Archivi Categorie: economia internazionale

MONTI HA LASCIATO UN BUCO DI 40 MILIARDI CHE SARANNO PAGATI DA………RISPOSTA ESATTA ! Video di 5 minuti.

https://www.youtube.com/watch?v=pabNThDoz7A

RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE DEL SABATO 4 APRILE a cura di Gianni Ceccarelli

L’indice della miseria è costituito come è noto dalla somma di alcuni fattori (inflazione, disoccupazione, tassi di interesse, in rapporto alla crescita del PIL pro capite). E’ stato di recente calcolato per 108 Nazioni e secondo tale classifica le cinque Nazioni più “misere” alla fine del 2014 erano: il Venezuela (MI 106,03; elemento più importante: i prezzi al consumo); l’Argentina, la Siria, l’Ukraina e l’Iran (49,10: elemento più importante la disoccupazione). Sempre nello stesso anno l’Argentina l’Ukraine erano “felicemente” arrivate tra le prime cinque, sostituendo il Sudan, Sao Tome e Principe. Allo stesso momento, le cinque Nazioni meno “misere” erano il Brunei (MI 4,94; elemento più importante i tassi di interesse), la Svizzera, la Cina, Taiwan e il Giappone (6,18, elemento più importante la disoccupazione).

http://www.cato.org/blog/world

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LA FORZA ARABA DI DIFESA COMUNE PRENDE FORMA.   di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

L’ultimo (26) vertice della Lega Araba tenutosi a Sharm el Scheik  nei giorni scorsi ha deliberato che entro Aprile si incontrino al Cairo i capi di Stato Maggiore del Marocco, d’Egitto e del Kuweit per mettere a punto lo schema di un dispositivo di una ” Forza Araba di Difesa Comune”  da offrire ai 22 paesi membri dell’organizzazione senza obblighi di adesione forzata.

L’iniziativa nasce dalla Operazione ” Tempesta di Fermezza” lanciata contro lo Yemen  dall’Arabia Saudita ed è stata lanciata approfittando della emergenza creatasi a seguito dei ripetuti allarmi lanciati dai paesi occidentali circa il pericolo terrorista e la penetrazione iraniana nella penisola araba.

Possiamo definire questa iniziativa come la capacità da parte araba di trasformare una sfida in un’opportunità.

Centrale anche in questa occasione, il ruolo dell’Egitto senza il quale nessuna iniziativa – di pace o di guerra – è possibile nel mondo arabo.

L’aver preso le distanze dal problema israeliano ha giovato a Al Sissi consentendogli di focalizzarsi sull’Africa, a lungo trascurata dallo snobismo del predecessore, dandogli un ruolo nell’Africa del nord in particolare.

Ashton Carter, il nuovo segretario alla Difesa USA ha commentato questa iniziativa che , essendosi qualificata come araba è per definizione preclusa ai paesi occidentali, dicendosi pronto alla collaborazione ” ogni qualvolta gli interessi arabi e quegli degli USA coincideranno” chiaro?  Non ha parlato di convergenza, ma di coincidenza.

In altre parole, non sembra aver digerito l’iniziativa e teme che vista l’appartenenza al Maghreb di due dei tre progettisti, che la neo costituita FORZA ARABA DI DIFESA COMUNE  inizi ( o finisca) per occuparsi della Libia invece che dello Yemen

 Egitto e Marocco sono  evidentemente  entrambi  più interessati a spegnere  il fuoco libico che rischia di appiccarsi a casa loro che alla sommossa degli Houti che minaccia – molto relativamente – il regno saudita.  

Il Kuweit aveva già dato segni di insofferenza verso il ruolo del Katar nelle vicende petrolifere dell’area e la presenza del Marocco offre la cauzione monarchica che potrebbe attrarre gli sceicchi del golfo.

Non ci resta che la constatazione che gli europei vengono superati in capacità di iniziativa politica anche dai mediterranei della riva sud. Continuiamo  pure a farci governare da questi personaggi irrisolti e vedremo le conseguenze.

