Come mai in breve tempo si è accesa la situazione politica in Nord Africa ( Egitto, Tunisia, Algeria) , nel Levante ( Libano), nei Balcani( Albania) e in Russia ? Come mai delle zone calde di pochi mesi fa ( Sudan, Georgia, Ucraina,Iran) non si parla quasi più?
Esiste un l fil rouge che collega questi avvenimenti ? Gli eventi italiani sono collegabili ? Come mai la chiesa si è schierata pubblicamente in maniera inusuale, riconoscendo il conflitto tra i poteri dello Stato, spiazzando la sinistra anche cattolica che sperava di utilizzare il sesto comandamento come grimaldello per tornare a Palazzo Chigi? Il fil rouge va cercato in Cina.

Gli USA sono forti e affidabili, Il Mediterraneo in ebollizione. Se fossi cinese chi sceglieresti?
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gennaio 26, 2011 – 2:31 PM
Categorie: intelligence, Libano, Medio Oriente, piano solo, Politica, Politica Estera, Uncategorized
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EtichettatoAlbania, Egitto, Libano, Mubarak, Rivolte mediterranee, Tunisia
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La Francia è da sempre un paese che, se fosse una donna, si direbbe che crede di avercela solo lei. L’integrità, si intende.
Invece il Presidente Chirac , Continua a leggere →
Sul “Corriere della sera” di questa mattina leggiamo quello che in gergo giornalistico si chiama “un soffietto” dedicato a un ex della CIA di anni 78 : Duane Clarridge

l'agente CIA che ha trafugato i quadri di Brera. Ora ha fondato la Blackwater agenzia privata incriminata per assassini di civili in Irak. Il Corriere della Sera di oggi gli dedica un soffietto promozionale.
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gennaio 24, 2011 – 4:04 PM
Categorie: antiterrorismo, intelligence, Medio Oriente, Milano, terrorismo, Uncategorized
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EtichettatoCIA, Corriere della sera, duane clarridge, furti di opere d'arte, Iran-contras
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Credo abbiamo tutti notato che i vari Casini quando parlano di creare un governo di emergenza, indicano come fine della nuova istituzione, obiettivi di loro interesse: Continua a leggere →
In uno dei primi articoli su questo blog scrissi che il mare nostrum stava ridiventando il centro del commercio mondiale. E’ l’opportunità del secolo e su questo convengono tutti.
Questa è la ragione per cui tanti immobilismi stanno saltando in questo periodo. L’ instabilità rischia di diventare un ulteriore fattore di nostra marginalizzazione rispetto al commercio internazionale, assieme alla corruzione e alla burocrazia. Dobbiamo liberarcene e presto se vogliamo sopravvivere come Nazione senza ripiegarci in un ghetto identitario.

superati dai greci, dai turchi e da Israele. A quando il Montenegro?Nella foto bandiera Turca e UE affiancate, ma l'avvenire è un altro.
Qualcuno attribuisce questi sommovimenti a sete di democrazia, altri alla fame di pane. C’è sempre di tutto un pò nelle motivazioni umane sottostanti alle sommosse, specie sulla riva sud. Ognuno è disposto a battersi per quel che gli manca di più,ma la verità è che è semplicemente venuto a mancare, come fattore di stabilizzazione, l’interesse della grandi potenze allo statu quo. Anzi. Continua a leggere →
gennaio 23, 2011 – 5:52 PM
Categorie: Politica, Uncategorized
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EtichettatoAlgeria, Burocrazia, corruzione, FIAT, FIOM, Industria automobilistica italiana, Israele, Libano, Libia, Marocco, Tunisia, Turchia, Volkswagen
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Al Pentagono cominciano a sentire il peso ( economico) della guerra. A seguito della nuova disposizione emanata dall’amministrazione del Presidente Obama che obbliga

