Archivi Categorie: Storia

EGITTO. IL GOVERNO GANZURI DIVENTA GAZZARRA. LA FRATELLANZA MUSSULMANA AVANZA: SE GLI USA SMETTONO DI PAGARE, L’EGITTO ROMPERA’ IL TRATTATO DI PACE CON ISRAELE

La storia si ripete, specie nel più storicizzato dei paesi: l’Egitto.
Gli Stati Uniti di Foster Dulles videro con favore l’ascesa al potere dei giovani ufficiali capitanati dal generale Naguib nel 1952. Poi, quando si accorsero che l’idea di “ufficiale” era diversa da quella di un allievo di West Point, iniziarono i dolori e culminarono in un decennio di scontri indiretti.

Lo stesso sta accadendo, in questi giorni. Il bovaro dell’Oklahoma

Continua a leggere

IL MAROCCO TENTA LA RICONCILIAZIONE COI SALAFITI PER NON ENTRARE IN CONFLITTO COI REGIMI INTEGRALISTI DEL NORD AFRICA.

Ahmad Najib Al-Shabi, segretario del Partito Progressista Democratico, all’opposizione in Tunisia ha dichiarato che la differenza sostanziale fra i governi islamisti di Tunisia e Marocco

Continua a leggere

LA MALATTIA DI EUROPA E’ IL SARKOMA ( SARKOSI +OBAMA) di Antonio de Martini

Alla vigilia delle elezioni francesi e americane, può valere la pena esaminare quali conseguenze abbia prodotto il progetto USA POMED e le truppe francesi in questo anno di campagne politico militari iniziato con l” unrest” tunisino , proseguito con la “primavera egiziana” di Taharir Square, continuata con la campagna di Libia e conclusasi con i pareggi yemenita e di Bahrein e la sconfitta sulla via di Damasco.
LA TUNISIA
In Tunisia: a un regime poliziesco laico , si sono sostituiti – col partito Ennahda – una serie di fondamentalisti islamici, l’economia e l’emigrazione sono peggiorate inducendo il governo italiano ad agevolare il passaggio verso la Francia , al punto che ne e’ nato un contenzioso.
Insomma, l’unica conseguenza e’ stata che l’Europa ha scoperto che il tipo di libertà cui i tunisini aspiravano, era quella di emigrare.
Ad una iniziativa USA per affermare i principi democratici, ha fatto seguito un aumento del flusso migratorio verso Italia e Francia. L’Italia ha perso il suo status di primo fornitore della Tunisia.
EGITTO
In Egitto: dopo un migliaio di morti nel primo tempo della rivoluzione e qualche centinaio nel secondo tempo, il regime militare con a capo un generale ottantenne e’ stato sostituito da un regime militare con un generale settantanovenne ed un governo ” civile” a libertà vigilata espressione della confraternita dei ” fratelli mussulmani” che ha già iniziato ad avvelenare i rapporti con Israele e con il governo USA. La borsa e l’economia sono disastrate e non accennano a migliorare. I presidenti delle due camere risultati eletti, appartengono alla setta dei fratelli mussulmani, ci sono stati ripetuti scontri tra cristiani ( copti) e islamisti con numerosi morti.
L’Italia ha perso anche qui la sua posizione di fornitore privilegiato.
LIBIA
i commenti già fatti su questo blog restano tutti validi, con l’aggiunta di un paio di controprove, quale lo stabilizzarsi dell’instabilità e l’invio di seicento ” volontari” libici in Turchia, alla frontiera siriana, per alimentare una ” rivoluzione” senza carburante dopo lo schiacciamento dei ribelli del Jabal Druso e la scelta dei kurdi di non sollevarsi e di puntare su Assad piuttosto che sugli USA come fecero in Irak con le conseguenze che tutti ricordiamo.
Gli accordi italo libici sono stati congelati a vantaggio della Francia.
YEMEN
Per convincere il presidente Salah dello Yemen a mollare, nientemeno che al suo vice, ci hanno messo un anno e numerose centinaia di morti. Per far rassegnare la segretaria di stato Clinton ad accettare questa alternanza alla pulcinella, ci e’ voluto il rafforzarsi di Al Kaida che in zona si e’ ritagliata una porzione di territorio.
BAHREIN
Buco nell’acqua anche a Bahrein grazie all’intervento delle truppe saudite che hanno sconvolto i calcoli degli analisti che incoraggiarono la rivolta promettendo il non intervento dell’esercito locale inquadrato da elementi occidentali. Gli USA sono riusciti a mantenere la loro base navale, ma ormai la sfiducia regna.
SIRIA
Il fallimento dei tentativi di ” regime change” fomentato dal ” POMED project “e’ stato dovuto solo in parte al veto Cino- russo all’ONU. La nascita Continua a leggere

