Pio Filippani Ronconi, famoso specialista delle religioni orientali, nel suo libro ” Ismaelliti ed Assassini” ( ed Thor) racconta di una situazione analoga occorsa tra i crociati e i saraceni poco dopo il mille : la scoperta dell’esistenza di un mercato degli ostaggi con ricchi riscatti reciproci e favori innominabili che si preferì nascondere.
L’Agenzia Stratfor – specializzata in notizie e analisi di intelligence di provenienza USA – ha dato notizia dell’arresto di una donna e una bambina di nove anni che sarebbero la moglie e la figlia del famigerato Al Baghdadi, il capo del DAESCH.
Le donne sarebbero state fermate alla frontiera col Libano, senza specificare a quale varco, mentre cercavano di entrare nel paese e l’analisi del DNA avrebbe confermato la parentela della bambina con ” il Califfo”.
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Yemen, l’antica Arabia Felix, è diventato lo specchio di tutti i contrasti del mondo arabo e oltre. Yemen rappresenta anche il tallone di Achille dell’Arabia Saudita per la lunga frontiera in comune presidiata da una popolazione combattiva ( Houtis) che rappresenta un ramo sciita. Yemen come il sostituto della Siria agli occhi della strategia iraniana per il suo affaccio su Bab el Mandeb che è la porta naturale del mar rosso e quindi del traffico petrolifero verso l’Europa. Continua a leggere →
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Fin dai primi giorni di guerra quando fu chiara la portata della ” ribellione”, la strategia adottata dal governo siriano è consistita nel presidiare principalmente Damasco ed i suoi dintorni con il grosso delle Forze Armate. Chi ha Damasco ha la Siria.
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Il ministro degli esteri libanese Gebran Bassil ( genero del candidato presidente Samir Geagea) è passato all’AIA – retour de New York- per sollecitare la messa in stato di accusa dell’EI o DAESCH che definir si voglia per indicare la gang di Abu Bakr Al Baghdadi.
Dato che i crimini sarebbero avvenuti in territorio iracheno – o siriano – non si capisce lo zelo del ministro libanese che dovrebbe invece denunziare il Fronte Al Nusra, che ormai sappiamo essere finanziato dai turchi.
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Il Presidente Barak Obama ha ricevuto i sei leaders religiosi cristiani del Levante ( vds accenno nel post precedente sul Libano). Assente la rappresentanza protestante e presente in spirito il Papa Francesco che ha lanciato un altro appello contro la guerra.
Sapendo di essere sullo stesso terreno minato della scorsa primavera, il presidente si è mosso con cautela cambiando il proprio linguaggio abituale : ha usato il termine ” governo siriano” invece che “regime”, ed ha riconosciuto che i cristiani d’Oriente in questi anni ” sappiamo che sono stati difesi dal governo Assad” in Siria”.
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Molti ormai convengono che le tecniche di combattimento si sono tanto evolute da giungere al sanguinario paradosso che in un evento bellico si tende a zero perdite militari, mentre il numero delle vittime civili non cessa di crescere.
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Lo scorso giovedì il presidente Barak Obama ha preso personalmente la parola per fissare due elementi importanti della politica estera americana:
a) non ci sarà guerra per l’Ucraina, gli USA non la faranno. Avremo un crescente inasprimento di sanzioni proporzionale alla invasività russa o russofona e su questo si è assicurato il concorso preventivo della Germania.
b) sul possibile atteggiamento verso la Siria, ” gli Stati Uniti non hanno ancora scelto una strategia” e questo è suonato agli osservatori come una sconfessione dei boatos messi in circolazione da numerosi papaveri del Pentagono in questo periodo.
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Indetta dal partito MERETZ ( sinistra) assieme alla ONG ” PACE ADESSO” ( che si oppone agli insediamenti nei territori occupati illegittimamente promosse dal governo) cui ha aderito anche quel che resta del partito comunista israeliano Hadash ; la manifestazione ha quasi riempito la piazza Isaac Rabin ( il luogo in cui il premier fu ucciso da un estremista giudaico che gli addebitava gli accordi di pace appena sottoscritti).
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Il Cardinal Legato designato a rappresentare il Papa in Irak, intervistato su
” Il Messaggero ” di oggi, a pag 2 , dice in linguaggio diplomatico quel che scrissi esattamente e apertamente due mesi fa ( “Bartala, Papa Francesco e la signora Pinotti”) e cioè che questo ” esercito islamista” “non nasce in un giorno” e ” non senza che nessuno se ne accorga”.
Lo dice in risposta a una domanda (” colpa degli Americani?”) che la giornalista non gli ha posto.
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Di antoniochedice
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