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FAVE E PECORINO

Ogni tanto mi ritrovo a dover mangiare un classico piatto povero romano consistente in una “abboffata” di fave ( crude) con il formaggio pecorino.
Non mi piace particolarmente, specie se il formaggio è stagionato, ma è come la vaccinazione obbligatoria, ogni tanto tocca passarci.
La conseguenza la conosco: dopo la bevuta, ho difficoltà a dormire e ad onta di lunghe sorsate d’acqua vengo perseguitato da un persistente senso di bocca impastata che mi fa pensare di aver esaurito la saliva in bocca una volta per tutte.
Ho provato la stessa sensazione ieri sera quando ho saputo che nel nuovo governo il ministro della Difesa sembra sia ancora una volta, Gian Paolo Di Paola.
Comincia male.

PROBLEMA. ABBANDONARE L’EUROPA O RICONQUISTARLA? di Antonio de Martini

Il primo maggio è la festa dei lavoratori e il 5 la festa dell’Europa.

Anafesto ( nome orribile) chiede cosa dovremmo fare nella presente situazione politica di crisi generale. Gli ho risposto tra i commenti, ma trascrivo il tutto su una pagina del blog, in quanto credo che sia il cuore del problema italiano e quindi di interesse generale. Anche chi vuole votare o partecipare alle elezioni, vi trova la risposta: la nostra meta è l’Europa, ma non quella della Merkel ne quella trans.

Ecco la domanda di Anafesto che mi ha scatenato la risposta che seguirà:

” Che cosa dovremo fare?

Credo che almeno dai tempi del Macchiavelli si sappia che uno stato per essere tale deve fare 4 cose in croce:

1 – coniare moneta sovrana.

2 – gestire delle politiche interne per il bene della popolazione.

3 – avere delle politiche estere in sintonia con quelle interne.

4 – gestire un esercito per varie ed eventuali.

veniamo ai fatti:

1 – La moneta non è sovrana ma è presa a usura da privati (BCE).

2 – Un’entità non ben definita, chiamata Europa, decide le nostre politiche interne.

3 – Siamo una colonia e i colonizzatori decidono quali devono essere le politiche estere, vale anche il vecchio detto: se vuoi sottomettere un popolo, educane i figli (vediamo la pervasività dei film d’oltre oceano e pure delle metodologie di istruzione, con specializzazioni ossessive, senza il minimo retroterra culturale).

4 – L’esercito, pagato dal popolo italiano, è alle dipendenze di una inquietante entità chiamata NATO, comandata da oltre oceano e con un viscido portavoce europeo.

Sull’euro non ci è concesso di discutere, nemmeno su questa Europa (TINA), figuriamoci poi sulla NATO se, anche per l’Italia, esiste l’equivalente della “Die Deutsche Karte” citata più volte dal generale tedesco Gerd Komossa che sancisce che la Germania sarà colonia degli anglofoni fino al 2099.

Quali altre soluzioni ci sono concesse?

Ecco la mia risposta ( che forse allungherò). Continua a leggere

IDEE PER UN’AZIONE DI GOVERNO DI UNITÀ E RIPRESA NAZIONALE

Per la prima volta dai tempi del CLN in Italia si è costituito un governo di Unità e Ripresa Nazionale imposto dalle circostanze e dal Presidente della Repubblica.
Siamo entrati alla quasi unanimità in un regime di egemonia politica del Presidente rispetto al Parlamento; più per ammissione di impotenza delle forze politiche che grazie al viatico dell’elettorato, come proponeva Randolfo Pacciardi già cinquanta anni fa assieme al fior fiore dei costituzionalisti italiani.

Le conseguenze di questa mancata legittimazione democratica non sono poche e includono, in caso di fallimento dell’esperimento, il rischio di un ulteriore declassamento del nostro paese nel contesto delle nazioni e forse un conflitto aperto.
Si tratta di una eventualità che va ricordata alle mosche cocchiere che gridano al ” tradimento dell’elettorato” che in questi lunghi anni hanno allegramente fottuto appropriandosi di tutti i denari pubblici che hanno potuto.

