Archivi Categorie: Medio Oriente

I Fratelli mussulmani. Un pò di storia. Tutti i governanti egiziani li hanno usati per poi metterli fuori legge.

Molti sanno ormai che l’organizzazione dei Fratelli Mussulmani è nata nel 1928 su iniziativa di Hassan El Banna, un giovane di Alessandria d’Egitto allevato nella Dar el Alam ( casa della scienza) del Cairo, dove si istruivano gli insegnati “modernisti”.

Il parallelo più calzante potrebbe essere compararli  al clero dei paesi cattolici o alla massoneria dei paesi anglosassoni: ufficialmente niente politica  e sostegno alle istituzioni. Nei fatti, una ambiguità opportunista.  Continua a leggere

UNA SEQUELA DI BRUTTE FIGURE COME QUESTA GLI USA NON LA COLLEZIONAVANO DA TANTO. MA ADESSO IL PROBLEMA DELLE “RIVOLTE DELLA FAME” NON E’ PIU’ RINVIABILE, E INVESTE DIRETTAMENTE GLI USA.

Gli  usa stanno cercando di salvare la faccia lasciando credere alla pubblica opinione mondiale che è stata la Merkel a convincerli che  in Egitto ,”in fondo non si può risolvere ogni cosa con le elezioni” e quindi queste possono essere rimandate.

In realtà, sono stati convinti da due fatti:

  • l’attentato  terroristico ( ma non avevano detto che era una rivoluzione senza violenza?) ad un gasodotto che porta in Giordania, ma che rifornisce anche Israele. L’allarme è stato immediato.
  • L’intervento di Shimon Peres – il presidente israeliano, unica testa fredda della zona – che ha ricodato che Mubarak ” ha consentito di risparmiare molte vite.” e questa è suonata come una  benedizione  tesa a  ottenere i tempi supplementari per il vecchio presidente. Continua a leggere

Sportelli: ecco come era l’accordo con l’OLP

 L’ing.  Armando  Sportelli  ( all’epoca colonnello) è il mitico artefice dell’accordo con l’OLP

Shimon Peres ( a sin) attuale presidente dellaRepubblica in Israele e Yasser Arafat capo dell'OLP con cui l'Italia stipulò un'intesa.

che ha assicurato oltre  un ventennio di pace  – per quanto riguarda l’OLP – sul territorio italiano.

 In quel periodo Sportelli guidava l’ufficio “R” del nostro servizio segreto, incaricato dei rapporti con l’estero.

 Per la prima volta Sportelli esce dall’ultraventennale riserbo  per fare una precisazione attinente al mio articolo sugli arabi apparso ieri sul blog dal titolo “L’Europa e gli arabi tra rinascita e il  rinnegare”. Continua a leggere

Gli arabi e l’Europa. Tra la rinascita e il rinnegare. di Antonio de Martini

Visto l’intensificarsi dell’interesse verso il mondo arabo in questi giorni, anticipo – sperando far cosa utile-  un paragrafo del libretto che sto scrivendo su ” GLI ARABI E L’ISLAM” nella speranza di far meglio capire la situazione in cui si trovano le elites attuali

 Descrivo i vari tipi di arabi a partire dal beduino. Questo è il paragrafo dedicato  agli arabi cosiddetti modernisti. I tentativi di assimilazione europei sono falliti. Ora falliscono anche quelli americani. Buona lettura. Continua a leggere

Perchè a Gheddafi non succede nulla?

Mi chiedono spesso ” come mai tutto è in subbuglio, tranne Gheddafi” e la Siria aggiungerei io.

In effetti, i  satrapi che stanno saltando, sono tutti  – e solo –  amici degli USA e dell’occidente.

Gheddafi è uno di quei stralunati notturni di cui la storia dell’islam non è avara. 

GHeddafi e due sue guardie del corpo. Pare siano femmine.

 Intanto, in quei paesi, essere “toccati” ( da Allah) suscita rispetto e non il rigetto che si registra da noi e , quindi, contribuisce al carisma.

 Questi personaggi lunatici saranno anche  pazzi, ma non sono  stupidi e spesso hanno motivazioni “nobili” nella ricerca e nella gestione  del potere.

