ISRAELE: GRANDE MANIFESTAZIONE A FAVORE DELLA RIPRESA DEI NEGOZIATI DI PACE CON MAHMOUD ABBAS E FATAH. di Antonio de Martini

Indetta dal partito MERETZ ( sinistra) assieme alla ONG ” PACE ADESSO” ( che si oppone agli insediamenti nei territori occupati illegittimamente promosse dal governo) cui ha aderito anche quel che resta del partito comunista israeliano Hadash ; la manifestazione ha quasi riempito la piazza Isaac Rabin ( il luogo in cui il premier fu ucciso da un estremista giudaico che gli addebitava gli accordi di pace appena sottoscritti).

Si tratta di un grave scacco per Benjamin Netanyahu, dato che non era mai successa una manifestazione politica antigovernativa mentre le truppe israeliane erano ancora operative.

L’argomento patriottico questa volta non ha fatto presa e questa incrinatura dell’unità nazionale gli verrà certo addebitata per lungo tempo.

Un secondo elemento importante è costituito dal successo della manifestazione – indetta di sabato sera – benché non sia stata promossa da grandi partiti.

Terzo elemento, l’importante dichiarazione pubblica del deputato del MERETZ Nitzan Horowitz nel corso del comizio, che ha accusato Netanyahu di aver scientemente indebolito Mahmoud Abbas a favore di Hamas che può adesso vantare i suoi ” martiri” ed ha riacquistato una posizione di interlocuzione indipendente rispetto all’Egitto ed alle Nazioni Unite oltre che degli USA.

Zehava Galon, la dirigente del partito, ha rincarato la dose chiedendo le dimissioni del premier, accusato di aver fallito i due obiettivi storici di Israele: sia la pace che la sicurezza.

Anche la Diaspora israelita nel mondo sembra non essere più tanto solidale con Netanyahu, addebitandogli di aver buttato parecchia sabbia nel ben oliato meccanismo dei rapporti con gli USA ( Obama ha avocato a se il potere di autorizzare di volta in volta il rifornimento di armi e munizioni a Israele che prima era automaticamente eseguito a livello tecnico) e col presidente USA che comunque resterà in carica per altri due anni e mezzo.

Un’altra lamentela proveniente dalla Diaspora, specie europea, consiste nella pessima conduzione della comunicazione nel corso della crisi di Gaza.
Basti pensare alla tracotante dichiarazione, ripresa dalla stampa di tutto il mondo, dell’ambasciatore israeliano a Washington, Ron Dermer, che ha proposto il Nobel per la pace per le truppe impegnata nella operazione ” Barriera protettiva”.

L’accusa e di aver ravvivato il fuoco antisemita che covava sotto la cenere, offrendo pretesti non indispensabili.

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