LA SOLUZIONE DI UN PROBLEMA EUROPEO STA NELL’ EUROPA

Mi sono accorto che affrontando temi di politica interna, mi lascio trascinare tanto dalla indignazione per la mancanza di rispetto verso l’intelligenza dei cittadini che eccedo.
Torniamo a vedere le cose dal punto di vista il più’ coscienzioso possibile.
27 paesi , quasi tutti europei, si sono uniti in un processo di aggregazione continentale.
Di questi, 17 si sono saldati anche con l’adozione di una moneta comune.
L’ arroganza culturale ci ha fatto credere che il mondo avrebbe marciato al passo dell’Europa.
La realtà’ ci ha dimostrato il contrario e adesso non vogliamo fare marcia indietro per non ammettere le carenze strategiche del progetto e non vogliamo fare marcia avanti perché’ abbiamo paura, avendo capito che non abbiamo capito il nostro tempo.
L’euro soffre non perché’ e’ debole, ma perché i suoi bond vengono messi sul mercato a prezzi differenti a seconda del paese emittente.
E’ inevitabile che gli speculatori vogliano lucrare provocando scompensi.
Succedeva con le monete diverse ( il solito Soros) e una classe politica europea da Cottolengo, non ha pensato che sarebbe successo anche coi certificati di credito se questi avessero avuto delle differenze tra i tassi.Se ci pensate un momento, la cosa ha dell’incredibile.
I tedeschi avevano la leadership della operazione, l’esperienza dei due processi di unificazione tedesca con Otto von Bismarck e con poi con Helmut Kohl, ma , accecati dalla smania di guadagno e dal desiderio di non far scappare nessuno degli accalappiati, non previdero un piano “B” e acconsentirono alla proposta Prodi di immediato allargamento a tutti i paesi dell’est Europa.
In altre parole alla costruzione dell’Europa manca la scala antincendio e il regolamento di condominio. Grandi ingegneri….
Per unificare un continente che ha duemila anni di storia ( noi ne abbiamo tremila ), una mentalità da caserma non basto’ come non basterà’ la attuale mentalità’ da bottegai calvinisti.
L’ Europa e’ un salto di qualità’ o non e’.
I tedeschi stanno dimostrando che non hanno saputo gestire il processo di unificazione perché’ non hanno altra idea fondante che non sia la prevaricazione dei più’ deboli.
Al solito vinceranno un anno di battaglie e poi , al solito, rovineranno sotto il peso della loro arroganza, col solito politico nostrano che cercherà’ di riparare in Valtellina.
La politica – quella col senso della storia- suggerisce quattro strade per superare la crisi e a me quella dei tedeschi non piace. Abbiamo altre opzioni e dobbiamo farlo sapere a tutti.

LA PRIMA ( il sogno dei padri):spingere verso la creazione della federazione Europea, trasferendo al Parlamento Europeo il potere di approvazione di bilanci preventivi dei singoli paesi aderenti alla moneta unica, escludendo da questo momento decisionale i paesi come l’Inghilterra che non ne fanno parte e che avranno il fair play di astenersi. Sarebbe un grosso freno per i nostri reggitori nazionali, regionali e comunali.
A fronte di questa scelta, i certificati di debito potrebbero avere gli stessi tassi e la corsi sarebbe superata.
LA SECONDA( compromesso):fissare la quantita’ accettabile di indebitamento di ciascun paese e quella sarebbe garantita da tutti i partners. Le eccedenze sarebbero invece responsabilita’ del singolo stato nazionale che vedrebbe ridotta la possibilita’ di attingere a fondi europei in percentuale uguale a quella che si discosta dalle indicazioni comuni. ( se hai un 30% di fondi extra sconsigliati dal PE, avrai il 30% in meno di fondi europei rispetto a quanto concordato in precedenza e questi denari vanno a un fondo di stabilita’ europeo). Vantaggio per i virtuosi: il fondo di stabilita’ verrebbe alimentato dai paesi disobbedienti.