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L’ULTIMO TESTO DI GIANO ACCAME SUL PRESIDENZIALISMO DOVE SI SCOPRE CHE QUESTA TESI NON È DI DESTRA NÈ DI SINISTRA.

Ripubblico il post del 9 novembre 2010 in cui Giano Accame presenta per il Presidenzialismo con un excursus che mi pare stia per tornare utile a quanti vogliano seguire l’attualità che si preannunzia..
Gli chiesi un pezzo per ” Il Corriere della Collera” e lui mi diede questo suo articolo scritto in memoria degli sforzi fatti per una Repubblica che ha aspettato per tutta la vita.


L’attivarsi del dibattito sul presidenzialismo è di buon auspicio per il 2009, un anno che potrebbe finalmente portare positive riforme nella seconda parte meccanica della Costituzione. Vi sono infatti obiettivi tra i più avanzati e apprezzabili nella prima parte programmatica della Costituzione la cui applicazione è rimasta carente anche perché i meccanismi istituzionali approvati a suo tempo dai costituenti ci hanno dato dei poteri democratici troppo deboli.

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LE LODI AL TEMPO PASSATO SONO CONSOLATORIE, MA FANTASIOSE. di Antonio de Martini

Una nota per i lettori più giovani.
Quando si è scontenti del tempo presente – tutti i giovani lo sono – si tende a fantasticare su un passato reso mitico da professionisti con pubblicazioni e libri.
In realtà, i difetti dell’uomo sono sempre gli stessi.
Vi offro un unico esempio per non diventare barboso: avete tutti letto dello scandalo della ” sanità pugliese”. Ebbene, se andate sul ” Corriere della Sera” del 30 marzo 1995,

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PARTITA RIMANDATA PER MANCANZA DI GIOCATORI SOSTITUITI DALL’ARBITRO, MA QUALI SONO I POTERI DEL PRESIDENTE? QUALI I LIMITI? di Antonio de Martini

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Silvio Berlusconi si mostra sorridente, come inconsapevole che la sua partita è soltanto rimandata al 2014 e il suo partito ed il suo staff hanno avuto un ruolo perché non hanno dato segni di vita.
Giorgio Napolitano, che conta di essere ricordato come l’ultimo presidente della prima Repubblica ed il primo di quella nuova, nella lotta tra Bersani e Berlusconi è l’unico che abbia dimostrato di saper fare politica.
Non si illude di riuscire a completare il settennato. Ragionevolmente riterrà di gestire la situazione per non piu di diciotto mesi.
Non va dimenticato – come hanno fatto i media – che ha avuto cinquanta franchi tiratori e che l’Italia non è più una democrazia sospesa, come col primo governo Monti: ormai è un regime.

La Democrazia consiste nella scelta tra due ( almeno) alternative.

La prassi politica suggerisce che si ha un regime, quando la situazione non ha alternativa e questa è una fattispecie da manuale.
L’anziano presidente ha mutuato dal diritto romano l’istituzione della dittatura a tempo in presenza di un grave pericolo ( all’epoca, un semestre, oggi tre). Il pericolo è l’inconsistenza della intera classe politica. Ma può il Presidente fare ciò che ha fatto?

La nostra Carta Costituzionale è ambigua:

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LA REPUBBLICA MUORE NELLA GENERALE INDIFFERENZA. di Antonio de Martini

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Lo scorso 31 marzo postavo un titolo che diceva ” La sorpresa pasquale di Napolitano è un colpo di stato preparato a colpi di rinvii?”.( vedere)
Oggi 20 Aprile, vediamo che è successo esattamente quel che avevo paventato. Mi autocito:
” Accontenta Giuliano Amato che si vede mantenuto en Reserve de la Republique in vista delle elezioni presidenziali ( se mai ci dovessero essere…).
Accontenta il suo staff, che vede in dirittura di arrivo una bella prorogatio di un anno abbondante e fidelizza nuovamente Mario Monti: poverino dal momento che si è messo in proprio non ne ha azzeccata una.”

La sceneggiata era iniziata con la visita a Washington e Berlino con la preoccupazione – espressa da Obama e dalla Merkel – circa la successione. Una intromissione bella e buona, mai successa prima.

