Archivio autore: antoniochedice

Vivo a Roma. Ho fatto un figlio, piantato un albero e non mi decido a scrivere un libro.
Detesto matrimonio e democrazia, ma non trovo di meglio.

FINI & BERLUSCONI di Francesco Venanzi

c'eravamo tanto amati

Francesco Venanzi è  uno studioso di economia e – quindi – di politica. Siamo lieti che inizi a collaborare al

“Corriere della collera” invece che a chiosare gli scritti pricipali.

E’ indubitabile che Berlusconi, con i suoi comportamenti  privati, abbia stupidamente creato un senso di insofferenza nella opinione pubblica e nei suoi partner politici e offerto il fianco a facili critiche.  Ma non credo che questa sia la vera causa Continua a leggere

Spadolini: Pacciardi è stato un grande giornalista ( Su ” Il Resto del Carlino” del 15 aprile 1991 in occasione della morte)

TITOLO:  La Repubblica come vittoria della virtù . di Giovanni Spadolini
Conoscevo Pacciardi dal 1949; sono stato anche, per qualche anno,  suo direttore al “Resto del Carlino” 

Randolfo Pacciardi con l'inseparabile ritratto di Garibaldi sullo sfondo

 
 
Un giornalista di razza, con uno stile secco, epigrafico e insieme nella sua asciuttezza eloquente. Dedicava una collaborazione regolare  al giornale bolognese sui temi di politica internazionale, tradotta in corsivi, o fondini, di straordinaria brevità che firmava con lo pseudonimo Continua a leggere

SPADOLINI SU PACCIARDI: TRE TESTIMONIANZE : un grande giornalista, un grande combattente e un grande democratico

 Giovanni Spadolini è stato direttore di importanti giornali quali “Il Resto del Carlino” e  ” Il Corriere della Sera”, ha fondato il Ministero dei Beni Culturali, è stato Ministro, il primo Presidente del consiglio laico,  ha presieduto il Senato ed è stato segretario del PRI portandolo al suo massimo storico del 5,1% dei voti.

Giovanni Spadolini: tolse l'interdetto su Pacciardi

Edito dalla tipografia del Senato,  un opuscolo-testimonianza a firma di Giovanni Spadolini. Si tratta di tre articoli  pubblicati  nei tre  giorni immediatamente successivi alla morte  di Pacciardi e pubblicati rispettivamente da Continua a leggere

Il Piano solo e le favole dei golpe del ’60; del ’64 del ’70 e del ’74 . Sesta ed ultima parte

Sistemato un pò il  fritto misto, passiamo ai vari “boatos” di Golpe su cui si basano  tuttora molte carriere e alcune fortune politiche e editoriali.

Il primo “golpe” fu creato dal segretario di Pacciardi, figlio dell’ammiraglio Girosi, che, invaghitosi di una signora, se ne andò in Costa Azzurra in luna di miele, col ricavato della vendita   di un motoscafo non suo.

Per riparare, pensò bene di andare a raccontare al SIFAR una serie di balle che de Lorenzo meticolosamente registrò  Aveva un apparato inserito in una 1100 /103 Fiat, bianca , a targa civile,  che l’autista innescava  quando il capo gli ordinava di scendere dall’auto per fingere di assicurare la privacy dell’incastrato di turno. Il segnale di accensione era una botta sulla spalla destra .

Il primo da destra è Tambroni, sinistra Dc, paranoico. Il secondo è Andreotti, scettico

Il “Girosino” ricevette una cifra apprezzabile per l’epoca e un’assunzione  in Tunisia ” per sottrarlo a vendette”, ma più verosimilmente per fare un favore al padre dello scapestrato.

La confessione, registrata su dischi a 33 giri ( si usava all’epoca) fu fatta sentire a chi di dovere. L’idea consisteva nel rapimento del presidente Gronchi se fosse andato a S Rossore nella tenuta presidenziale. Il presidente del Consiglio Fernando  Tambroni ( detto “il peggio Fernando”)  ordinò di mettere a riposo un  ufficiale dell’ufficio “R”( estero) decorato di medaglia d’oro al V.M.  considerato capace dell’impresa ( e possibile concorrente del duo Allavena Viggiani alla direzione del servizio).   Pochi giorni dopo,   Tambroni cadde e nessun altro bevve la panzana. Mancavano  imputati, mancavano piani di governo, mancavano testimoni credibili.

Quando la cosa si riseppe   Gronchi aveva dato segno di apprezzare l’idea di una riforma in senso presidenziale e Pacciardi, con arguzia toscana citò S. Agostino dicendo che era meglio convertire il peccatore  piuttosto che ucciderlo.

