PROBLEMA. ABBANDONARE L’EUROPA O RICONQUISTARLA? di Antonio de Martini

Il primo maggio è la festa dei lavoratori e il 5 la festa dell’Europa.

Anafesto ( nome orribile) chiede cosa dovremmo fare nella presente situazione politica di crisi generale. Gli ho risposto tra i commenti, ma trascrivo il tutto su una pagina del blog, in quanto credo che sia il cuore del problema italiano e quindi di interesse generale. Anche chi vuole votare o partecipare alle elezioni, vi trova la risposta: la nostra meta è l’Europa, ma non quella della Merkel ne quella trans.

Ecco la domanda di Anafesto che mi ha scatenato la risposta che seguirà:

” Che cosa dovremo fare?

Credo che almeno dai tempi del Macchiavelli si sappia che uno stato per essere tale deve fare 4 cose in croce:

1 – coniare moneta sovrana.

2 – gestire delle politiche interne per il bene della popolazione.

3 – avere delle politiche estere in sintonia con quelle interne.

4 – gestire un esercito per varie ed eventuali.

veniamo ai fatti:

1 – La moneta non è sovrana ma è presa a usura da privati (BCE).

2 – Un’entità non ben definita, chiamata Europa, decide le nostre politiche interne.

3 – Siamo una colonia e i colonizzatori decidono quali devono essere le politiche estere, vale anche il vecchio detto: se vuoi sottomettere un popolo, educane i figli (vediamo la pervasività dei film d’oltre oceano e pure delle metodologie di istruzione, con specializzazioni ossessive, senza il minimo retroterra culturale).

4 – L’esercito, pagato dal popolo italiano, è alle dipendenze di una inquietante entità chiamata NATO, comandata da oltre oceano e con un viscido portavoce europeo.

Sull’euro non ci è concesso di discutere, nemmeno su questa Europa (TINA), figuriamoci poi sulla NATO se, anche per l’Italia, esiste l’equivalente della “Die Deutsche Karte” citata più volte dal generale tedesco Gerd Komossa che sancisce che la Germania sarà colonia degli anglofoni fino al 2099.

Quali altre soluzioni ci sono concesse?

Ecco la mia risposta ( che forse allungherò).

In questi giorni corre il 500 anniversario del Machiavelli e a Roma , al Vittoriano, c’è una mostra interessantissima. Visto che è passato un mezzo milleniuo, credo sia il momento di aggiornare alcuni concetti e considerarne superati altri.

1) “coniare moneta sovrana”. Significa adottare una politica monetaria consona ai tempi e ai bisogni dei cittadini.  La politica monetaria consona ( a mio avviso) è di stampo anglosassone di rito angloamericano e non germanico.E’ necessario stampare moneta in quantità tale da far ripartire l’occupazione. Alla inflazioni ci si penserà dopo, se e quando.

Sono a favore della proprietà pubblica della Banca centrale europea e della abolizione di quelle nazionali. Ritengo che la sovranità monetaria debba essere europea, intendendo per Europa quella Continentale, ma non i paesi scandinavi che Europa non sono mai stati e che hanno a lungo alimentato le seghe mentali dei tedeschi. Dopo aver fatto ripartire l’occupazione, si potrà parlare di ogni altra cosa.

Bisognerà separare le banche commerciali da quella d’affari e nazionalizzare le fondazioni bancarie per poi riprivatizzarle favorendo l’azionariato popolare  individuando persone fisichein regola con il fisco e prive di precedenti di milizia politica.

2) gestire politiche interne per il bene della popolazione ( vedi punto 1).

3) idem

4) Anche l’esercito ( voleva forse dire forze armate) deve essere europeo perché questa è la dimensione minima al giorno d’oggi. Qui i tedeschi possono dare un contributo importante. Lo scopo di  avere FFAA vitali deve essere il mantenimento di una neutralità armata e vigile, nonché integrata con quella svizzera e quella austriaca. Se altri accetteranno il nostro modello di civiltà, bene, ma noi non dovremmo appoggiare nessun disegno egemonico di chicchessia.

5) Cultura: siamo il leader mondiale dei giacimenti culturali, dei beni artistici e delle iniziative sociali innovative. Siamo il èpaese che ospita la più importante religione del mondo in termini numerici e diespansione. L’Europa di domani non potrà non tenere conto di questo e dovrà stanziare un capitolo di spesa confacente.

6) la credibilità la riconquisteremo pagando i nostri debiti e ricompattando i paesi latini e balcanici attorno al concetto di Europa così come la abbiamo immaginata perché deve essere chiaro che siamo stati noi a immaginarla a non i laboriosi tedeschi rattrappiti dal freddo specie nei punti vitali.

Il quesito cui lei sfugge, caro Anafesto,  parlando vagamente di entità inquietanti e di privati ecc è su chi debba dirigere la Nuova Europa e come:

la risposta è che certamente non deve essere la Germania che per ben due volte ha provocato guerre europee che hanno provocato l’asservimento  agli USA per via di calcoli egemonici sbagliati per ben due volte.  In entrambi i casi la Germania ha creduto di vincere e poi ha dato la colpa la prima volta agli ebrei e la seconda agli italiani. Adesso sta replicando in campo economico e farà la stessa fine e ha già deciso che sarà colpa nostra.

