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SANITA’ : LA VICENDA DELLE TETTE AL CATTIVO SILICONE NON PUO’ RISOLVERSI CON UNA SOSTITUZIONE, NE CON UN CAPRO ESPIATORIO. LE RESPONSABILITA’ CI SONO E SONO NUMEROSE. DEVONO ESSERE COLPITE TUTTE PERCHE’ NON SI RIPETA.

IL CORRIERE DELLA COLLERA pubblica una lettera aperta ricevuta da un noto medico romano in merito all’ultimo regalo ricevuto dalla Francia: le tette al silicone fatte con meteriali risultati pericolosi per la salute umana.  Il tema non è quello su cui si sono soffermati tutti i media e la Rai TV – la sostituzione delle tette – bensì quello delle responsabilità generali in tutta la catena di distribuzione ( sia logistica che professionale) . Possibile che nessuno sapesse? Possibile che nessuno si sia chiesto  come mai il prezzo era tanto basso? Possibile che in nessuna pubblica struttura si siano fatte delle analisi?

Confido che anche gli altri media in indirizzo si interessino di questo fatto e sono lieto che la collera cominci a montare.

Chiar.mo Ministro della Salute

Egr. Prof. Renato Balduzzi

MINISTERO DELLA SALUTE

e p.c.

al Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Roma

alla F.N.O.M.C. e O.

al Direttore del Corriere della Sera

al Direttore di Repubblica.it, Vittorio Zucconi

al Vicedirettore del TG5, Andrea Pamparana

ad Antonio de Martini – corrieredellacollera.com

LETTERA  APERTA

Stimatissimo Professore,

sono il marito medico di una donna sopravvissuta ad un carcinoma della mammella (diagnosticato nel gennaio 2005), la cui odissea avrà un ulteriore indesiderabile sviluppo, in quanto nel marzo 2002 le erano state impiantate le ormai censurate protesi P.I.P.  della Poly Implant Prothèse, La Seyne S/Mer  (Tolone).

Non entro nel merito della vicenda medica ancora da concludere, né sul sospetto di una correlazione tra queste protesi e la possibile insorgenza di neoplasia: la relazione causa-effetto, sulla base del parere del Consiglio Superiore di Sanità del 22.12.2011 appare priva di solide basi (“Per le protesi PIP non esistono prove di maggior rischio di cancerogenicità ma sono state evidenziate maggiori probabilità di rottura e di reazioni infiammatorie” – questo il testo a firma Viggiano – Garaci).

Ci sarà tempo per cercare le eventuali relazioni sulla cancerogenicità del materiale utilizzato dalla Poly Implant Prothèse nelle protesi al silicone impiantate ed altro tempo per tutte le azioni legali che i cittadini riterranno opportuno intraprendere.

Con la mia lettera Le chiedo di agire in maniera estremamente decisa su alcuni aspetti che, dalla lettura delle circolari, delle ordinanze e delle notizie disponibili per il cittadino sui mezzi di comunicazione, non mi sembra siano stati affrontati, pur avendo rilevato una estrema rapidità nel disporre le prime misure, come quella del 29 Dicembre.

Mi riferisco al fatto che ad oggi, le notizie dei media sembrano fornire una interpretazione troppo dispersiva dei fatti, in base alla quale un manigoldo francese, tale Jan Claude Mas, Presidente (e come recita oggi il sito web dell’azienda: direttore tecnico e commerciale) della Poly Implant Prothèse, per il quale l’Interpol avrebbe “già” chiesto un mandato di cattura internazionale (in realtà sembrerebbe ricercato per aver commesso dei reati in stato di ubriachezza con condanna in contumacia a tre anni), avrebbe ordito da solo una colossale truffa nei confronti di donne più o meno giovani, talora malate.

Ciò è estremamente riduttivo e contraddice qualsiasi logica.

