MEDITERRANEO INQUIETO. VIGILIA DI SCONTRO. di Antonio de Martini

Benjamin Netanyahu è riuscito a resistere alla spinta americana mirante a mandarlo a casa.
La vittoria elettorale conferma la definizione che di lui danno i commentatori: ” un genio tattico e un idiota strategico”.
Vince le battaglie elettorali, ma non risolve la crisi palestinese che è la ragione per cui lo votano.
Intanto, non solo in Israele, gli analisti cominciano a interrogarsi apertamente sulla profondità del coinvolgimento americano in Medio Oriente e se il porvi limiti non sia un miglior modo di difendere anche gli interessi USA.

Questo risultato elettorale creerà un ulteriore elemento di rigidità nella situazione dell’area MENA ( Middle East & North Africa) di cui nessuno sentiva il bisogno.
L’altro importante fattore di irrigidimento, lo ha segnalato unicamente ” L’Osservatore Romano” che titola con evidenza in prima pagina la notizia che l’Egitto ha rotto l’armonia del coro internazionale che solidarizzava con la ” guerra” francese nel Mali.

La Giordania è sull’orlo della destabilizzazione a causa della crisi istituzionale e dell’arrivo di una torma di profughi ingestibile.
Come sappiamo, l’Egitto, la Tunisia, la Libia, la Siria, hanno smesso di essere fattori di sicurezza per l’area mediterranea – anzi i loro nuovi governanti preoccupano – e adesso l’uragano si sposta verso ovest. .

Nell’area contigua alle nostre rive, gli USA hanno destabilizzato l’Irak, lo Yemen , l’Afganistan e se l’Iran non è nelle stesse condizioni non è per difetto di zelo.
Dall’irrigidimento israeliano, iraniano ed egiziano – i tre grandi “player” dello scacchiere – non potrà uscire nulla di buono.
Il pompiere-piromane della situazione è la Francia. È stata la Francia ad iniziare i bombardamenti in Libia ed è stata lei ad iniziare le ostilità in Siria.
La scorsa settimana il Presidente Francois Hollande ha convocato per ben tre volte il Consiglio di Difesa.
Un po’ troppo per una operazione militare, a livello di una mezza brigata, contro i Touareg nel Mali, un paese che ha la superficie della Francia e la popolazione di Roma, ma che ha confini strategici in comune con Marocco – afflitto da mini rivolte popolari ormai quotidiane – e con l’ Algeria dove, come vediamo, le mini rivolte sono armate.

In situazione di ” pre-unrest” anche Arabia Saudita a causa dello stato preagonico del re e della intesa ormai in crisi tra i sei partner degli Emirati Arabi che sono in aperta rottura contro l’Emiro del Katar accusato di aver troppo finanziato l’organizzazione dei fratelli mussulmani con un patto stipulato a danno degli altri ( ” finanzio tutti i movimenti per il cambiamento in tutti i paesi, a patto che non ne facciate nel mio”).
La Turchia sta affrontando una guerriglia ultraventennale sulla frontiera irachena che si è allargata alla frontiera siriana, dove i kurdi ieri di sono scontrati anche coi rivoltosi sunniti con cinquanta morti: abbiamo così anche una guerra nella guerra.
Della Siria, conosciamo la situazione: gli USA insistono con lucida follia a voler aprire il piu grosso vaso di Pandora.

Paradossalmente il solo paese tranquillo è rappresentato dai Territori palestinesi che confermano così di essere l’occhio del ciclone, dove si gode di un effimero attimo di serenità nel mezzo della bufera.

Su questo inquietante scenario di “guerra tiepida”generalizzata, l’Italia si presenta in piena crisi occupazionale e economica e finanziaria e politica e morale e istituzionale e di governo.
Complimenti agli chef. Tutti senza ricetta.

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Commenti

  • abrahammoriah  Il gennaio 23, 2013 alle 9:56 am

    23 gennaio 2012

    Se la situazione internazionale può essere rappresentata citando Sören Kierkegaard che scriveva “La nave è in mano al cuoco di bordo e ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta, ma ciò che mangeremo domani”, aggiungiamo che nel caso Italia il cuoco si gloria di comunicare al povero equipaggio che domani (né dopodomani né mai più) riusciremo a mangiare perché s’è già mangiato tutto lui.
    Massimo Morigi

  • sandrocchio  Il gennaio 23, 2013 alle 9:29 pm

    Ho trattato lo stesso tema nell’articolo “Giù le mani dal Mali”, apparso ieri sul mio blog http://larivoltadeglischiavi.wordpress.com
    Ho trovato con questo blog un comunità di vedute che non può che farmi piacere, per cui ho inserito il suo link nel blogroll che appare nella sidebar.

    • antoniochedice  Il gennaio 24, 2013 alle 3:57 am

      Grazie. Se sapessi usare queste tecniche, le restituirei la cortesia.

      • sandrocchio  Il gennaio 24, 2013 alle 9:37 am

        E’ facilissimo. Basta cliccare su “Amministra Sito”, scegliere sulla sidebar “Link”, poi “Aggiungi un nuovo link”,scrivere il nome del blog che si vuole, l’URL “http://larivoltadeglischiavi.wordpress.com”
        e infine cliccare sul Bottone “Aggiungi link”.
        Avevo promesso di aggiungere il vostro link al mio blogroll (lista dei link), ma l’ho fatto solo pochi minuti fa (può andare a verificare), perchè me n’ero dimenticato.
        Comunque mi complimento per il blog e l’articolo. Sono fatti veramente bene.
        Penso che ci convenga collaborare, perchè di blog veramente validi in giro ne vedo pochi.
        Il mio prossimo articolo lo manderò questa sera o domattina. Il titolo dovrebbe essere “L’effetto domino”.

      • sandrocchio  Il gennaio 27, 2013 alle 7:08 pm

        Mi sembra strano che non sappia usare questa tecnica, mentre usa con destrezza quella di inviare commenti ai blog con cui è in contatto.
        Comunque per queste cose ci sono i tecnici e il Corriere della collera è un sito abbastanza sofisticato per non averne a disposizione.
        E’ solo un’osservazione e non una rimostranza
        .

      • antoniochedice  Il gennaio 27, 2013 alle 7:18 pm

        Temo che lei sia ancora più ignorante di me in materia. Un amico tecnico mi ha predisposto il tutto è lo interpello un paio di volte all’anno ( o per emergenze) , perché non posso abusare degli amici.

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