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LE OLIMPIADI . IL PROBLEMA E’ PRIMA TAGLIARE LE MANI AI CORROTTI . di Antonio de Martini

Con una prontezza che mostra l’irritazione per il colpo andato a segno, ho avuto reazioni immediate al mio piccolo post in cui elogiavo il Presidente del Consiglio Monti( anche se ha addotto un pretesto rigorista) per aver rifiutato i dieci miliardi di finanziamento chiesti per candidarsi  alle Olimpiadi del 2020. Continua a leggere

NO OLIMPIADI, NO PARTY

Questo professor Monti comincia a piacermi e sono tentato di mettere da parte il fatto che non abbia ottenuto un euro di sconto dai tedeschi. Continua a leggere

ECCO IL DOCUMENTO CONTESTATO. LA RELAZIONE DELLA MISSIONE DI OSSERVAZIONE DELLA LEGA ARABA SUL VIAGGIO IN SIRIA PER VERIFICARE SUL POSTO COSA STESSE ACCADENDO.

DOBBIAMO LA SEGNALAZIONE DEL TESTO AL SIG CACOPARDO CHE HA SEGNALATO DOVE TROVARLO IN UN COMMENTO AL POST DI IERI. TUTTO IL TESTO E’ PRESO DAL BLOG SEGNALANTE.

Il protocollo prevedeva la creazione e la messa in campo nella Repubblica Araba Siriana di una missione composta da esperti civili e militari provenienti da paesi arabi e da organizzazioni arabe non governative per i diritti umani

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L’ ITALIA CERCA UNA BASE OLTREMARE E GUARDA A GIBUTI.

Il Ministero della Difesa sta cercando di ottenere un posto al sole – buono ultimo – nella Repubblica di Gibuti.
Gibuti e’ una piccola Suez, in quanto si trova a controllare lo stretto di Bab EL Mandeb, ossia lo sbocco sud del mar rosso verso l’oceano indiano.
Controllare Bab EL Mandeb e’ quasi come possedere Il canale di Suez.

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ORA CHE IL GAS DA RISCALDAMENTO SCARSEGGIA, GHEDDAFI FAREBBE COMODO.

Che altro dire?

PACCO E CONTROPACCO. A CHI SERVE ABOLIRE L’ARTICOLO 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI? I SINDACATI NON REAGISCONO PER EVITARE UNA ECATOMBE MAGGIORE? di Antonio de Martini

Il 23 marzo saranno 40 anni che faccio l’imprenditore, ho avuto fino a settanta persone alle dipendenze e l’ articolo 18 dello statuto dei lavoratori e’ stato usato contro gli interessi aziendali in più occasioni, ma mai in maniera ” industriale”.
Intendo dire che si e’ trattato di casi sporadici attuati da elementi che una accurata selezione iniziale avrebbe dovuto segnalare come problematici e comunque attuati

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COSA DOPO BERLUSCONI E MONTI. ( seconda puntata sul futuro prossimo) di Antonio de Martini

Prima di darmi del pazzo , gli amici che mi seguono da tempo, ricordino che quando lo scorso anno scrissi della esigenza di un governo di unita nazionale, mi diedero dell’utopista.
Oggi, tutti gli italiani, a prescindere dall’eta e dalle convinzioni politiche, convengono su alcuni elementi basilari di convivenza politica:

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1) gli attuali partiti, tutti, devono lasciare il campo a nuove formazioni e nuovi dirigenti
2) il problema dei problemi e' la crescita economica e occupazionale, tutto il resto, debito compreso, e' secondario.
3) per uscire dalla crisi, e' indispensabile la partecipazione generale della popolazione a un progetto " italiano" , ossia audace, innovativo e strategicamente improvvisato.

Berlusconi e Monti non hanno capito queste tre esigenze o le hanno tradite. Devono lasciare e favorire il cambiamento.