Espongo alcuni punti:

  • Se lo immagina il presidente di una azienda che produce impianti al silicone decidere e quindi progettare ed eseguire un piano simile senza la fattiva collaborazione di tutta l’azienda?
  • Come potevano collaboratori come il Responsabile al Commercio Estero o il Direttore Commerciale della P.I.P. per la Francia (tanto per citare figure riscontrabili sul sito web della P.I.P.) non sapere delle scelte effettuate, dei materiali acquistati, eccetera?
  • Il Sig. Mas riempiva da solo e di nascosto ai suoi dipendenti le protesi mammarie di materiale scadente e nocivo?
  • Quanto era il margine di guadagno dell’Azienda se al posto di silicone appropriato ne veniva utilizzato  uno industriale a basso costo?
  • Questo ampio margine di guadagno, poteva consentire una campagna di vendite maggiormente “aggressiva” nei confronti delle altre aziende dello stesso settore?
  • Si potevano utilizzare tali margini per “facilitare” gli addetti alla distribuzione?
  • E poi, quante protesi sono state impiantate in Case di Cura e quante in Studi Medici appositamente attrezzati con sala operatoria ambulatoriale?
  • Siamo veramente sicuri dei numeri forniti finora?
  • Non si dovrebbe cambiare il Decreto legislativo 24.02.1997 n. 46 per il quale: “nel settore dei dispositivi medici, come in altri settori del commercio ove vige il principio di “nuovo approccio” previsto dalla normativa europea, la commercializzazione è libera in quanto non è soggetta ad alcuna autorizzazione preventiva da parte dell’Autorità competente”?
  • E’ mai possibile che da un paese dell’Area Euro come la Francia possa giungere in Italia, per un periodo così lungo, materiale biomedico contraffatto? Dalle circolari emerge infatti che la segnalazione dell’ Agenzia Francese al Ministero della Salute Italiano ed alle competenti autorità Europee è infatti del 30 Marzo 2010 – 10 anni di vendite!). Se fosse accaduto il contrario?

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Per tali semplici ragioni, come cittadino prima ancora che come persona colpita negli affetti più cari da questa vicenda, chiedo fermamente che l’azione di indagine non si fermi all’istituzione di commissioni e alle ordinanze, non si accontenti di seguire l’eventuale azione del Suo collega Xavier Bertrand, ma persegua giuridicamente con severità tutte le persone veramente coinvolte nella vicenda, sia Straniere che Italiane, chiamandole a rispondere qui del loro operato, affinché l’Italia ed i suoi cittadini si sentano e siano più protetti dalla vendita di prodotti contraffatti che come Lei sa, vanno dagli alimenti ai farmaci ed ai materiali sanitari.

 

Le chiedo inoltre che il Ministero della Salute annunci fin d’ora che si costituirà Parte Civile negli eventuali processi in  cui i cittadini cercheranno di far valere le loro ragioni.

Nella speranza che questa mia non rimanga lettera morta ma sia un elemento di riflessione che conduca ad una fattiva soluzione della vicenda, che non è solo personale ma sociale, Le offro qualora lo ritenga opportuno la mia più ampia collaborazione.

Confermando la mia fiducia nel Suo operato, Le porgo sinceri auguri per un felice Anno Nuovo.

Francesco Peverini

Roma, 01.01.2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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MARIO MONTI HA VENTUNO GIORNI PER LEGITTIMARSI AGLI OCCHI DEGLI ITALIANI. POI COMUNQUE VADA , I POLITICI ODIERNI NE USCIRANNO DISTRUTTI. TUTTI. di Antonio de Martini

Il professor Monti ha rilasciato almeno due dichiarazioni non ambigue in tema di politica europea, che me lo hanno fatto considerare con maggior attenzione.
In sostanza sta cercando di accerchiare la Cancelliera Merkel, mettendo a profitto il preesistente rapporto con Sarkosi, di cui era consigliere. La imminente visita in Inghilterra al premier Cameron, va nel senso indicato.
Qualche dichiarazione resa in Italia, si e’ invece prestata a manipolazioni

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CAPITA A PROPOSITO DI ELETTRONICA: UNA BELLA SCOPERTA IN AUSTRALIA E UNA TRUFFA ELETTRONICA IN ISRAELE.