DUE NUOVI LEADER MEDITERRANEI: MATTEO RENZI E ABDEL FATTAH SISSI. PERFORMANCES A CONFRONTO. di Antonio de Martini

Nell’ambito mediterraneo L’Italia e l’Egitto hanno numerosi tratti in comune, compresa la recente leadership di due giovani catapultati alla guida dei rispettivi paesi dopo una gestione stanca e rassegnata di geronti ormai distratti dal pensiero della morte imminente.

Dopo essersi affidate Continua a leggere

CRISI ECONOMICA EUROPEA: RISOLVERLA UN META’ TEMPO E SOLDI DI QUANTO SPERA LA BANCA CENTRALE EUROPEA E AIUTANDO TUTTI I COMUNI D’EUROPA. di Antonio de martini

Come è noto la Banca centrale Europea ha stanziato più o  meno 900 miliardi di euro in 18 mesi – minacciando di prorogare se necessario – per distribuire a pioggia tutto il denaro necessario a far riprendere l’inflazione e portarla al 2%.

L’operazione si chiama QE ( Quantitative Easing), mentre altri cercano di fissare il criterio del Qualitative Easing, ossia di distribuire questa manna con un pochino di intelligenza, tenendo conto dei pessimi risultati conseguiti finora.

Tra quanti pensano a un aiuto più qualitativo, Giovanni Palladino, già responsabile finanza di Confindustria e figlio di un grande economista che aiutò l’ITalia a uscire dalle secche delle sanzioni economiche che seguirono le Sanzioni della Società delle Nazioni a carico del nostro paese per via dell’impresa etiopica.

Il Palladino, in un articolo recentemente pubblicato in inglese, fa notare che sia il Giappone  ( che è al terzo esperimento di QE senza risultati apprezzabili ) sia gli USA, col QE hanno risolto il problema delle Banche, ma non quello dell’occupazione e nemmeno quello della ripresa economica. L’economia giapponese ristagna e quella americana ha visto una ripresa dell’occupazione in soli cinque stati e la cosa non ha a che vedere con la ripresa economica.

In un articolo sul SOLE24ORE di oggi, mi dicono che Rainer Masera ( diresse l’IMI verso le capaci fauci dell’Istituto S Paolo) propone di dare questi fondi alle piccole e medie imprese piuttosto che alle banche.

Anche questa proposta non consentirebbe di sviluppare l’economia, ma andrebbe riconosciuto che avrebbe una apparenza di maggior equità.

Infatti, visto l’indebitamento delle PMI nei confronti del sistema bancario, i fondi sarebbero probabilmente utilizzati per alleggerirsi delle esposizioni bancarie   e non per dare aumenti ai dipendenti o investirli in ricerca e sviluppo e si tornerebbe punto e accapo.

Il solo modo di far riprendere i consumi – dando quindi  fiato alle industrie e al commercio – è di distribuire questi fondi ai consumatori e farlo in modo tale che questi non tesaurizzino questa liquidità aggiuntiva in previsione di tempi grami.

E’ necessario quindi che si organizzi una erogazione di fondi  con una base  di bene sociale identificabile, una continuità tale da consentire di immaginare un futuro più sereno e con finalità politica tale da escludere pretesti politici e polemiche su immigrati, zingari e perdigiorno vari.

Come? distribuendo i 900 miliardi di euro direttamente ai consumatori, con una continuità tale da indurre a immaginare un ritorno al benessere.

A chi ?a nuclei familiari ben identificati che – dati eurostat 2013 – sono 145.789.400 cifra che si ottiene sommando la Lituania ai 18 stati preesistenti della zona euro.

Quanto? sei rate da cinquecento euro a ciascuna famiglia senza distinzioni di paese, reddito, religione e partito politico, erogate ad ogni nucleo familiare, consentirebbero a interi paesi di respirare. Penso a Bulgaria o Portogallo, ma sarebbero la salvezza per ampie zone della Spagna e dell’Italia, per non parlare della Grecia o della Romania.