Berlusconi ha si, creato nuove formazioni politiche, ma con i vecchi screditati dirigenti del pentapartito che ha creato la voragine del debito, servita " ai mercati" per ricattarci, oppure arruolando suoi impiegati – attratti dal miraggio di compiacere il capo azienda- molti dei quali privi delle motivazioni etiche necessarie a sacrificarsi per la politica, nella quale hanno visto una promozione sociale.
Berlusconi e Monti hanno promesso rispettivamente un milione di posti di lavoro e l'11% di crescita economica tra le risate degli esperti di tutto il mondo. Non hanno la più pallida idea di come provocare la crescita che serve all'Italia. Ora.
Nessuno di loro , entrambi privi di vocazione politica, ha stimolato forme di partecipazione popolare, di consultazione di base che non fossero fasulle, nessun recepimento di istanze che non fossero di amici, parenti, conoscenti.
Sempre in queste ristrette cerchie, entrambi hanno scelto ministri e " manager di stato", col solo criterio della fedeltà al capo e al clan.
Monti lo ha fatto con più forma, data la tradizionale ipocrisia della vita accademica.
Queste sono le ragioni profonde per cui i rispettivi tentativi fallirono nascendo.
Esistono elementi secondari a favore dell'uno o dell'altro, ma gli italiani riconoscono in loro le caricature di Mussolini e di Badoglio e si aspettano il peggio.
Attualmente e' in corso una battaglia di retroguardia mirante a rastrellare fondi con imposte e campagne intimidatorie che mirano a convincere i contribuenti alla delazione del vicino con la scusa che POI pagheranno di meno.
Ovviamente, nessun governo ha promesso di usare il maggior gettito per diminuire le tasse, per il semplice motivo che non può. I soldi servono a pagare gli interessi sul debito che sono più che raddoppiati a causa della crisi finanziaria.

CHE GOVERNO SERVE

1) serve un governo politico " diretto" e non un " governo amico" coi partiti in maggioranza ma non al governo.
2) la classe dirigente italiana non e' in grado di esprimere due classi dirigenti capaci di alternarsi al potere. Tra tutti, possono mettere insieme un ministero appena sufficiente alla bisogna.
3) per fare questo governo e un programma, e' indispensabile che i due schieramenti si confrontino in privato , mettano a punto UN SOLO programma, scelgano i più capaci e seri e non i più influenti o fedeli al capo.
4) forte della intesa nazionale, il governo potrebbe fare a meno di alcuni condizionamenti esteri e interni, la Costituzione completata nelle parti non attuate e aggiornata in quelle desuete, le regioni ridotte a otto, i comuni a quattromila.
5) dovrebbero utilizzare a pieno i fondi della CDP ( cassa depositi e prestiti) , cancellare tutti gli stanziamenti effettuati ma non spesi ( i famosi residui passivi) per riutilizzarli. Ammodernare la contabilità di stato.
La pubblica amministrazione opportunamente depurata da tutti quelli che non vi entrarono per concorso e dai parenti, dovrebbe passare dall'agire per atti amministrativi all'azione per progetti e si dovrebbe creare un fondo che lanci una offerta pubblica su tutta la parte di debito venduta all'estero. Il fondo dovrebbe agire in assoluta franchigia fiscale.
Eco perché , cara signora, questi mezzi uomini devono uscire di scena. Sono inutili e non possono che aggravare la situazione.

COSA DOPO BERLUSCONI E DOPO MONTI? CERTO, NON LORO. RICORDANO MUSSOLINI E BADOGLIO. SERVE IL NUOVO. di Antonio de Martini. ( primo di due post sul futuro prossimo)

Al mio post del 31 gennaio , il sig Cavallaretto1 mi ha scritto in un commento una assennata considerazione che merita una risposta più ampia di quanto non abbia fatto nella risposta diretta, forzatamente succinta.
Egli si e’ detto contrario alle dimissioni del governo Monti perché ritiene che io parteggi per un ritorno di Berlusconi e perché i ministri dell’attuale governo lavorano seriamente.
Non mi e’ mai passata per la testa di vedere Berlusconi a palazzo Chigi e tutti i miei post lo testimoniano.
La ragione per cui Monti deve dare le dimissioni – ci ho aggiunto anche quelle del presidente Napolitano – e’ che ha impostato una strategia , condivisibile, ma ha fallito.

