Archivi del giorno: Mag 21, 2013

ALTRE BANDIERE STRANIERE SI AGGIUNGONO A QUELLE USA E BRITANNICHE NEL MEDITERRANEO. di Antonio de Martini

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Una controprova della rinata centralità del Mediterraneo è rappresentata dalla rinnovata presenza di prue militari straniere nelle nostre acque.
La nuova stagione invasiva è stata inaugurata dagli iraniani che nelle ultime due estati hanno inviato ” in crociera di addestramento e per manovre congiunte con i siriani” nelle acque del Levante una nave da sorveglianza elettronica, scortata da un caccia.
La quinta flotta USA è ormai installata nel nostro mare dal 1943 ( sbarchi in Marocco-Algeria, Sicilia e Salerno) insediandosi a Napoli, Maddalena ( in dismissione) e Smirne come NATO e alla fonda sulla Costa azzurra come flotta americana.
Sono anche presenti in numerose isole con stazioni meteo come a Lampedusa e stazioni radar come quella bloccata in Sicilia da un veto sanitario della Regione.
Ieri sono giunti a Sigonella centocinquanta Marines come forza di pronto intervento a tardiva protezione del corpo diplomatico in Libia.
La nave Keasarge da trasporto truppe è in visita a Eilat sul mar rosso, ma abitualmente fa parte della flotta mediterranea.

Alla presenza di navi militari straniere siamo tanto rassegnati da considerare il naviglio da guerra britannico come una flotta di casa.
Lo era fino a che l’Inghilterra era la potenza mandataria della Palestina, deteneva il Protettorato sull’Egitto, possedeva le isole di Cipro e Malta ed era l’alleato tradizionale della Grecia.
In fondo, i mille a Marsala sbarcarono anche grazie alla presenza di due corvette battenti la bandiera dell’Union Jack.
Adesso, a parte un paio di basi aeree NATO sull’isola di Cipro e lo scoglio di Gibilterra che può essere considerato più una soglia che parte della casa, le navi di sua maestà brittannica sarebbero senza porti di appoggio se non stessero insinuandosi in Libia dove giocano sulla rivalità Tripoli-Benghazi e la trasformazione del territorio in una crescente zona priva di personalità giuridica internazionale reale e riconosciuta come è accaduto nei Balcani ( Kosovo) e nel Levante (Cipro-Nord e la sua Repubblica turca) in aperto contrasto con la UE.

Ed è proprio verso Cipro che stanno andando le navi da guerra russe provenienti dalla flotta del Pacifico e transitate tre giorni fa dal Canale di Suez. L’annunzio è stato dato dal portavoce della flotta russa del Pacifico ( Roman Martov) che ha indicato in Limassol il porto di attracco.

Il gruppo navale si compone di un Caccia l’Ammiraglio Panteleyev, due navi anfibie Peresvet e Ammiraglio Nevelskoi, una nave rifornitrice il Pechengae e il rimorchiatore Fotiy Kroylov. Questo gruppo navale va ad aggiungersi a quello gia operativo nel Mediterraneo composto dal Severomorsk un grosso cacciasommergibili, la fregata Yaroslav Mudry, il rimorchiatore  Altai, la nave rifornitrice Lena, e la nave da sbarco Azov.

Il comamdante in capo della flotta, Ammiraglio Viktor Kirkv ha dichiarato che la squadra potrebbe essere arricchita da un  sommergibile nucleare  ed una portaelicotteri classe Mistral.

Il fatto che non attracchino nella base militare di Tartous ( Siria) e scelgano la più sicura Limassol, mostra  – assieme alla composizione della flotta –  l’intenzione non aggressiva.

Infatti le navi da sbarco, cerrtamente ciascuna comunque con a bordo un battaglione di Spetnatz, non sono adeguatamente protette per un impiego offensivo, ma sono adattissime ad operazioni di evacuazione, specie se assistite dai rimorchiatori la cui presenza altrimenti non si spiegherebbe.

Il messaggio è chiaro: Putin sta prendendo tutte le precauzioni ed è pronto ad evacuare il suoi cittadini ( e i suoi amici) scortandoli adeguatamente e se necessario facendo affluire in loco un battello nucleare (dissuasione)  ed una portaelicotteri per missioni di search and rescrue nell’interland.

La flotta del Mar nero resta intatta e probabilmente in allarme. Il tutto nel caso che i missili che ha spedito non bastino a reggere la situazione .

Il tasso di rischio è alto e prima nasce una iniziativa di neutralizzazione del Mediterraneo, meglio sarà. Anche come inquinamento ecologico.

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