Archivi del giorno: maggio 5, 2013

TUNISIA: L’ESERCITO ATTACCA DUE BANDE ARMATE DI JIHADISTI. INIZIANO I RASTRELLAMENTI NEL MAGHREB. di Antonio de Martini

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Nel post sulla situazione in Tunisia e Siria dal titolo ” La guerra mediterranea iniziata due anni e mezzo fa ecc” che ho pubblicato il 28 Aprile scorso, scrivevo testualmente : ” 2. Il confronto é di importanza strategica in quanto determinerà il futuro assetto della regione e vedrà per la prima volta alleati Algeria e Marocco impegnati a contenere l’infiltrazione islamista dei paesi del golfo nel Maghreb.

Tale confronto si svolgerà sotto traccia e si svilupperà come segue:
· il Katar incrementerà la pressione religiosa e l’afflusso di ONG e fondi;
· la coalizione algero-marocchina contrasterà tale attivismo sostenendo l’opposizione laica, favorendo episodi mirati a screditare la troika al potere in Tunisia e coordinerà la coalizione dei “rassemblements democratiques” di Tunisia, Algeria e Marocco.
l’azione si svilupperà in maniera tale da evitare incidenti che possano compromettere o ritardare le elezioni (previste per Nov/Dic 2013).

3. Sono prevedibili microepisodi di orientamento della pubblica opinione quali non limitativamente:

· scandali economici e di costume a carico di esponenti della troika di governo, in particolare Ennahda;

· azione di screditamento del Presidente della Repubblica;

· azioni violente attribuibili ai “comitati per la protezione della rivoluzione” e ai gruppi islamisti/salafiti contigui ad Ennahda;”

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SIRIA: LE OTTO OPZIONI MILITARI DI BARAK OBAMA SUL FRONTE EST. E LE DUE DI BACHAR EL ASSAD. di Antonio de Martini

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Mentre, come abbiamo visto nel post che precede, nell’Occidente ( Maghreb) arabo la situazione è sotto controllo tranne che nella Libia egemonizzata dagli angloamericani ( ai francesi hanno fatto scoppiare una bomba contro l’Ambasciata) , nel Levante ( Mashrek) arabo la situazione è resa piu complicata dalla presenza dello Stato di Israele e dall’assenza di una potenza dalle più che bimillenarie radici mediterranee – come l’Italia – capace di capire la cultura ed il pensiero levantino, rappresentando al meglio gli interessi dell’occidente.
Questa presenza e quest’assenza si sentono anche negli USA sottoposti come sono alle continue pressioni della lobby filo israeliana ( che richiede una interlocuzione continua) e quasi mai a pressioni riequilibratrici, dato che una lobby filo italiana degna del nome non esiste.
Fatte le recriminazioni di rito, passiamo all’esame della situazione militare ed al confronto delle opzioni disponibili per il Presidente americano.

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L’OLANDA RINUNZIA AL SUO PIANO DI AUSTERITÀ DOPO UN BRUSCO AUMENTO DEL NUMERO DEI DISOCCUPATI. di Antonio de Martini

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Questa volta, non si tratta di un paese mediterraneo né di un governo socialisteggiante, ma del migliore alleato della Cancelliera Merkel.
Il Regno dei Paesi bassi, in recessione per la seconda volta dall’inizio della crisi, visto che in pochi mesi la disoccupazione è passata dal 6% all’8,1% e i fallimenti del primo trimestre di quest’anno sono incrementati del48% rispetto all’anno precedente, ha gettato la spugna, rinunziando al programma di austerità che doveva ridurre il deficit per uno 0,8% del PIL.

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