Archivi Categorie: Politica Estera

SIRIA: OBAMA HA DECISO DI MERITARSI IL NOBEL RICEVUTO. CONFERENZA DI PACE ENTRO MAGGIO A ROMA? di Antonio de Martini

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Martedì John Kerry è giunto a Mosca per la sua prima visita da segretario di Stato e dopo una serie di colloqui ha annunziato in serata – assieme al Ministro degli esteri russo Sergei Lavrov – l’inizio di ” a good new relationship” con la Russia.
Certamente si è parlato anche dello scudo missilistico europeo e del nucleare iraniano, ma il tema della conferenza stampa congiunta tenuta in tarda serata e dopo un ultimo incontro con Putin, è stato l’annunzio che i due paesi, finalmente, hanno deciso di comune accordo di convocare una conferenza di pace sulla Siria in armonia con la decisione presa il 30 giugno scorso a Ginevra dall’ Action Group, basato sulle risoluzioni ONU 2042 e 2043 che per iniziare a realizzarsi ha dovuto attendere quasi un anno.

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GUERRA DI SIRIA : OBAMA APPOGGIA IL PRESIDENTE SUD COREANO E RISPONDE PICCHE A CHI VUOLE COINVOLGERLO IN SIRIA

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PUBBLICO INTEGRALMENTE LA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE OBAMA SULLA SIRIA CONCERNENTE L’USO DEL GAS AL FRONTE. DICE TRE COSE IMPORTANTI:
a) non prendo decisioni in base a convincimenti e percezioni.. ( sottinteso che non ci sono prove o se preferite, non ancora).
b) in base a percezioni non posso mettere in piedi una coalizione e quando ci abbiamo provato, non ha funzionato. ( riferimento a G.W. Bush jr).
c) con ben Laden e Gheddafi ho dimostrato che mantengo quel che prometto.
( la parola del Presidente non è lecito metterla in dubbio).

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TUNISIA: L’ESERCITO ATTACCA DUE BANDE ARMATE DI JIHADISTI. INIZIANO I RASTRELLAMENTI NEL MAGHREB. di Antonio de Martini

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Nel post sulla situazione in Tunisia e Siria dal titolo ” La guerra mediterranea iniziata due anni e mezzo fa ecc” che ho pubblicato il 28 Aprile scorso, scrivevo testualmente : ” 2. Il confronto é di importanza strategica in quanto determinerà il futuro assetto della regione e vedrà per la prima volta alleati Algeria e Marocco impegnati a contenere l’infiltrazione islamista dei paesi del golfo nel Maghreb.

Tale confronto si svolgerà sotto traccia e si svilupperà come segue:
· il Katar incrementerà la pressione religiosa e l’afflusso di ONG e fondi;
· la coalizione algero-marocchina contrasterà tale attivismo sostenendo l’opposizione laica, favorendo episodi mirati a screditare la troika al potere in Tunisia e coordinerà la coalizione dei “rassemblements democratiques” di Tunisia, Algeria e Marocco.
l’azione si svilupperà in maniera tale da evitare incidenti che possano compromettere o ritardare le elezioni (previste per Nov/Dic 2013).

3. Sono prevedibili microepisodi di orientamento della pubblica opinione quali non limitativamente:

· scandali economici e di costume a carico di esponenti della troika di governo, in particolare Ennahda;

· azione di screditamento del Presidente della Repubblica;

· azioni violente attribuibili ai “comitati per la protezione della rivoluzione” e ai gruppi islamisti/salafiti contigui ad Ennahda;”

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SIRIA: LE OTTO OPZIONI MILITARI DI BARAK OBAMA SUL FRONTE EST. E LE DUE DI BACHAR EL ASSAD. di Antonio de Martini

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Mentre, come abbiamo visto nel post che precede, nell’Occidente ( Maghreb) arabo la situazione è sotto controllo tranne che nella Libia egemonizzata dagli angloamericani ( ai francesi hanno fatto scoppiare una bomba contro l’Ambasciata) , nel Levante ( Mashrek) arabo la situazione è resa piu complicata dalla presenza dello Stato di Israele e dall’assenza di una potenza dalle più che bimillenarie radici mediterranee – come l’Italia – capace di capire la cultura ed il pensiero levantino, rappresentando al meglio gli interessi dell’occidente.
Questa presenza e quest’assenza si sentono anche negli USA sottoposti come sono alle continue pressioni della lobby filo israeliana ( che richiede una interlocuzione continua) e quasi mai a pressioni riequilibratrici, dato che una lobby filo italiana degna del nome non esiste.
Fatte le recriminazioni di rito, passiamo all’esame della situazione militare ed al confronto delle opzioni disponibili per il Presidente americano.