mantenerli in servizio convertendoli dopo una certa età?
i consulenti della Difesa a dichiarare tutte le altre fonti di guadagno estranee all’amministrazione, ben 158 tra generali e ammiragli a riposo Continua a leggere →
Se si vuole vedere la parte positiva della vicenda di Mr B. con le fanciulle del suo giro, basterà ricordarsi il film “Facciamo l’amore” con Yves Montand e Marilyn Monroe che racconta l’innamoramento di un miliardario per una attrice di un teatrino off Broadway.
Il monologo di Yves Montand è un’autodifesa ante litteram che val la pena di risentire.
Contestato da un dipendente ( Tony Randall) che trova il coraggio di contestarlo grazie all’alcool, Montand risponde :” le barzellette? lo so che i dipendenti ridono esageratamente perché le racconto io, ma che vuole, mi piace raccontarle” e” i braccialetti di diamanti alle signorine che cenano con me? Ma che vuole, se li aspettano”. Il film di Geoge Cukor, finisce con il classico bacio di consacrazione dell’amore eterno.
In realtà, MR B. non è Yves Montand ( e non ha 50 anni e in più dovrebbe consacrare le sue energie alla Nazione) e la carrettata di baldracchette coinvolte ( non credo siano prostitute, temo che lo diventeranno: con quelle frequentazioni e quei regali, difficile tornare a fare la commessa o la figurante) non ha nulla da spartire con la Monroe che pure non era una santarellina.
Il dubbio di essere amato solo per il sorriso del proprio libretto degli assegni, mi pare già una bella punizione.
Volendo vedere il bene che c’è dalla parte degli investigatori, ci si può ricordare di un vecchio film con Massimo Girotti: “In nome della legge” tratto dal libro autobiografico di un magistrato ( Piccola Pretura) Guido Lo Schiavo, ambientato in sicilia in cui il magistrato riesce a far rispettare la legge anche dal prepotente di turno con la sola forza della propria coscienza. Lo Schiavo finì la carriera come presidente del tribunale superiore delle acque ( a Palazzo Chigi) in pace con se e con gli uomini. Continua a leggere →
Gli ottimisti pensano che dopo la rivolta tunisina ci sia un rischio di contagio a tutto il Maghreb ( Algeria e Marocco). I pessimisti ritengono che anche la Libia e l’Egitto siano sotto tiro.
In realtà i paesi arabi sono tutti coinvolti e a questi si aggiungono Afganistan,Pakistan, Iran,Turchia che, pur non essendo arabi, hanno in comune religione e cultura sia pure con sfumature.

Il nuovo ATATURK: ERDOGAN. Ha un ruolo nuovo in Medio Oriente
La sensazione che si trae da una analisi anche superficiale della situazione è che siamo alla vigilia di una grande rivoluzione di cui è ancora difficile intravvedere forme e calendario. Sappiamo solo che l’innesco è stato dato da Ben Alì e consorte, mentre l’esplosivo è stato portato a pressione, dall’avidità congiunta delle lobby dell’agroindustria americana e delle classi dirigenti corrotte , scelte e protette dall’occidente.
Questi momenti ribellistici non sarebbero diversi dalle periodiche rivolte contro l’impero britannico nell ‘800 se non ci fossero due fatti nuovi: uno politico a nome Ben Laden ( nell’800 c’era il Mahdi che però durò e costò poco) e uno geostrategico a nome Turchia di Erdogan.
Turchia, Tunisia e Pakistan erano considerati tra i più fedeli e laicizzati alleati dell’occidente. Il Pakistan dispone già dell’armamento nucleare e la Turchia ( snobbata da qualche intelligentone della U.E.) ha un esercito di due milioni di uomini alle porte dell’Europa.
La Turchia, che da quindici anni ha tassi di sviluppo del 6-7% ha elaborato una strategia semplice come tutte le strategie. Continua a leggere →
gennaio 20, 2011 – 5:12 PM
Categorie: antiterrorismo, guerra afganistan, intelligence, Medio Oriente, Politica Estera, terrorismo, Uncategorized
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EtichettatoAcqua nel vicino oriente, Afganistan, Iran, Israele, Pakistan, Turchia
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Appena il Mediterraneo si metterà al bello, riprenderà il flusso migratorio dall’Africa per via di mare – specie dal Maghreb – verso le nostre coste. Oltre alle solite motivazioni umanitarie, adesso si potrà invocare anche l’asilo politico.
D’altronde, se non c’è lavoro in Tunisia, dove cercarlo se non da noi? La risposta è impiantare un grande cantiere in loco e guadagnarci.

Se non c'è lavoro in Tunisia, lo si cerca altrove.
L’immigrazione, diminuita di oltre il 60% nel corso del 2009 riprenderà a salire. I punti di partenza più probabili sono le coste tunisine, visti i recenti eventi. La polizia, inevitabilmente ridimensionata dal nuovo regime, mancherà dell’autorevolezza necessaria a tenere in pugno la situazione.
Poiché sento già nelle orecchie i soliti amici dire ” Giusto, ma qual’è la terapia”?
Eccola:
Si tratta di creare un grande progetto, della valenza quasi del canale di Suez, da condursi con bassa intensità tecnologica per poter impiegare il massimo di mano d’opera. Continua a leggere →
L’amico Ciccarelli, teologo ed esperto di arte, entra nel dibattito aperto da Venanzi e rilanciato da Fantoni e chiama in ballo anche me citando una mia proposta che “va bene solo per gli africani” si tratta evidentemente di una mia figura retorica: organizzare l’agricoltura africana sarebbe anche per l’Europa il business del secolo. Certo non per gli esercenti la carità pelosa che si fa oggi. adm
“Il bello degli esperti è di sapere tutto su quello che già si sa. Il bello del genio è di sapere magari una sola cosa che ancora non si sa. Faccio un esempio che non c’entra nulla (pare)

Papa Alessadro VII Chigi. Pronipote di Papa Paolo V. Ciccarelli lo coinvolge nel dibattito sui paesi emergenti
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