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IL 25 LUGLIO DI UMBERTO BOSSI. AMMAESTRAMENTI DA TRARRE. di Antonio de Martini

Il primo tempo supplementare della Prima Repubblica ( tranquilli, il secondo è alle porte) termina con le dimissioni di Bossi .
Continua, ” ininterrotta e asprissima” – ricordate il comunicato della vittoria ? – la campagna di sputtanamento degli avversari politici del ” nuovo corso” sostenuta dagli ex ministri dell’interno ( Scalfaro, Napolitano, Pisanu, Maroni) e di santificazione dei ” tecnici”. .

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IL GRUPPO INGLESE BG RINUNZIA A INVESTIRE IN ITALIA 250 MILIONI DI EURO. MOTIVO: 11 ANNI DI ATTESA PER LE AUTORIZZAZIONI DI UNA COSCA DI MAZZETTARI. E’ ORA DI COMINCIARE A CHIEDERE CHE ROTOLINO LE TESTE E IL PRIMO ENTE DA ABOLIRE E’ L’ENTE REGIONE. di Antonio de Martini

Altro che articolo 18 dello statuto dei lavoratori visto come ostacolo agli investimenti stranieri in Italia!

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ANCORA SULLE OLIMPIADI DA FARE A ROMA. POLEMICA TRA IL GENERALE CADORNA E UN ASCARO DEL SINDACO

Non ho mai letto il nome Andriani negli annali degli eroi d’Italia perché possa permettersi di dare del “grillo parlante” a Carlo Cadorna, il cui cognome risuona nelle aule scolastiche delle ultime quattro generazioni di italiani.
Sarebbe scusabile solo se il nomignolo dato a Cadorna volesse inconsciamente significare che l’Andriani stesso si consideri un Pinocchio,

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LA CORRUZIONE NASCE DA UN ISTITUTO NATO PER COMBATTERLA: LA COMMISSIONE GIUDICATRICE di Antonio de Martini

A proposito di corruzione, vorrei dare a tutti una idea di come nadca un potere di interdizione – democratico a chiacchiere – che in realtà può essere superato solo dall’instaurarsi di una relazione diretta con chi è in grado di influenzare la decisione richiesta.

come esempio, prendo un caso di specie accadutomi qualche anno fa : una permuta di immobili tra il Ministero della Difesa ed un comune ( quindi uno scambio tra due enti pubblici). Il comune cedeva spazi in periferia costruendo nuove caserme , ricevendone in cambio immobili in centro città. Nulla di difficile.

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UN’ALTRA VOCE GRIDA :VIVA MONTI di Carlo Cadorna

  Il generale Carlo Cadorna, provetto cavallerizzo,  mi invia copia dell’articolo spedito alla rivista di ippica ” Cavallo 2000″  che volentieri pubblico   sul tema delle olimpiadi a Roma nel 2020.               

 

Il governo ha bocciato l’ipotesi olimpiadi a Roma: finalmente delle persone serie! Continua a leggere

LE OLIMPIADI . IL PROBLEMA E’ PRIMA TAGLIARE LE MANI AI CORROTTI . di Antonio de Martini

Con una prontezza che mostra l’irritazione per il colpo andato a segno, ho avuto reazioni immediate al mio piccolo post in cui elogiavo il Presidente del Consiglio Monti( anche se ha addotto un pretesto rigorista) per aver rifiutato i dieci miliardi di finanziamento chiesti per candidarsi  alle Olimpiadi del 2020. Continua a leggere

COSA DOPO BERLUSCONI E DOPO MONTI? CERTO, NON LORO. RICORDANO MUSSOLINI E BADOGLIO. SERVE IL NUOVO. di Antonio de Martini. ( primo di due post sul futuro prossimo)

Al mio post del 31 gennaio , il sig Cavallaretto1 mi ha scritto in un commento una assennata considerazione che merita una risposta più ampia di quanto non abbia fatto nella risposta diretta, forzatamente succinta.
Egli si e’ detto contrario alle dimissioni del governo Monti perché ritiene che io parteggi per un ritorno di Berlusconi e perché i ministri dell’attuale governo lavorano seriamente.
Non mi e’ mai passata per la testa di vedere Berlusconi a palazzo Chigi e tutti i miei post lo testimoniano.
La ragione per cui Monti deve dare le dimissioni – ci ho aggiunto anche quelle del presidente Napolitano – e’ che ha impostato una strategia , condivisibile, ma ha fallito.

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MARIO MONTI HA VENTUNO GIORNI PER LEGITTIMARSI AGLI OCCHI DEGLI ITALIANI. POI COMUNQUE VADA , I POLITICI ODIERNI NE USCIRANNO DISTRUTTI. TUTTI. di Antonio de Martini

Il professor Monti ha rilasciato almeno due dichiarazioni non ambigue in tema di politica europea, che me lo hanno fatto considerare con maggior attenzione.
In sostanza sta cercando di accerchiare la Cancelliera Merkel, mettendo a profitto il preesistente rapporto con Sarkosi, di cui era consigliere. La imminente visita in Inghilterra al premier Cameron, va nel senso indicato.
Qualche dichiarazione resa in Italia, si e’ invece prestata a manipolazioni

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LA CORTE DEI CONTI SI SVUOTA. CHI CONTROLLERA’ I CONTI PUBBLICI?

