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Consegnato alle autorità francesi dalla vedova nel 1906 e immediatamente segretato il rapporto di Pietro Savorgnan di Brazzà, friulano naturalizzato francese, vede la luce grazie a una svista dell’Amministrazione e grazie ad una studentessa Catherine Coquery-Vidrovitch che negli anni 60 frugando negli archivi di stato ( Ministero dell’Oltremare) per la sua tesi di laurea si imbatté nel documento ed ebbe la presenza di spirito di fotocopiarlo e la costanza di conservarlo fino a che la pubblicazione non è divenuta possibile ai nostri giorni. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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EtichettatoBangui, Cetherine Coquery-Vidrovitch, editions Le passager clandestin, Emile Gentil, Francois Hollande, Leopoldo II, Mali, Opération Serval, Operazione Serval, Pietro Savorgnan di Brazzà, politica coloniale belga, politica coloniale francese, Rapporto Brazzà, Repubblica Centro Africa, traffico di schiavi, Unione Europea
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Dopo tre anni di unrest in Libia, finalmente una idea costruttiva e avveniristica: Richiamare il Senusso, non nella versione “playboy” che circola per Roma ( Idriss el Senussi), ma in quella “Business man” che vive a Londra ( Mohammed el Senussi). Continua a leggere →
Sono passati più di 5 anni dall’esplosione della crisi finanziaria globale, ma l’economia globale sta ancora lottando per superare la debolezza cronica del dopo crisi». Una debolezza che si manifesta in tanti modi: trend deludenti della produzione e della produttività; disoccupazione oltre ai livelli pre-crisi; rischi di deflazione; crescita del 30% del debito privato dei settori non finanziari rispetto al Pil; un settore finanziario ancora in riassestamento; i mercati finanziari in crescita e sempre più dipendenti dalle banche centrali; deficit di bilancio crescenti mentre scendono gli introiti fiscali; una politica monetaria che ha raggiunto i suoi limiti.
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La Germania importa dalla Russia il 38% del gas e il 35% del petrolio. L’interscambio UE con la Russia è di 400 miliardi di euro all’anno. Gli interessi degli europei e della Germania sembrano convergere nel mantenere basso il livello di conflittualità con la Russia, ma le pressioni e l’enfasi che gli Stati Uniti stanno ponendo sul problema ucraino, rischiano di far fare alla cancelliera Angela Merkel la stessa fine di Hitler: impegnarsi su due fronti e perdere in entrambi la posizione di leadership finora tenuta. Continua a leggere →
A metà marzo il primo attacco del generale Nguyen Giap ( morto a 103 anni poche settimane fa) al Caposaldo ” Gabrielle” , il 7 maggio la caduta dell’ultima trincea “Isabelle” e la resa dei superstiti. Il criterio con cui il governo socialista francese impegnato nella difesa dell’ impero coloniale, decise di occupare la piana di Dien Bien Fu, sono imperscrutabili e tipici di chi ha imparato a far la guerra nei corridoi dello Stato Maggiore: occupare una zona in pieno territorio avversario per far vedere che si può fare quel che si vuole e quindi condizionare con una “vittoria sul campo” i negoziati che si sarebbero aperti nell’eterna Ginevra al mese di giugno, dopo anni di guerriglia inconcludente.
Ognun vede l’analogia con il disperato odierno contrattacco occidentale in Siria contro il governo Assad e le provocazioni del “governo” ucraino eletto da nessuno.
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Turchia, Siria e Ucraina formano il perfetto intruglio con un pochino di cumino egiziano e morti iracheni “quanto basta” per tenere all’erta borse e analisti, ma nessuno ci scodella il piatto.
Dietro questa immangiabile polpetta preparata dal cuoco John Kerry per conto dello chef Obama, si intravvede l’impossibilità di far scivolare la Russia dalla padella nella brace. Putin evita accuratamente di apparire aggressivo, ma cede terreno solo per recuperarlo in altra zona della padella.
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Di antoniochedice
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Etichettato"un giorno in pretura", Abdullah Oçalan, Al Monitor, Alfred Milner, Bandar Sultan Bush, Barak Obama, Bechara ar Rai, crisi ucraina, Francois Hollande, john kerry, Nabih Berri, NATO, PKK, Repubblica Centroafricana, Tajip Erdpghan, Vladimir Putin, Yves Le Drian
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Sapete tutti ormai della annosa e pallosa questione dell’acquisto italiano degli aerei F 35, frutto di una collaborazione multinazionale che è stata rilanciata proprio oggi dal portavoce della impresa pilota costruttrice Joe Della Vedova, che ha smentito le dicerie italiane circa la riduzione del numero degli aerei da acquistare da parte dell’Italia.
Per cercare di mettere un punto fermo alla questione concreta ( e non alle logiche del dopo) ho chiesto al generale Alberto Zignani che ha lasciato il servizio dopo essere stato Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, come ci si dovrebbe comportare in queste vicende e se è cambiato qualcosa dai tempi della guerra fredda ad oggi. Ecco la risposta depurata di alcune considerazioni personali che non interessano che il sottoscritto. Continua a leggere →
Tra Aprile e Maggio il mondo così come lo conosciamo si trasformerà: dopo una inconsueta concentrazione di eventi elettorali, dall’Afghanistan alla Tunisia, all’ Unione Europea, all’Ucraina, all’Egitto, all’India, al Libano, all’Ungheria ( domenica), conosceremo i nomi dei nuovi interlocutori internazionali rappresentanti i punti più caldi del Globo, mentre alcune elezioni amministrative hanno già definito nuovi ruoli:
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Di antoniochedice
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Per chi sa leggere, è utile anche un comunicato ufficiale o una intervista per capire cosa bolle in pentola. Meglio l’intervista, perché non viene filtrata due volte, la seconda dai più maliziosi italiani. Rilasciando le sue dichiarazioni al Corriere della Sera, il presidente Obama ha dato ragione – sulla visita al Papa – a chi ha analizzato la situazione in termini di resa a Canossa . Ci sono due dichiarazioni che meritano di essere ricordate. La prima è sul Papa.
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Di antoniochedice
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EtichettatoAccordo ispanoamericano su affitto basi militari, Barak Obama, Corriere della sera, NATO, neutralità italiana, Papa Francesco
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