ARRIVA LA CLASSIFICA DEI PAESI PIU’ CORROTTI AL MONDO CONDOTTA DA TRASPARENCY INTERNATIONAL. IL CRITERIO DI CLASSIFICAZIONE E’ DEMENZIALE di ANTONIO de MARTINI.

A difesa della signora Huguette Labelle – per chi non lo sapesse è il presidente della TRANSPARENCY INTERNATIONAL – va subito detto che il termine classifica non lo usa mai. Usa il termine PERCEZIONI.

Il criterio di misurazione del grado di corruzione è dato da una serie di interviste in cui si chiede a un campione di cittadini quale sia la loro percezione circa l’esistenza del fenomeno corruttivo nel loro paese.

Con questo criterio, in campo musicale negli Stati Uniti,  scopriremmo che Elvis Presley è ancora vivo. Su 176 paesi indagati, l’Italia è settantacinquesima con 42 punti su un massimo di onestà pari a cento.

Il mondo globalmente inteso ha 43 punti su cento. Noi italiani siamo a quota 42: a pelo d’acqua.

La Francia si duole di essere al 22 posto, gli USA sono al 19 , mentre i paesi più virtuosi sarebbero la Danimarca, la Finlandia e la Nuova Zelanda.

Molto pià responsabile sarebbe dire che  il sondaggio fatto corrisponde all’umore e l’opinione  che gli interrogati hanno del proprio paese.

Il criterio “nazionale” di valutazione lascia in piedi la domanda: se l’Italia offre una “mazzetta” a un generale indiano per vendergli , mettiamo, quindici elicotteri, il fenomeno viene registrato a carico dell’Italia, dell’India  o di entrambe?

Ugualmente invalido il criterio etico adottato secondo i canoni del protestantesimo quacchero .

Quando gli Stati Uniti  nel 2011 pagarono ” il prezzo del sangue” previsto dal Corano in Pakistan per la morte di due pakistani uccisi da un contrattista della CIA per evitargli il processo, fu  la spesa  corruzione per evitare il processo o ” alta mediazione culturale”?  E i 150.000 dollari alle famiglie dei malcapitati pescatori uccisi dai due marò italiani in India, tenuto conto che si trattava di cristiani ( niente alibi coranico quindi), come li spesiamo?

A mio parere l’Italia è molto più corrotta di quanto appaia a prima vista , mentre inserire in classifica l’Africa sub sahariana vuol dire non conoscere la compassione ne l’antropologia.

Un criterio accettabile potrebbe essere calcolare una serie di parametriquali:  il numero di denunzie, il numero dei processi, quello delle condanne,  la definizione legislativa di corruzione recepita da ciascuna legislazione, I casi di corruzione internazionale, l’esistenza di una industria bellica che – questo lo sanno tutti – si basa unicamente sulla corruzione, i casi di richiesta di “pizzo” ai negozianti, l’importo della spesa pubblica ( nazionale e locale) di un paese. La percentuale di impiegati pubblici in servizio non assunti per concorso potrebbe essere un altro criterio di valutazione interessante, così come una valutazione in termini assoluti del volume di corruzione. La Somalia che non ha  quasi più impiegati statali, si poggia per funzionare, sulle regalie. Considerarle corruzione è da dementi.

Mettere in classifica paesi dove è in corso una guerra è un nonsenso, mancano invece – in nome del political corresct – le corruzioni operate in natura, usando il sesso o la coercizione con minacce.  Insomma è un esercizio da  tronfi benestanti che ormai non devono corrompere più nessuno.

Abbiamo invece la solita organizzazione che macina milioni facendo una ventina di nomi di finanziatori  ( c’è una italiana, una certa Giovanna Longo ) e ha la faccia tosta di dire che vive di contributi ” pubblici e privati”. Aspetto di vedere se qualche persona ben avvertita  dirà che la classifica è sciocca dal punto di vista statistico, la metodologia è da lupetti dei boy scout, la diffusione mondiale è da Agenti di influenza  ben pasciuti, ma ignoranti di usi e costumi del mondo.

La Turchia, inventrice del termine internazionale  Bakhshish è in 54 posizione E come dicevo, l’Italia dovrebbe essere penultima.