In elettronica esiste la cosiddetta legge – non scritta – di Moore che dice che ogni due anni, si riesce a mettere nello stesso spazio il doppio dei transistors.
Pare che continui,

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BORIS PASTERNAK E INGE SCHOENTHAL: DUE STORIE DI MILIARDI DI EREDITA’ CONTESE, DOVE APPAIONO LA MORTE DI CHE GUEVARA E QUELLA DI FELTRINELLI, IL KGB, LA CIA. UNA INTERVISTA ESCLUSIVA A SERGIO D’ANGELO.

Sergio d’Angelo ha compiuto ottantotto anni e ne dimostra venticinque di meno anche fisicamente, oltre che di memoria. E’ a lui che il mondo deve il romanzo capolavoro di Boris Pasternak ” Il dottor Zivago” che fruttò all’autore il Nobel per la letteratura e una vita di persecuzioni, anche se la maggior parte degli italiani di tutto questo ricorda forse solo il film e Julie Christie.

Il Corriere della Collera pubblica oggi una lunga intervista a Sergio d’Angelo, di Kontinent USA e del presidente della associazione per l’amicizia Russia Stati Uniti Edward Lozansky, uno scienziato nucleare sovietico che fece il cammino inverso rispetto a Bruno Pontecorvo che scelse di andare a lavorare in Unione Sovietica. Due ebrei inquieti, su opposte sponde della guerra fredda.

IL Corriere della Collera è lieto di offrire questa esclusiva ai propri lettori e promette a breve , oltre a questa verità sulla morte di Feltrinelli, anche uno studio comparativo della due inchieste della magistratura sulla morte di Enrico Mattei, curato dall’ ex A. D. dell’Agip, uno dei suoi discepoli.

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2011 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The Louvre Museum has 8.5 million visitors per year. This blog was viewed about 89.000 times in 2011. If it were an exhibit at the Louvre Museum, it would take about 4 days for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

Chiosa in italiano al report sul blog. Benché i post più letti risalgano al 2010. Il più letto in assoluto riguarda la l’analisi della guerra di Libia, letta da oltre 6.000 internauti.
Considerando che non c’è e’ stata regolarità quotidiana e da giugno ai primi di ottobre siamo stati in vacanza, si può dire che i 247 articoli scritti hanno avuto una audience virtuale di oltre centomila ingressi.
Non mi aspettavo di trovare tante persone interessate ai temi prevalentemente di politica estera. E’ un Altro segno che se si scrive con sincerità anche temi ostici come i rapporti tra Pakistan e Stati Uniti , si trovano orecchie attente e intelligenze curiose, capaci di discernere il vero dal falso.
Da qualche giorno, ho iniziato a trattare di politica interna e mi rendo conto che e’ un terreno più difficile, ma valgono le stesse regole: cercare la verità, evidenziare le contraddizioni, spingere al ragionamento.
Continuerò così.
Buon anno a tutti e al prossimo report.

Antonio de Martini

LA CORTE DEI CONTI SI SVUOTA. CHI CONTROLLERA’ I CONTI PUBBLICI?

Entro questa settimana 420 – quattrocentoventi – magistrati della Corte dei Conti ( quella che fece dire alla Brambilla: “ma che c’entrano i nobili adesso” al capo di gabinetto che la invitava a fare gare invece di dare affidamenti diretti) andranno in pensione a domanda.
Motivazione: hanno maturato l’anzianità e non vogliono che il loro trattamento venga alterato dalle scelte del decreto Monti: rateizzazione della liquidazione, abbassamento della pensione e allungamento di tre anni della messa in quiescenza.

