Archivi del mese: novembre 2011

UNA INIZIATIVA DI DEMOCRAZIA DIRETTA

Questa richiesta di firmare una richiesta, per ora irricevibile, mi trova comunque favorevole perche’ ogni forma di democrazia diretta va incoraggiata. L’ ho ricevuta da tre diversi amici e una addirittura dall ‘ estero.
Mi spiace che dobbiate ricopiare il link perché il sistema non consente altrimenti, ma spero che facciate questo piccolo sacrificio
il post di oggi e’ quello che precede e tratta dei candidati a palazzo Chigi. Brrr…

Cari amici,

Ho appena letto e firmato la petizione online: «per dimezzare il numero dei Parlamentari ed eliminare il diritto all’indennità pensionistica dopo soli 35 mesi di attività Parlamentare»

http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2011N14356

TRA IL GROTTESCO E L’ ALTO TRADIMENTO. I CANDIDATI A PALAZZO CHIGI SONO TUTTI “CRAVATTARI” di Antonio de Martini

Lungi da me l’idea di rimpiangere Berlusconi e la sua corte dei miracoli.
In un paese serio la maggior parte di costoro farebbe al più’ il rappresentante di profilattici.
Impressionante , pero’ , anche il catalogo dei candidati alla successione che sembrano essere stati scelti per far sembrare il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi una caramella alla camomilla.

A GIULIANO AMATO ho già’ dedicato un post intero che può essere condensato in tre parole: ambiguo, incompetente, arrivista. A queste qualità’ che lo rendono certamente un candidato degno di questo sistema, va aggiunto il neo del conflitto di interesse: e’ SENIOR PARTNER della DEUTCHE BANK.
In altre parole, fa il lobbista presso enti locali e governativi facendo vendere derivati ( la finanza creativa che tanti buchi ha creato) e facendo indebitare lo stato, le regioni , le provincie, i comuni .
Nulla che comporti particolari competenze, basta avere una agendina coi numeri telefonici giusti e riuscire a presentare i ” cravattari” all’ assessore da infinocchiare. E’ ben pagato e gli consente di arrotondare le tre pensioni che ha, oltre alla presidenza della Treccani e del comitato per il centocinquantenario dell’ unita’ italiana.
Adesso mi dicono che e’ nuovamente candidato alla Presidenza del consiglio, ossia a trattare coi suoi padroni i termini di restituzione dei ” prestiti” che ha aiutato a contrarre.
Un po’ come se si incaricasse lo stupratore di fare alla violentata la visita ginecologica di accertamento.
Per chi non lo ricordasse, l’ istituto tedesco e’ anche quello che ha dato fuoco alle polveri della crisi italiana a maggio vendendo in una mattinata tutti i BOT italiani ( otto miliardi) che aveva in portafoglio….

MARIO MONTI: la nomina a senatore a vita e’ spiegabile solo con l’ipotesi che qualcuno abbia strumentalizzato la venerabile eta’ del Presidente Napolitano che non può essere sempre presente a se stesso.
Si tratta di uno scialbo Carneade proveniente da Milano e da una università’ che si autocertifica alla pari dell’ ” autorevole financial times” e che si e’ illustrato in un decennio da commissario europeo per aver affibbiato a Bill Gates una multa da cinquecento milioni di dollari, accusandolo di abuso di posizione dominante.
Per farlo rimpiangere dalla UE, hanno dovuto mandare Antonio Tajani.
Meno male che Guglielmo Marconi non e’ più, altrimenti avrebbe multato anche lui perché’ era quasi solo lui ad avere la radio. Non riesco a vedere un solo motivo serio per nominarlo senatore a vita, a meno che non lo si voglia mettere al riparo da qualche procura della Repubblica in vena di partecipare alla selezione dei candidati.
In più’, ho anche il serio sospetto che non sia un genio e cito a riprova il fatto che oggi e’ andato in Germania a partecipare a una tavola rotonda della London School of Economics ( quella finanziata da Gheddafi jr, ricordate?) a commemorare Ralph Dahrendorf, un personaggio il cui pensiero non si e’ notato granche’ e che fu preso sul serio solo da Giorgio La Malfa.
Una ipotesi malevola che circola, invece, e’ quella che si e’ fatto il suo nome come candidato premier per far sembrare la candidatura di Amato il male minore.
L’egregio professore MARIO MONTI DA OLTRE SEI ANNI E’ CONSULENTE DELLA GOLDMAN SACHS cioe’ della organizzazione meno corretta e piu’ chiacchierata della storia.

UN ALTRO CANDIDATO A PREMIER E’ GIANNI LETTA , anch’egli consulente della GOLDMAN SACHS che negli ambienti finanziari mondiali chiamano GOLDMAN SACKS ( traduzione:”Goldman saccheggia”).

MARIO DRAGHI e’ stato VICE PRESIDENTE EUROPEO DELLA GOLDMAN SACHS dal 2002 al 2005 , ossia quando la banca era la consulente del governo greco e lo ha aiutato nella scelta dei prodotti derivati con cui sono stati truccati i bilanci greci per entrare nell’Euro.
Adesso viene chiamato alla BCE per rimediare al danno che ha procurato direttamente o indirettamente.

ROMANO PRODI Dal 1990 al 1993 ha fatto il consigliere di GOLDMAN SACHS.
Conosceva i dossiers delle privatizzazioni su cui evidentemente consigliava la GOLDMAN che consigliava a sua volta i propri clienti che erano gli stessi che concorrevano alle privatizzazioni. Ricordo l’importo della consulenza pubblicato sui giornali : dieci miliardi di lire.

