Nel numero 2 de “Il corriere della collera” pubblicammo un pezzo sulla distriba Fini/ Berlusconi. Dato che il numero degli amici che ci legge è enormemente aumentato, lo ripubblichiamo. Il senso è quello dell’intervento di oggi, ma meno esacerbato. La collera è una passione che cresce.
L’attuale diatriba tra Berlusconi e Fini , a parte i caudatarii, mi ricorda il primo importante festival del cinema di Venezia del dopoguerra, in cui vinse il film giapponese Rashomon di uno sconosciuto Kurosawa.

dal film Rashomon: i duellanti
Con questo film, bambino trascinato dalla tata cinefila, scoprii il relativismo.
La trama: si incontrano in campagna una coppia e un single, il quale, ucciso il rivale, si impossessa della donna. Continua a leggere →
Chiedo la parola su un tema che mi ripugnava di affrontare. Vedere tante persone, anche politicamente dignitose dividersi tra questi due signori ( faccio per dire) mi provoca un senso di nausea e faccio come i bambini che ignorano chi vogliono ferire.
Non è più tempo di ferire.
Visti con occhio disincantato e non politico, la differenza principale Continua a leggere →
Ceccarelli è un vecchio amico di Venanzi e apre un dibattito dissentendo dall’analisi di Venanzi. Aspettiamo altri interventi
Provo a ribaltare le tue ipotesi. Fini é a favore di amministrazioni locali meno o poco serie; di malavitosi; dei baroni universitari nella loro peggiore incarnazione; dei magistrati che vogliono perpetuare i loro privilegi; di quei gestori di enti pubblici che vogliono Continua a leggere →

c'eravamo tanto amati
Francesco Venanzi è uno studioso di economia e – quindi – di politica. Siamo lieti che inizi a collaborare al
“Corriere della collera” invece che a chiosare gli scritti pricipali.
E’ indubitabile che Berlusconi, con i suoi comportamenti privati, abbia stupidamente creato un senso di insofferenza nella opinione pubblica e nei suoi partner politici e offerto il fianco a facili critiche. Ma non credo che questa sia la vera causa Continua a leggere →
TITOLO: La Repubblica come vittoria della virtù . di Giovanni Spadolini
Conoscevo Pacciardi dal 1949; sono stato anche, per qualche anno, suo direttore al “Resto del Carlino”

Randolfo Pacciardi con l'inseparabile ritratto di Garibaldi sullo sfondo
Un giornalista di razza, con uno stile secco, epigrafico e insieme nella sua asciuttezza eloquente. Dedicava una collaborazione regolare al giornale bolognese sui temi di politica internazionale, tradotta in corsivi, o fondini, di straordinaria brevità che firmava con lo pseudonimo Continua a leggere →
Giovanni Spadolini è stato direttore di importanti giornali quali “Il Resto del Carlino” e ” Il Corriere della Sera”, ha fondato il Ministero dei Beni Culturali, è stato Ministro, il primo Presidente del consiglio laico, ha presieduto il Senato ed è stato segretario del PRI portandolo al suo massimo storico del 5,1% dei voti.

Giovanni Spadolini: tolse l'interdetto su Pacciardi
Edito dalla tipografia del Senato, un opuscolo-testimonianza a firma di Giovanni Spadolini. Si tratta di tre articoli pubblicati nei tre giorni immediatamente successivi alla morte di Pacciardi e pubblicati rispettivamente da Continua a leggere →
novembre 7, 2010 – 3:12 PM
Categorie: Milano, Politica, Presidente della Repubblica, roma, Storia, Uncategorized
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Etichettatoantifascisti italiani in America, giornalisti, Giovanni Spadolini, Leo Valiani, mazzini, Ministero Beni culturali, Randolfo Pacciardi, Resto del carlino, Salvemini, Sforza, Sturzo, Tirreno
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Sistemato un pò il fritto misto, passiamo ai vari “boatos” di Golpe su cui si basano tuttora molte carriere e alcune fortune politiche e editoriali.
Il primo “golpe” fu creato dal segretario di Pacciardi, figlio dell’ammiraglio Girosi, che, invaghitosi di una signora, se ne andò in Costa Azzurra in luna di miele, col ricavato della vendita di un motoscafo non suo.
Per riparare, pensò bene di andare a raccontare al SIFAR una serie di balle che de Lorenzo meticolosamente registrò Aveva un apparato inserito in una 1100 /103 Fiat, bianca , a targa civile, che l’autista innescava quando il capo gli ordinava di scendere dall’auto per fingere di assicurare la privacy dell’incastrato di turno. Il segnale di accensione era una botta sulla spalla destra .

