiamo tornando all’epoca dei protettorati di ottocentesca memoria e c’è chi vuole applicare l’idea anche all’Europa.
La Libia a oltre un anno dalla conclusione ufficiale delle operazioni N.A.T.O. , non ha ancora trovato la pace e la via della concordia nazionale che adesso spera di trovare con la creazione di una società petrolifera nazionale con direzione a Tripoli e robusta sede decentrata a Benghazi .
La governance sarà a sorveglianza britannica.

L’Egitto, nei suoi millenari annali, non aveva mai

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GRECIA: DUE AUTO DI PROPRIETÀ DELL’EX MINISTRO DELLA DIFESA PAPANTONIOU SALTANO IN ARIA DOPO LA RIVELAZIONE CHE LA BOEING HA SOVRAFFATTURATO 12 ELICOTTERI APACHE. MA C’È DI PEGGIO… di Antonio de Martini

Due automobili di proprietà di Yiannos Papantoniou – sotto inchiesta per una tangente di settanta milioni di dollari su una fornitura di 12 elicotteri militari – sono stati oggetto di un attentato secondo quanto riferito dalla polizia.
La transazione , avvenuta nel 2003 , fu conclusa con la Boeing e trattata per la parte finanziaria dalla Deutsche Bank. L’importo di 593 milioni di dollari fu portato a 663 milioni al momento del pagamento.

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ARRIVA LA CLASSIFICA DEI PAESI PIU’ CORROTTI AL MONDO CONDOTTA DA TRASPARENCY INTERNATIONAL. IL CRITERIO DI CLASSIFICAZIONE E’ DEMENZIALE di ANTONIO de MARTINI.

A difesa della signora Huguette Labelle – per chi non lo sapesse è il presidente della TRANSPARENCY INTERNATIONAL – va subito detto che il termine classifica non lo usa mai. Usa il termine PERCEZIONI.

Il criterio di misurazione del grado di corruzione è dato da una serie di interviste in cui si chiede a un campione di cittadini quale sia la loro percezione circa l’esistenza del fenomeno corruttivo nel loro paese.

Con questo criterio, in campo musicale negli Stati Uniti,  scopriremmo che Elvis Presley è ancora vivo. Su 176 paesi indagati, l’Italia è settantacinquesima con 42 punti su un massimo di onestà pari a cento.

Il mondo globalmente inteso ha 43 punti su cento. Noi italiani siamo a quota 42: a pelo d’acqua. Continua a leggere

INTELLIGENCE: DOPO IL LUSSEMBURGO, LA SVIZZERA. IL SERVIZIO SEGRETO VIENE INFORMATO DALLA BANCA UBS CHE TUTTI I SEGRETI DELL’ANTITERRORISMO OCCIDENTALI SONO STATI TRAFUGATI DA UN DIPENDENTE INFEDELE. di Antonio de Martini

Può capitare a tutti di avere una pecora nera in famiglia, più raro che si venga informati dal lupo.
Il Servizio Segreto Federale svizzero è stato costretto ad informare la CIA americana ed l’Intelligence Service britannico MI 6 , che tutte le informazioni ” antiterrorismo ” condivise fino a quel momento erano state compromesse da un dipendente infedele del loro servizio tecnico.

Il dipendente, stufo di non essere valorizzato, aveva realizzato una sua personale rivolta e – avendo l’anzianità per accedere a tutte le procedure di computer dell ‘ NDB – si era copiato il copiabile e l’aveva messo sul mercato.
Si ignora se abbia avuto il tempo di mettere tutto o parte della sua singolare mercanzia a disposizione di acquirenti pubblici o privati.
Il sospetto, di cui non si conosce il nome, è stato arrestato la scorsa estate, attualmente è a piede libero e il caso è seguito dal Procuratore generale Michel Lauber e dal suo vice Carlo Bulletti.

La parte più umiliante della confessione del servizio svizzero è stata quando Continua a leggere

INTELLIGENCE: IL GRANDUCA DEL LUSSEMBURGO ACCUSATO DI ESSERE UN AGENTE INGLESE DAL CAPO DELL’ INTELLIGENCE

Il granduca Henry del Lussemburgo è stato – ed è tuttora – ” in contatto permanente” con l’Intelligence Service inglese che è stato tenuto puntualmente al corrente di ogni pensiero e decisione presa dal governo democraticamente eletto di Jean Claude Junkers , il quale era in contemporanea presidente dell’Eurogruppo, il comitato composto dai ministri economici dei 27 membri della Unione Europea che decide le sorti economiche e finanziarie dell’Europa. Continua a leggere

