LA CRISI E’ EPOCALE? articolo pessimistico di F. Venanzi

 Pubblico, con un ritardo di cui mi scuso, un articolo che l’amico Venanzi stesso giudica pessimistico.  adm

 In un precedente scritto,  attribuivo alla globalizzazione la causa profonda dell’attuale crisi. I bassi salari e l’inesistente, o quasi, sistema di welfare dei paesi emergenti, rendono fortemente competitiva la loro produzione industriale,  che, sul piano qualitativo e tecnologico, non ha niente da invidiare a quella dei paesi occidentali di antica industrializzazione. Questi hanno perso competitività e la loro produzione industriale langue, mentre una  parte cospicua e crescente  dei loro consumi di beni, principalmente semidurevoli e durevoli,  è soddisfatta dalle produzioni dei paesi emergenti.

Teoricamente, si vedono tre vie di riequilibrio: Continua a leggere

IL PROBLEMA DELL’ AFRICA. SOLUZIONE RAGIONEVOLE E NUOVA. COME NON SI E’ REALIZZATO IL PIANO DI AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE PER L’AFRICA. ADESSO LO FA LA CINA.

Qualcuno degli amici, ad ogni mia lamentela,  mi telefona o mi manda mail in cui sostanzialmente dice: ottime analisi, ma la diagnosi?  Oppure ottime idee, ma irrealizzabili. Questi commenti sono fioccati, specie dopo la mia analisi  apparsa ieri nel blog sul   malessere tunisino sfogato come sappiamo ( e non è finita).

un continente ricchissimo e un'Europa povera di idee

 

 Come principio etico personale, non mi lamento mai di un problema che non saprei come risolvere, ma credo di doverne dare la prova al crescente numero di amici che segue queste notizie che non troverebbe altrove.

A uso dei lettori amici, allego Continua a leggere

GRAND HOTEL BRASILE, GENTE CHE VA, GENTE CHE VIENE.

Nel quadro della  annunziata riforma della giustizia bisognerebbe sostituire l’immagine della dea bendata  con quella del coniglio di “Alice nel paese delle meraviglie” che andava affannato in giro con una sveglia gridando “sono in ritardo, sono in ritardo”

dal film Alice nel paese delle meraviglie, il bianco coniglio con l'orologio in mano

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GEOPOLITICA DELLA FAME da Mogadiscio a Tunisi: finché c’è guerra, c’è speranza.

Nessuno ha veramente chiare le idee  su quel che succederà nei paesi  in via di (semipermanente) sviluppo e nel loro rapporto con noi europei.

Grazie   ad un periodo  svolto da Segretario Generale del COMITATO FAO e ad un amico poi scomparso e che rimpiango, Giovanni Posani, ho potuto fare una esperienza straordinaria :quella di osservare lo scandalo della fame in un mondo di abbondanza nella indifferenza dei più e l’infamia di una serie di organizzazioni e singoli che vivono sulla carità internazionale come gli avvoltoi si nutrono di carogne.

Ho avuto modo di osservare  da vicino i meccanismi che regolano il funzionamento  degli enti dell’ONU  che lottano contro la fame  – operano tutti a Roma – quali la FAO ( è il più conosciuto) Il PAM ( programma alimentare mondiale) e l’IFAD ( il più ricco).  Hanno responsabilità marginali,  messi come sono all’angolo dall’OMC ( Organizzazione Mondiale del Commercio), ma non fanno nemmeno il poco che potrebbero. Burocrazia si, passione, no. Continua a leggere

Le donne di Berlusconi sono come la pensione : la somma degli anni dei due è costante. Ma ci sono tre soluzioni.

Pare che  , specie da parte della  ex moglie  N2 –  non si vogliano perdonare  a Mr B. le “frequentazioni con minorenni”.  

In Italia , per la verità si tratta di un peccato con indulgenza plenaria incorporata

diciassette anni ben portati

 ,  Continua a leggere

Tunisia: Da Didone a Ben Alì. comunque vada…..

I tunisini , con un aiutino, si sono liberati del loro Presidente . Il vice , sta cercando di  far sopravvivere qualcosa  promettendo le elezioni tra sei mesi. Continua a leggere

I penosi sette di una storia italiana. (ho nostalgia per Donat Cattin, chi me lo avesse mai detto….)

Fiat , Marchionne, Landini, Fassino, Chiamparino Rebaudengo, Sacconi.

Se cambierà  la sede dei suoi investimenti ,Fiat, Continua a leggere

Tornano le rivolte della fame. Mediterraneo in fiamme di Antonio de Martini

gli scontri in Algeria. In Francia nel 2010 le auto incendiate sono state 42.000. E noi ci lamentiamo della FIOM

 L’intero bacino mediterraneo è in stato di crisi : In Spagna c’è l’Eta basca. I balcani sono presidiati dalle truppe europee dopo che gli USA hanno scatenato una guerra che non hanno potuto chiudere.  La Grecia ,  ha gli attentati anarcononsocosa. La Turchia ha i suoi guerriglieri curdi. Il Libano si lecca ancora le ferite di una guerra durata 17 anni con oltre 120.000 morti su tre milioni di abitanti.  Israele ha i Palestinesi ( o se preferite, viceversa). Continua a leggere

LE FONDAZIONI BANCARIE E LA LORO “NAZIONALIZZAZIONE” di F. Venanzi

 
 
 
 

Giuseppe Guzzetti presidente fondazione cariplo e capo della lobby delle fondazioni ex bancarie. Nei primi anni 80 era il presidente della regione lombardia in quota DC/Marcora.

 L’amico  Francesco Venanzzi, manager ENI ( uno dei “ragazzi di Mattei”) e ex  VP della  Lanerossi, ci scrive.   Lo ringraziamo per il prezioso contributo.  Affronta nell’articolo che segue, il tema ormai ricorrente della “nazionalizzazione ” delle fondazioni bancarie e teme, non senza ragione,  che grandi gruppi – magari stranieri- facciano incetta delle azioni stravolgendo il mercato delle banche italiane.

Beh, tranquilli,  è già successo. Esistono già  grandissimi gruppi bancari  che non rispondono al territorio, non rispondono agli azionisti che in  maniera infinitesimale, si autoperpetuano per cooptazione e fanno beneficenza a famiglie bisognose: le loro. Continua a leggere

Duetto tra Ceccarelli e de Martini: serve un Bearzot o serve una squadra capace di calciare? di G Ceccarelli con risposte di de Martini in blu.

 

Ognuno di noi, credo, si sentiva, all’epoca delle vittorie calcistiche di Bearzot, nel calcio si può lasciar fare al manovratore, che qualche volta Continua a leggere