VENTISEI PAESI NATO STANNO CERCANDO DI SALVARE LA CAPRA AMERICANA ( VICTORIA NULAND) E I CAVOLI ( COMMERCIALI ) LORO. POLONIA E ESTONIA ISOLATE NEL CERCARE LA RISSA. di Antonio de Martini

Prima di riferire quel che mi è stato detto da un testimone oculare,  offro un breve escursus dell’interscambio commerciale,  per dimostrare ove necessitasse, che l’idea delle Sanzioni è fuori della realtà, stato d’animo che la Merkel ha attribuito a Putin.                                                                                                                                                Gli Stati Uniti hanno con la Russia un interscambio commerciale  pari all’1% del loro PIL e la Russia del 4%. Risibile.    

Il solo marchio USA per cui la Russia rappresenta il secondo mercato del mondo dopo gli USA è la Pepsi Cola. Qualcuno ricorderà la battuta di Ronald Reagan contro Jimmy Carter ” l’unico successo avuto è stato quello di vendere la Pepsi in Siberia” alludendo ai primi passi distensivi realizzati dal “one term President” nel periodo di Helsinki.

L’Europa ha un interscambio di 450 miliardi e non solo nessuno vuole rinunziarci, ma scopriamo che tutti o quasi sono pronti a litigare con gli Stati Uniti piuttosto che cedere un euro.  Controprova.

Gli anglofrancesi dopo la protesta di rito (e adesione alla proposta di sospensione delle riunioni preparatorie del G 8 previsto per giugno a Sochi e espulsione  della Russia dal nobile consesso) non hanno fatto seguire alcun atto concreto e si guarderanno bene dal farlo. Francois Hollande è giunto ad offrirsi ripetutamente per una mediazione.

Pochi minuti dopo che Angela Merkel aveva cessato di fare la ramanzina democratica a Putin, ha dovuto criticare  pubblicamente gli anglofrancesi  dichiarandosi contraria all’idea di espellere la Russia dal gruppo degli otto paesi più economicamente forti della terra e contrarissima a sanzioni. Ha concluso  proponendo la creazione di una …commissione OSCE incaricata del “fact finding”, ossia del nulla.

Altro partner NATO, l’Ungheria, a metà gennaio ha ricevuto un prestito russo di 14 miliardi per la costruzione di due reattori ad uso civile. Dubito che il premier ungherese Orban vada oltre l’auspicio di una Ucraina unita e la promessa – già fatta – di protezione alla minoranza ungherese che vive al confine.

La repubblica Ceca, nella persona  del Ministro della Difesa Martin Stopnicky, ha proposto dure sanzioni, salvo non essere appoggiato dal collega degli esteri  ne dal Primo ministro.

La Spagna, impegnata com’è in un paio di joint ventures  industriali coi russi per la realizzazione di un elicottero e un aereo da combattimento, farà i suoi commenti dopo l’estate a mente fredda.

Anche Matteo Renzi, riconosciamolo, ha offerto una sola parola di conforto e si è poi avvalso della facoltà di non rispondere.

Attegiamento prudente  anche da parte del premier Moldavo Iurie Leanca, mentre la Polonia è il paese rimasto col cerino in mano – per aver chiesto una convocazione del Comitato NATO in base all’articolo 4 del trattato, sentendosi minacciato – assieme all’Estonia, da un Putin che contro di loro ” non mosse dito ne piegò sua costa”.

La conseguenza di tanto rimestio diplomatico è che adesso è chiaro che su 28 paesi membri della NATO, solo due hanno dichiarato di sentirsi minacciati e 26 stanno cercando di salvare la capra americana ( Victoria Nuland) e i cavoli loro.

Delle due l’una: o Obama è impazzito, oppure la manovra anti Putin mirava al falso scopo russo ma l’obiettivo reale era il Presidente americano che deve essere demolito entro novembre sul piano estero e su quello interno della assistenza sanitaria che gli vale il plauso dello strato povero della popolazione. Costringerlo a spendere fuori sul bilancio della Difesa e non sul Welfare.

Un testimone degno di fede che è rimasto a Kiev per alcuni giorni ed ha interrogato numerosi cittadini di ogni ceto fino al vertice,  mi ha detto che le opzioni di scelta tra Europa e Russia appartengono ad una élite molto ristretta.

La maggior parte è invece semplicemente furente con Yanucovich per le sue ruberie, sistematiche e conclamate.

” E’ un corrotto, ha rubato i nostri soldi e deve andarsene. ” e ” la politica non c’entra, ha rubato troppo, anche per i nostri standard”. sono state le frasi più ricorrenti, beninteso non al vertice.

Dopo quella libica e quella siriana, questa è la terza avventura avventata in cui incappa il governo di Barak Obama  che questi si trova a gestire senza entusiasmo ed è la terza volta che si trova come antagonista l’ex candidato alla presidenza repubblicana del 2008 John Mc Cain che sembra svolgere una politica estera autonoma dal governo che miri più a creare difficoltà al presidente eletto che ad ottenere vantaggi per gli Stati Uniti.

E’ stato lui e non altri ad andare in mezzo alla folla a dichiarare ” GLI STATI UNITI SONO CON VOI” creando le illusioni che hanno portato alla morte centocinquanta persone a Kiev.  E’ stato lui a visitare i combattenti di Al Kaida in Siria chiedendo di armarli e in Turchia creando un altro equivoco con morti e profughi.

John Mc Cain ( credo si tradurrebbe Caino) fa certo onore al suo nome ed alla lobby delle armi – citata ormai più volte dal Papa Francesco –  che lo finanzia.