Entro questa settimana 420 – quattrocentoventi – magistrati della Corte dei Conti ( quella che fece dire alla Brambilla: “ma che c’entrano i nobili adesso” al capo di gabinetto che la invitava a fare gare invece di dare affidamenti diretti) andranno in pensione a domanda.
Motivazione: hanno maturato l’anzianità e non vogliono che il loro trattamento venga alterato dalle scelte del decreto Monti: rateizzazione della liquidazione, abbassamento della pensione e allungamento di tre anni della messa in quiescenza.

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LA SOLUZIONE DI UN PROBLEMA EUROPEO STA NELL’ EUROPA

Mi sono accorto che affrontando temi di politica interna, mi lascio trascinare tanto dalla indignazione per la mancanza di rispetto verso l’intelligenza dei cittadini che eccedo.
Torniamo a vedere le cose dal punto di vista il più’ coscienzioso possibile.
27 paesi , quasi tutti europei, si sono uniti in un processo di aggregazione continentale.
Di questi, 17 si sono saldati anche con l’adozione di una moneta comune.
L’ arroganza culturale ci ha fatto credere che il mondo avrebbe marciato al passo dell’Europa.
La realtà’ ci ha dimostrato il contrario e adesso non vogliamo fare marcia indietro per non ammettere le carenze strategiche del progetto e non vogliamo fare marcia avanti perché’ abbiamo paura, avendo capito che non abbiamo capito il nostro tempo.
L’euro soffre non perché’ e’ debole, ma perché i suoi bond vengono messi sul mercato a prezzi differenti a seconda del paese emittente.
E’ inevitabile che gli speculatori vogliano lucrare provocando scompensi.
Succedeva con le monete diverse ( il solito Soros) e una classe politica europea da Cottolengo, non ha pensato che sarebbe successo anche coi certificati di credito se questi avessero avuto delle differenze tra i tassi.Se ci pensate un momento, la cosa ha dell’incredibile.
I tedeschi avevano la leadership della operazione, l’esperienza dei due processi di unificazione tedesca con Otto von Bismarck e con poi con Helmut Kohl, ma , accecati dalla smania di guadagno e dal desiderio di non far scappare nessuno degli accalappiati, non previdero un piano “B” e acconsentirono alla proposta Prodi di immediato allargamento a tutti i paesi dell’est Europa.
In altre parole alla costruzione dell’Europa manca la scala antincendio e il regolamento di condominio. Grandi ingegneri….
Per unificare un continente che ha duemila anni di storia ( noi ne abbiamo tremila ), una mentalità da caserma non basto’ come non basterà’ la attuale mentalità’ da bottegai calvinisti.
L’ Europa e’ un salto di qualità’ o non e’.
I tedeschi stanno dimostrando che non hanno saputo gestire il processo di unificazione perché’ non hanno altra idea fondante che non sia la prevaricazione dei più’ deboli.
Al solito vinceranno un anno di battaglie e poi , al solito, rovineranno sotto il peso della loro arroganza, col solito politico nostrano che cercherà’ di riparare in Valtellina.
La politica – quella col senso della storia- suggerisce quattro strade per superare la crisi e a me quella dei tedeschi non piace. Abbiamo altre opzioni e dobbiamo farlo sapere a tutti.

LA PRIMA ( il sogno dei padri):spingere verso la creazione della federazione Europea, trasferendo al Parlamento Europeo il potere di approvazione di bilanci preventivi dei singoli paesi aderenti alla moneta unica, escludendo da questo momento decisionale i paesi come l’Inghilterra che non ne fanno parte e che avranno il fair play di astenersi. Sarebbe un grosso freno per i nostri reggitori nazionali, regionali e comunali.
A fronte di questa scelta, i certificati di debito potrebbero avere gli stessi tassi e la corsi sarebbe superata.
LA SECONDA( compromesso):fissare la quantita’ accettabile di indebitamento di ciascun paese e quella sarebbe garantita da tutti i partners. Le eccedenze sarebbero invece responsabilita’ del singolo stato nazionale che vedrebbe ridotta la possibilita’ di attingere a fondi europei in percentuale uguale a quella che si discosta dalle indicazioni comuni. ( se hai un 30% di fondi extra sconsigliati dal PE, avrai il 30% in meno di fondi europei rispetto a quanto concordato in precedenza e questi denari vanno a un fondo di stabilita’ europeo). Vantaggio per i virtuosi: il fondo di stabilita’ verrebbe alimentato dai paesi disobbedienti.

LA TERZA( la schiavitù’):seguire la via tedesca che sembra si stia per seguire di lacrime, sangue e di repressione sociale . Benché’ non esista prova nella storia del mondo che il rigore abbia generato sviluppo. Questa scelta ha sapore punitivo e di vendetta per i differenti stili di vita tra mediterraneo e paesi a cultura protestante. Alla fine di questa strada ci sara’ solo una nuova Norimberga per chi l’avrà voluta, perche’ una cosa che i popoli non perdonano, sono i sacrifici umani in nome di una idea fissa. ieri il Reich, oggi il rigore.

LA QUARTA( la voce grossa): sfruttare il fatto che nell’accordo di Maastricht non esiste un sistema di espulsione dei membri recalcitranti e cancellare o sospendere le leggi nazionali che proibiscono alla Banca d’Italia di finanziare il governo e la rendono indipendente.
Riprendiamo il finanziamento dei piani di sviluppo governativo ( serio pero’) e apriamo una trattativa con i tedeschi per rivedere gli accordi.
Ci seguirebbero almeno dieci dei diciassette paesi dell’euro e a quel punto la leadership della Germania e le sue manie rigoriste andrebbero a remengo assieme ai suoi Quisling locali che risalirebbero “in disordine e senza speranza ” le tre valli varesine che ieri hanno disceso con orgogliosa sicurezza.