GIANNI LETTA e’ entrato come advisor della GOLDMAN SACHS giusto a tempo per dare consigli in due importanti affari di pari importo : l’ acquisto della partecipazione TELECOM da parte della spagnola TELEFONICA ( società’ che aveva il doppio dei debiti di Telecom, controllata dal finanziere Cesar Alierta ) e l’ acquisto – da parte del gruppo Berlusconi – della Endemol venduta – quando si dice il caso- proprio da Cesar Alierta e- caso nel caso- allo stesso prezzo . Endemol e’ un fornitore di programmi televisivi e sarebbe bastato che Mediaset disdicesse un po’ di contratti TV per abbassarne il prezzo prima dell’acquisto, ma lui da gentiluomo qual’e , queste cose non le ha fatte. L’ advisor di entrambe queste operazioni e’ stata la GOLDMAN SACHS .
Quattro coincidenze non sono coincidenze: lo dice il metodo scientifico inventato da Galileo Galilei, uno che – fosse vivo- con Berlusconi avrebbe in comune l’hobby di sfangarsela ai processi.

Anche in Grecia, il candidato a Premier, imposto a forza, e’ Lucas Papademous- – banchiere centrale- che – vedi caso- e’ ” colui che ha portato la Grecia nell’Euro”.
In chiaro, e’ quello che ha truccato i conti , con l’ aiuto di Goldman Sachs, creando il problema greco come lo vediamo oggi.
Bastano questi profili invocati da politici e media come salvifici, a capire che , secondo loro, chi può ” rassicurare i mercati” non può’ essere che uno dei compari che ha partecipato al gioco delle tre carte.
Nei curricula degli illustri candidati che circolano sulla stampa, avete visto queste qualifiche? Io no.
Perché’, ad esempio, Napolitano non incarica il presidente della Camera Fini (che apporterebbero anche i voti necessari a qualsiasi formula) o quello del Senato, Schifani?
Scelte istituzionali classiche queste e non legate ne’ a chi contrasse i debiti ne’ a chi li erogo’.
Possibile che il Presidente Napolitano debba scegliere soltanto in questo cesto di serpenti?
Possibile che persino alla vigilia del Grande Passo, non senta la viltà intrinseca di scelte come queste ?
Un amico mi assicura che questo atteggiamento – con contorno di telefonata a zio Obama- si spiega solo con l’ abitudine contratta in gioventù – e oltre- a fare l’acritico “killer” di Palmiro Togliatti .
Giuseppe Di Vittorio il mitico sindacalista pugliese amato dai proletari di tutta Italia e rispettato da anche dai nemici, ce lo potrebbe raccontare.
In absentia dell’interessato, un giorno penso proprio che qualcuno dovrebbe farlo.

GHEDDAFI SALVATORE DELL’ ITALIA? COME LA GUERRA DI LIBIA PUO’ GIOVARE ALL’ ITALIA O ALMENO A BERLUSCONI. di Antonio de Martini

Il coraggio e’ contagioso quanto la paura. L’atteggiamento virile con cui Gheddafi ha scelto di combattere e la sua fine tragica , ha provocato in Berlusconi che lo aveva conosciuto da vicino, una vera e propria crisi escatologica.
Se Monicelli fosse vivo farebbe un film tipo ” la grande guerra” con due cialtroni che si redimono nel finale e Montanelli scriverebbe un altro ” Il generale della Rovere” con a protagonista, un cinico uomo d’affari che entra in politica per salvarsi il patrimonio e alla fine – dopo aver sacrificato una persona che lo considerava un amico- resta tanto colpito dalla dignità’ con cui l’uomo affronta la morte pur di lottare per ciò’ di cui e’ convinto, che smette di vivere di sotterfugi e affronta la situazione con una fermezza sconosciuta.
Gheddafi aveva come alternativa alla sua tragica fine un esilio dorato – come tanti tiranni in pensione – da Baby DOC Duvalier al colonnello Menghistu.
La scelta gheddafiana di ” morire da uomo” invece di godersi patrimonio e donnine, deve aver avuto sul Silvio che conosciamo, un impatto violento.
Avevano in comune una certa propensione per le donne, il numero dei figli, l’attitudine a manipolare le persone, qualche stramberia psicologica e una sostanziale solitudine.
Entrambi erano molciti per le ricchezze, ma considerati estranei dal mondo dei potenti globali.
Avevano simpatizzato d’istinto e ( con altra caratura educativa) Putin con loro.
Di fronte all’ennesimo attacco proveniente grosso modo dagli stessi ambienti che han fatto fuori Gheddafi, ha avuto un processo di immedesimazione ed ha adottato la scala dei valori dell’amico morto.
Denaro, donnine, servi. Tutto ha assunto la dimensione relativa e misera che hanno in realtà’ .
Si e’ arroccato sui figli e qualche vecchio affezionato amico ed ha deciso di vender cara la pelle.
Questo può’ fargli vincere le elezioni anche se gli italiani continueranno a considerarlo un cialtrone e moltissimi pensano che i “milanesi”non siano adatti a governare e dovrebbero limitarsi a lavorare e produrre.
un uomo solo che lotta contro gli gnomi attira simpatie e gli italiani hanno sempre mostrato un debole per il soccombente e antipatia per i burocrati di partito.
Gli strateghi della sinistra – abituati dalla loro cultura a considerare le persone numeri- forse non hanno tenuto conto della possibile reazione dell’elettorato in questo senso. Se lo hanno fatto, eviteranno la crisi .
Le elezioni, inoltre si farebbero a fronti rovesciati: col centro sinistra che vuole liberalizzazioni e il centro destra sulle barricate dello statalismo.
TRACCIATO IL PROFILO PSICOLOGICO DI LUI E DEGLI ELETTORI, PASSIAMO ALLA POLITICA INTERNA E ESTERA.

