GUERRA DI SIRIA: È IL MOMENTO DELLA SCELTA TRA COMPROMESSO POLITICO E ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. PRESSIONI SU OBAMA E DISINFORMAZIONE SUL PUBBLICO. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
Più di un amico mi ha espresso dubbi circa la mia analisi della attuale fase della crisi siriana.
” Dici che i militari siriani hanno vinto la partita sul terreno e la tregua è vicina, ma i recenti attacchi dinamitardi a Damasco e le dichiarazioni di Obama di ieri, fanno pensare il contrario.
Se gli Americani intervengono in forma diretta, per la Siria è la fine.”
So per esperienza che se tre persone ti fanno una obiezione, gli obiettori sono cento.

Come sempre quando c’è uno scontro militare tra una forza armata che dispone di aerei ed una che non li ha, la prima prevale anche se la seconda dispone di importanti sponsors che non mettono ” The boots on the ground”.

Gli Stati Uniti e i Sauditi Wahabiti – che spesso si celano dietro lo Sceicco del Katar e la civetteria della moglie Mozah – hanno appena stanziato 250 milioni di dollari e nominato un Premier del governo in esilio per incassare il colpo senza reagire.
Esiste ormai tutta una cricca di persone – siriane e non – che vive ai margini di questi flussi di denaro e che è interessata alla continuità, non solo in area ” Jihadista e filo occidentale” , ma anche tra i nemici della Jihad.

In un incontro con uno di questi personaggi, mentre proponevo un’iniziativa di tregua, mi sono sentito rispondere ” perché fermare l’esercito siriano mentre sta facendo un ottimo lavoro di eliminazione di Jihadisti?”.
C’è sempre chi vuole combattere per la propria causa con la pelle degli altri.

La reazione occidentale alla perdita del controllo di un importante snodo logistico tra Hamas e Homs che ha impedito la circolazione ai ribelli verso Damasco, è stata un crescendo di dichiarazioni.
Le prime due reazioni dei ribelli sono state negare il fatto, poi ridimensionarlo ( e bloccare o far sparire il giornalista italiano che poteva sbugiardarli) dicendo che erano ancora in corso dei combattimenti.
Poi la palla è passata alle dichiarazioni congiunte anglo-israeliane ( gabellate dai media amici per franco-anglo-israeliane) circa l’uso dei gas.
Da notare che si tratta della stessa fonte che ha rovinato la carriera del segretario di stato Colin Powell che alle Nazioni Unite fece la requisitoria sui mezzi di distruzione di massa in possesso di Saddam Hussein. Costretti a dare un nome e un volto ad almeno un accusatore, hanno fatto quello del generale Itai Bun che è risultato essere capo del servizio analisi dell'intelligence israeliana.

Esca troppo piccola perché abbocchi qualche pesce grosso. Il neo segretario alla Difesa, Chuck Hagen, infatti non ha abboccato ed ha ordinato un supplemento di istruttoria. La CIA non risulta la più credibile della istituzioni americane.
L’infaticabile lobby della morte ha quindi accentuato la pressione dei media sulla Casa Bianca perché desse la vicenda dei gas per certa scavalcando lo scrupoloso collaboratore.

Barak Obama si è inizialmente schernito dicendo che aspettava la conferma, poi ribadendo che SE fosse stato accertato l’uso dei gas da parte dell’esercito siriano la Casa Bianca avrebbe ritenuto superata la linea rossa ( dell’intervento USA ndr).
All’accentuarsi della pressione giornalistica, non potendo dare del bugiardo ai suoi due migliori alleati, ha dovuto dare per accertata l’accusa, annunziando che la Casa Bianca avrebbe cambiato la sua strategia. Da notare che non ha detto io, ma ” la Casa Bianca” e non ha detto intervento, ma cambio di strategia.

Sul campo di battaglia, non riuscendo a reggere la pressione militare, i ribelli sono passati alla fase iniziale: il terrorismo in città. Il numero dei morti è cospicuo e la qualità degli obiettivi supplisce alla mancanza di territorio.

Gli atti terroristici sembrano una giusta risposta all’uso dei gas e l’opinione pubblica USA si chiede indignata cosa aspetti lo sceriffo a intervenire.
Iran, Russia e Cina sono altrettante incognite : come reagirebbero a un intervento diretto occidentale?

La risposta non si è fatta attendere: il capo di Hezbollah (” la fazione di Dio” ) lo Sceicco Nasrallah
Non sollecitato, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, ripresa anche dall’ANSA, in cui dichiara per la prima volta, che truppe di Hezbollah stanno combattendo in Siria – proprio nella Siria centrale – e che continueranno a farlo per sconfiggere ‘” i rifiuti estremisti” che sono quindi destinati alla sconfitta. Ecco il testo originale:

ANSA) – BEIRUT, 30 APR – Il leader di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah ha detto che l’opposizione siriana non potra’ deporre il presidente Bashar al Assad. ”I veri amici della Siria nella regione non consentiranno che il Paese ”cada nelle mani degli Usa, di Israele e degli estremisti”. Nasrallah ha poi confermato che il suo movimento partecipa ai combattimenti in Siria, a fianco dell’esercito di Damasco nella regione di Qussair, nel centro del Paese. ”La battaglia non è finita”, ha aggiunto.

I “veri amici della Siria nella regione” sono Hezbollah, Irak e Iran . Come minimo.
Hezbollah è già intervenuta militarmente ( in barba al FINUL che evidentemente non controlla nulla) coinvolgendo di fatto il Libano nel conflitto.
Ieri il governo iracheno ha ritirato la licenza a dieci emittenti televisive sunnita che tifavano per i ribelli ( che sono sunniti) .
L’Iran continua a rifornire di armi e denari il governo siriano.
La parola passa adesso al premio nobel per la pace Barak Hussein Obama.

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Commenti

  • fausto  Il maggio 1, 2013 alle 3:57 pm

    E intanto si muore come mosche. Che bella roba la guerra; noi italiani possiamo bearci accendendo stufette con il gas del Qatar. Ogni volta che accendiamo un fornello, si sente odore di morte.

    • antoniochedice  Il maggio 1, 2013 alle 4:37 pm

      Meno male che arriva l’estate….
      Il nostro gas viene da Algeria e Russia.
      È quando prende l’automobile che dovrebbe sentire la puzza.

  • fausto  Il maggio 1, 2013 alle 6:09 pm

    La mia battuta non era del tutto disinformata (stante comunque la gravità delle nostre dipendenze in tema di petroli). Nel 2010 – 2011 abbiamo davvero importato LNG dal Qatar, per un buon 8-9 % del fabbisogno nazionale. A questo servono i tanto osannati rigassificatori.

  • ilcassiere  Il settembre 2, 2013 alle 5:26 pm

    L’ha ribloggato su bankillere ha commentato:
    SITUAZIONE FOTOGRAFATA AL 1 MAGGIO. UTILE DA RILEGGERE PER CAPIRE IL GIOCO

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