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Varata nave antiterroristi fatta col ferro delle due torri

 I cantieri navali di Los Angeles hanno varato  una nave antiterrorismo usando 24 tonnellate dell’acciaio ricavato nella fonderia di AMITE ( LA) dai resti delle due torri del world trade center abbattute dai terroristi di Bin Laden.

con equipaggio di 350 uomini e capace di trasportare 700 marines con equipaggiamento antiterrorista

non è stato comunicato a quale flotta la nave sarà aggregata, ma si presume che andrà a prestare servizio nel golfo .

Impostata il 9 settembre del 2003, la  NEW YORK  è pronta per l’impiego e dispone di elicotteri e mezzi da sbarco per portare a terra  i 700 marines che ospita. Il motto del NEW YORK è

IL MOTTO DEL "NEW YORK", primo di una classe di nuove navi

 ” Never forget” ( mai dimenticare). Ma oltre a non dimenticare, non imparano. Il terrorismo si combatte con l’intelligence.

Il varo del New york

l Piano solo e le favole dei golpe del ’60; del ’64 del ’70 e del ’74. Quinta parte

pag 14  ” su direttiva di Pacciardi il servizio segreto emargina  dall’ambiente militare i simpatizzanti di sinistra“. Falso :   nell’ambiente militare non c’erano simpatizzanti di sinistra,non allora, a meno che non si voglia alludere ai giovani di leva, che non venivano allontanati, ma sorvegliati.

I coscritti segnalati come comunisti, furono – in base alla circolare 300/R – ripartiti in A, B ;C cioè simpatizzante, iscritto, attivista. Questo lavoro capillare  fu svolto dalle stazioni dei carabinieri e non dal centri di controspionaggio, anche perché non era di spie che si trattava.

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Il PAESE DEI “BORGHI PUTRIDI” con 150 anni di ritardo rispetto agli inglesi. di Nicola Christian Rinaldi e Nicola Boccia

perdonate l’off topic, ma oggi arriva alla ribalta la questione rifiuti a napoli. per fare un miglior futuro serve conoscere le verità è cambiare il presente.

Non fa piacere anessuno aver la casa con questa vista, questo odore, queste statistiche di mortalità

 A Terzigno da mesi donne e anziani di destra e sinistra Continua a leggere

Intercettazioni : corrispondenza imbarazzante tra due ambasciatori. Coinvolto il premier? La Brambilla: “queste notizie danneggiano il turismo”

il  nostro corrispondente  ci invia il seguente telegramma.

  Si tratta di  una intercettazione ( vedi testo a fondo pagina) fatta ieri ai danni dell’ambasciatore Castellani, mentre corrispondeva con un collega rimasto sconosciuto.  STOP  Risulta,  al giornalista D’Avanzo,

Di Pietro: La versione di Plutarco avvantaggia Mediaset.

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Il Piano solo e le favole dei golpe del ’60; del ’64 del ’70 e del ’74. Terza Parte

Chi non vuole cercare la verità?

La sinistra DC. intendendosi  con questa locuzione specialmente  i Dc – specie lombardi –  finanziati da Enrico  Mattei, il presidente dell’ENI di cui oggi – 27 ottobre – ricorre l’anniversario della strana  morte ( il magistrato Calia accertò  una piccola carica di tritolo).

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Il Piano solo e le favole dei golpe del ’60; del ’64 del ’70 e del ’74. Seconda parte

La parte iconografica e le didascalie del libro di Franzinelli sono piuttosto sciatte. Raccattate da archivi di agenzia e prive di interesse politico o umano.

Un argomento tanto nuovo e poco conosciuto, avrebbe richiesto, ad esempio , fotocopie dei documenti più importanti come il Franzinelli ha fatto in un altro suo libro “Guerra di spie” in cui ha forse persino ecceduto nel pubblicare fotocopie di corrispondenze del Tribunale Speciale per la difesa dello Stato.

In particolare la foto di de Lorenzo comandante dell’Arma è stata scattata in altra occasione: infatti non indossa la mantella da Carabiniere che egli scelse come caratterizzazione del suo periodo di comando.

De Lorenzo ha sempre indossato – durante il periodo a viale Romania – il mantello rosso/nero dei carabinieri, dando l’ordine a ufficiali e truppa – tuttora in vigore – di indossare unicamente l’uniforme nera e scartando quella Kaki che i carabinieri indossavano specie nel periodo estivo e in zone rurali. Non è un dettaglio da nulla e spiego perché.

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