Archivi Categorie: Siria

LA PRIMAVERA ARABA PROVOCA UNA VENDEMMIA DI SANGUE IN TUNISIA. SONO PREVISTI ALTRI OMICIDI MIRATI DI ESPONENTI POLITICI LAICI NELL’INDIFFERENZA GENERALE. di Antonio de Martini

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Dopo la semina di tanto odio sotto l’etichetta di “democrazia” gli Stati Uniti e gli alleati a loro più affini, iniziano a raccogliere gli effetti  devastanti della “campagna umanitaria di democratizzazione” in Nord Africa.

Il conto della Libia è macabro: per evitare mille vittime all’anno, il bilancio della guerra è arrivato a centomila morti; il famoso massacro di Tripoli da parte di Gheddafi – che ha provocato la guerra, pardon intervento umanitario –  si è rivelato inesistente e ormai la definizione di “islamista moderato” è ” un islamista che si è seduto su una poltrona ministeriale”. Continua a leggere

ARABIA SAUDITA. IL PRINCIPE MUQRIN BEN ABDELAZIZ AL SAUD DIVENTA PRINCIPE EREDITARIO DEL PRINCIPE EREDITARIO. di Antonio de Martini

Col re ottantanovenne reduce dalla quarta operazione chirurgica e un principe ereditario, Salman ben Abdelaziz, ottantasette primavere suonate ( e suonato anche lui dall’Alzehimer ormai evidente) , assume rilievo particolare la nomina, avvenuta oggi, a ” secondo vice primo ministro” del principe Muqrin ben Abdelaziz al Saud, sessantasette anni ( è il più giovane tra i figli superstiti di Ibn Saud ) . Continua a leggere

MEDITERRANEO INQUIETO. VIGILIA DI SCONTRO. di Antonio de Martini

Benjamin Netanyahu è riuscito a resistere alla spinta americana mirante a mandarlo a casa.
La vittoria elettorale conferma la definizione che di lui danno i commentatori: ” un genio tattico e un idiota strategico”.
Vince le battaglie elettorali, ma non risolve la crisi palestinese che è la ragione per cui lo votano.
Intanto, non solo in Israele, gli analisti cominciano a interrogarsi apertamente sulla profondità del coinvolgimento americano in Medio Oriente e se il porvi limiti non sia un miglior modo di difendere anche gli interessi USA. Continua a leggere

AFRICA , MALI : LA FRANCIA INIZIA LA GUERRA PER IL CONTROLLO DELLE TERRE RARE. STA PER INIZIARE LO SCONTRO ANCHE PER LA SUCCESSIONE IN ARABIA SAUDITA ? di Antonio de Martini

le terre rare servono alla produzione dell’acciaio. Servono anche alla produzione dei computers ed altri aparecchi elettronici  usati principalmente per far funzionare la macchina da guerra dei paesi occidentali. Il Mali ha terre rare in abbondanza e un numero di guerriglieri non sufficiente ad impensierire.

L’anno scorso gli USA sbarcarono un reparto di  cento marines in funzione antiterrorista ( ne diedi cenno) . E’ della scorsa settimana l’annunzio che il governo Obama riconfermato ha deciso di dislocare distaccamenti di truppe in trentacinque paesi dell’Africa. Se a questi si aggiungono quelli in cui erano già acquartierati ( Gibuti, Etiopia, Uganda) abbiamo fatto l’en plein, perché  all’appello mancano solo Egitto e Sudan.

E’ sostanzialmmente per queste due  ragioni che la Francia ha deciso di intervenire ad onnta del parere negativo del governo americano ( la portavoce di Clinton , Susan Rice, ebbe a definire ” merda” il piano francese di intervento conntribuendo  così a giocarsi il posto di ssegretario di stato. Continua a leggere

GUERRA DI SIRIA: STATI UNITI E RUSSIA SI INCONTRANO DOMANI A GINEVRA PER CERCARE UNA SOLUZIONE MENO SANGUINOSA. di Antonio de Martini

Dopo una settimana di intenso lavorio preparatorio del mediatore nominato congiuntamente dall’ONU e dalla Lega Araba Lakdar Brahimi – che ha incontrato personalmente il presidente siriano Bashar el Assad ed elaborato poi una nuova proposta a Mosca ( basata sulla precedente intesa Clinton-Lavrov) con Vladimir Putin , facendola verificare da due negoziatori siriani invitati appositamente – sembra giunto il momento del confronto ufficiale per tentare di sbloccare la situazione. Continua a leggere

SIRIA: GLI EROI SONO STANCHI (DI RACCONTARE BALLE) E LA GUERRA SI IMPANTANA. SI VA VERSO LO STALLO E IL NEGOZIATO. di Antonio de Martini

La coalizione composta da Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Arabia Saudita, Egitto, Libia, Turchia e Katar in quasi due anni di macelleria e propaganda non sono riusciti ad aver ragione della Siria di Bashar el Assad , l’oculista reclutato a forza alla politica dalla morte prematura del fratello.

