COME SI CHIAMAVA CAPITAN UNCINO PRIMA DELL’INCIDENTE? IL PRESIDENTE NAPOLITANO FA RETROMARCIA: “INIZIATIVA RICOGNITIVA” E ” LIMITI TEMPORALI” di Antonio de Martini

La presidenza della Repubblica ha risposto oggi – primo di Aprile – alle due obiezioni di legalità presentate dal Corriere della Collera ed evidentemente anche da altri che non saprei indicare, dato che i giornali non sono usciti e le TV ( che non vedo) non credo che abbiamo mai criticato il potere.

La nomina del Consiglio dei dieci, è stato precisato, è ” ricognitiva“. Insomma sarebbe una sorta di divertissement commissionato a terzi solo perché i servizi del Quirinale e le consultazioni coi partiti non sarebbero stati sufficienti per fornire al Presidente un quadro esaustivo dei problemi italiani da risolvere ed il loro grado di urgenza.

Questo incarico – che ancora non sappiamo se sia stato controfirmato e da quali ministri – ricorda l’incarico conferito dal Presidente Francesco Cossiga a Franco Bernabé pubblicato in Gazzetta ufficiale, di studiare la riforma del servizio segreto e poi rimasto lettera morta.

Una stranezza rimasta inspiegata e non citata alla voce ” incarichi pubblici” nella biografia del Bernabé pubblicata su Wikipedia, che pure cita incarichi diversi quali la presidenza della biennale di Venezia e il Bildeberg.

Notare che il mandato ” ricognitivo” consisterebbe nell’individuazione dei problemi che i partiti potrebbero risolvere assieme, non di quali siano i veri problemi della nostra società per i quali basterebbe chiedere al droghiere, commentando il calo delle vendite.
Poi dicono che è Grillo che vuole governare col 100% ….

La nomina del Consiglio dei dieci sarebbe anche “limitata nel tempo”, sempre secondo l’addetto stampa del Quirinale, in data di oggi primo di Aprile.
Si tratta di una vera e propria inversione di marcia, in quanto la dichiarazione del Presidente della Repubblica diceva inequivocabilmente che il documento finale ottenuto avrebbe anche potuto essere utile al suo successore che molto probabilmente non subentrerà fino a dopo la metà di maggio.

Insomma, adesso l’iniziativa presidenziale viene presentata emasculata delle proprie valenze politiche e istituzionali. Un innocuo vecchietto. È lo stesso vecchietto che ha violato – visto che ci siamo – anche l’articolo 11 della Costituzione ( ripudio dell’uso della forza nelle dispute internazionali e ” rinunzia alla sovranità in condizione di parità con altri stati”)qualcuno pensa che in Afganistan cogliamo papaveri o che siamo in condizioni di parità con la Germania?

È tardi per pentirsi e tornar vergine. Il marchio gli resterà appiccicato. Nessuno sa come si chiamasse capitan uncino quando aveva entrambe le mani.
Se il Presidente Napolitano non avesse ceduto ad una forma di protagonismo alla Berlusconi che lo ha indotto a togliere il microfono di mano all’addetto stampa ( come aveva fatto con Bersani sostituendosi a lui nella dichiarazione usuale di fine consultazione) , la smentita sarebbe stata più credibile e dignitosa.
Se non avesse detto che il ministero Monti non era stato sfiduciato (vero), oggi non gli risponderei che nemmeno il ministero Berlusconi lo fu nel 2011, ma non prr questo questo ebbe una estensione: è solo una assuefazione alle crisi extraparlamentari che costellano come rantoli di morituro la fine di questo regime.

Nella sostanza, con le ” rettifiche” si sono aggiunti un paio di aggettivi, ma il prodotto politico non cambia – il reato nemmeno – a meno che l’iter costituzionale trasparente come è sempre stato , non riprenda immediatamente e si chiarisca se esiste un incarico a formare il governo o un semplice mandato esplorativo e dato a chi.

In questo mercato delle vacche governativo, il Presidente di questa Repubblica ha mandato di fare il notaio, non di fissare il prezzo della trattativa.

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Commenti

  • Mario Maldini  Il aprile 2, 2013 alle 8:18 am

    Nelle avventure di Fantozzi veniva evocato il ” Consiglio dei Dieci Assenti ” che
    esercitava il suo potere sulla Ditta…………

    • antoniochedice  Il aprile 2, 2013 alle 8:35 am

      Non lo sapevo. E’ proprio vero, come diceva Dali’, che quel che non e’ tradizione e’ plagio.

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