SPECCHIO MIO, SPECCHIO DI LEGNO, DIMMI CHI E’ IL PIÙ PAGATO DEL REGNO?

La trasparenza degli atti amministrativi del governo ha fatto la prima vittima: la democrazia.

Continua a leggere

LA RIFORMA ELETTORALE ( fusse che fusse la volta bona) di Antonio de Martini

Quarantotto anni dopo la nascita dell’esigenza, i due partiti più grandi affrontano finalmente assieme il problema della governabilità dello Stato italiano.
Per farlo, hanno atteso che il sistema fosse fuori controllo ed essi stessi travolti dal disprezzo generale.
In mancanza di una cultura alternativa al loro comune sentire, stanno cercando

Continua a leggere

COSTRUZIONE FA RIMA CON CORRUZIONE, MA NESSUNO LO NOTA. DA CINQUEMILA ANNI. di Antonio de Martini

Naturalmente, il business delle costruzioni non viene fatto solo con le Olimpiadi. Un altro filone di costruzioni addomesticate lo ritroviamo

Continua a leggere

ODIO GLI ANNIVERSARI, MA FRANCESCO P. RICORDA LE FOIBE E DOPO TANTO SILENZIO, UN PO DI RICORDO E’ NECESSARIO.

esattamente un anno fa, il 9 Febbraio 2011, mi trovavo in Friuli.

In quelle terre la Giornata per la Memoria delle Foibe è molto sentita e se hai anche solo una minima inclinazione alla curiosità, puoi ascoltare storie che non si leggono nei libri o che non hanno avuto la risonanza che a mio parere meriterebbero.

Ancora oggi, sono pochi coloro che conoscono questa tragedia. Molti ne conoscono solo i commenti (talora di parte) o le interpretazioni (…). Vi sono molti bravi negazionisti, buonisti, simpatizzanti dei partigiani di Tito che con argomenti anche comprensibili, giustificano gli atti di incredibile violenza perpetrati sulla popolazione Istriana e Dalmata dal 1943 al 1945: sintetizzati appunto con il sinistro termine “Foibe”.

Poi, ascolti le voce dei parenti delle vittime, dei rari sopravvissuti, dei testimoni; un’altra storia.

Dalla gente semplice ma con buona memoria ho ascoltato anche la storia dei cosacchi in Friuli, che vennero stanziati in Carnia nel 1943 dalle truppe tedesche, forse un ringraziamento a spese delle popolazioni del luogo, in altre parole il baratto per una speranza di sopravvivenza, considerato l’aiuto prestato alla Wermacht durante la guerra in Russia.

Di sicuro, nel 1945 dopo averli cacciati in Austria (ben sapendo a cosa li si condannava), dei Cosacchi ne è sopravvissuto solo qualcuno, della loro storia, poche tracce.

Anche oggi, la mia riflessione è incentrata sull’attualità di quei fatti, sulle similitudini con questi momenti e su come tutto sia cominciato: era il giorno 8 Settembre 1943, con prodromi chiarissimi già dal 25 luglio 1943.