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CAPITALISMO E LIBERTÀ. PERDEREMO ENTRAMBE? ( segue)

Questa mattina a ” mattino cinque” rubrica popolare di canale cinque( Mediaset), e’ partito il secondo atto dell’attacco al sistema sociale.
Il professor Antonio Martino, uno dei fondatori di Forza Italia, già ministro degli Esteri nel primo governo Berlusconi e della Difesa nel secondo, messo in castigo in questa legislatura per dissensi col capo e non più intervistato, e’ ricomparso in audio nella rubrica ” la telefonata” ed ha fatto un intervento, fortunatamente non sulle miserie del PDL.
Servono due premesse: il professor Martino, e’ allievo di Milton Friedman ed e’ tornato da Chicago con una moglie americana e rafforzato nelle convinzioni liberali ereditate in famiglia.
Personalmente sono favorevole alla sua proposta, ma avrei preferito l’avesse fatta tre anni fa e non ora in evidente sintonia con l’attacco proveniente dall’estero al nostro paese.
La tesi espressa come commento al governo dei professori, condivisibilissima, e’ che l’Italia ha bisogno non di piccoli esattori del prezzo della benzina, ma di RIFORME. Vero.
La riforma che viene proposta concerne la sanità : Martino vuole che diventi privata e che venga sostituita da un sistema assicurativo privato pagato da chi può permetterselo e chi non può riceve un ” buono” valido per l’acquisto di una assicurazione sanitaria privata.
Anche il calcolo e’presto fatto: si risparmierebbero i 120 miliardi che oggi paga lo Stato, nonché ” l’80% delle spese delle regioni” che notoriamente si occupano prevalentemente di sanità.
Se prima non si investiga sui prezzi delle medicine, tutti trattati da Poggiolini and Company, se non si indaga a fondo sul come gli ospedali comprano le attrezzature dalle multinazionali e del perché ci sono sempre delle intercapedini tra i compratori e le aziende a tutela dei legali rappresentanti delle multinazionali, NON VERREBBE MESSO IN FUNZIONE UN MECCANISMO DI MERCATO, MA CI SAREBBE UN ENORME BUSINESS A MARGINI FORMIDABILI DOVE LE BANCHE E LE IMPRESE , OLTRE AL MARGINE COMMERCIALE, SI IMPADRONIREBBERO ANCHE DEGLI IMPORTI DELLE MAZZETTE CHE OGGI VENGONO INTASCATE DALLA POLITICA E DAI BUROCRATI E CHE POSSIAMO VALUTARE A UN DIECI PER CENTO DEI FATTURATI TOTALI.
Un secondo motivo di opposizione a questa idea, oggi, e’ che i capitali per privatizzare la sanità’ li hanno due entita’ : la malavita e le multinazionali e, francamente, non saprei chi scegliere.

CAPITALISMO E LIBERTÀ . PERDEREMO ENTRAMBI ?