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IMPEDIRE ALLE BANCHE DI SPECULARE COI NOSTRI SOLDI E’ FACILE: BASTA SEPARARE LE BANCHE CHE RACCOLGONO RISPARMIO DALLE BANCHE D’AFFARI. E LIMITARE L’EROGAZIONE DI PUNTI PREMIO FEDELTA’ EMESSI SENZA GARANZIE ADEGUATE. di Antonio de Martini

Dopo Cipro, i nostri soldi non sono più al sicuro da nessuna parte e adesso sono in pericolo anche i punti premio dei concorsi e quelli di Internet su cui si scaricano responsabilità di politica economica che spettano agli Stati.

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Per proteggere i risparmi dei cittadini e per non far correre rischi né alle finanze pubbliche, né al finanziamento dell’economia reale, è stata sancita in Gran Bretagna, la separazione tra banche d’affari e banche che raccolgono il risparmio dei cittadini.

Le lobby bancarie sono però riuscite a far slittare l’applicazione di questa norma fino al… 2019! Evidentemente è troppo tardi. Visto il rischio che un’altra crisi di grande portata scoppi presto sui mercati finanziari, per proteggere l’economia reale è necessario procedere senza indugi. Altro che le tempeste microbiche del nostro Parlamento cui stiamo assistendo in questi giorni.

Per impedire alle banche di speculare con i soldi del Signor e della Signora Rossi,

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SE HAI IL COLESTEROLO, LA CURA È IL COTECHINO. PAROLA DI BERLUSCONI, MONTI, BERSANI & COMPAGNI. di Mauro Bonaretti

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Non si è mai visto curare la colesterolemia col cotechino.
E invece la ricetta italiana per la nostra pubblica amministrazione è esattamente questa: un conclamato eccesso di lipidi (burocratici) che intasano le vie di scorrimento dei processi amministrativi viene affrontato attraverso la messa in circolo di ulteriori lipidi (burocratici).
Così, la nostra amministrazione bulimica, mentre prende in erboristeria una pastiglia per la semplificazione, contemporaneamente si spara in vena compulsivamente siringhe di adempimenti sulla trasparenza, sull’anti corruzione, sulla pianificazione e controllo, aggravando ulteriormente la sua precaria salute.
Mentre, fuori dai palazzi, il Paese brucia, dentro i palazzi ci si occupa del nulla.
Si perde tempo con centinaia di adempimenti confusi, rituali, ossessivi, tesi a rendere conto di un numero imprecisato di richieste del legislatore, definite in modo frammentario e destinate a una pluralità di organi di controllo che saranno a loro volta sommersi da una marea di adempimenti e che inevitabilmente produrranno sanzioni e contenzioso con un ulteriore aggravio dell’attività amministrativa non destinata a creare valore pubblico.

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COME SI CHIAMAVA CAPITAN UNCINO PRIMA DELL’INCIDENTE? IL PRESIDENTE NAPOLITANO FA RETROMARCIA: “INIZIATIVA RICOGNITIVA” E ” LIMITI TEMPORALI” di Antonio de Martini

La presidenza della Repubblica ha risposto oggi – primo di Aprile – alle due obiezioni di legalità presentate dal Corriere della Collera ed evidentemente anche da altri che non saprei indicare, dato che i giornali non sono usciti e le TV ( che non vedo) non credo che abbiamo mai criticato il potere.

La nomina del Consiglio dei dieci, è stato precisato, è ” ricognitiva“. Insomma sarebbe una sorta di divertissement commissionato a terzi solo perché i servizi del Quirinale e le consultazioni coi partiti non sarebbero stati sufficienti per fornire al Presidente un quadro esaustivo dei problemi italiani da risolvere ed il loro grado di urgenza.

Questo incarico – che ancora non sappiamo se sia stato controfirmato e da quali ministri – ricorda l’incarico conferito dal Presidente Francesco Cossiga a Franco Bernabé pubblicato in Gazzetta ufficiale, di studiare la riforma del servizio segreto e poi rimasto lettera morta.

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