I politici.
La valanga di transfughi aspiranti al riciclo, rende impossibile all’opposizione di fare credibili offerte di recupero del seggio parlamentare a tutti. Le lotte interne per la non risolta leadership nella sinistra aggraveranno le incertezze degli aspiranti Badoglio.
Avremo entro poche ore una ondata di pentitismo parlamentare che darà la nausea anche ai più’ duri di stomaco. E’ verosimile quindi che Berlusconi ottenga la fiducia e riesca ad allargare la maggioranza restando a concludere la legislatura , appoggiato dalle stese forze estere che lo volevano scalzare dato che non possono permettersi di mettere a repentaglio i loro crediti tirando ulteriormente la corda. Un bel condono fiscale lo metterebbe in condizione di spendere nell’imminenza delle elezioni del 2013 e avrebbe in mano tutte le carte per mirare alla vittoria.
Se la rapidità’ del Quirinale dovesse portare alle elezioni ( che ormai nessuno vuole più’) sarà’ l’occasione – che mancheranno – di fare un repulisti a destra ed un compattamento a sinistra, ma nulla cambierà’ nella sostanza : non c’e tempo per epurazioni nelle liste, la sinistra e’ ancora alle prese con il problema della leadership, il terzo polo ne uscirà’ a pezzi.
Poi tutti saranno presi con la crisi internazionale e nessuno penserà’ più’ A chi governerà’ questa provincia.

I mercati.
Il mercato e’ composto da una persona che crede che un titolo sia sopravvalutato ed un’ altra che pensa il contrario, entrambe senza altri elementi di valutazione che i bilanci che tutti sappiamo essere taroccati.
Si scambiano i titoli in privato e uno dei due si accorge che ha sbagliato nella valutazione. Grottesco se ci si pensa un minuto. Giocano alla roulette e vogliono che gli si paghino le perdite.
Con i titoli di stato , accade la stessa cosa . Tutti i mercati corrono a investire – se i dati sono veri e non taroccati anch’essi dagli speculatori – sui titoli tedeschi , mentre la Germania e’ il solo paese europeo che abbia mai fatto fallimento. I banchieri dovevano pensarci quando hanno concesso il prestito, non mettersi a prevedere disgrazie e chiedere garanzie supplementari.
Il problema del debito viene affrontato dagli Stati Uniti e da coloro che vogliono risolvere la crisi mondiale col ” quantitative easing ” ossia stampando moneta e trascurando l’ effetto inflazionistico che questa scelta provocherebbe.
Sul versante opposto, ce’ chi vuole combattere la crisi col risparmio forzato realizzato per pagare i debiti e trascurando gli effetti sociali che questa scelta provocherebbe. Sponsor di questa tesi la Germania e la Cina che ha tanti , tanti crediti…
La UE non ha una Banca Centrale e non ha una direzione centralizzata efficiente. Diciassette responsabili equivale a nessun responsabile. E’ Un esercito messicano con ” todos caballeros”: inutile per una guerra di movimento.
Poiché’ il mercato e’ globale, cioè’ UNO, per risolvere la crisi e’ necessario che sia adottata UNA sola soluzione.
L’Italia e’ il campo di battaglia scelto per il confronto tra le due tesi e viene attaccata proprio perché’ con la Grecia la UE ha fatto , faticosamente, fronte imponendo – sia pure con vari alleggerimenti – la soluzione di pagare i debiti.
Con l’attacco all’Italia si vuole dimostrare , sulla nostra pelle, che e’ una via impraticabile.
Con l’assedio alla Cina si vuole minacciare – l’Asia capisce meglio la forza, pensano gli USA- di passare ai fatti visto che il debitore e’ robusto e armato.
In Europa, si attacca l’Italia perché il suo debito e’ troppo grande per riuscire a ridurlo drasticamente senza drammi.
Con questa manovra si vuole costringere l’ UE ad adottare il “quantitative easing” e l’iperinflazione. Non e’ una lotta tra privati speculatori o non e’ solo questo.
E’ una replica della seconda guerra mondiale. Siamo agli inizi e siamo schierati con la Germania.
Per ora.

Amici in ascolto. Spionaggio e tecnologia. di Antonio de Martini

La rivista americana THE ATLANTIC da la parola al suo collaboratore Jared Keller in un articolo datato 4 novembre, il cui succo è questo:Su raccomandazione della Commissione di inchiesta sull’11 settembre, la CIA ha messo in opera in una località della Virginia un centro di ascolto e interpretazione dei social media ( Twitter, Facebook, ecc) mettendo in funzione ” social media tracking center;”>che riceve , analizza e traduce tutto il traffico che può intercetare, al punto che – dice l’autore – esaminano cinque milioni di twitter al giorno.