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L’OLANDA RINUNZIA AL SUO PIANO DI AUSTERITÀ DOPO UN BRUSCO AUMENTO DEL NUMERO DEI DISOCCUPATI. di Antonio de Martini

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Questa volta, non si tratta di un paese mediterraneo né di un governo socialisteggiante, ma del migliore alleato della Cancelliera Merkel.
Il Regno dei Paesi bassi, in recessione per la seconda volta dall’inizio della crisi, visto che in pochi mesi la disoccupazione è passata dal 6% all’8,1% e i fallimenti del primo trimestre di quest’anno sono incrementati del48% rispetto all’anno precedente, ha gettato la spugna, rinunziando al programma di austerità che doveva ridurre il deficit per uno 0,8% del PIL.

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Chuck Hagel: un “game changer” in soccorso di Obama di Antonio de Martini

Chuck Hagel ( che mi ostino a chiamare Hagen) sta iniziando a imprimere le sue idee politiche sul Pentagono ed i suoi  strateghi, alcuni dei quali inseriti da Donald Rumsfeld e Richard Pearle ( soprannominato l’angelo della morte dai suoi stessi amici).

La prima unghiata, il nuovo segretario alla Difesa l’ha data alla Cina mostrando al mondo che questa sta quietamente cercando di cambiare la sua strategia assumendone una piu offensiva, grazie  all’omissione di una semplice frase dalla dottrina ufficiale.

Il presupposto per l’uso di missili balistici era di risposta ad un primo colpo inferto da un ipotetico nemico.  Nella nuova libretta dttrinaria ( un white paper), il concetto di risposta al colpo non c’è piu. Se ne può dedurre sia che la Cina stia rispondendo strategicamente all’accerchiamento americano in atto da ormai due anni,  sia che d’ora in poi, i cinesi terranno le mani libere per – ad esempio – un eventuale intervento a favore di un paese alleato, anche in assenza di un attacco diretto al territorio nazionale.

Questa ambiguità di interpretazione, sta suscitando perplessità in seno agli Stati Maggiori. e ormai anche la  recente decisione del governo australiano –  di dare il via a un programma di riarmo navale con la costruzione di dodici sottomarini ( nucleari?) ed altro naviglio minore –   non si sa piu di quale valenza strategica ( difensiva o offensiva) sia parte.

La seconda unghiata di questo spirito indipendente ( gli americani dicono “maverick” ossia un vitello che rifiuta la marchiatura) è ancora più significativa in quanto tocca il nervo scoperto di Israele, ma sempre improntata al più rigido professionalismo.

Nell‘Annual Report on the Military Power of Iran di quest’anno, il documento del Pentagono che valuta il potenziale militare di ogni paese  strategicamente interessante –  dopo aver confermato che l’Iran espande la propria sfera di influenza – specie tra i paesi un tempo  cosiddetti non allineati  –  conferma:

a) che il finanziamento di movimenti e gruppi guerriglieri nel mondo fa parte da anni di una strategia di guerra asimmetrica che non risulta essere stata abbandonata;

b) che entro il 2015 l’Iran testerà un missile balistico intercontinentale suscettibile di essere adattato per veicolare armi nucleari

c) che la Marina iraniana è certamente in grado di bloccare lo stretto di Hormuz come ha ripetutamente minacciato, ma non in grado di mantenere il blocco impedendo il traffico marittimo;

d) che gli studi e le sperimentazioni nucleari non sono passati al livello di realizzazione, ma si mantegono a quello di studi di aggiornamento, essendo i tentativi di realizzazione cessati nel 2003.

e) che il tipo di addestramento della FFAA e di indottrinamento delle milizie mostrano che la strategia iraniana è di tipo difensivo e mira essenzialmente alla difesa del territorio nazionale da una possibile invasione.