Comunque  per chi volesse farsi una opinione indipendentemente dai miei commenti, l’indirizzo è transparency international.

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Commenti

  • Mario Maldini  Il dicembre 6, 2012 alle 9:31 am

    Dal loro balcone fiorito ( absit etc. etc.) gli Anglosassoni contemplano una umanità meridionale, torva e ladra, che ruba in continuazione. Un criterio ulteriore e visibile a tutti, per misurare la corruzione, potrebbe essere quello di
    numerare le opere pubbliche monche e incompiute, sicure rivelatrici di traffici
    corruttivi, anche se gli ” operatori ” più moderni da anni usano il sistema di ecci-
    tare il popolo affinchè reclami una certa opera pubblica ( spesso una inutile va-
    riante della ” strada più pericolosa d’Italia “, che ogni comune dichiara di avere),si redige un costoso progetto con tangente incorporata, e poi non se ne fa nulla per colpa degli “avari e cattivi” governanti-banchieri- euroburocrati e simili. Non resta l’imbarazzante incompiuta, e non si viene a sapere, se non fra
    amici e ” Tecnici”.
    Si può fare anche con aeroporti, enti-Fiera, Università farlocche, Palacongressi,
    e ogni altra opera concepita dall’uomo, in questo caso Homo Italicus.

  • Mari  Il dicembre 6, 2012 alle 2:43 pm

    Le suggerisco di guardare invece il sito italiano di Transparency: http://www.nisitalia.org; io vi ho trovato considerazione davvero utili sopratutto, sempre a parer mio ovviamente, al riguardo dei partiti politici. Forse anche lei potrà farsi un’opinione più completa e magari meno critica.

    • antoniochedice  Il dicembre 6, 2012 alle 3:42 pm

      Gentile signore, Ho seguito il suo consiglio e devo ammettere che il sito è fatto benino quanto a forma, ma la sostanza è la stessa. Il criterio di raccolta dati non cambia e mi ostino a definirlo demenziale, la mia esperienza non cambia, e anche la vostra buona intenzione non ha provocato cambiamenti: annunziate che avete speso oltre 92.000 euro, ma non date l’elenco dei sovventori. Vedo che osannate l’ENEL che è , fin dalla nascita, la personificazione della corruzione nelle assunzioni, nella tariffazione, negli appalti di comunicazione e – ci scommetterei – anche negli appalti di costruzione dei quali non sono però informato. Ammetto che il contrario mi meraviglierebbe. Mi farò un’opinione “magari meno critica” quando verrà scelta un’agenzia non legata a un partito politico, quando mi direte che non è vero che alla nascita di ENEL non furono assunti tremila pugliesi tutti provenienti dal collegio elettorale dell’on Moro e tutti andati in pensione negli stessi giorni del 92 ecc. Attribuisco il suo entusiasmo a giovane età e lo comprendo umanamente, ma politicamente lei sta cercando di spacciare una fogna per una sorgente d’acqua minerale. Un consiglio: diffidi di chiunque pubblichi un codice etico. I dieci comandamenti, in particolare il settimo, bastano e avanzano.

  • Mari  Il dicembre 7, 2012 alle 3:00 pm

    Mi ero sicuramente espressa non chiaramente e me ne scuso, ma non faccio parte dello staff e sopratutto temo di averla “ingannata” sulla mia giovane età, ho 58 anni che comunque a me non paiono tanti! Ho letto con interesse la sua replica e le assicuro che la condivido quasi totalmente, cionostante mi piace seguire e sostenere chi è almeno animato da buone intenzioni.

    • antoniochedice  Il dicembre 7, 2012 alle 3:16 pm

      Fa bene a sostenere le buone cause. Quanto ad assomigliare ai giovanissimi ” se non sarete come loro non entrerete nel regno dei cieli” quindi, ne sia lieta.

  • Frank  Il dicembre 8, 2012 alle 1:24 pm

    In questo paese somigliare ai giovanissimi puo’ al massimo aprire le porte di regina cieli, non quelle del regno……

    • antoniochedice  Il dicembre 8, 2012 alle 2:28 pm

      Si scrive Regina Coeli !

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