Gli USA sono stati ingannati da illusioni autoprodotte, dalla sopravvalutazione della volontà di potenza della Turchia, la sottovalutazione della capacità di resistenza dei siriani.
Stanno imparando a conoscere un vicino oriente che non conoscevano: i libanesi hanno un governo filo Hezbollah e sono riusciti a demolire una rete CIA di diciassette persone, tutte arrestate, accecando il Dipartimento di Stato in un momento decisivo. I siriani hanno ” esportato” i non combattenti , come profughi, oltreconfine, ottenuto – a inizio guerra – una sovvenzione importante dall’Iran ( si parla di trenta miliardi di dollari) e sopratutto bloccato la propaganda via internet che si rivelò esiziale per Hosni Mubarak. Continua a leggere

Syria next step is a step down in the escalation by Antonio de Martini

I receive on a daily basis information from important gentlemen funded by not less important foundations of what is happening at the turkish or Jordan border.
I volunteer to enter In Syria and report some facts and findings I already checked during my trips, thanks to the opportunity to speak with people without interpreters.

1) the minority cartel that is ruling Syria is approximately 30% of the population ( Alawis, Shia , turkomans, Christians of different faiths and minor sects). The remaining 70% of Sunnis is divided between the regime followers ( 50%) and those in favour some sort of change ( 20%).
This 20% minority is divided among ” western democrats” (5%?) and Muslim loyal to Sunni Imams ( 10% probably, most of them flying the war in Jordan, Lebanon ) and a 5% funded by Saudi Arabia showing a salafist, ( rigid and medieval) religiosity.
Roughly, this mosaic makes a 65% majority for Assad regime, most of them for the sake of ” law and order” .
2) the repression of Syrian pro Assad forces is very heavy, due to the military training and doctrine received by Russian advisors: ” if in a building there is a sniper, destroy the entire building regardless of collateral damages”.

3) this rough attitude has caused many casualties even if not as many calculated – from London – by the Syrian observatory that has no connection with internationally recognised organisations with similar names .

4) in this situation, a shift of the balance of forces could happen only if – as happened in Lybia – an air support is given to the Syrian Liberation Army( by NATO or by US Air Force or both).
The situation is similar to the cuban anticastro army in 1961 or with the Iraqi Kurds in 1991.
No air support, no victory.

5) Turkish military are not eager to open a second front and are asking for more arms and funds .

6) in this situation every hope of a quick military solution is impossible, a sniper or bomb attack against Assad , or family, is difficult to replicate and a coup d’état from the army out of question. There has been too much bloodshed and comrades to revenge. It’s time to think the unthinkable: a political compromise with Assad before being involved with the salafist embarrassing company.

7) remember what Rabin said once: “peace has to be made with enemies, not with friends.”

MEDITERRANEO, UN MARE DI NOSTALGIE: DA GHEDDAFI A MUBARAK A BERLUSCONI. ARRIVA IL SOGNO DI UNA EUROPA DALL’ATLANTICO AGLI URALI O L’INCUBO DELL’EUROPA COLONIZZATA ? di Antonio de Martini

Stiamo tornando all’epoca dei protettorati di ottocentesca memoria e c’è chi vuole applicare l’idea anche all’Europa.
La Libia a oltre un anno dalla conclusione ufficiale delle operazioni N.A.T.O. , non ha ancora trovato la pace e la via della concordia nazionale che adesso spera di trovare con la creazione di una società petrolifera nazionale con direzione a Tripoli e robusta sede decentrata a Benghazi .
La governance sarà a sorveglianza britannica.

L’Egitto, nei suoi millenari annali, non aveva mai

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L’IRAN CATTURA UN ALTRO AEREO AMERICANO SENZA PILOTA. di Antonio de Martini

L’Agenzia iraniana FARS ha appena annunziato che le forze armate iraniane sono riuscite ad impadronirsi di un altro Drone americano in missione di ricognizione sul territorio della Repubblica islamica.
La notizia segue a ruota il comunicato governativo che annunziava la creazione di un cyber comando generale , diviso in sette aree, mirante a migliorare la capacità difensiva iraniana in quella che chiamano ” soft war” e che coinvolge il potenziale di software dell’Iran, duramente colpito da Stuxnet ed altri virus scagliati dalla cooperazione Israelo-americana contro gli scienziati nucleari iraniani .
I colpi subiti hanno evidentemente indotto l’Iran a premunirsi con la creazione di na nuova forza armata e la cattura di un altro Drone mette certamente in difficoltà il comando USA che ha comunque bisogno di conoscere le aree in cui dovrebbe eventualmente colpire in caso di incursione contro le installazioni nucleari persiane.

Nel frattempo, diventa un problema anche la disseminazione del software aggressivo.
Stuxnet è stato usato nei giorni scorsi anche per piegare le difese informatiche della società CHEVRON in California a puro scopo di spionaggio commerciale.

La tecnica di cattura consiste nel prendere possesso dei comandi del Drone, sottraendolo al controllore originario che lo ha lanciato. Questa tecnologia, opportunamente potenziata , consente di impadronirsi anche di aerei guidati da piloti esperti e pone un serio interrogativo circa la capacità israeliana di effettuare, senza perdite, incursioni in terra straniera.

IN SIRIA A COMBATTERE ADESSO CI SONO ANCHE I RUSSI. di Antonio de Martini

La guerra civile in Siria sta assumendo sempre di più i contorni foschi della guerra civile spagnola del 1936.
Avevamo a suo tempo segnalato l’afflusso dei seicento ” volontari ” libici e Jihadisti, resisi poi autori dei principali crimini di guerra perpetrati in Siria.
Avevamo anche segnalato la dichiarazione di uno del fondatori di ” medecins sans frontières” che ritornato da un turno di volontariato ad Aleppo ha rilasciato la dichiarazione che metà dei feriti da lui curati in ospedale era di nazionalità inglese o francese.
Fonti solitamente degne di fede ci informano adesso della discesa in campo di volontari russi.

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