BARAK OBAMA. IPSE DIXIT: DEL PAPA ” LE SUE PAROLE CONTANO”. DELLE BASI ” NESSUNO DOVREBBE NUTRIRE DUBBI SUL NOSTRO IMPEGNO”. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Per chi sa leggere, è utile anche un comunicato ufficiale o una intervista per capire cosa bolle in pentola. Meglio l’intervista, perché non viene filtrata due volte, la seconda dai più maliziosi italiani.                                                                                                                                                               Rilasciando le sue dichiarazioni al  Corriere della Sera, il presidente Obama ha dato ragione – sulla visita al Papa –  a chi ha analizzato la situazione in termini di resa a Canossa . Ci sono due  dichiarazioni che meritano di essere ricordate.   La prima è sul Papa.

Dalle parole di Obama traspare rispetto e dispetto per la sorprendente efficacia delle comunicazioni di questo vecchio di 76 anni che lo ha messo alle corde senza sforzo apparente.

Sentite : “Lui ci sfida. Lui ci implora di ricordarci della gente: soprattutto della povera gente, la cui vita è condizionata proprio dalle decisioni che noi prendiamo. Lui ci invita a fermarci a riflettere sulla dignità che è innata in ogni essere umano. E, come abbiamo già avuto più volte modo di toccare con mano, le sue parole contano. Con una sola frase egli è in grado di focalizzare l’attenzione del pianeta su una questione urgente.”….( Corsera del 27 marzo pag 2).

Per capire il senso pieno di questa dichiarazione, essa  va integrata col comunicato vaticano che si soffermato ad illustrare la durata inusuale e i temi trattati nel colloquio : Medio Oriente, Libano e Cristiani d’Oriente ( leggi Siria e elezioni libanesi) e negoziati in Palestina.

Obama nel suo comunicato è stato meno preciso e razionale, l’ha buttata sul pathos e riferendosi a Israele ha lasciato cadere che non esistono paesi perfetti. Siamo d’accordo.

 

La seconda frase su cui meditare riguarda l’Italia, le basi militari e il ruolo del nostro paese nel Mediterraneo.

Qui non notiamo stupore per la nostra influenza o posizione trainante sulle questioni mediterranee.   Notiamo soltanto che non ha fatto i ringraziamenti di rito per l’intervento in Afganistan, ma  ha inserito la dizione tradotta di  “Senatus populusque” quando ha sentito il bisogno di parlare delle basi militari,  senza distinguere tra quelle NATO e USA .           In inglese una frase come questa non l’avevo mai sentita riguardo alle basi. Si ringrazia il populus!

Se coinvolgono il populus in una questione di politica estera tanto delicata, la situazione dei sondaggi  di opinione deve essere molto più allarmante di quel che sappiamo. Come Renzi, anche Obama è pronto a scavalcare la classe politica e trattare direttamente, buttando i politici ai leoni. Per questo deve essersi soffermato a studiare la capienza dell’ Anfiteatro Flavio.

” Proprio per questo continuiamo a vedere come benvenuta la leadership dell’Italia nel Mediterraneo e oltre…..omissis …..Siamo molto grati al governo e al popolo d’Italia per l’ospitalità che è stata data ai 30 mila americani in uniforme, uomini e donne, che sono basati nel vostro paese assieme alle loro famiglie”…….omissis…..In aggiunta, di recente,  gli Stati Uniti e la Spagna hanno firmato un accordo che estende nel tempo ed espande il dispiegamento di una forza americana di risposta rapida a Moron, nella penisola iberica. Quindi credo che nessuno dovrebbe nutrire dubbi sul nostro impegno per la sicurezza di una regione che è così vitale per tutte le nostre nazioni.”

Tradotta per il volgo e commentata fulmineamente nel primo vero giorno di primavera che mi aspetta:

1) non vi dico quante basi abbiamo altrimenti sarei costretto a smentire il vostro governo che ne dichiara di meno. 2) dico solo che vi supportiamo l’economia con 30 mila famiglie ( non vero, le famiglie sono circa settemila mila a spendere. Gli altri comprano nei PX e non lasciano un soldo tranne che per le prostitute ndr) 3) siamo un terzo  del vostro esercito e meglio armati ( durante la guerra, l’8 settembre, la Germania occupante  aveva un rapporto di due a sette: 33 divisioni italiane Vs 11 tedesche ndr) 4) Se volete un ruolo nel Mediterraneo, prendetevelo invece di piagnucolare 5) non cercate di ricattarci  sulle basi perché la Spagna è pronta ad accoglierci senza tante storie.

Ha anche fatto precedere queste dichiarazioni dalla affermazione apodittica che gli USA intendono rafforzare la loro presenza nel Mediterraneo e non diminuirla, anche se non ha detto perché e non ha detto che vuol farlo con noi.

Non si può dire che ci abbia nascosto qualcosa,  Teme più il Papa che l’Italia in armi; se non abbiamo il nostro posto nel mediterraneo è colpa più del governo che nostra ( degli USA ndr);  Quanto alle basi, Hic manebimus optime.