Se gli iscritti a Facebook ( che i napoletani chiamano fessbook) pare siano 750 milioni di soci e Twitter 250 milioni, immaginando che ciascuno mandi due messaggi al giorno, abbiamo il 2,5% di probabilità di essere intercettati. In pratica le stesse probabilità che ha un cittadino italiano di ricevere una ispezione fiscale.
..Tutto quel che abbiamo saputo è che il direttore del centro si chiama DOUG NAQUIN, ha rilasciato pompose interviste e il prof Bollen dell’università dell’Indiana ha fatto una ricerca – finanziata – per chiedersi se TWITTER possa essere usato come indicatore per predire le oscillazioni dell’indice DOW JONES della Borsa. L’ex presidente Clinton sarà ormai ridotto,quando incontra una donna , a parlare a segni.
,
Bollen ha incassato i soldi, ma – forse per salvarsi la cattedra e il rispetto dei colleghi – ha ammesso che è molto , molto, difficile ottenere dei campioni rappresentativi. In pratica si e’ fatto pagare un articolo al prezzo di una ricerca.

“L’organizzazione che si occupa di queste scemate,dice The Atlantic, pare sia la CIA, l’organizzazione di cui Nixon diede una definizione lapidaria ” 40.000 people reading newspapers”.

>In realtà, l’organizzazione che per legge deve e decifrare le comunicazioni è la NSA e le possibilità che qualcuno legga le cretinate che si scambiano gli adolescenti in tutte le lingue del mondo sono remote, quanto quella di essere colpiti da un asteriode mentre ci si fa il bidét. Rilassatevi , scrivete pure quel che volete e dite quel che pensate della politica del governo americano attuale. Avete gratis qualcuno che trascrive e consegna alla Casa Bianca il vostro parere.

>Come vedete , anche in America esistono carrozzoni elettorali come da noi che – sotto l’usbergo delle esigenze di sicurezza – fanno montagne di assunzioni per verificare fuffa. Comincio a pensare che Obama sarà rieletto.

IN LIBIA TUTTO NUOVO . ANCHE LE MOGLI.

Questa volta Hilary Clinton fa onore al suo nome, suscitando ilarità’ nel mondo civile: il grande leader libico democratico e moderno Abd el Jalil , ha trovato da dove iniziare per andare incontro ai bisogni del popolo e dell’amante.

Come primo provvedimento in linea con le promesse democratiche della vigilia, e’ stato tolto ogni impedimento alla possibilità’ per gli uomini di impalmare più’ donne.
Il marito della segretaria di stato aveva ottenuto risultati analoghi senza interventi legislativi e senza aggravi di spese, ricorrendo a stagiste.
Durante il bieco quarantennio erano stati posti numerosi ostacoli per sradicare questa tradizione pre islamica : serviva il consenso della prima moglie dato davanti a un magistrato ed una serie di altre procedure miranti a scoraggiare gli avventurosi.
Sono curioso di vedere quale sarà’ la reazione delle femministe americane e dei militari che hanno rischiato la pelle per consentire a qualche sceicco un fremito supplementare.
Il provvedimento susciterà’ particolare interesse nei giovani combattenti libici , meno ricchi , delle tribù’ dell’ ‘interno libico, che vedranno rarefarsi l’elemento femminile disponibile , mai stato molto diffuso nell’area.
Alla luce di questa rivelazione, particolarmente disinteressato e altruista e’ parso l’intervento umanitario britannico e in particolare quello del ministro Della Difesa M. Fox e del suo assistente.

IL DODICI DICEMBRE DATA IMPORTANTE PER I RAPPORTI USA IRAK

Il 12 dicembre prossimo, Nouri Al Maliki, il premier irakeno che e’ riuscito a incastrare Iyad Allawi in una posizione secondaria, andrà’ negli Stati Uniti a farsi consacrare , come un tempo Erode da Cesare Augusto.
L’ agenda dei lavori ha due voci molto importanti per la sopravvivenza del governo irakeno e la sua credibilità’ futura.
Entrambi i dossier riguardano il rapporto con gli Stati Uniti e la misura dell’ indipendenza effettiva che l’Irak avrà’ nel futuro.
La sopravvivenza, anche fisica , di Al Maliki, dipende dalle risposte che riceverà.
Al primo punto la questione della permanenza o meno di significative forze americane sul territorio irakeno.
Dei 500 campi militari che ospitavano 177mila uomini e mezzi, ne sono rimasti 15 e entro capodanno dovranno essere restituiti al nuovo esercito.
Gli USA hanno cercato invano di far rimanere 20.000 dei 39.000 militari che sono ancora sul posto, con il compito di difendere ” l’ambasciata ed i consolati americani in Irak” ma in realtà tutti gli interessi USA e sopratutto per non dare un esempio negativo ai sauditi che si chiederebbero come mai le truppe USA giunte in Arabia Saudita nel 1991 ( prima guerra con l’Irak) stiano ancora sul posto, mentre quelle giunte in occasione del secondo conflitto irakeno ( 2001) se ne siano andate.
Il paragone non sarebbe lusinghiero per i governanti sauditi, e gli americani non vogliono lo sfratto.
L’ ambasciatore USA a Bagdad, Jeffrey , sta cercando da un anno di spaventare i dirigenti irakeni – sciiti- con lo spauracchio della crescente influenza iraniana ( sciita) .
Probabilmente viene dal Kansas e conosce solo la differenza tra mucche e tori.
Alle necessita’ addestrative del nuovo esercito, gli irakeni si sono detti sensibili, indicando pero’ come luogo ideale per il training , il vicino territorio kuwaitiano .
La vera ragione del contendere e’ che le infinite sofferenze subite dagli irakeni per via del pressappochismo omicida delle truppe americane, sconsiglia chiunque desideri vivere, dal firmare l’accordo in forza del quale le truppe USA non sono sottoponibili alla giurisdizione dei magistrati locali. Una inchiesta dell’amministrazione USA recentemente pubblicata rivela come il 20% dei militari proviene dalle gang giovanili che infestano le metropoli d’America. Altri 90mila ( in tutte le FFAA) sono fisicamente o psichicamente inidonei al servizio militare.
Questo accordo di pre amnistia e’ stato firmato senza fiatare dai governanti italiani ed e’ per questo che i piloti della tragedia della funivia del monte Cermis non sono stati processati in Italia, ma in un campo militare americano in USA.
Il secondo dossier sul tavolo, e’ quello degli archivi dello stato ( specie dei servizi di intelligence) che le truppe USA hanno portato via per intero e si rifiutano di restituirli al governo legittimo succeduto a Saddam Hussein.
Dopo innumerevoli richieste, il governo irakeno ha minacciato di adire la magistratura americana.
Ora Obama il 12 dicembre dovra’ rispondere o cercare presto un nuovo premier fantoccio.
Due esempi di dignità’ nazionale non negoziabile che il mondo arabo ci da. Noi italiani abbiamo gli stessi problemi, ma nessuno Che condos a questa strana parola tronca.
Qui in Italia , i militari americani non sono giudicabili dalla magistratura italiana ( ma il primo ministro, si) e gli USA hanno buona parte dell’oro della Banca d’Italia alla Federal Reserve e non ce lo restituiscono da anni.
Nessuno coglie l’ esempio di dignita’ di Al Maliki. E’ come se parlasse arabo.