Il governo dei professori, sta iniziando a fare quello che si e’ convenuto chiamare ” il teatrino della politica” in ammirevole continuità’ con i governi precedenti.
La signora Elsa Fornero, piemontese con quel che segue, sta intrattenendo i media ai quali ha già’ propinato la storiella delle lacrime – peraltro non scese – da libro cuore, ha continuato con la favoletta della laureanda che lei va a trovare alle 23 di sera, in realtà’ sottraendosi al dibattito a Ballaro’ dopo aver detto tutto quel che voleva senza essere disturbata.
Oggi si scopre che il governo e’ disposto a rinunziare a un miliardo e mezzo prelevabile dal congelamento della indicizzazione delle pensioni dei poveri e di prelevare altrettanto dai conti correnti dei cattivi, nell’assordante silenzio di Tremonti che pure – nome dello Stato – si era impegnato a non infierire sui “pentiti” che avevano rimpatriato il malloppo.
Sentiamo tutti la voce di Fantozzi che dopo il secondo schiaffo dice ” ma come e’ buono lei” al capo che rinunzia a dare il terzo colpo.
Credevamo che imbroglietti simili li facesse solo, un tempo, l’assessore Augello e credo non ci caschi più nessuno.
Anche ” Il Corriere della sera” pare essersi reso conto che la gente non abbocca e in un angolino della prima pagina mette due titoli, ciascuno su una colonna, in cui i giornalisti Sergio Rizzo e Massimo Frascaro si chiedono se le provincie saranno davvero abolite ( sono in maggioranza di sinistra) e se ora che il fisco può fare quel che vuole nei nostri conti, se la burocrazia allenterà la sua presa sulle nostre vite.
Come mai una classe dirigente tanto scadente? Che conseguenze avrà’ sul nostro futuro ?
Abbiamo precedenti cui rifarci per capire cosa accadrà’?
La ” sciura Elsa” ce lo ha lasciato capire quando – sempre a Ballaro’ – ha fatto il paragone tra la nostra situazione e quella dei paesi dell’est e in particolare della Russia.
Caduta l’Unione Sovietica, e convertiti al capitalismo i cinesi, nulla si oppone più’ alla costruzione di un nuovo ordine mondiale, secondo le idee economiche che il professor Milton Friedman – allievo del herr professor Friederich Hayek – ha diffuso per tutta la vita dalla scuola di Chicago ed applicato poi in Cile durante gli anni di Pinochet; negli USA in occasione dell’alluvione di New Orleans ; i suoi discepoli in Irak e poi in Russia dopo i crolli dei rispettivi regimi.
Il principio e’ semplice ed e’ spiegato nel suo libro- manifesto ” Capitalismo e Libertà”: salvo che l’esercito per la difesa esterna e la polizia per quella interna, lo Stato deve rinunziare ad esercitare qualsiasi altra attività’ perché’ possa realizzarsi un mercato puro, regolato dalla legge della domanda e dell’offerta.
L’applicazione del principio e’ piu’ difficile data la resistenza delle istituzioni esistenti.
Il secondo passaggio, piu’ impegnativo moralmente, e’ consistito in quello che viene chiamato il
Capitalismo catastrofico”: attendere e spiare ogni avvenimento catastrofico, per riuscire a RICOSTRUIRE SECONDO I PRINCIPI DEL LIBERO MERCATO.
Il primo caso fu il Cile di Pinochet, devastato dall’irperinflazione. La ricetta di Friedmann funziono’, se non si tiene conto del fatto che gli oppositori furono azzittiti con la tortura.
L’ultimo in cui Friedmann intervenne di persona con una lettera al ” wall street journal” fu l’alluvione di New Orleans a seguito della quale, invece di ricostruire le scuole pubbliche diedero buoni utilizzabili per studiare in scuole private in giro per il paese. Anche qui, se non si tiene conto che adesso New Orleans e’ una città’ morta rispetto a com’era prima, possiamo parlare di successo.
In Irak, il governatore L. Paul Bremer, nei primi giorni dell’occupazione delle Nazioni Unite, impose massicce privatizzazioni, libero scambio senza restrizioni, imposte a tasso unico del 15% e spettacolare riduzione dell’apparato statale, al punto che il ministro Ali Abd el Amir Allaoui, fece la dichiarazione che ” dopo tante sofferenze subite, il popolo non ha alcun desiderio di essere trattato come una cavia per esperimenti economici”.
L’alleggerimento dell’apparato statale incluse anche l’esercito – con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti- e il personale dei musei talche’ possiamo ammirare capolavori archeologici assiri negli Stati Uniti o comunque non dove si trovavano prima della guerra.
Anche li le privatizzazioni sono riuscite se non si tiene conto dell’enorme numero di morti che il conflitto ha provocato.
Insomma, questa nuova politica economica si presta bene ad essere applicata in paesi indeboliti con le buone o con le cattive, viene applicata anche in Russia e in Cina dove governi “a robusta conduzione” impongono l’osservanza delle regole del ” libero mercato” assecondate da elites economiche locali il cui nome cambia ( oligarchi, pirahnas, ecc) ma non la funzione.
Questa politica dello sfruttare le catastrofi per presentarsi con società’ private e polizie private a proporre rimedi estranei alla vita e alla cultura dei luoghi, si sono applicate anche con lo Tsunami nel Pacifico e in Africa ( con la crisi del debito che gia’ ci e’ stata e che ha privato i paesi coinvolti delle loro ricchezze) al punto che un funzionario del Fondo monetario Internazionale condenso’ nella sua lettera di dimissioni dal Fondo con lo slogan: ” privatizza o crepa” la politica che ad un certo punto si rifiuto’ di eseguire. ( Davidson L. Budhoo : “enough is enough, dear Mr. Camdessus… Open letter of resignation to the mangaging Director of The International Monetary fund,” New Horizons Press, New YORK, 1990 pag 102.)
A questo capitalismo delle catastrofi, ogni occasione e’ buona: una guerra, uno tsunami, un disastro in borsa, tutto consente di introdurre capitali e società ” libere” per sostituirsi al sistema crollato, senza incontrare resistenze per creare “la società più’ giusta e più libera , in un libero mercato”.
Anche da noi la resistenza e’ minima. Siamo tutti terrorizzati dalle prospettive – false – che ci fanno intravvedere questi imbonitori, incaricati di farci bere l’olio di ricino di questa tornata.
Ad ogni disastro – e questo lo e’ – giunge rapidissimo l’attacco alla sfera pubblica per ottenere privatizzazioni lucrative, che devono approfittare dello smarrimento psicologico delle popolazioni.
Gli argomenti sono sempre inoppugnabilmente razionali. Lo diceva anche Marcuse ( remember?)
Nell’opera DIMENSIONE ESTETICA” 1977 in cui analizzava la situazione politica e sociale dopo il ’68, ” la struttura repressiva della ragione e l’organizzazione oppressiva delle facoltà’ mentali si completano e si sostengono a vicenda”. E in questo senso la razionalissima professoressa Fornero e’ la rappresentazione fisica della situazione. sembra la matrigna di Cenerentola.
A proposito, BUON NATALE A TUTTI.
SEGUE NEI PROSSIMI BLOGS.

