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Nel post sulla situazione in Tunisia e Siria dal titolo ” La guerra mediterranea iniziata due anni e mezzo fa ecc” che ho pubblicato il 28 Aprile scorso, scrivevo testualmente : ” 2. Il confronto é di importanza strategica in quanto determinerà il futuro assetto della regione e vedrà per la prima volta alleati Algeria e Marocco impegnati a contenere l’infiltrazione islamista dei paesi del golfo nel Maghreb.
Tale confronto si svolgerà sotto traccia e si svilupperà come segue:
· il Katar incrementerà la pressione religiosa e l’afflusso di ONG e fondi;
· la coalizione algero-marocchina contrasterà tale attivismo sostenendo l’opposizione laica, favorendo episodi mirati a screditare la troika al potere in Tunisia e coordinerà la coalizione dei “rassemblements democratiques” di Tunisia, Algeria e Marocco.
l’azione si svilupperà in maniera tale da evitare incidenti che possano compromettere o ritardare le elezioni (previste per Nov/Dic 2013).
3. Sono prevedibili microepisodi di orientamento della pubblica opinione quali non limitativamente:
· scandali economici e di costume a carico di esponenti della troika di governo, in particolare Ennahda;
· azione di screditamento del Presidente della Repubblica;
· azioni violente attribuibili ai “comitati per la protezione della rivoluzione” e ai gruppi islamisti/salafiti contigui ad Ennahda;”
ECCO IL PRIMO RESOCONTO(un pó vago…) DI UN’AZIONE VIOLENTA :
L’Esercito tunisino annunzia di aver subito, lo scorso lunedì, perdite ( in totale 15 feriti) nella zona dei monti Chaambi, la catena montuosa al confine con l’Algeria compresa tra il passo Kasserine ( teatro dell’ultima resistenza di Rommel in terra d’Africa) e la regione del Kef, cento km più a Nord.
Lo SM tunisino ha consentito di intervistare alla radio uno dei feriti Bassam Haj Yahia
saltato su un IED ( ordigno artigianale improvvisato).
Si sa, per adesso, che l’esercito ha scoperto due siti organizzati con depositi di armi, logistica e campi di addestramento, ma il portavoce del ministero della Difesa colonnello Mokhtar Ben Naceur si rifiuta di identificare una specifica organizzazione o quantificare il numero dei partigiani.
Il ministero dell’interno dichiara di conoscere i nomi di parecchi dei ribelli, ma non li fornisce alla stampa, ammette solo che tre dei quindici feriti hanno perso una o entrambe le gambe tranciate.
Evidentemente si è trattato di esplosioni non di lieve entità e il personale impiegato deve essere stato privo di addestramento specifico se ha subito così tante perdite per impossessarsi di poche armi e un paio di cellulari con codici segreti, utili a provare collegamenti con l’estero.
È verosimile che si tratti di ” un micro evento” inventato, visto che le autorità hanno fornito i nomi degli addetti stampa o poco più, ma il comunicato assume rilevanza perché consente di capire almeno cinque cose:
A) l’esercito e la polizia agiscono di conserva e non sono su fronti contrapposti
B) entrambi sono schierati a favore delle forze “laiche” e contro ” l’oro del Quatar”
C) il fatto che non fanno nomi specifici di organizzazioni politiche è un invito implicito ad Ennahda ( il partito di maggioranza relativa) a prendere le distanze dai reclutatori di jihadisti che addestrano i giovani da mandare a morire in Siria.
D) L’ammissione ufficiale di impreparazione delle forze dell’ordine, apre la porta all’arrivo di istruttori dall’occidente ( francesi ? ).
E) l’azione è ben diretta, perché il nome del militare intervistato dalla radio é stato scelto per isolare i Jihadisti, perché ” Haj” ( “santo”) è l’appellativo spettante a chi è stato in pellegrinaggio alla Mecca e quindi è un pio mussulmano.
ECCO IL SECONDO RESOCONTO CHE MOSTRA IL COORDINAMENTO A LIVELLO DI TUTTO IL MAGHREB.
Il ministro dell’interno della Mauritania Mohammed Ould Bilal all’incontro UMA ( Unione del Maghreb) dei ministri dell’interno svoltasi a Rabat il 21 Aprile scorso sotto gli auspici del ministro dell’interno Mohand Laenser , ha insistito nel concetto di rafforzamento della cooperazione per la sicurezza, assicurando che Nouakchott ha già iniziato a fare la sua parte, varando una apposita legge che include la lotta al terrorismo e al traffico di droga, considerandoli due facce della stessa medaglia, dato che le reti terroriste si alimentano finanziariamente con questo tipo di attività ( più aggiungo io, grazie ai volenterosi contributi italiani consistenti nei riscatti generosamente corrisposti, che hanno contribuito il nostro isolamento nella comunità internazionale dell’intelligence).
Già il 27 Aprile – una settimana dopo la dichiarazione congiunta di Rabat, i mauritani hanno proceduto al sequestro di oltre una tonnellata di droga a Zuherate, nel nord del paese.
Per farsi consegnare i Jihadisti, stanno trattando con gli Ulema.