Non si tratta evidentemente di una frasetta con significato eminentemente militare. Il senso politico è chiaro: il Pentagono d’ora in poi inizia una fase di disintossicazione dalla disinformazione praticata dalla “Israeli lobby” e consente ai tecnici del Pentagono di mettere in luce elementi ben noti che finora non venivano messi in evidenza, dato che la comunicazione con i media non era di loro pertinenza.

Siamo al centesimo giorno del rinnovo del mandato presidenziale di Barak Obama e sembra che soltanto il Pentagono sia governato da un ministro attivo. Su tutto il resto delle attività di governo, l’Amministrrazione, a partire dal piano di assistenza sanitaria , sembra essere in ritirata.Ad opporsi alla nomina di Chuck Hagel i repubblicani avevano le loro ragioni.

VATICANO: INCONTRO CON SHIMON PEREZ. IL PAPA AUSPICA SOLUZIONE POLITICA ANCHE AL CONFLITTO SIRIANO. di Antonio de Martini

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Il Presidente israeliano Shimon Perez è stato in visita al Vaticano. Un incontro di mezz’ora, al termine del quale il presidente e Padre della Patria israeliana ha invitato Papa Francesco a Gerusalemme.
Si tratta del terzo invito a Gerusalemme che il Papa ha ricevuto dal giorno della sua elezione.
Il primo invito il Papa lo ha avuto

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GUERRA DI SIRIA: È IL MOMENTO DELLA SCELTA TRA COMPROMESSO POLITICO E ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. PRESSIONI SU OBAMA E DISINFORMAZIONE SUL PUBBLICO. di Antonio de Martini

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Più di un amico mi ha espresso dubbi circa la mia analisi della attuale fase della crisi siriana.
” Dici che i militari siriani hanno vinto la partita sul terreno e la tregua è vicina, ma i recenti attacchi dinamitardi a Damasco e le dichiarazioni di Obama di ieri, fanno pensare il contrario.
Se gli Americani intervengono in forma diretta, per la Siria è la fine.”
So per esperienza che se tre persone ti fanno una obiezione, gli obiettori sono cento.

Come sempre quando c’è uno scontro militare tra una forza armata che dispone di aerei ed una che non li ha, la prima prevale anche se la seconda dispone di importanti sponsors che non mettono ” The boots on the ground”.

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SIRIA : LA SPAGNA SI DICHIARA FAVOREVOLE A UNA SOLUZIONE POLITICA

Il ministro degli esteri e della cooperazione spagnolo José Manuel Garcia-Margallo nel corso di una tournée nel Levante mediterraneo si è incrociato a Beirut ( Libano) con il vice ministro degli esteri Mikhail Bogdanov il 24 Aprile ed hanno entrambi constatato una convergenza di vedute sul tema della crisi siriana.
Nello stesso giorno e luogo, hanno dichiarato di privilegiare una soluzione politica della crisi .
Bogdanov è il negoziatore che a Ginevra ha predisposto il dossier col collega americano, poi trasmesso a John Kerry.
Anche la Spagna, oltre all’Inghilterra di William Hague, si sta insinuando nel vuoto lasciato dall’Italia nel Levante.

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LA GUERRA MEDITERRANEA INIZIATA DUE ANNI E MEZZO FA, ESPLODE ALLO SCOPERTO. NON C’È ODORE DI GAS, MA PUZZA DI IMBROGLIO. di Antonio de Martini

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Il 25 Aprile ho pubblicato un post dal titolo lungo e complicato ” I paesi francofoni iniziano a contrastare il reclutamento di volontari per la guerra di Siria. i paesi arabi anglofoni continuano. ecc. “

Il titolo interminabile e me ne scuso, serviva per iniziare a far capire una delle grandi differenze tra il mondo multipolare vissuto in Europa tra il 1945 e il 1992 ( resa dell’impero sovietico all’Inghilterra della Tatcher) e il mondo unipolare e globalizzato che si è affacciato col nuovo secolo.

Non mi stanco di ripetere che dal 2000 in poi, i sistemi di alleanze non hanno più senso.
Con la globalizzazione e la competizione economica, ogni paese diventa rivale di ogni altro.
Le alleanze durano fino a che conviene per togliere il mercato a un terzo paese e la guerra è essenzialmente guerra per la prevalenza economica.
I campi in cui ci si misura sono il cibo, l’acqua, le risorse minerali essenziali, l’energia, la demografia..

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