Sul come l’Europa debba essere gestita,   certamente non col sistema della unanimità che solo spiriti totalitari possono concepire con finto spirito democratico, è qui che a mio parere dovrebbe aprirsi il dibattito e non sul bombardamento di Dresda ed altre amenità prodotte dalla propaganda dei perdenti e riprese da spiriti romantici desiderosi di soccorrere i perdenti.

Scriviamo e parliamo di questo e renderemo un servigio alla Patria invece di piangere sulle sue sventure.

Anafesto chiede che fare. Rispondo

a)continuare a snobbare le elezioni nazionali e i vari Bersani elementari e

b)organizzarci con un partito  nuovo e NON nazionale  per le elezioni europee che ci saranno tra un anno, rispolverando la proibizione già  esistente di abbinarle a elezioni nazionali.

c) Se qualcuno se la sente e vuole liberare Europa rapita, si faccia avanti, lasciando in guardaroba i souvenir delle batoste già prese.

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Commenti

  • minipi110206  Il aprile 24, 2013 alle 4:45 pm

    Condivido

  • Cip  Il aprile 24, 2013 alle 7:21 pm

    ottimo Tonino!

  • Anafesto  Il aprile 24, 2013 alle 7:26 pm

    Anafesto: nome orribile?
    Paulicius Anafestus o Paoluccio Anafesto magister militum e mitico primo doge di Venezia 697-717 (anche se la sua esistenza è controversa).
    Il secondo Marcello Tegalliano o il terzo Orso Ipato non credo avessero nomi meno “orribili”, erano nomi di quei tempi!

    Concordo, si potrebbero snobbare le elezioni nazionali e cercare di pervenire a un partito transnazionale europeo, ma … ha fallito un Marco Pannella che ritengo un politico ben navigato.

    Liberare l’Europa rapita?
    Vediamo un po’ chi l’ha rapita!

    Io direi che ce la siamo fatta rapire, col nostro consenso.
    D’altra parte non si sta ancora inneggiando al libero mercato e ai vantaggi che questo comporta?
    Il libero mercato (pugno di ferro in guanto di velluto) non ha funzionato nemmeno con un cane da guardia come quello americano e ora vediamo che rimane solo il pugno di ferro per la popolazione, un pugno di ferro che si sta sgretolando sotto l’azione di metà della popolazione mondiale.
    Tralasciando India, Russia e altri importanti attori internazionali, la Cina tra 5 anni sarà una Cina e mezza, mi sembra che già proponga a nazioni come il Brasile di commerciare con le rispettive valute, non più con i dollari, e non mi sembra che gli Stati Uniti abbiano cominciato a definirla con gli stessi epiteti di Siria, Iran, Corea del Nord, né che vi siano minacce di embargo o sanzioni.

    D’altra parte con oltre 3000 miliardi di dollari nei suoi forzieri, credo che riuscirebbe in breve tempo a far desistere anche l’avversario più animoso.

    Dobbiamo renderci conto che la stretta sull’Europa (da parte USA) dopo l’implosione dell’URSS è solo per garantirsi un “partner” o un “sodale” nel tentativo di bloccare soprattutto la Cina.

    A mio avviso la storia si ripete quello che successe oltre 70 anni fa con Germania e Italia, si sta ripetendo ora con USA e Europa; temo che anche se ci sembra di avanzare verso la conquista di un ipotetico spazio (o risorse) vitale (che oggi credo abbia la valenza di eliminare fisicamente l’avversario visto che purtroppo ha il vizio di avere le nostre stesse necessità e le risorse sono quello che sono), ci troveremo nella stessa situazione del 44.

    Dobbiamo purtroppo renderci conto che dobbiamo cambiare in fretta; libero mercato ed economia basata sul debito possono funzionare solo se si cresce in continuazione; purtroppo dai tempi di Anassagora (500 a.C.) sappiamo che in un sistema finito, la crescita infinita è impossibile.

    Credo che se si parte da questo postulato magari si diventa più convinti del necessario cambiamento e un NUOVO partito questo deve proporre, anche se sarà durissimo a far capire a miliardi di consumatori compulsivi (ovvero di non persone) il concetto, anche perché la cultura è quella che è!