IL GOVERNO AFFRONTA IL PROBLEMA DEI ROM. LI FARA’ EMIGRARE A COLPI DI BOLLO AUTO.

Peccato che il prof Mario Monti non abbia mai conosciuto il colonnello Vittorio Galiano ( capo del terzo reparto all’epoca) e il ten col Quartarone capo del servizio organizzazione della Guardia di Finanza, coi quali mi intrattenni quando volevo organizzare un servizio di comunicazione e incentivi che spingesse i contribuenti a comportamenti virtuosi. Volevo salvare il bilancio dello stato.

Non se ne fece niente , ma debbo a loro un anneddoto spassoso che vi giro, perché istruttivo alla luce del decreto Monti.

Se il Presidente del Consiglio avesse avuto la fortuna di conoscere questi egregi servitori dello stato, avrebbe dato maggior attenzione a un dettaglio che – forse anche a lui digiuno di motoristica come me – potrebbe tornare utile.

Ogni anno la GdF ha il problema di identificare le fasce di popolazione in cui indagare. Naturalmente il ministero delle finanze ritiene – trattandosi di autorità politica democratica – di voler avere l’ultima parola. ( mi pare che il ministro fosse l’assertivo Rino Formica del PSI). Il ministro decise di attuare l’equità e di attaccare il nemico di classe sul punto debole: le auto di lusso.

I tecnici della Guardia di Finanza , che di motoristica, anche marina, se ne intendono , fecero per obbiettare, ma furono rumorosamente zittiti. Questa volta non avrebbero potuto difendere i loro amici cicale. Vegliava Formica.

Detto, fatto. La Guardia di Finanza passò l’annata a spulciare le dichiarazioni dei redditti di – cito a memoria – circa quattromila zingari.

I nomadi , infatti, posseggono vecchie auto dotate di motori con molti cavalli vapore. Non gli si può dare torto, devono trainare le loro roulottes.

Chissà se il professor Mario Monti si è cautelato dai pregiudizi alimentati da una vita di studi teorici o se l’Agenzia delle Entrate passerà il suo tempo a confiscare baracche nelle biidonville delle periferie per incassare i seimila euro che costa il bollo per una Mercedes vecchia , ma con tremila e passa di cilindrata.