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SETTE PROVERBI A BASSA TEMPERATURA. ( PIU’ UNO CHE E’ ARABO) di Antonio de Martini

Finalmente qualche buona notizia. La prima la dedico a Gic che mi e’ parso un po’ ” moscetto”.

Primo proverbio: ” medice cura te ipsum” ( medico cura te stesso).

L’onorevole Lusi – da non confondersi col più tardo collega Lusetti – pare abbia sfogliato la Margherita ed il suo bilancio, alleggerendola di ben tredici milioni di petali, senza che nessuno se ne accorgesse : erano tutti impegnati a dare consigli di economia e finanza al governo. A mia zia ottantanovenne e benestante, una colf ha ” grattato” cento euro dalla borsa. La zia ne e’ accorta, ha interrogato la malcapitata facendola confessare e recuperando il maltolto.
Se Rutelli ne avesse bisogno…..

Secondo proverbio: ” Cornuti e mazziati”

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LA STRATEGIA NAPOLITANO-MONTI HA FATTO CILECCA. LA FESTA E’ FINITA, MA NON VORRANNO ANDARE A CASA. di Antonio de Martini

Per valutare l’esito del vertice europeo del 30 gennaio, ho aspettato che sia Monti che Napolitano lo commentassero.
Mario Monti ha detto di aver raggiunto l’obiettivo di non subire ulteriori inasprimenti del trattamento inflittoci.
Napolitano ha detto invece che l’Europa siamo noi e che il federalismo fiscale e’ ” un obbligo costituzionale” . Tecnicamente hanno detto entrambi la verita’. Politicamente abbiamo pagato il tributo impostoci , non siamo stati capaci di alleggerire la situazione economica o almeno quella finanziaria e infine si comincia a temere gli effetti dell’esclusiva dell’opposizione concessa alla lega.
Mussolini disse che ” a primavera verra’ il bello” , Monti lo promette per Marzo, ma possiamo metterci il cuore in pace anche questa volta.
Il prossimo passo – di politica interna si intende – sarà fomentare una scissione della lega per ridurne la forza parlamentare, come, al tempo del centro sinistra, si provoco’ la scissione PSI-PSIUP per far scemare l’impeto riformista che aveva i numeri per affermarsi alla Camera.
All’estero, la Cancelliera Angela Merkel ricalca i passi di Margaret Tatcher e mostra già i primi evidenti segni di demenza , avendo ufficialmente proposto alla UE di esautorare il governo greco, coartandone la sovranità .
Si tratta di una posizione interessante dal punto di vista del diritto internazionale e costituzionale comparato : la Germania non vuole fare passi avanti sulla via degli Stati Uniti d’Europa, ossia della completa integrazione federale, perché verrebbe sommersa dal suffragio universale e le sue posizioni sarebbero di minoranza, pero’ vuole imporre agli altri paesi un giogo anche insostenibile in nome di un concetto ” semiteologico” di equilibrio di bilancio.
L’unico precedente, e’ quello dello stato di Israele, che rifiuta uno stato unitario in terrasanta perché la frazione egemone verrebbe sommersa dal peso demografico dei palestinesi. Anche li, non c’è ne stato unitario ne altra soluzione che non sia la prova di forza.
Nel caso Europa, i palestinesi siamo noi, i greci e gli spagnoli: mercato per i prodotti , serbatoio di mano d’opera e terra di subappalti.
Cadrà Mario Monti ed il suo ormai inutile governo? Diranno che l’imminente calo di tensione sui titoli italiani e sull’Euro, sarà dovuta al suo governo. Non credo sia vero.
Credo di più alla ipotesi che le zanzare che ci hanno dissanguato siano ormai sazie.
Credo che Monti non debba più avere mano libera sull’accesso solitario in TV come nei giorni scorsi. Credo che in assenza di concreti provvedimenti miranti alla crescita ed al ridimensionamento della disoccupazione, questo governo vada citato per millantato credito e il presidente della Repubblica invitato allo scioglimento delle Camere o alle dimissioni.