  • Giacomo C.P.  Il aprile 25, 2013 alle 11:58 am

    Perfettamente d’accordo sulla politica ecomica, l’interesse nazionale e l’esercito.
    Totalmente in disaccordo sulla lettura storica: nella 1^ e 2^ GM la Germania e l’Italia furono fin troppo caute nei confronti delle continue provocazioni franco-britanniche che volevano (come vogliono tuttora ) una Germania e un’Italia sottosvilupata, in un mondo Francia e Gran Bretagna potevano truffare e depredare tutto e tutti.
    In particolare per l’Italia, gli ottimi Anglofrancesi, hanno il progetto di trasformarci in un paese del terzo mondo – quindi low cost – adatto per il turismo esclusivo per via delle bellezze naturali e prodotti tipici anche sessuali, compito a cui gli ascari del PD si sono applicati con uno zelo invidiabile, in fondo lo vuole L’Europa…

    • antoniochedice  Il aprile 25, 2013 alle 2:48 pm

      Da un po’ di tempo a questa parte sto facendo conoscenza con nozioni storiografiche approssimative accoppiate a prosopopea compensatrice.
      Se vuole presentare la sua idea faccia pure – meglio se altrove – ma non la spacci per storiografia.
      Il Piemonte è sempre stato vassallo di Francia o Austria a seconda delle convenienze o delle parentele.
      Le guerre di indipendenza, osi chiamate, le ha fatte : una da solo e ha perso; la seconda coi francesi e l’hanno vinta loro e la terza coi tedeschi e l’hanno vinta loro, al punto che l’Austria cedette il Veneto alla Prussia che c’è la regalò.
      Nella prima guerra mondiale, entrammo grazie ai fondi dell’Intesa ( specie a Mussolini) e dopo la guerra mandammo a Versailles V E Orlando che non parlando alcuna lingua, nelle riunioni a quattro chiedeva a Clemenceau che parlava inglese un sunto dei discorsi che ovviamente traduceva come gli pareva. Nessuna meraviglia che ci considerassero dei fessi.
      Per evitare la nostra entrata in guerra nel secondo conflitto, l’Inghilterra giunse ad offrire commesse militari per dieci miliardi di allora, più concessioni territoriali.
      Preoccupato di fare bella figura, Mussolini preferì avere” qualche,
      Migliaio di morti per sedere al tavolo della pace”. Se avesse saputo che tra i morti ci sarebbe stato lui è suo figlio, forse avrebbe meditato più a lungo. Mi meraviglio che ci sia ancora gente che da la colpa ai paesi che fanno gli interessi dei loro popoli.
      Mi spiega perché Francia e Inghilterra dovrebbero loro provvedere al nostro benessere? Per permettere a noi di farci governare da cretini, magari parenti?

  • Giacomo C.P.  Il aprile 25, 2013 alle 7:03 pm

    Non mi aspetto assolutamente che Francia, Gran Bretagna e Stati U. pensino al nostro benessere; anche se non finisco di meravigliare di come questi paesi custodi della libertà e della bontà universali riescano quasi sempre a danneggiarci, quando si muovono nel mediterraneo.
    Il problema è la quinta colonna esterofila,che abbiamo tra noi sempre pronta a tifare per lo straniero, un tempo erano internazionalisti e non sopportavano la visione del tricolore, ora sono europeisti, ma sono solo loro ad esserlo.

    • antoniochedice  Il aprile 25, 2013 alle 7:18 pm

      Non sono una quinta colonna. Hanno un basso quoziente intellettuale e una istruzione inesistente. Bersani docet.
      Le quinte colonne sono intelligenti.

  • Giacomo C.P.  Il aprile 25, 2013 alle 7:57 pm

    Parlando di quinta colonna non mi riferivo certamente a lei

  • ST  Il aprile 26, 2013 alle 1:43 pm

    DOTTORE LEI HA PROPOSTO DI LASCIARE FUORI DALL’ ERUOPA I PAESI SCANDINAVI. E SAREI PURE D’ACCORDO…..MA IL PROBLEMA REALE E’ LA GERMANIA. GIUDICA IMPOSSIBILE UN’AGGREGAZIONE LIMITATA SOLO AI PAESI DI CULTURA LATINA (ITA+FRA+SPA+PORT+ROM+POL)?
    COME MASSA DEMOGRAFICA E ECONOMICA CI SAREMMO. DA VEDERE SUL LATO MORALE E MILITARE………

    • antoniochedice  Il aprile 26, 2013 alle 2:15 pm

      Coi paesi scandinavi, a parte l’ammirazione per scultoree vichinghe, non abbiamo a che fare. I più Intelligenti sono scesi al sud secoli fa.
      Ho già scritto che quando ero studente in cerca di lavoro, il
      ” Corriere della sera” pubblicava inserzioni di lavoro presso la CEE che cercavano interpreti di lingue “europee E scandinave”.
      L’Inghilterra con la sua concorrenza della ” Zona di libero scambio” ha coinvolto gli scandinavi e quando si è arresa entrando nella CEE ( De Gaulle non la voleva) se li è portati appresso.
      Per la Germania, il discorso è diverso. Fa parte della nostra storia ( almeno la parte sudoccidentale) dai tempi di Caio Giulio Cesare.
      Con Lutero la Germania si divise anche antropologicamente: la parte civilizzata dai romani restò fedele alla Chiesa cattolica romana e la parte mai colonizzata e rimasta ” barbara” aderì alla riforma.
      Questa differenza culturale profonda riemerge periodicamente.
      Adenauer era cattolico. La Merkel è protestante.
      Franz Josepf Strauss era cattolico romano, Schauble protestante.
      Lasciare la Germania fuori dall’Europa, significherebbe lasciarla in preda ai suoi demoni e geopoliticamente farla gravitare verso est e sarebbe un grave pericolo qualunque sviluppo si verificasse.

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