Le prove che gli ucraini sono stati finanziati da enti privati e ONG è stata pubblicata su http://www.theintercept.org   finanziata con 250 milioni  di dollari dal padrone di e-bay ( il sito di vendita tra privati on line) di origine iraniana Pierre Omidyar   ( fallita scalata al Washington post) e gestita dal giornalista inglese di dubbia mascolinità che ha fatto scoppiare il caso Snowden. Dateci un’occhiata e comincerete a distinguere.

Che non si tratti di questioni ideologiche è mostrato dal fatto che la Libia è farina del sacco di Hillary Clinton e del gruppo di signore dalla femminilità dubbia che la circonda ( Susan Rice e Victoria Nuland tra le altre), ansiose di rovesciare un mondo che non le accetta per quello che sono.

Obama si è sbarazzato della Clinton licenziandola per la morte dell’ambasciatore a Bengazi ( in realtà per liberarsi del peso delle promesse pre-elettorali non valide nel secondo mandato); la Susan Rice – moglie di un deputato che mandava le foto del suo uccello via IPOD alle giovincelle e  che la Clinton voleva sua successora  alla segreteria di Stato- è stata relegata al ruolo di ambasciatore all’ONU e la Nuland , messa a fare il sottosegretario ( il Cencelli….), ha evidentemente fornito cauzione ai lobbisti che escono apparentemente sconfitti per tre volte consecutive, ma che stanno ottenendo lo scopo di depotenziare la presidenza Obama  ( ed il suo successore democratico) per aiutare la candidatura che la Clinton dovrebbe presentare alle presidenziali del 2016.

Ecco perché tanto clamore tra gli ascari, tanta flemma di Putin e profilo basso di Obama.

Annunci
Trackbacks are closed, but you can post a comment.

Commenti

  • Roberto  On marzo 5, 2014 at 5:15 pm

    commento omofobo e quindi politicamente scorretto. Tutto sommato meglio i politici trombini.Fanno meno danni

  • Luigi za  On marzo 5, 2014 at 5:30 pm

    Delle signore di nazionalità americana che Lei cita nel post credo che lo scrittore inglese D. H. Lawrence avrebbe scritto che sono donne che hanno un becco al posto della vagina.

    Eppure hanno trovato marito.
    Poveri mariti! E poveri noi se la mala sorte le portasse al vertice del potere U.S.A. 🙂

    • luigiza  On marzo 5, 2014 at 5:46 pm

      Capite adesso la funzione dei lavori a pelle fatti dalla Monica Samille Lewinsky al Clinton di nome Bill?
      Quest’uomo è da riabilitare.

  • Francesco  On marzo 5, 2014 at 5:45 pm

    (articolo schiacciasassi, come sempre) – oggi i russi hanno messo su youtube una telefonata intercettata tra il ministro degli esteri estone e la Ashton, in cui il ministro dà ragione – tra le altre cose – a quanti sospettavano che i cecchini di piazza Maidan sparassero contemporaneamente a manifestanti e poliziotti. video e una parte della trascrizione della telefonata sono qui: http://rt.com/news/ashton-maidan-snipers-estonia-946/

  • robertobuffagni  On marzo 5, 2014 at 7:21 pm

    Gli americani sono bolliti. Ci sarebbe da ridere, se non fossero la potenza egemone mondiale.

    • antoniochedice  On marzo 5, 2014 at 7:40 pm

      Anche un elefante moribondo può dare colpi letali. Il bollito di elefante poi è indigesto

  • Dostojevskij  On marzo 5, 2014 at 7:54 pm

    una puntualizzazione necessaria:

    http://www.theguardian.com/world/2014/mar/03/ukraine-crisis-us-europe-putin-crimea

    in questo lungo articolo del guardian trovate fra le altre questa frase: “German officials denied US reports that the chancellor, Angela Merkel, following a phone conversation with Putin, had told Obama that the Russian leader had lost touch with reality.”

    probabilmente le parole della merkel sono state travisate o decontestualizzate (o inventate di sana pianta) e lascio a voi ogni altra considerazione su quest’altra penosa macchinazione della disperata macchina della propaganda.

    unica domanda a cui non ho una chiara risposta è perchè la merkel non ha smentito in prima persona e con forza una tale forzatura delle sue parole: una risposta potrebbe essere che aveva una fretta sconsiderata di calare il sipario sull’intera vicenda senza compromettersi pubblicamente con gli USA (evidentemente non sono ancora pronti per una resa dei conti, qual’è il momento opportuno che stanno aspettando?). In questo senso la velocità con cui l’ucraina è sparita dalla stampa occidentale non anglosassone presentando la fine delle esercitazioni di putin come una ritirata è un valido indicatore.
    sicuramente putin ha cercato d’illuminare la germania indicandola più volte come partner con cui dialogare, non si può dire abbia cercato di fare lo stesso con gli USA (si è parlato addirittura di ritiro dell’ambasciatore).

    il ruolo che l’europa si sta riservando è incomprensibile e frutto delle sue plurime fratture ed è probabile che l’eurozona imploderà alla resa dei conti con la folle politica degli stati uniti e forse è proprio questo il momento che la merkel sta aspettando per giocare con più decisione: sta selezionando con attenzione i futuri compagni di avventura.

    • SC  On marzo 5, 2014 at 10:45 pm

      speriamo che l’italia “non si faccia selezionare dalla germania (o USA)” e che si ritagli il proprio spazio

  • fausto  On marzo 6, 2014 at 10:17 pm

    Corrosivo al punto giusto. Ma in franchezza, ritenete che l’Ucraina abbia qualche possibilità di reggere? O che sia piuttosto ormai destinata a disintegrarsi? Partiti i ruffiani ed i corruttori, sul terreno restano l’odio ed i danni economici.

    • antoniochedice  On marzo 7, 2014 at 5:20 pm

      Uno stato cuscinetto conviene a tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: