CAMERA PENALE INTERNAZIONALE: IL PROCURATORE CAPO DICHIARA CHE NON CI SONO PROVE A CARICO DI DAESCH E DEL FRONTE AL NUSRA PER I CRIMINI DI CUI SI AVREBBE NOTIZIA. dI Antonio de Martini

Il ministro degli esteri libanese Gebran Bassil ( genero del candidato presidente Samir Geagea) è passato all’AIA – retour de New York- per sollecitare la messa in stato di accusa dell’EI o DAESCH che definir si voglia per indicare la gang di Abu Bakr Al Baghdadi.
Dato che i crimini sarebbero avvenuti in territorio iracheno – o siriano – non si capisce lo zelo del ministro libanese che dovrebbe invece denunziare il Fronte Al Nusra, che ormai sappiamo essere finanziato dai turchi.

Il procuratore capo della CPI ( camera penale internazionale) signora Fatou Bensouda, Gambiana ( Il Gambia è una striscia di terreno grande quanto il Lazio ossia 11.000km quadrati con 1,7 milioni di abitanti. Il monarca golpista è al potere dal 1994 e per omosessuali ” recidivi ” la pena è l’ergastolo) che lo ha ricevuto convenendo che la fattispecie dei delitti indicati rientrerebbe tra le competenze dalla CPI, ma che prima di procedere alla incriminazione di qualcuno, “était nécessaire de recueillir des preuves et témoignages établissant le lien entre les crimes commis et Daech ainsi que le Front al-Nosra…”.

Insomma: per ora sono solo chiacchiere…..

Encomiabile scrupolo del procuratore, difforme dall’approssimazione con cui furono spiccati mandati di cattura a carico di membri della famiglia Gheddafi nel 2011. All’epoca bastò mostrare la foto di un cimitero in costruzione.

Vero è che la signora è in carica solo dal 2012, data in cui comunque la CPI ha insistito per mandare a processo Saif el Islam Gheddafi e chiedere il suo rinvio a giudizio rivendicando la consegna del prigioniero ai miliziani libici di Zeintan che lo hanno in custodia.

Sarebbe interessante venire a conoscenza di quale di queste due interpretazioni sia quella preferita dal procuratore Bensouda: ha paura delle rappresaglie degli estremisti islamici sulla sua famiglia o sul suo paese, oppure ritiene che la notizia criminis non sia suffragata da elementi di prova minimamente attendibili.
Ovvero la storia del DAESCH sia un bluff, come sostengo dagli inizi di questa farsa.

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Commenti

  • raymond issa  On ottobre 1, 2014 at 3:16 pm

    Caro Tonino., Gebran BASSIL e il genero del generale Michel Aoun e non Samir Geagea.

  • raymond issa  On ottobre 1, 2014 at 3:21 pm

    Il nostro ministro non e riconosciuto per la sua intelligenza ne il suo modo di fare, Solo come genero di Michel Aoun fa quello che dicono i capi di Hezbollah

    • antoniochedice  On ottobre 1, 2014 at 4:06 pm

      Sorry, mi sono confuso con Geagea…. Mi scuso

  • gicecca  On ottobre 1, 2014 at 3:53 pm

    Beh, se è una farsa mi pare una farsa un po’ tragica; se poi é tutto inventato, decapitazioni comprese con fiasche di anilina, aribeh, mi ritiro sulla colonna di s. Simeone che sta da quelle parti, e non ci penso più. GiC

  • Francesco Sabatano  On ottobre 1, 2014 at 7:47 pm

    Buonasera

    sig. de Martini potrebbe espormi il suo punto di vista sul Daesch?
    Tutta la situazione che si è creata mi interessa e non poco. Purtroppo non riesco a trovare informazioni attendibili o, “almeno”, sensate :-).
    Personalmente anche io ritengo che questo IS sia tutto frutto di un’architettura studiata ad hoc; non sono un esperto ma non riesco a spiegarmi la censura applicata( dallo stesso gruppo ) nei video delle esecuzioni, visto che fino a 5 mesi prima non si sono mai fatti scrupoli( il daesch dovrebbere essere una costola di Al-qaeda) ma soprattutto sostengo che questa situazione serva, a chi di dovere, per arrivare ad applicare una ” No fly zone” ( ma credo sia improbabile) o a bombardare la Siria in modo tale da finire l’operato iniziato e non portato a termine ( come tutte le campagne in Levante degli ultimi 10 anni ) e contrastare il blocco euroasiatico.
    La ringrazio anticipatamente e saluto tutti

    Francesco

    • antoniochedice  On ottobre 1, 2014 at 7:57 pm

      Già fatto più di una volta nei post del mese passato.

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