LA CRISI SIRIANA : AUMENTA LA PRESSIONE E IL LIBANO TREMA ..DIARIO DI UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA. SARA’ GUERRA LOCALE O GENERALE? di Antonio de Martini

E’ di stamattina la notizia che il governo americano ha ordinato a tutti i suoi cittadini di abbandonare la Siria ed ha annunziato che l’Ambasciatore USA non rientrerà a Damasco.

Un sito americano ha fatto la conta delle perdite irakene, USA e alleate in questi fronti: unmilionequattrocentocinquantacinquemilacinquecentonovanta irakeni e quattromilaottocentouno americani sono morti per realizzare un aborto di democrazia.
In Afganistan sono deceduti duemilaottocentoquindici soldati NATO ( tra cui i nostri).
Il costo delle due guerre – Afganistan e Irak – assommma a milleduecentottantuno Miliardi.
La Libia agli USA è costata un miliardo scarso, mentre la conta dei morti – specie i civili – è ancora top secret.

Questi dati sono forniti dal NATIONAL PRIORITIES PROJECT una ONG USA che ha per compito la trasparenza dei dati forniti dal governo federale in maniera da consentire ai cittadini di controllare l’attività del governo e capirla.

Se riusciamo a capire i conti ragionieristici del governo USA, non riusciamo invece a capire come (e se) questi ragionino sotto l’egida del premio Nobel per la pace Barak Hussein Obama .

Ecco l’elenco scheletrico di quel che è accaduto OGGI di inquietante.

    Afganistan: 30 “insurgents” morti e 40 catturati. La NATO colpisce un villaggio uccidendo sei bambini e ferendo due ragazze. Un terrorista morto. Karzai ordina una inchiesta.
    Somalia:un drone uccide sette persone in una zona centrale del paese( Kalaberka).

    Siria: quattro civili uccisi dalla polizia prima della scadena dell’ultimatum che minaccia le sanzioni della lega araba.
    <Irak : bomba a Bassora fa 9 morti e 40 feriti.
    <Yemen: il presidente Abdullah Saleh firma il passaggio dei poteri al vice, in cambio di immunità, ma gli insorti non cessano il fuoco.
    <lTurchia: bombarda le due provincie di Suleimaniah e Arbil ( in pratica tutto il kurdistan , forse per demolirli prima di attaccare la Siria, per evitare due fronti).
    <lLibia: il premier Abdurrahman el Keib offre il ministero della Difesa al capo banda che ha catturato Gheddafi jr a condizione che gli consegni il prigioniero.
    <lLibia: sparatoria di una milizia con armi pesanti al limitare di un compound abitato da lavoratori stranieri. La compagnia petrolifera, pagherà?
    <Egitto: quinta notte di fuoco al Cairo. Le gente e l'esercito si scontrano, mentre la polizia decide di cambiare nome e chiamarsi "Homeland Security".
    <Russia: Mosca avverte la Siria che l'aver posto il veto all'ONU per evitarle una fine "libica" è il gesto massimo oltre il quale non andrà. Ma annunzia che le FFAA russe riprenderanno a tenere sotto mira le basi missilistiche americane in Europa ( da noi ce ne sono sette).

    <lCina: annunzia manovre navali nel Sud Pacifico sollevando polemiche e i media cinesi scrivono che gli USA sono "seduti sulla bomba del debito". Gli fa eco il comune di Jacksonville in Alabama che dichiara fallimento. Piccolo comune, piccolo "botto" 3 miliardi di dollari.

    <lGermania: la Merkel parla e l'euro scende al minimo storico contro il dollaro USA.Italia: la ministra Fornero cui è stato affidato il ministero del Lavoro dichiara che "la riforma è stata già largamente fatta". Brava.

    All'attivo di questa giornata, sempre secondo la Reuters, Sarkosi e la Merkel dopo l'incontro con Monti hanno convenuto che non attaccheranno più in pubblico la Banca Centrale Europea.

    Che sollievo.