COMMENTO  FINALE

Adesso, leggete le due frasi del presidente degli Stati Uniti e cominciate a  pensare quale sarebbe l’atteggiamento americano se ci raccordassimo – noi italiani –  con la politica di non allineamento della Santa Sede assieme a  qualche altro paese limitrofo ( Svizzera, Austria, Slovenia). Ci attaccherebbero, distruggerebbero ecc. o lo scudo del papa ci proteggerebbe come ha protetto la Siria e sta proteggendo il Libano?  Trarremmo maggiori  vantaggi economici  e risparmi adottando una politica economico-finanziaria di tipo svizzero, o strisciando e litigando per chi va a accompagnarlo in aeroporto per mendicare un buffetto?

 

 

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Commenti

  • Roberto  On marzo 29, 2014 at 6:02 pm

    Secondo me Obama è venuto a dare le direttive a Napolitano e Renzi ricordandogli che fine ha fatto quello di Sigonella. E per la Merkel non sono direttive piacevoli

    • antoniochedice  On marzo 29, 2014 at 7:45 pm

      Ha cercato, come in Arabia Saudita, di recuperare rapporti sfilacciati dai suoi diplomatici.

  • Anafesto  On marzo 29, 2014 at 7:58 pm

    Obama ha fatto col papa la stessa figura di Mauro con Strada: ha incassato e non ha neppure potuto mostrarsi irritato.
    Quindi con l’arroganza tipica dei fondamentalisti puritani si è sfogato coi nani, in poche parole, parafrasando AdM, ha scaricato i nervi sparando sulla Croce Rossa, ribadendo che i 90 catorci volanti, chiamati F-35, ci sono necessari e non ci passi neppure per la mente di pensare agli analoghi russi SU-34 una decina di volte più efficienti e quasi 10 volte meno costosi … altrimenti ….

    • luigiza  On marzo 29, 2014 at 8:09 pm

      Anafesto, forse sbagli a confrontare F-35 con l’SU-34 che è un cacciabombardiere prodotto dall’azienda russa Sukhoi dai primi anni novanta.
      E’ il T-50 russo che é concorrente dell’F-35 americano entrambi caccia multiruolo di 5.a generazione.

    • antoniochedice  On marzo 30, 2014 at 4:51 am

      La sua fissazione comincia ad assumere caratteri patologici.

      • Anafesto  On marzo 30, 2014 at 12:42 pm

        Patologicamente rispondo che se l’obbiettivo finale è la neutralità dell’Italia, e quindi l’uscita dalla NATO, credo che il primo passo sia quello di svincolarci dalle “imposizioni sui sistemi d’arma”, che non devono essere necessariamente made in USA, ma soprattutto che non devono avere il consenso USA (vedi sistema ALIS) per poter operare.
        Avevo confrontato l’F-35 col SU-34, poiché era stato venduto come caccia bombardiere, e l’ex ministro della difesa Mauro aveva asserito che servivano a sostituire i Tornado vecchi, secondo lui, di 40 anni.
        Col T-50 FA penso se la deve vedere l’F-22, il quale sembra che nel 2012 in Germania nell’esercitazione Bandiera Rossa non se l’è vista per niente bene neanche con gli EF-2000, che pur non sembrano superiori ai SU-35.
        Al di la di ogni valutazione in merito sui velivoli, credo sia demenziale costruire sistemi d’arma basati su milioni di righe di codice, per fare un esempio, Windows XP accreditato di circa 1 milione di righe di codice, ha cominciato a funzionare decentemente dopo circa 10 anni e ben 3 release di service pack; l’F-35 con 17 milioni di righe di codice presumibilmente si dovranno attendere 170 anni per avere qualcosa di decente!

      • antoniochedice  On marzo 30, 2014 at 10:55 pm

        Prima si affrontano i problemi politici e solo dopo quelli tecnici . Poi essere neutrali non significa comprare armi russe, casomai svizzere o svedesi ( il miglior caccia del mondo). Si ricordi che gli antichi romani, pur avendo una tecnologia ottima per quel tempo, decidevano politicamente e poi incaricavano i tecnici di eseguire. Il Colosseo si chiama Anfiteatro Flavio dagli omonimi imperatori ( Vespasiano e Tito). I nomi degli ingegneri, non li ricorda nessuno.

  • Roberto  On marzo 31, 2014 at 5:51 pm

    Non credo che il problema di Obama siano gli F35, ormai conclamate BARAKke.Suppongo sia venuto a riallacciare i rapporti con la chiesa cattolica ed a chiedere a Nap e Renzi se stanno con lui o con Putin. Inoltre penso che supporti la linea antitedesca contro la rigidità economica. Gli USA vogliono più crescita e più debito per incrementare consumi ed occupazione, al contrario dei tedeschi. Come riflessione personale ritengo che se uno dei più importanti capi di stato della terra sente la necessità di inginocchiarsi davanti ad un capo religioso (indipendentemente dalla religione)significa che siamo ancora ad un livello di civiltà primitivo. Bosone di Higgs e rilevamento delle onde gravitazionali della radiazione di fondo hanno chiuso il capitolo delle grandi religioni monoteistiche per aprire orizzonti più vasti e più affascinanti. Ma è difficile saperli leggere. Andare a pigliare l’ostia la domenica mattina è più comodo e produttivo anche se ti becchi qualche cazziatone da un papa che di cosmologia ne sa certamente più di te

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