Antonio de Martini

ESISTONO ALTERNATIVE ALLA GUERRA CHE SI PREPARA? (SECONDA PUNTATA)

In questo mese di Novembre, Barak Obama ha convocato tutti i paesi Asiatici riuniti nell’ ASEAN alle Hawaii – suo stato natale – per esaminare la situazione alla luce degli ultimi sviluppi. il tema sara’ l’Asia Multipolare e la stabilita’ , dove la Cina pensa alla stabilita’ della sua ” Asian supply
chain” – estesa all’Africa- mentre gli USA pensano allo statu quo politico militare.
La Cina, appunto, vuole la multipolarita’ che e’ il solo mezzo per non soccombere all’egemonia USA che vorrebbe inondare il continente di propri prodotti, far comprare solo i propri bond ed essere il tramite privilegiato dell’ export cinese.
Il piatto forte presentato dagli USA sono tre donne che essi candidano ad altrettante presidenze, la solita cambogiana col nobel, la filippina e la Coreana. Fa molto “democrazia in marcia” e le donne asiatiche, si sa, sono di buon comando.
La conferenza ASEAN serve a testare la tenuta delle alleanze ed a scongiurare la nascita di uno schieramento di ” non allineati” , altro interesse comune a cinesi e americani.
Abbiamo visto “il fronte sud” quello del Pacifico, dove la Cina e’ meno forte, ma dove ha tutto da guadagnare.
Il ” fronte nord” l’area Pakistana- himalayana e’ di gran lunga la più’ complicata da seguire per la carica di ambiguità’ che avvolge i rapporti tra il Pakistan , gli USA , la Cina e anche i piccoli paesi limitrofi ( Sikkim, Ladakh , Nepal) .
Lo ” swerpunkt” del fronte in formazione e’ – per entrambi- il Pakistan col quale c’è e’ un duplice rapporto di odio amore. Sentite qua: ” la relazione Cina-Pakistan e’ piu’ alta delle montagne, più profonda dell’oceano, piu’ forte dell’acciaio e piu’ dolce del miele” . E’ la dichiarazione ufficiale di Yussuf Raza Gilani, la scorsa settimana. Gilani non e’ un poeta, e’ il presidente del Pakistan, che in risposta alle accuse che la Cina ha fatto al Pakistan di ospitare nel proprio territorio ribelli separatisti Uiguri dell’ovest cinese ( sono 70 milioni e sono di religione mussulmana.) , si e’ lanciato in questa dichiarazione d’amore verso l’ ” impero di mezzo”.
I cinesi hanno saputo delle collusioni uiguri dagli americani che avevano montato assieme l’operazione segreta in funzione anti cinese e poi han fatto la spia senza pero’ fornire prove, per non tradirsi.
Per essere certi i due stati asiatici litigassero, gli USA hanno anche fatto trapelare colloqui segreti coi cinesi in cui avrebbero ottenuto ” la non obiezione ” cinese qualora gli USA decidessero una azione di forza in Pakistan per assumere il controllo dell’armamento nucleare.
Ma richiesto di commentare, il portavoce USA ha dovuto dire ” no comment”.
Complicazioni quotidiane che in Asia si imparano a scuola.
L’idea che forse ci si fermerà’ sull’orlo del baratro, non sfiora nessuno dei presenti sul fronte nord, almeno a giudicare dagli stanziamenti militari nucleari che vediamo:
USA : 700 miliardi di dollari nel decennio per rinnovare il parco missili nucleari
Russia: 92 miliardi per unificare i sistemi di lancio dei missili nucleari in dotazione alle tre armi e creare dieci brigate operative in ambiente nucleare
Cina : stanziamento ignoto, ma programma per dotarsi di 5 sottomarini in permanenza in mare, capaci di lanciare da 36 a 60 testate nucleari . Oltre a un arsenale nucleare mobile di terra.
Pakistan: il missile Shaheen II con testate più’ piccole e leggere per aumentarne la gittata.
India: nuova versione dell’AGNI con basi terrestri capaci, per gittata, di coprire tutto il Pakistan e gran parte della Cina, Pechino inclusa.
Israele: ha concentrato i suoi investimenti nell’adattare i missili Cruise al lancio da sottomarini ed a una nuova versione del Jericho III.
Nord Corea: ha investito su due missili per testate nucleari , il Musudan con 2500 miglia di raggio d’azione capace cioè’ di colpire il Giappone ed il Taepong-2 con gittata fino a seimila miglia ( colpirebbe meta’ del territorio americano), ma stanno lavorando intensamente alla miniaturizzazione delle testate nucleari per renderle trasportabili, altrimenti , nulla da fare.
Ho tratto queste informazioni dal rapporto BASIC ( British American Security Information Council) composto da influenti dirigenti politici dei due paesi, tra cui un paio di ex ministri della Difesa inglese.
Si noti che non c’è una riga sull’armamento missilistico e nucleare iraniano. Segno che in mano non hanno nulla, ma dare una lezione all’Iran, alcuni pensano sarebbe un bel segnale per i cinesi che pongono il veto ONU , assieme ai russi, ad azioni di forza .
L’import di petrolio gennaio- agosto dall’Iran e’ aumentato del 40% dallo scorso anno. L’antiamericanismo unisce. ( segue)

