DALLA CADUTA DELL’URSS AD OGGI I PAESI DELL’EST INGLOBATI NELLA SFERA N.A:T.O. SONO DODICI SENZA CONTARE LA GERMANIA EST

MI sono reso conto che nello scrivere sempre  tra due porte e in un video postato sulla questione Ucraina, sono stato troppo  approssimativo nella descrizione dell’opera di erosione dell’ex impero sovietico attuata dagli Stati Uniti e dalla N.A.T.O. e di non aver focalizzato ne  il meccanismo di adesione al trattato ( noto come il trattato di Washington) ne il meccanismo di denunzia previsto all’atto della adesione  sul quale mi sono soffermato una volta un paio di anni fa.

I paesi gravitanti nella sfera di influenza comunista che hanno aderito al trattato Nord Atlantico sono in ordine alfabetico:

Albania, Bulgaria, Croazia, ( Rep) Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovakia, Slovenia, Ungheria.  In tutto dodici, tredici considerando che la Repubblica Democratica tedesca era uno stato riconosciuto in numerosi paesi del mondo e che è stato annesso alla Repubblica federale di Germania.

Il meccanismo di adesione è semplice : depositare la delibera parlamentare presso il governo degli Stati Uniti  che lo comunicherà agli altri paesi. Notare che non è prevista accettazione da parte di altri paesi membri.

Il meccanismo di denunzia altrettanto semplice occupa l’articolo 13 sui 14 del trattato. Trascorsi venti anni dalla adesione dei fondatori tra cui l’Italia  ( 24 agosto 1949), è sufficiente dare un anno di preavviso, tempo evidentemente sufficiente per evacuare eventuali basi presenti su quel territorio.

Una rilettura  serena di tutto, anche del trattato di Washington, permette di meglio focalizzare  doveri e diritti degli aderenti. Ne consiglio la lettura, specie alla luce del crescente interesse mostrato da molti italiani per svincolare l’Italia da pericolosi automatismi  che potrebbero coinvolgerla in conflitti non sono rifiutati dall’art 11 della nostra  Costituzione, ma anche dal preambolo dello stesso trattato nord atlantico.

L’area di interesse del trattato è stata emendata tre volte: per prendere atto che l’Algeria cessa – dal 1963 – di essere territorio interessante la Francia e pertanto non è più protetto dalla clausola di mutua difesa e in occasione della adesione della coppia Grecia Turchia che aderì in un secondo momento. La terza in occasione della adesione della Spagna. L’area del mondo interessata è ” a nord del tropico del cancro,  il Nord Atlantico e l’Europa.

Per essere un trattato di difesa  mi pare che si sia allargato a sufficienza, considerando anche che il diretto concorrente – il Patto di Varsavia, si è sciolto oltre venti anni fa.

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Commenti

  • Luca  On marzo 5, 2014 at 10:04 am

    In un comizio a Berlino Est nell’aprile del 1986 Gorbaciov si diceva pronto a sciogliere il Patto di Varsavia A CONDIZIONE che simultaneamente si sciogliesse la NATO. Superando in questo modo e archiviando il periodo della guerra fredda da parte di entrambi i contendenti.
    Da allora il Patto di Varsavia si è dissolto ma la NATO – pur avendo perso la sua funzione difensiva, per il venir meno dell’avversario – ha continuato ad aumentare le sue basi militari e i suoi interventi armati.
    Da allora Gorbaciov è in tour in occidente per illustrare gli imperituri successi della sua strategia della distensione. Amato dalla nostra stampa, il 67% dei russi prova invece indifferenza o disprezzo nei suoi confronti (sondaggio Vtsiom), ma noi non ne comprendiamo la ragione.

    L’Atto finale della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa di Helsinki, che aveva avviato il processo di distensione, prevedeva tra i suoi principi cardine: l'”eguaglianza sovrana, rispetto dei diritti inerenti alla sovranità” (parrebbero esclusi i colpi di stato); il “non ricorso alla minaccia o all’uso della forza” (sembrerebbero interdetti linee rosse e altri anatemi); “risoluzione pacifica delle controversie … cooperazione fra gli stati” (apparentemente incompatibile con il bullismo nelle relazioni internazionali); “non intervento negli affari interni” (si sta ancora cercando di capire come accordare questo principio con il supporto alle rivoluzioni colorate).

    Il tradimento del principio di buona fede nelle relazioni internazionali, come in ogni tradimento che si rispetti, ha però lasciato tracce evidenti. Che possono essere utilizzate per superare la crisi.

    Molte costituzioni nazionali post belliche e il trattato NATO – come è stato puntualmente ricordato – stabiliscono in modo esplicito l’illegittimità di quasi tutti gli interventi militari degli ultimi anni. Da un lato perché vietano le guerre che non siano di difesa territoriale (il che non coincide con la difesa degli interessi economici, altrimenti sarebbe lecito sparare a tutti i concorrenti che ci danneggiano in un libero mercato). Da un altro perché prevedono interventi extraterritoriali esclusivamente nell’ambito di alleanze (l’Ucraina per esempio non fa parte della NATO) e allo scopo di ristabilire la pace (non di innescare conflitti).

    Finora si è operato perciò in un quadro giuridico di palese illegalità, internazionale e interna. Finché nei nostri Paesi residuano strumenti per ripristinare il rispetto del diritto, perché non incominciare a usarli?

    Giova forse ricordare che gli stati si fondano essenzialmente su un patto tra consociati relativo al monopolio dell’uso della forza e su una regolamentazione condivisa del suo impiego.
    Quando questo patto viene ripetutamente violato, si sfalda lo stato.

    • antoniochedice  On marzo 5, 2014 at 10:43 am

      Parla come un libro stampato, si diceva ai miei tempi.

  • Giacomo C.P.  On marzo 5, 2014 at 1:33 pm

    Sono asserzioni giuste, ragionevoli, progressiste, liberali e tutto il resto, solo che regolarmente le persone concordanti con questi assunti che arrivano a posizioni di influenza e potere si trasformano in bambolotti imbelli delle “strategie” degli energumeni neocon d’oltre Atlantico. I peggiori hanno regolarmente la meglio, che noia!

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