Chi si incaricherebbe della distribuzione? le anagrafi dei comuni di residenza. Questa manovra avvicinerebbe la gente alle istituzioni, assicurerebbe la pluralità degli erogatori e permetterebbe una verifica attenta equivalente a un censimento.

Quanto costerebbe? precisamente 437.367.200.000 ( quattrocentotrentasette miliardi e dispari) : coi quattrocento miliardi e dispari residui si finanzierebbero i comuni per l’operazione di distribuzione, l’assunzione di impiegati temporanei e la sistemazione di alcune pendenze minori ricomprensibili  a lume di buon senso nelle spese ( circa tremila comuni minori non hanno sportello bancario e quindi avrebbero costi maggiori, dovendosi  presumibilmente appoggiare in esclusiva agli uffici postali).

Ciascun nucleo familiare faccia conto di ricevere 500 euro al mese per sei mesi ( oltre al reddito usuale)  e immagini quali e quante pendenze potrebbe sistemare e quali spese potrà decidere: le scarpe del figlio o quelle ortopediche di un genitore, una vacanza a Sharm el Cheikh, una settimana bianca, un lavoro del dentista, un vestito decente, gli arretrati dell’affitto, l’acquisto di un tavolino nuovo o la riparazione di uno scaldabagni….Tutto denaro che finirebbe all’economia reale in metà del tempo previsto dalla BCE e senza costi di intermediazione.

Aumentando le vendite, per un periodo sufficientemente prolungato, negozi e supermercati riassortirebbero le scorte, questa operazione metterebbe in funzione la logistica e le industrie potrebbero riprendere fiato e magari allegerirsi in parte  delle esposizioni  bancarie grazie agli incassi. Il gettito IVA riprenderebbe vigore ( 80 miliardi circa) .

Anche i disoccupati potrebbero recuperare un po del loro potere di acquisto e riprendere motivazione umana.

Come vedete, non ci sono ostacoli organizzativi, il costo è minore e la rapidità di esecuzione doppia.  Il vero ostacolo è che siamo nelle mani di burocrati stanchi e incapaci di immaginare il futuro.                                                                       Speriamo che Al Bagdadi si ricordi di loro.

USA-IRAN. IL CENTRO DEL MONDO SI SPOSTERÀ VERSO EST ? di Antonio de Martini

Il Jane’s, primo almanacco inglese dell’industria bellica mondiale, ha dato una notizia passata inosservata dai media: nel 2014 la posizione di maggior acquirente di armi al mondo è stata persa dall’ India e conquistata dall’Arabia Saudita con oltre 6,4 miliardi di dollari di acquisti in un solo anno, mentre Continua a leggere

FLASH SU ATTENTATO TERRORISTA AL MUSEO DEL BARDO.

la prima bugia è che il museo del Bardo non si trova al centro della città, ma all’estremo ovest. Chi ha preferito mischiarsi ai locali nel centro città , si è salvato. Chi ha cercato l’isolamento in un museo, ha sbagliato.                       La seconda bugia riguarda il numero dei morti e feriti. Sembra che fornire i numeri col contagocce sia una scelta intelligente, ma così non è.   Aumenta l’incertezza. Ci sarà il solito conflitto di numero dei morti e la credibilità ne soffrirà. . La terza bugia è voler presentare la Tunisia come un’oasi democratica rispetto al resto del Nord Africa. Il mondo arabo ha una formidabile omogeneità culturale e , oggi come oggi, non c’è arabo che non sia antiamericano o almeno desideroso di vedere umiliata la protervia NATO che cerca di imporsi con  martellanti notizie propagandistiche e contro le quali ogni tentativo di correzione è vano.  La diversità delle reazioni è legata ai diversi gradi di paura della polizia.