ESISTONO ALTERNATIVE ALLA GUERRA CHE SI PREPARA?

I lettori de ” il corriere della collera ” si saranno ormai resi conto che e’ in corso un confronto globale che vede gli Stati Uniti nella inedita posizione di “potenza apertamente aggressiva”che sta conducendo un ” build up” militare a livello planetario nei confronti della Cina secondo la collaudata strategia Dullesiana del ” Brinkmanship” ossia di spingersi fino all’orlo dell’ abisso del conflitto nucleare, nella convinzione che, di fronte alla prospettiva di una guerra contro la principale potenza militare del mondo, anche chi ha ottime prospettive di vittoria, offre una alternativa accettabile.
Per risalire a un comportamento sfacciatamente aggressivo USA come quello odierno, bisogna risalire alla secessione colombiana per ottenere la nascita dello Stato fantoccio ( panama) che ospitasse il loro canale di passaggio dal Pacifico all’Atlantico, oppure alla guerra alla Spagna per strappare con la forza e senza tante scuse,le Filippine prima e Cuba poi
Splendida la replica del Console inglese a Cuba durante un te’.
Richiesto se fosse pro USA o Spagna, replico’ porgendo la tazzina: ” ne limone ne latte, grazie”
Altri tempi, altra classe.
Dai tempi di Foster Dulles, indimenticato segretario di Stato col fratello direttore della CIA, il ” Brinkmanship” ha funzionato bene e spesso, anche se tutti ricordano quasi solo la crisi di Cuba del 1962 , attivata dai fratelli Kennedy.
La tecnica consiste nel preparare la guerra con grande determinazione e aggressività’ aspettando l’ attimo di tentennamento in cui l’ avversario – anche solo per aver la coscienza serena – offre una soluzione che e’ sempre l’offerta migliore che si possa ottenere.
Il build up e’ iniziato nel momento stesso in cui gli Stati Uniti si sono resi conto che la Cina minava l’essenza stessa dell’American Dream coltivando le colonie cinesi d ‘ America ( ottenendo successi di reclutamento di scienziati Cinoamericani a fini di spionaggio) e soprattutto quando si resero conto che il piano di penetrazione cinese in Africa stava mietendo successi inattesi e rapidissimi in un continente che ha ricchezze anche petrolifere, decisive per il predominio mondiale.
Il build up politico militare e’ iniziato a primavera col viaggio di Obama in India ( il nemico strategico della Cina al quale hanno appena venduto 60 elicotteri da attacco “”Apache” e stanno trattando altri 200 “multitask”), Indonesia , Corea e Giappone- ampiamente seguito da questo blog- continuato con la visita della Clinton ai primi di ottobre In Kirghisistan e dintorni , ma soprattutto con il consolidamento del bastione avanzato Pakistan-Afganistan con ben 17 basi aeree di cui al mio post di ieri l’altro e un piano di riavvicinamento col Viet Nam ( aiuti per mezzo miliardo di dollari annui) e la firma degli accordi militari con gli australiani con impegno a manovre navali periodiche e frequenti, accordo esteso a Singapore e Corea del Sud.
Entro un paio di anni il build up sarà’ completato dal riarmo aeronavale che rafforzera’ le sei portaerei e i 100.000 uomini – tra Okinawa , Corea e Giappone – che si trovano gia’ nello scacchiere del sud ovest Pacifico . Nuovo revival con Formosa ( Taiwan) alla quale hanno venduto una grossa fornitura di aerei , nuovi, ma non troppo.
Insomma tra alleanze e affari militari, mi ricorda il film di Sordi ” finche’ c’e guerra, c’e’ speranza.”
Lo schema ricalca un po’ quello del contenzioso col Giappone negli anni trenta col contrasto economico diplomatico che sfocio’ nella esasperazione giapponese che condusse all’ attacco a Pearl Harbour ed alla guerra , con la differenza che i cinesi non saranno cosi’ ingenui da attaccare per primi e non sono cosi’ piccoli come il Giappone.
Un’ altra differenza strategica importante da ricordare fu che , mentre gli anglosassoni adottarono immediatamente una strategia comune – con errori iniziali rovinosi a spese principalmente dei possedimenti olandesi- il Giappone e i suoi alleati adottarono strategie differenti e non coordinate.