LA TERZA( la schiavitù’):seguire la via tedesca che sembra si stia per seguire di lacrime, sangue e di repressione sociale . Benché’ non esista prova nella storia del mondo che il rigore abbia generato sviluppo. Questa scelta ha sapore punitivo e di vendetta per i differenti stili di vita tra mediterraneo e paesi a cultura protestante. Alla fine di questa strada ci sara’ solo una nuova Norimberga per chi l’avrà voluta, perche’ una cosa che i popoli non perdonano, sono i sacrifici umani in nome di una idea fissa. ieri il Reich, oggi il rigore.

LA QUARTA( la voce grossa): sfruttare il fatto che nell’accordo di Maastricht non esiste un sistema di espulsione dei membri recalcitranti e cancellare o sospendere le leggi nazionali che proibiscono alla Banca d’Italia di finanziare il governo e la rendono indipendente.
Riprendiamo il finanziamento dei piani di sviluppo governativo ( serio pero’) e apriamo una trattativa con i tedeschi per rivedere gli accordi.
Ci seguirebbero almeno dieci dei diciassette paesi dell’euro e a quel punto la leadership della Germania e le sue manie rigoriste andrebbero a remengo assieme ai suoi Quisling locali che risalirebbero “in disordine e senza speranza ” le tre valli varesine che ieri hanno disceso con orgogliosa sicurezza.

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Commenti

  • gicecca  Il novembre 12, 2011 alle 7:04 pm

    La storia di Monti, che non é certo cattolica, suggerisce che vorrà seguire la via della schiavitù ai tedeschi. Anche a me non piace. Dal tempo del 1943 -1944, se un tedesco mi chiede a s. Giovanni come si fa ad andare al Colosseo, io lo mando a Frascati. Non é elegante e non é serio, ma è la mia personale e piccola vendetta per quello che durante la guerra ho visto. Per cui mi auguro che ci sia dia data la possibilità di dire NO, a Monti, a Merkozy e a questo tentativo di Grande Reich per via economica. Con un voto rapido ed efficace. Aspetto sempre di sapere chi é il povero in canna che dovrò votare, visto che il ricco miliardario ha fallito. GiC

    • antoniochedice  Il novembre 12, 2011 alle 8:26 pm

      Non un povero ne un ricco. Ci vuole un classe dirigente o almeno bisogna educare i nuovi che arrivano.

  • gicecca  Il novembre 12, 2011 alle 8:43 pm

    Stiamo freschi. giC

    • antoniochedice  Il novembre 12, 2011 alle 9:55 pm

      Amico, non si puo’ stare nel proprio” particulare” e volere risposte confezionate. Non e’ pi, tempo.

  • gicecca  Il novembre 13, 2011 alle 6:05 pm

    Non voglio risposte preconfezionate, non so che farmene. Ma che la soluzione venga dalla Germania o dalla Francia mi pare come tante altre cose soltanto utopistico. Diamoci finalmente un Governo politico che sia capace di agire senza chiacchiere, facciamo a meno di un Presidente che supplisce senza esser responsabile e forse qualche cosa ne uscirà. Continuare a citare la bellezza di un passato morto da oltre 20 anni mi pare inutile; oltre tutto, pochissimi giovani lo conoscono. E che “particulare” vuoi che coltivi ? Non ho neanche l’orto di Cincinnato. GiC

    • antoniochedice  Il novembre 13, 2011 alle 6:20 pm

      Bene! L’incazzatura e’ l’anticamera dell ‘azione .

  • Libero  Il novembre 13, 2011 alle 7:14 pm

    Eppure qualcuno sapeva guardate date e post
    http://mercato-libero.blogspot.com/

    • antoniochedice  Il novembre 24, 2011 alle 7:50 pm

      Questo commento e’ rimasto qualche giorno impigliato tra gli spam dove vado di rado. Mi scuso con l’autore, ma adesso non ricordo a quale post si riferiva.

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