Questo Matteo Renzi comincia a piacermi, ma temo che le sue telefonate non ce le farà sentire nessuno. I nostri media si intendono principalmente di lenzuola.
Ha chiamato Ban Ki Moon , il segretario generale delle Nazioni Unite e gli ha annunziato formalmente che l’Italia si ritirerà da tutte le commissioni dell’ONU e smetterà di contribuire alle sue casse se le nazioni Unite non si faranno parte diligente nella liberazione dei nostri due marò trattenuti in India da ormai due anni. Continua a leggere →
Oggi 12 Marzo, a mezzogiorno, nelle principali città della Turchia ci saranno manifestazioni di protesta contro il governo per la morte di un giovane manifestante di quindici anni Berkin Elvan morto ier l’altro dopo 269 gioni di coma, a seguito di un colpo alla testa ricevuto da una bomba lacrimogena sparata durante le manifestazioni di Taksim, dello scorso giugno, mentre stava andando a comprare il pane e Continua a leggere →
In Irak si chiamavano “Blackwater” mentre adesso in Ucraina hanno cambiato nome ma sono gli stessi mercenari. Si chiamano Academi.
Ufficialmente il nuovo governo ucraino installato a Kiev ha dato loro un contratto per mantenere l’ordine pubblico. Segno che non si fida della polizia o che c’ é ben altro da fare che aiutare le vecchiette ai semafori. Continua a leggere →
Sebbene l’offerta di un miliardo di dollari fatta dal segretario di Stato John Kerry appena giunto in Ucraina richiami alla mente analoghe transazioni messe in atto dai nascenti Stati uniti verso i nativi americani o quelli delle potenze coloniali europee nella prima penetrazione e successiva colonizzazione del continente africano e
Il mondo bipolare è morto col crollo del muro nel 1989. L’Italia tarda a rendersene conto. Di qui, le vicende di Battisti in Brasile e dei marò in India ed una serie di altri eventi che dimostrano che l’Italia tarda a mettere a punto la sua risposta Europea o mediterranea.
Gianni De Michelis a lungo ministro degli esteri italiano e negoziatore del trattato di Maastricht, parla con Arnaldo Vitangeli della guerra in Jugoslavia, quella in Siria e la crisi ucraina, mettendo in prospettiva gli avvenimenti e i loro riflessi mediterranei.
Alla Riunione dell’assemblea nazionale di 3000 persone apertasi a Pekino, il presidente JinPing ha risposto da vero mandarino, in forma indiretta, al premier giapponese Shinzo Abe ( 52 anni) che al recente meeting di Davos aveva paragonato la situazione cino-giapponese attuale, alla competizione tra Germania e Inghilterra prima della prima guerra mondiale: lo stanziamento per la Difesa di quest’anno sarà di cento miliardi di dollari. Continua a leggere →
Il proprietario di e-bay ( Pierre Omidyar) ha finanziato con settecentomila dollari una ONG ucraina per favorire il regime change.
Nei link qui sotto c’è l’accusa del blog Pando e la difesa di the intercept di proprietà del magnate . Vanno lette con attenzione e poi, casomai apriamo il dibattito. Continua a leggere →
Prima di riferire quel che mi è stato detto da un testimone oculare, offro un breve escursus dell’interscambio commerciale, per dimostrare ove necessitasse, che l’idea delle Sanzioni è fuori della realtà, stato d’animo che la Merkel ha attribuito a Putin. Gli Stati Uniti hanno con la Russia un interscambio commerciale pari all’1% del loro PIL e la Russia del 4%. Risibile. Continua a leggere →
MI sono reso conto che nello scrivere sempre tra due porte e in un video postato sulla questione Ucraina, sono stato troppo approssimativo nella descrizione dell’opera di erosione dell’ex impero sovietico attuata dagli Stati Uniti e dalla N.A.T.O. e di non aver focalizzato ne il meccanismo di adesione al trattato ( noto come il trattato di Washington) ne il meccanismo di denunzia previsto all’atto della adesione sul quale mi sono soffermato una volta un paio di anni fa.
I paesi gravitanti nella sfera di influenza comunista che hanno aderito al trattato Nord Atlantico sono in ordine alfabetico: Continua a leggere →
L’Algeria, sopravvissuta alla sovversione fondamentalista saudita con una guerra costata oltre centomila morti ed alle minacce francesi e americane di fare tutt’uno con Gheddafi, è il partner che ha assicurato il rifornimento di gas all’Italia con contratti da un quarto di secolo l’uno.
Oggi è impegnata nel progetto SOLARTEC e cerca una sponda nel nord mediterraneo che non sia l’ex potenza coloniale. In questo breve escursus Antonio de Martini ricorda i legami economici che uniscono i paesi mediterranei all’Italia e quelli che potrebbero unirli maggiormente.