Fino all’ultimo istante non capiremo se gli USA tra le opzioni a loro disposizione sceglieranno la guerra o l’ accomodamento del ” last minute” .

La strategia cinese, carica di ” umilta’ ed umorismo”, evitando il confronto diretto , lasciando capire ad ogni occasione di snobbare con leggerezza il mito del mondo unipolare , aiutando l’euro ( ma rifiutando l’ etichetta di ” Salvatore”) , strizzando l’occhio all’Iran minacciato per la sua ricerca di indipendenza nucleare; sostenendo la Corea del Nord, ma comprando bond americani, ponendo- ma assieme alla Russia- il veto all’ attacco alla Siria; offrendo all’Indonesia e all’ India di commerciare nella loro moneta rifiutando così il ruolo di re dollaro. Ma senza mai irrigidirsi in una posizione frontale di contrasto.
Ha sospeso la penetrazione economica in Africa dove aveva peraltro investito cifre di assoluto rilievo.
La sua forza e’ la quantità’ di lavoro e di moneta che può profondere ovunque. ( segue)

Berlusconi e la salma di Augusto

Il gettito dell’IRAP rende mediamente 30/35 miliardi di euro. C’e chi ha ritenuto intelligente incassarli e poi spenderli – la stessa cifra- in cassa integrazione guadagni dei lavoratori italiani.
Forse sarebbe stato più’ dignitoso per gli interessati( ministro dell’economia, ministro del lavoro, sindacati, giornalisti) far notare che l’ abolizione dell’ Irap avrebbe scongiurato molta di questa cassa integrazione, gli operai non sarebbero stati mortificati nella loro dignità’ personale e lo stato si sarebbe risparmiato montagne di carta, timbri, bonifici, controlli e geremiadi degli oppositori. Gli industriali non avrebbero avuto alibi per non fare e ci si sarebbe conformato al dettato europeo che ha giudicato la tassa non legittima.
Questo e’ uno dei cento esempi di quanto male funzioni la mente dei più’ noti tra i ministri, di quanto ci sia di impreparazione professionale tra i ” manager” pubblici e di quanto bene i sindacati tutelino la dignità’ dei lavoratori.
Un secondo e ultimo esempio e’ la incapacità’ dello stato – direi di quel che ne resta – di aumentare la quota , che e’ già ampiamente ‘ maggioritaria, del debito pubblico italiano in mano a cittadini e istituzioni italiane per diminuire l’impatto delle cosiddette reazioni dei mercati internazionali.
Basterebbe lanciare un prestito nazionale il cui vantaggio – invece degli interessi aumentati artificiosamente con ” boatos di stampa” sia un certo grado di esenzione fiscale. Lo stato pagherebbe un basso interesse ancorando il prestito all’oro e al territorio nazionale e molti possessori di capitale “eludenti” potrebbero trovare una soluzione nazionale al loro interesse personale che esiste ed esisterà’ sempre.
Una operazione nazionale di prestito ” patriottico” la fece nei primi anni cinquanta il presidente del consiglio francese Pinay. Salvo’ le finanze francesi stremate dalla guerra mondiale e da quella di Indocina ( oggi si chiama Viet Nam)e resto’ per oltre un decennio l’uomo politico piu’ popolare di Francia.
Basterebbe offrire un prestito decennale con queste caratteristiche e magari la non nominatività’ dei titolari, per coprire in breve una fetta di debito tale da far considerare ” le reazioni dei mercati” per quello che sono: una speculazione di gnomi annidati in non più’ di tre città’ del mondo e senza nessuna influenza reale sull’ andamento della nostra economia.
Sempre meglio della stolta idea di Befera di proporre un premio per chi paga le tasse. Di quanto? Con quali criteri di premierebbe? Creeremmo un’ altra agenzia con altri timbri come i certificati antimafia?
L’ultimo intervento istituzionale in materia di risparmio , che io ricordi, fu l’ esortazione agli italiani di Carlo Azeglio Ciampi a investire in borsa. Immagino la gratitudine di chi ne ha seguito il consiglio. Vorremmo una esortazione di Berlusconi a sottoscrivere BTP senza deleghe a terzi. per lui sarebbe un test di credibilita’ ( se riesce) e per l’opposizione, di patriottismo ( se non ostacolano).
La funzione di Berlusconi, il reale coordinamento dei ministri, e’ stata carente ed ha prodotto effetti negativi perché’ ha delegato queste attività’ ai suoi principali aspiranti alla successione: Letta e Tremonti.
Visto che Berlusconi un po’ di fanciulle dell’ est Europeo pare le abbia frequentate, almeno una lezione dovrebbe aver appreso: se assumi una badante per il nonno e te ne vai a spasso spensierato, non aspettarti che sia tu ad essere l’ erede della casa….
Molti si chiedono cosa accadrà’ nel dopo Berlusconi. Nulla che non accada già .
Alla morte di Augusto, avvenuta in Campania, la salma tardo’ tre mesi ad essere trasportata a Roma dove il successore avrebbe preso il suo posto. Per mandare avanti il “giorno per giorno” dell’impero, la soluzione fu che tutti i maggiorenti continuarono a riunirsi quotidianamente di fronte al feretro facendo rapporto su quanto avveniva ed era stato disposto. L’ ordinaria amministrazione fu così mantenuta grazie al coordinamento del….cadavere.
Auguro a Berlusconi di vivere i 120 anni che il suo medico gli assicura, ma politicamente e’ esattamente quel che già’ accade da ben più’ di tre mesi e il fetore soffoca.

