IN MORTE DI UN BUON ITALIANO. I COMPATRIOTI RICORDERANNO COSÌ OTTAVIO MISSONI.

Italiano di Dalmazia, nel mondo degli stilisti è il solo assieme a Emilio Pucci – pilota da caccia e medaglia d’argento al Valor militare – ad aver avuto una esperienza militare e di servizio al suo paese.
Ha partecipato con onore alla seconda guerra mondiale operando in Libia come radiotelegrafista da Tobruch a El Alamein e ritorno. Non se ne è vantato e non ha rinnegato.
Ha fatto il suo dovere.

Ha fatto un bel po’ di campo di concentramento senza cercare scorciatoie di servilismo e al ritorno, invece di fare il reduce o il profugo di professione, ha illustrato la sua Patria, la sua famiglia e la sua educazione come campione sportivo alle Olimpiadi di Londra ( 1948) e come imprenditore, fino alla morte.
È uno dei pochi italiani che è passato da povero a ricco, senza cambiar moglie ne gusti sessuali, in un ambiente che lo avrebbe volentieri ” perdonato” e incoraggiato, se possibile, di più.
Con lui se ne va, in silenzio, un italiano di quelli che vinse il dopoguerra, dopo aver lottato per difendere le scelte errate di un regime provinciale schiavo del desiderio di apparire.

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Commenti

  • mauro marabini  Il Mag 9, 2013 alle 9:18 pm

    Se Missoni ci vede da lassù, apprezzerà questo epitaffio come il migliore che potesse avere

  • gicecca  Il Mag 10, 2013 alle 7:44 am

    Mentre plaudo al tuo ricordo di Missoni, un mago del colore alla pari dei grandissimi pittori del ‘900, vorrei ricordare anche Alberto Burri, classe 1915 e morto nel 1995, anche lui prigioniero in Texas e, al ritorno, capace di glorificare l’Italia nel mondo con le sue opere senza aver mai rinnegato quella esperienza. Non faceva parte dell’ANPI. GiC

  • Mario Maldini  Il Mag 10, 2013 alle 11:37 am

    Parole di omaggio davvero giustificate. Missoni fu anche Sindaco del Libero Comune di Zara in esilio, organismo che raggruppava i profughi di quella città,
    veneziana dal XIII secolo, rasa al suolo dagli Alleati su richiesta del Maresciallo
    Tito durante la II G.M. Secondo il Censimento dell’inizio del Novecento,effettuato dal Governo Austro-Ungarico, il 90 % della popolazione di Zara si dichiarava di lingua e costumi italiani.

  • carlo cadorna  Il Mag 10, 2013 alle 4:10 pm

    Che strano che non sia stato nominato Senatore a vita….

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