Il primo da destra è Tambroni, sinistra Dc, paranoico. Il secondo è Andreotti, scettico
Il “Girosino” ricevette una cifra apprezzabile per l’epoca e un’assunzione in Tunisia ” per sottrarlo a vendette”, ma più verosimilmente per fare un favore al padre dello scapestrato.
La confessione, registrata su dischi a 33 giri ( si usava all’epoca) fu fatta sentire a chi di dovere. L’idea consisteva nel rapimento del presidente Gronchi se fosse andato a S Rossore nella tenuta presidenziale. Il presidente del Consiglio Fernando Tambroni ( detto “il peggio Fernando”) ordinò di mettere a riposo un ufficiale dell’ufficio “R”( estero) decorato di medaglia d’oro al V.M. considerato capace dell’impresa ( e possibile concorrente del duo Allavena Viggiani alla direzione del servizio). Pochi giorni dopo, Tambroni cadde e nessun altro bevve la panzana. Mancavano imputati, mancavano piani di governo, mancavano testimoni credibili.
Quando la cosa si riseppe Gronchi aveva dato segno di apprezzare l’idea di una riforma in senso presidenziale e Pacciardi, con arguzia toscana citò S. Agostino dicendo che era meglio convertire il peccatore piuttosto che ucciderlo.
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novembre 2, 2010 – 1:30 PM
Categorie: antiterrorismo, intelligence, Medio Oriente, piano solo, Politica, Politica Estera, Presidente della Repubblica, roma, Storia, terrorismo, Uncategorized
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EtichettatoAlbania, Allavena, Aloia, Antonio Segni, Brogli universitari alle elezioni, Carabinieri, de gaulle, de lorenzo, Edgardo Sogno, ENI, Enrico Mattei, Fernando Tambroni, FIAT, Francia, Franz joseph strauss, Franzinelli, giuseppe Fiorani, Giuseppe Saragat, Gonella, luigi einaudi, Mauro Mita, NATO, Pacciardi, Paolo Gaspari, paolo Napolitano, piano solo, ronald reagan, Scalfaro, Scelba, SIFAR, SIM, U.S.A., Università di Roma, Valerio Borghese, Vaticano, Viggiani
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I cantieri navali di Los Angeles hanno varato una nave antiterrorismo usando 24 tonnellate dell’acciaio ricavato nella fonderia di AMITE ( LA) dai resti delle due torri del world trade center abbattute dai terroristi di Bin Laden.

con equipaggio di 350 uomini e capace di trasportare 700 marines con equipaggiamento antiterrorista
non è stato comunicato a quale flotta la nave sarà aggregata, ma si presume che andrà a prestare servizio nel golfo .
Impostata il 9 settembre del 2003, la NEW YORK è pronta per l’impiego e dispone di elicotteri e mezzi da sbarco per portare a terra i 700 marines che ospita. Il motto del NEW YORK è

IL MOTTO DEL "NEW YORK", primo di una classe di nuove navi
” Never forget” ( mai dimenticare). Ma oltre a non dimenticare, non imparano. Il terrorismo si combatte con l’intelligence.

Il varo del New york
novembre 2, 2010 – 12:47 PM
Categorie: antiterrorismo, guerra afganistan, intelligence, Medio Oriente, Politica Estera, Storia, terrorismo, Uncategorized
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EtichettatoLos Angeles, Marines, New York, US Navvy
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pag 14 ” su direttiva di Pacciardi il servizio segreto emargina dall’ambiente militare i simpatizzanti di sinistra“. Falso : nell’ambiente militare non c’erano simpatizzanti di sinistra,non allora, a meno che non si voglia alludere ai giovani di leva, che non venivano allontanati, ma sorvegliati.
I coscritti segnalati come comunisti, furono – in base alla circolare 300/R – ripartiti in A, B ;C cioè simpatizzante, iscritto, attivista. Questo lavoro capillare fu svolto dalle stazioni dei carabinieri e non dal centri di controspionaggio, anche perché non era di spie che si trattava.
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Non faccio lo storico e non è mio compito scrivere questa storia, ma posso indicare le principali balle – piccole e grandi -, anche per far capire che esistono ancora testimoni e testimonianze capaci di far fallire la storicizzazione delle menzogne uscite sulla stampa col risultato di opacizzare le omissioni del partito cattolico e il ruolo avuto dagli USA, che sembra abbia interferito negli affari di tutto il mondo, ma non in quelli dell’Italia, la cui posizione geostrategica è vitale…
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