La disgregazione della struttura dello Stato in quei caotici giorni, la scomparsa (uccisione) degli uomini che rappresentavano ed erano essi stessi le Istituzioni, (podestà, carabinieri, insegnanti, servizi civili) giocarono allora un ruolo determinante. Le popolazioni prive di figure di riferimento e di difesa, rimasero inermi di fronte agli avvenimenti: non più Leggi, non più una Nazione, finita la sicurezza per la famiglia e per la stessa vita, se non con l’odioso (per molti) schierarsi con i più forti.

Le bande di titini scesero in quei giorni dalle colline nella più completa tranquillità; Lo Stato Italiano non c’era più, quindi i suoi cittadini erano stati condannati automaticamente ad essere privati di ogni diritto.

Molti ricordano le Foibe come qualcosa successivo alla fine della guerra (aprile 1945), dovuto alla occupazione jugoslava delle terre appartenute fino ad allora all’Italia. Pochi sanno che tutto iniziò due anni prima. Troppi, sfortunatamente, non hanno la più remota idea di cosa sia accaduto.

Ancor meno è noto il fatto che a portare ai poveri Italiani una temporanea tregua, realizzando una parziale quanto fragile forma di ordine furono le sempre odiate truppe tedesche, inviate in quei luoghi un mese dopo; già nell’autunno del 1943 si riesumavano le prime vittime delle Foibe.

Continua a leggere

LA QUESTIONE ARMENA. di Antonio de Martini

L’Armenia e’ una delle due isole cristiane del Caucaso ( l’altra e’ la Georgia).
Per resistere millenni, bisogna avere una forte identità etnico-religiosa ed essere disposti a morire per difenderla, a est dagli Azerbagiani, a sud dagli sciiti dell’Iran e tutt’intorno dai sunniti della Turchia.
Ai nostri fini. – capire meglio la Questione d’Oriente dei giorni nostri – ci limiteremo ad un sorvolo degli ultimi cento anni.
Nel ventennio precedente la prima guerra mondiale, l’impero Ottomano morente fu ripetutamente attaccato e la serie di attacchi culmino’ , nel 1912/13

Continua a leggere

COSA DOPO BERLUSCONI E DOPO MONTI? CERTO, NON LORO. RICORDANO MUSSOLINI E BADOGLIO. SERVE IL NUOVO. di Antonio de Martini. ( primo di due post sul futuro prossimo)

Al mio post del 31 gennaio , il sig Cavallaretto1 mi ha scritto in un commento una assennata considerazione che merita una risposta più ampia di quanto non abbia fatto nella risposta diretta, forzatamente succinta.
Egli si e’ detto contrario alle dimissioni del governo Monti perché ritiene che io parteggi per un ritorno di Berlusconi e perché i ministri dell’attuale governo lavorano seriamente.
Non mi e’ mai passata per la testa di vedere Berlusconi a palazzo Chigi e tutti i miei post lo testimoniano.
La ragione per cui Monti deve dare le dimissioni – ci ho aggiunto anche quelle del presidente Napolitano – e’ che ha impostato una strategia , condivisibile, ma ha fallito.

Continua a leggere

SETTE PROVERBI A BASSA TEMPERATURA. ( PIU’ UNO CHE E’ ARABO) di Antonio de Martini

Finalmente qualche buona notizia. La prima la dedico a Gic che mi e’ parso un po’ ” moscetto”.

Primo proverbio: ” medice cura te ipsum” ( medico cura te stesso).

L’onorevole Lusi – da non confondersi col più tardo collega Lusetti – pare abbia sfogliato la Margherita ed il suo bilancio, alleggerendola di ben tredici milioni di petali, senza che nessuno se ne accorgesse : erano tutti impegnati a dare consigli di economia e finanza al governo. A mia zia ottantanovenne e benestante, una colf ha ” grattato” cento euro dalla borsa. La zia ne e’ accorta, ha interrogato la malcapitata facendola confessare e recuperando il maltolto.
Se Rutelli ne avesse bisogno…..

Secondo proverbio: ” Cornuti e mazziati”

Continua a leggere