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UNA DOMENICA AFRICANA E FINISCE “L’ENTENTE CORDIALE” TRA FRANCIA E UK?

COLPO DI STATO DOMENICALE IN GUINEA

L’ottantatreenne presidente della Repubblica – in carica da dieci anni e rinnovato grazie a un contestato cambiamento costituzionale – Alpha Condé , é stato arrestato domenica dalle forze speciali comandate dal colonnello Mamady Doumbouya, che ha promesso un nuovo governo “ inclusivo e soddisfacente” dopo aver dissolto governo e Costituzione.

Si tratta del quarto colpo di stato in un anno nell’Africa Francofona dopo i due avvenuti nel Mali e il terzo fallito nel Niger. Tutte zone ricche di minerali strategici.

Mentre la Francia esige il rilascio “ immediato e senza condizioni” del presidente e la CEDEAO (organizzazione del paesi dell’Africa Occidentale) ne chiede l’incolumità fisica, l’Economist ammette che il Golpe é stato preceduto da un innegabile degrado istituzionale e sociale.

Dal punto di vista della tecnica golpista, c’é una novità: i militari hanno snobbato la Televisione nazionale e i giornali, appoggiandosi unicamente ai blog e a Twitter, dove hanno pubblicato un video del presidente scamiciato e agli arresti.

Si ripetono le reazioni ai tentativi francesi di eterizzare il proprio controllo sui paesi dell’Africa francofona mediante i loro Quisling che cercano di far rieleggere na vita anche violando lo spirito e la lettera della Costituzioni. “ democratiche” da essi stesse varate.

Deve trattarsi di un moto freudiano transalpino, vista l’imminenza delle elezioni presidenziali francesi e – perché no – di quelle italiane. E’ noto che in Italia alcuni ambienti pensano di intervenire militarmente in Africa a sostegno della sorella latina e pensano di raddoppiare il mandato del presidente Mattarella: quattordici anni non sono un mandato presidenziale, sono un regno.

Se un intervento in Mali sarebbe un altro Vietnam, l’allargamento alla Guinea garantirebbe un nuovo Afganistan.

INIZIA OGGI A LONDRA IL PRIMO FORUM EUROPA IRAN .

Il primo Forum Europa-Iran sulle prospettive economiche che si aprono in vista della riammissione dell’Iran tra le nazioni ” commerciabili” si è tenuto oggi 15 ottobre a Londra.
L’Organizzatore dell’evento è il settimanale EUROPEAN VOICE fondato nel 1995 dal gruppo Economist e poi ceduto al gruppo francese Selectcom, il settimanale e dedicato a seguire tutte le attività della commissione europea e enti collegati ed ha sede a Bruxelles.

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IMPEDIRE ALLE BANCHE DI SPECULARE COI NOSTRI SOLDI E’ FACILE: BASTA SEPARARE LE BANCHE CHE RACCOLGONO RISPARMIO DALLE BANCHE D’AFFARI. E LIMITARE L’EROGAZIONE DI PUNTI PREMIO FEDELTA’ EMESSI SENZA GARANZIE ADEGUATE. di Antonio de Martini

Dopo Cipro, i nostri soldi non sono più al sicuro da nessuna parte e adesso sono in pericolo anche i punti premio dei concorsi e quelli di Internet su cui si scaricano responsabilità di politica economica che spettano agli Stati.

http://corrieredellacollera.com
Per proteggere i risparmi dei cittadini e per non far correre rischi né alle finanze pubbliche, né al finanziamento dell’economia reale, è stata sancita in Gran Bretagna, la separazione tra banche d’affari e banche che raccolgono il risparmio dei cittadini.

Le lobby bancarie sono però riuscite a far slittare l’applicazione di questa norma fino al… 2019! Evidentemente è troppo tardi. Visto il rischio che un’altra crisi di grande portata scoppi presto sui mercati finanziari, per proteggere l’economia reale è necessario procedere senza indugi. Altro che le tempeste microbiche del nostro Parlamento cui stiamo assistendo in questi giorni.

Per impedire alle banche di speculare con i soldi del Signor e della Signora Rossi,

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LA CINA SEGUE A RUOTA LA BCE ED ABBASSA IL TASSO IN PARALLELO ALL’EUROPA. BRUTTO SEGNO. di Antonio de Martini

Il fatto che la Cina abbia anch’essa abbassato il proprio tasso di interesse un’ora dopo la decisione della Banca Centrale Europea, rende, meglio di ogni altra considerazione, evidente la necessita di stimolare l’economia che sta rallentando ovunque nel mondo. Continua a leggere

SYRIANA. di Antonio de Martini

L’Economist di questa settimana elenca le condizioni necessarie per il successo della ” rivoluzione siriana” : unita’ delle opposizioni, un ” santuario” per i guerriglieri. E un atteggiamento deciso da parte dell’occidente.
Ovviamente mancano tutte e tre le condizioni, ma l’averlo ammesso apertamente consente alcune considerazioni.

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