SIRIA: OBAMA HA DECISO DI MERITARSI IL NOBEL RICEVUTO. CONFERENZA DI PACE ENTRO MAGGIO A ROMA? di Antonio de Martini

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Martedì John Kerry è giunto a Mosca per la sua prima visita da segretario di Stato e dopo una serie di colloqui ha annunziato in serata – assieme al Ministro degli esteri russo Sergei Lavrov – l’inizio di ” a good new relationship” con la Russia.
Certamente si è parlato anche dello scudo missilistico europeo e del nucleare iraniano, ma il tema della conferenza stampa congiunta tenuta in tarda serata e dopo un ultimo incontro con Putin, è stato l’annunzio che i due paesi, finalmente, hanno deciso di comune accordo di convocare una conferenza di pace sulla Siria in armonia con la decisione presa il 30 giugno scorso a Ginevra dall’ Action Group, basato sulle risoluzioni ONU 2042 e 2043 che per iniziare a realizzarsi ha dovuto attendere quasi un anno.

La nuova conferenza metterà assieme i rappresentanti delle due parti, senza pregiudiziali anti Assad da parte USA o del CNS e “senza difesa di singoli” da parte russa.
Nella variegata galassia dei ribelli, ci sarà certamente qualcuno che ringhierà e vorrà fare pace solo con gli amici, ma se le due principali potenze interessate hanno impiegato undici mesi a giungere a questa conclusione, hanno certamente anche preparato il terreno coi rispettivi alleati, pur sapendo che le cento bande ribelli non faranno l’unanimità.

Il terreno comune di intesa è stata la coincidenza di interessi nel mantenimento dello statu quo nel Levante ( pudicamente definiti equilibri) e nell’esigenza del containement del fenomeno Jihadista sul quale gli USA hanno finalmente preso in considerazione il punto di vista russo, alla luce anche della collaborazione avuta nell’inchiesta sul l’attentato di Boston.
Notizie anti terroriste che gli USA ricevettero e ritennero false si sono rivelate vere.

Il fatto che il giorno successivo Kerry si sia fermato a Roma – paralizzando con le misure di sicurezza il traffico serale nella zona compresa tra via Veneto ( dove ha sede l’ambasciata) e via Aldrovandi ( dove risiede l’ambasciatore) – fa pensare che Roma potrebbe essere la sede esaminata per ospitare la conferenza che dovrebbe tenersi entro la fine di maggio.

L’inviato ONU Lakhdar Brahimi che la settimana scorsa aveva preannunciato le dimissioni dal frustrante incarico, ha fatto la prima dichiarazione ottimistica da quando ha iniziato la sua mediazione definendo l’avvenimento “the first hopeful news” anche se ha aggiunto subito dopo che si tratta di un ” first step” che consentirà di mettere fine allo stallo nel consiglio di sicurezza, dove le superpotenze si bloccavano a vicenda a colpi di veto.
Altra conseguenza intuibile, il blocco dei rifornimenti di armi alle due parti, mentre il governo USA ha annunziato lo stanziamento di cento milioni di dollari per i profughi.

Di colpo tutto sembra sgelarsi: secondo il quotidiano libanese Daily Star, l” acting president” del Comitato Nazionale Siriano George Sabra ha incontrato l’ex Presidente libanese Amin Gemayel</me> e lo ha rassicurato circa lo stato di salute dei due vescovi ortodossi rapiti dai ribelli
(Paul Yazigi e Yohanna Ibrahim) di cui si era persa ogni traccia: si trovano nel villaggio di Bshaqtin ostaggi di un piccolo gruppo ribelle.
Il premier designato libanese Salam, annunzia che farà il governo entro il 15 maggio.

Nello sfondo, la Cina e Israele che sembrano tenute da parte in questa fase, ma che al momento sono a diretto colloquio a Pechino, mentre il Presidente palestinese Abu Mazen si trova anch’egli in visita ufficiale nell’impero di mezzo, a Shanghai. Chissà che non siano in arrivo notizie sulla questione palestinese, visto che le autorità cinesi hanno dichiarato che organizzerebbero volentieri un incontro se le due parti ne facessero richiesta.

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Commenti

  • Anafesto  Il Mag 10, 2013 alle 8:17 am

    Mah! Una volta i nativi d’America diedero credito alle lingue biforcute, per ravvedersi quando fu troppo tardi ….
    Conoscendo i polli, credo sia più probabile quanto riportato da Pepe Escobar
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11830&mode=&order=0&thold=0

    • antoniochedice  Il Mag 10, 2013 alle 8:52 am

      Credo tu sia passato accanto alla notizia senza capirlo.
      La notizia non concerne la pace in Siria, ma l’accordo tra Russia e Stati Uniti.
      Le due superpotenze hanno convenuto:
      A) di cercare una soluzione politica alla crisi
      B) farlo a Roma per dare la sensazione di ascoltare l’appello del Papa
      C) evitare di fare do Bashar el Assad il centro del dibattito.
      D) la presenza contemporanea a Roma di Tzipi Livni – che ad onta dell’incarico di guardasigilli è la responsabile del processo di pace coi Palestinesi e dunque interessata al dossier siriano – mostra che la volontà di provarci c’è.
      Ci sono anche personaggi contrai che vorrebbero la guerra come il senatore Mc Cain ( nomen omen) , il giornalista Ferrara col suo foglietto fazioso, il TG 5.
      Pepe Escobar è un ottimo polemista, ma i dati militari, strategici, politici e umanitari ci dicono che continuare la guerra sarebbe un errore .
      Credo che in molti abbiano sottovalutato l’impatto avuto dal l’attentato Jihadista di Boston sul l’opinione USA e dunque sul governo.
      Dare asilo e/o armi a Jihadisti non mette nessuno al riparo da attacchi. La mentalità estremista conosce solo il bianco e il nero.la varietà dei colori della realtà gli surriscalda le meningi.

      • antoniochedice  Il Mag 10, 2013 alle 4:59 pm

        I fratelli mussulmani e i ceceni sono due osé diverse. Il porto di chiama Tartous, Giulietto Chiesa è un militante di partito e non un analista politico.
        Tzipi Livni è riconosciuta come un elemento moderato, ma non vuol dire che non voglia difendere il suo paese.
        Le ” ombre” ci sono su tutti gli attentati perché in genere vengono fatti da persone dall’esistenza difficile, ma quel che conta è l’effetto che producono e questo ha prodotto- tra l’altro – l’effetto di ” ammorbidire” gli USA nei confronti dei Russi che li avevano messi in guardia e valutare meno le informazioni israeliane che coprono solo la sfera di interessi di Israele.
        Lei è liberissimo di pensare e scrivere quel che ritiene.
        Le consiglio di interloquire con Giulietto.

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