Queste continue forzature dei media della storia, filosofia e persino della geografia del mondo arabo, stanno creando una crescente resilienza nell’animo  anche dei più pacati ed equilibrati tra gli  interlocutori e, provoca per ora, un segreto desiderio di vedere umiliati gli arroganti senza più badare ai torti e alle ragioni. Presto, se non porremo un argine a queste ondate di scemenze diventerà una ribellione aperta e appoggio ai ribelli.

Al museo sono raccolti mosaici dal secondo al quinto secolo dopo Cristo. Sono unicamente scene di caccia, pesca e agricoltura: quattro secoli di pace continuativa grazie alla PAX ROMANA, basata sulla uguaglianza di fronte alla legge.  Anche un piccolo rompiballe come Paolo di Tarso poteva appellarsi a Cesare.

Oggi gli abitanti della Tunisia sono vittime di messaggi media e imposizioni culturali  incompatibili con tutto quel che sanno, hanno di fronte a se un avvenire da Prostitute o Poliziotti, i più coraggiosi fuggono affrontando l’ignoranza degli europei e la furia degli elementi oltre alle  ” normali” incognite dell’emigrazione.

Pescare disperati in questo humus è fin troppo facile per il reclutatore è gratificante il il terrorista. La manipolazione è dietro ogni angolo.  Non si possono spegnere singoli focolai di incendio: è necessario agire su tutti in contemporanea. 

In Francia, intanto, i tribunali in meno di un mese e mezzo hanno emesso ben  132 sentenze di condanna per ” apologia di reato” ( Le Figaro di oggi) con riferimento agli attentati di Parigi. Gli italiani sono stati coinvolti per caso, anche se la società Costa è ormai da un pezzo diventata americana ed è di proprietà di un  finanziere israelita. L’attacco era rivolto alla sessione parlamentare che doveva approvare nuove leggi anti terroriste.

Voler vincere la guerra psicologica al terrorismo  con le approssimazioni calunniose che la macchina propagandistica americana è abituata a sfornare in maniera indiscriminata e rozza, rischia di dare a pochi terroristi una formidabile arma a lungo termine.  Bisogna riconoscere le  mille differenze tra i ribelli, accettare le motivazioni ideali nobili dal fanatismo idiota e non fare di ogni erba un fascio. Altrimenti loro faranno lo stesso con noi.

RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE DI SABATO 14 MARZO a cura di Gianni Ceccarelli

Nel settore educativo ha fatto scalpore la notizia che un libro cinese di matematica verrà introdotto nelle scuole britanniche a partire dalla prossima estate. Si tratta del risultato di un progetto di scambio anglo-cinese che ha coinvolto un gruppo di insegnanti di Shanghai. Il libro, dal titolo “Una lezione, un esercizio”, è molto popolare tra gli studenti cinesi da più di venti anni, edito dalla East China Normal University Press; ora ne verrà prodotta da HarperCollins una traduzione inglese che avrà il titolo: “One Lesson One Exercise of Shanghai Maths”, che sarà curata da esperti sia nei libri di testo del Paese asiatico che delle condizioni educative britanniche.

http://www.chinadaily.com.cn/ 8 mar

 

Il Perù ha richiamato l’ambasciatore in Cile, dopo una campagna che ha accusato il diplomatico di spionaggio militare. Continua a leggere

COME NATURA FA, MONSANTO CONSERVA. LA FOOD AND DRUG ADMINISTRATION APPROVA LE MELE OGM: NON ANNERISCONO DOPO IL TAGLIO

Lo scorso 13 febbraio la Food and Drug Administration ha varato un nuovo prodotto OGM : una mela che una volta tagliata non brunisce e resta bianca e bella anche dopo, diciamo, una settimana.
Di conseguenza ” migliora la logistica e si utilizza tutto il prodotto”. Discorso valido anche per la merda se passa per un laboratorio della Monsanto.
Tranquilli, la FDA ha fatto una dichiarazione del seguente tenore: la pianta non danneggia l’ambiente e le altre piante. Sugli effetti sulle persone, nemmeno una parola.