LE TESI DEL CORRIERE DELLA COLLERA, RIPRESE DALL’AGENZIA RUSSIA TODAY E LE SORPRESE NON FINISCONO QUI… di Antonio de Martini

Due giorni fa, l’agenzia di stampa RUSSIA TODAY che equivale alla nostra ANSA e che ha anche una stazione TV, ha pubblicato un resoconto di una intervista/articolo di uno storico-giornalista nativo del Minnesota e residente in Germania, William F. Engdahl.
La sua biografia lo indica come laureato a Princeton con due lauree: ingegneria e giornalismo.
Le tesi sono molto in sintonia con le notizie che più’ modestamente abbiamo raccolto noi e vale la pena riportarle anche per una sorpresa finale che contiene insegnamenti interessanti.
Engdahl ritiene che le rivolte nel vicino oriente facciano parte di un piano presentato ad un G8 del 2003 dal presidente USA George Bush jr. E che fu chiamato ” The greater Middle East project” ( o anche initiative).
” tutto quel che accade e’ collegato col tentativo ( degli USA ndr) di restare non solo l’unica superpotenza , ma di espandere la propria influenza sul resto del pianeta”.
E ancora ” Nessuno a Washington e’ disposto ad ammettere come cento anni fa in Inghilterra nessuno era disposto ad ammettere che l’ impero britannico era in declino terminale”.
Egli fa inoltre i nomi di due organizzazioni che hanno collaborato ad addestrare i leaders della protesta araba in Serbia: CANVAS e OT POR. Con finanziamenti del dipartimento di stato.
CANVAS sta per “Center for applied non violent actions and strategies” e OT POR e’ una organizzazione attiva in Serbia che all’insegna della non violenza contribuì ad abbattere Slobodan Milosevich . Internet ci mostra che Il quotidiano italiano del centro sinistra “Europa” ha dedicato a questa organizzazione una pagina elogiativa indicando che e’ servito da esempio e addestramento ai giovani egiziani per cacciare Mubarak, che secondo Engdahl era un deciso avversario del piano Bush.
Se a queste due organizzazioni si aggiunge il POMED ( project for Middle East Democracy) che ho segnalato negli scorsi giorni, si capisce come abbiano avuto successo numerose manifestazioni dato il fiume di denari profuso tra popolazioni poco avvezze a stlli di vita occidentali.
Engdahl , che si dichiara su internet – questa e’ la sorpresa- seguace di un politico americano degli anni settanta ai limiti del folclore LYNDON LAROUCHE , candidato cronico alla presidenza degli Stati Uniti, indica come obiettivo degli USA il controllo delle risorse petrolifere e dei fondi sovrani di cui il mondo arabo pullula e l’accerchiamento politico-militare della Cina per condizionarne il futuro economico e strategico.
Interessante che queste dichiarazioni siano state lanciate in questi giorni da un importante media russo e messe in bocca a un americano che fa risalire questa strategia a Zibigew Brezinski ed a un suo libro del 1997 ” Il grande gioco degli scacchi”.
In un prossimo post tratteremo degli strumenti di questa politica pubblicati nel libro della ricercatrice canadese Naomi Klein ” la strategia dello choc” che non mi risulta sia stato tradotto in italiano.
Altro dettaglio utile da memorizzare e’ la sincronia che Engdahl vede tra la grande offensiva diplomatica cinese del 2006 , in cui furono invitati a Pechino 40 capi di stato africani e la Cina firmo’ una serie di protocolli di ricerca petrolifera e grandi infrastrutture in quei paesi e la costituzione del comando AFRICOM da parte degli USA.
Abbiamo incontrato questo comando agli inizi della campagna di Libia.
Ultima informazione, il segnalare che la costruzione di 17 basi aeree in Afganistan non riguarda tanto la guerriglia, quanto l’ accerchiamento strategico della Cina in vista di una pressione militare- che abbiamo notato e segnalato in questo sito nel Pacifico Lo scorso 29 ottobre- e , aggiunge, in vista di una possibile guerra che mirerebbe ANCHE ALLA RUSSIA.
Considerazione questa che – visto il media che la propaga- non può lasciare indifferenti.
Il giorno dopo questa intervista su Russia today, la NATO ha ufficialmente escluso un intervento militare in Siria in una dichiarazione che ho letto sulla REUTERS.

Constatiamo i buoni rapporti tra Russia e i seguaci di Larouche. Negli anni settanta ci chiedevamo a chi facessero capo questi ben finanziati attivisti che operavano in tutta Europa.
Constatiamo che i Russi iniziano a innervosirsi per questo frenetico avvicendarsi di azioni aggressive che , all’ombra della non violenza , scalzano regimi ben impiantati.
Constatiamo che l’ organo di stampa del PD ( già dei popolari) EUROPA e’ in ottimi rapporti con questi ambienti, al punto di darne descrizioni agiografiche,immagino gratuite.
Constatiamo la volontà’ americana di risolvere i propri problemi economici e monetari , spacciandoli per problemi di democrazia planetaria e riteniamo che l’ ITALIA DOVREBBE INIZIARE LO SGANCIAMENTO DA OGNI ALLEANZA E POSIZIONARSI IN AREA DI NEUTRALITA’ per non essere costretta a farlo durante una crisi che in troppi vedono ormai incombente, consolidando così la fama di traditori che ci accompagna, mentre siamo solo – sotto ogni regime – governati da ignoranti irresoluti e provinciali.