LA PALESTINA RICONOSCIUTA COME STATO. POSIZIONI E CONSEGUENZE (CONTINUA DAL PRECEDENTE)

Su 193 stati appartenenti alle Nazioni Unite, 139 hanno votato a favore della risoluzione, nove contro – tra cui Stati Uniti e Canada Panama e Repubblica Ceca – mentre, sorpresa dell’ultim’ora, Gran Bretagna e Germania capeggiano la pattuglia dei 41 stati che dopo 65 anni di dibattiti non hanno ancora un’idea chiara di quale atteggiamento tenere.
Mi scuso per aver frettolosamente dato per certo nel post precedente il voto contrario di questi due paesi della UE. La spaccatura tra i 27 rimane, ma è meno profonda.
Il voto è per Abbas un duplice personale successo, in quanto i paesi in cui la Palestina ha una rappresentanza sono 80 e quelli che l’hanno riconosciuta come stato , 132. I votanti a favore 139. Continua a leggere

IL TERMOMETRO DELLA NOSTRA CREDIBILITÀ INTERNAZIONALE SONO GLI INVESTIMENTI ESTERI. SECONDO LA BANCA MONDIALE, SIAMO DIETRO LO ZAMBIA. di Antonio de Martini

Nel triennio 2010-2012, di investimenti stranieri in Inghilterra ce ne sono stati per 208 miliardi di euro in Francia per 132 e in Germania 90.
Nello stesso periodo in Italia ci sono stati investitimenti esteri per 18 miliardi. Continua a leggere

LUTTWAK AVVERTE AVVERTE LA CINA:SE CRESCETE TROPPO E VI ARMATE SAREMO COSTRETTI AD OPPORCI . di Antonio de Martini

Per meglio inquadrare il problema potete vedere i “Post” del 4 agosto, 28 settembre e 5 ottobre ed altri del primo semestre.

Uno dei pregi che apprezzo di più in Edward Luttwak é il parlar chiaro.
Lo fa da suo pari nel libro edito da Rizzoli dal titolo ” IL RISVEGLIO DEL DRAGO” con il sottotitolo ” La minaccia di una Cina senza strategia” .
Non si tratta di un saggio di sinologia, ma di un pamphlet che sostiene una tesi di fondo che possiamo condensare in un principio strategico – che a mio parere é valido per quasi tutti i paesi, ma non per la Cina – che lui considera assoluto: una politica di crescita economica sostenuta ed una politica di riarmo importante non sono sostenibili perché contrarie

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TESTO INTEGRALE DELL’ACCORDO DI CESSATE IL FUOCO TRA HAMAS E ISRAELE

Text of Israel-Hamas ceasefire agreement
(AFP) Here is the text of the ceasefire agreement which is set to take effect at 1900 GMT:

“Israel shall stop all hostilities in the Gaza Strip land sea and air, including incursions and targeting of individuals.
“All Palestinian factions shall stop all hostilities from the Gaza Strip against Israel, including rocket attacks and all attacks along the border.
“Opening the crossings and facilitating the movement of people and transfer of goods and refraining from restricting residents’ free movements and targeting residents in border areas. Procedures of implementation shall be dealt with after 24 hours from the start of the ceasefire.
“Other matters as may be requested shall be addressed.”
“Implementation mechanism.
“Setting up the zero hour understanding to enter into effect.
“Egypt shall receive assurances from each party that the party commits to what was agreed upon.
“Each party shall commit itself not to perform any acts that would breach this understanding. In case of any observations, Egypt as a sponsor of this understanding, shall be informed to follow up.”

DALL’ARABIA SAUDITA ALLA GIORDANIA, PREVISIONI TEMPESTOSE. È IN PIÙ, A WASHINGTON MEDITANO SUL ” RAPPORTO PICKERING” CHE PROPONE … di Antonio de Martini

Vigilia di cambiamenti della politica estera americana nel mondo arabo?
lo richiede un rapporto consegnato al Presidente e lo richiede la situazione politica e militare.
Il regno saudita che ha da poco un nuovo re, rischia di dover affrontare a brevissimo – in un momento particolarmente delicato se non drammatico – una seconda crisi di successione aggravata dal fatto che anche il principe ereditario , il Crownprince, sta più di la che di qua.

Accade nelle gerontocrazie: re Abdallah la scorsa settimana é stato operato alla schiena per la quarta volta, ha 89 anni, é obeso, e questa volta, invece di farsi operare negli USA é stato operato in patria in un ospedale della Guardia Nazionale Saudita ( comandata dal figlio Mutaab ben Abdallah) dalla stessa équipe statunitense che fece i precedenti interventi chirurgici a New York. Continua a leggere