Vi aggiungo alcune considerazioni di un sito USA favorevole al cibo organico che si preoccupa del fatto che questi prodotti verranno distribuiti in comunità, ospedali, catene di distribuzione.  Pare che queste mele potrebbero modificare le cellule degli umani. Lasciamo la parola all’amico GiC che se ne intende e ai lettori competenti in materia. 

Mettiamo l’allarme in rete e invitiamo tutti a postare questo allarme. I test si devono fare prima dell’approvazione, non sulla pelle dei consumatori spesso inconsapevoli. 


” In April 2013, we interviewed scientists about the genetic engineering technology used to create the Arctic Apple, whose only claim to fame is that it doesn’t turn brown when sliced. The benefit to consumers? Being able to eat apples without having any sense of how old they are?

Here’s what we learned about the technology, called RNA interference, or double strand RNA (dsRNA), from Professor Jack Heinemann (University of Canterbury, New Zealand), Sarah Agapito-Tenfen (from Santa Catarina University in Brazil) and Judy Carman (Flinders University in South Australia), all of whom said that dsRNA manipulation is untested, and therefore inherently risky:

Given that the dsRNA from our food, and presumably the Frankenapple, will enter the bloodstream and cells of consumers, safety research should be done BEFORE this GMO apple is put on the grocery shelf to prove that the dsRNA that enters consumers’ bodies will not harm them. To date, no such research has been reported, so the Frankenapple is flying in the dark.

On the contrary, recent research has shown that dsRNAs can transfer from plants to humans and other animals through food. The biotech industry has always claimed that genetically engineered DNA or RNA is destroyed by human digestion, eliminating the danger of these mutant organisms damaging human genes or human health. But many biotech scientists say otherwise. They point to evidence that the dsRNA present in food survive digestion in the stomach and intestines and actually enter the bloodstream and tissues of the body, where it can influence the functioning of the eater’s cells.

Some of the scientists also pointed out that GMO apples will likely lead to even greater use of pesticides, on a product that (unless it’s organic) already tests positive for 42 pesticides, according to the Pesticide Action Network’s analysis of the most recent USDA data.

Here’s why. Turns out the chemical compound that is shut off in the engineered fruit through RNA manipulation, in order to make it not oxidize or brown, is a chemical compound that also fights off plant pests. What happens when the apple’s ability to fend off insects is compromised? Growers will need to spray greater amounts. Those pesticides will eventually find their way into our bodies, either because we ingested the fruit, or breathed the air or drank the water where the pesticides were sprayed.

So the upshot of Friday’s USDA approval of the Arctic GMO Apple?

As OCA International Director Ronnie Cummins told a reporter at Reuters, consumers will once again be guinea pigs for the biotech industry’s untested, potentially dangerous technology. And we risk being exposed to an even greater number of pesticides.

Just so we can have apples that never turn brown.

Parents should be especially concerned, as GMO apples will most likely be sold to restaurants and institutions—there will be no way to know if your child is consuming them except to avoid anything containing apples. And if the Arctic Apple varieties show up in grocery stores, where they will be unlabeled unless we pass a federal mandatory GMO labeling law, the only way to avoid them will be to buy certified organic.

All the more reason to add your voice to the millions who have already asked Congress to pass a mandatory GMO labeling law. Take Action here

INTERMINABILE INTERVISTA VIDEO FATTAMI DAL BLOG “CONFLITTI E STRATEGIE” SUL MONDO ARABO E LA CRISI LIBICA . I POST RIPUBBLICATI STAMATTINA RICORDANO LE RESPONSABILITA’ DI CIASCUNO.

Il blog ” Conflitti e Strategie” mi ha fatto una intervista sulla crisi libica. Chattando via web la cosa si è estesa, ma Pino Germinario  che è il centromediano della iniziativa, ha deciso che andava bene così. Continua a leggere