CINA: IL RIARMO PROSEGUE CON PERCENTUALI A DUE CIFRE. IL GIAPPONE SI INNERVOSISCE. di Antonio de Martini

Alla Riunione dell’assemblea nazionale di 3000 persone apertasi a Pekino, il presidente Jin Ping ha risposto da  vero mandarino, in forma indiretta, al premier giapponese Shinzo Abe ( 52 anni) che al recente  meeting di Davos aveva paragonato la situazione cino-giapponese attuale, alla competizione tra Germania e Inghilterra prima della prima guerra mondiale:  lo stanziamento per la Difesa di quest’anno sarà di cento miliardi di dollari.

Si tratta di un aumento del 12,2% rispetto allo stanziamento dello scorso anno ( per la precisione 95,9 miliardi di dollari) e con obbiettivo complessivo di crescita del 7,5% del PIL ed enfasi sui consumi interni.

Negli ultimi tre anni gli aumenti degli stanziamenti della Difesa si sono mantenuti sempre sulle due cifre ( +11,2%; +10,7 e +12,2%)

La dichiarazione politica che ha accompagnato lo stanziamento è stata ancor più dura: “intendiamo mantenere il risultato della vittoria della guerra mondiale e gli equilibri politici che ne scaturirono.”

Con la miglior intenzione, gli USA non possono contrastare questa dichiarazione che è il massimo del politically correct.

Naturalmente il contenzioso sulle isole Senkaku  o Dahiatsu che dir si voglia è solo uno dei tanti pretesti geopolitici accampati per giustificare uno stato di tensione politico-diplomatica che fa comodo ad entrambi per mantenere alla giusta temperatura le emozioni dei rispettivi popoli cui fanno difetto molte cose ma non l’orgoglio nazionale.

La realtà è che da quando il Giappone ha assunto l’iniziativa economica nell’area del sud ovest Pacifico, la concorrenza è esplosa anche in campo economico e ha continuato ad alimentarsi con vecchie tesi revansciste e rancori mai sopiti.

Il contenzioso sulle Dahiatsu è semplice : le isole sono da molti anni una proprietà privata di una famiglia giapponese (Kurihara) , ma sono sempre state considerate cinesi quanto a territorio, anche se il base al trattato di Shimonosaki del 1895 passarono ai Giapponesi assieme a Taiwan. Alla fine della guerra mondiale – la Cina essendo tra i vincitori – Taiwan passò alla Cina e gli scogli abbandonati dal 1940 rimasero disabitati.

Taiwan è passata sotto i rimasugli del regime di Ciang kai sheck (quindi Cina anche se “occupata”) e così dovrebbe essere per le quattro isolette.

Ora che si vocifera di giacimenti di Gas e petrolio  nelle sue acque, si sta creando un pretesto per infastidire la Cina che entro un decennio conta avere tre nuove portaerei ed investe in armamenti più dei 68,2 miliardi della Russia e dei 59,6 dell’Arabia Saudita.

Un ottimo cliente per le industrie di armamento che hanno fatto proprio il motto di Alberto Sordi ” finché c’é guerra c’è speranza.”

L’argomento delle isole contese non può essere accantonato dal premier Abe, perché da sindaco di Tokio ne aveva fatto il suo cavallo di battaglia  elettorale ed aveva raccolto con una sottoscrizione un miliardo di dollari per comprare le isole alla famiglia proprietaria. Le trattative sono in corso e la Cina non è disposta a vedere un contratto di diritto privato trasformarsi in uno di diritto pubblico. Diffide in corso.

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Commenti

  • gicecca  On marzo 6, 2014 at 7:16 pm

    Aspetto di vedere frotte di pacifiche bandiere arancione protestare nel mondo contro il 12 e rotti per cento di aumento annuale delle spese per gli armamenti in Cina, ma forse sono un poco cecato. GiC

  • Giorgio Maria  On marzo 6, 2014 at 9:30 pm

    Perdonate l’intrusione, ve ne prego. Vorrei segnalare che vi sono errori nei nomi (le isole sono Senkaku o Diaoyu, il nome che usa l’autore non esiste; il trattato è di shimonoseki; etc.) e sbagli nella narrazione dei fatti storici, a cominciare dal fatto che l’acquisto dell’isola risale al 2012, dunque è avvenuto già da quasi due anni. Abe non è mai stato sindaco di Tokyo e non ha mai fatto una colletta per acquistare l’isola.

    • antoniochedice  On marzo 6, 2014 at 11:53 pm

      Non bado in effetti molto alla trasposizione grafica dei nomi provenienti da altri tipi di grafie. La colletta l’ha fatta il sindaco di Tokio e non ho detto che è stata fatta ieri. Circa Abe ha ragione e mi scuso.

  • Giorgio Maria  On marzo 7, 2014 at 9:34 am

    Grazie mille per aver preso in considerazione il mio commento. Mi scuso a mia volta poiché avevo sbagliato io a intendere che l’acquisto fosse ancora in corso. Riguardo quest’ultimo, fu l’allora governatore di Tokyo Shintaro Ishihara a promuoverlo, spingendo il governo centrale a finalizzarne l’acquisto.

    Buona giornata e ancora grazie per l’attenzione.

    • antoniochedice  On marzo 7, 2014 at 5:22 pm

      La Coletta è di due anni fa. Il contratto ufficiale credo sia si osseo per agioni diplomatiche.

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