Gli amici dell’occidente, ahimé, sono  spesso sedotti dallo stile di vita “consumista” e  cercano potere e denaro solo per se e parenti. Se non lo sono, lo diventano a causa della politica di lusinghe che tutti mettono in atto.

I filo occidentali,  mancano in genere  di  quella fierezza  nazionale che caratterizza i capi arabi  che restano in sella col favore delle popolazioni di riferimento.   Continua a leggere

Il mondo arabo , la politica occidentale nel mediterraneo e i giornalisti italiani : LOST IN TRANSLATION?

La rivoluzione egiziana vista dai media italiani  assume  gli stessi toni epocali con cui viene trattato  l’affare Ruby.

El Baradei,  ex direttore dell’agenzia atomica che ha “tenuto sotto scopa ” con molto equilibrio l’Iran  negli scorsi anni, e attuale candidato presidenziale di USA e Gran Bretagna, viene presentato come  un incrocio tra Ghandi e Mandela . 

Anche se non pronunzia frasi  rivoluzionarie, i media italiani  gliele fanno pronunziare.

Il ministro Frattini intenuta da sci.

Continua a leggere

SOLIMANO IL MAGNIFICO, ovvero IL CONSIGLIO D’EGITTO

Stavo pensando di passare la domenica a  maramaldeggiare sul  PD : i difensori  dei poveri che intascano i due euro delle primarie napoletane da 40mila  appartenenti alle fasce deboli, per poi annullare tutto  senza accennare a ipotesi di rimborsi.

la famiglia Mubarak crea problemi al premier, ma Frattini è in settimana bianca. Lo sforzo di Montecarlo l'ha esaurito?

Continua a leggere

Mediterraneo e Strategie di sopravvivenza.

Come mai in breve tempo si è accesa la situazione politica  in Nord Africa ( Egitto, Tunisia, Algeria) ,  nel Levante ( Libano), nei Balcani( Albania) e in Russia ? Come mai delle zone calde di pochi mesi fa ( Sudan,  Georgia, Ucraina,Iran) non si parla quasi più?

Esiste un l fil rouge che collega questi avvenimenti ?  Gli eventi italiani sono collegabili ? Come mai la chiesa si è schierata pubblicamente  in maniera  inusuale, riconoscendo il conflitto tra i poteri dello Stato,  spiazzando la sinistra anche cattolica che sperava di utilizzare il sesto comandamento come grimaldello per tornare a Palazzo Chigi?  Il fil rouge va cercato in Cina.

Gli USA sono forti e affidabili, Il Mediterraneo in ebollizione. Se fossi cinese chi sceglieresti?

Continua a leggere

Sciagurati in arrivo: Duane Clarridge

Sul “Corriere della sera” di questa mattina leggiamo quello che in gergo giornalistico si chiama “un soffietto” dedicato a un ex della CIA di anni 78 : Duane Clarridge

l'agente CIA che ha trafugato i quadri di Brera. Ora ha fondato la Blackwater agenzia privata incriminata per assassini di civili in Irak. Il Corriere della Sera di oggi gli dedica un soffietto promozionale.

. Continua a leggere

Tunisia: bloccare il rischio di contagio. Troppo tardi?

Gli ottimisti pensano che dopo la rivolta tunisina ci sia un rischio di contagio a tutto il Maghreb ( Algeria e Marocco). I pessimisti ritengono che anche la Libia e l’Egitto siano sotto tiro.

 In realtà i paesi arabi sono tutti coinvolti e a questi si aggiungono  Afganistan,Pakistan, Iran,Turchia che, pur non essendo arabi, hanno in comune religione e  cultura  sia pure con sfumature.

Il nuovo ATATURK: ERDOGAN. Ha un ruolo nuovo in Medio Oriente

La sensazione che si trae da una analisi anche superficiale della situazione è che  siamo alla vigilia di una grande rivoluzione di cui è ancora  difficile intravvedere forme e calendario. Sappiamo solo che l’innesco è stato dato da Ben Alì e consorte, mentre  l’esplosivo è stato portato a pressione,  dall’avidità congiunta delle lobby  dell’agroindustria americana e delle classi dirigenti corrotte , scelte e  protette dall’occidente.

Questi momenti ribellistici non sarebbero diversi dalle periodiche rivolte contro l’impero britannico nell ‘800 se non ci fossero due fatti nuovi: uno politico a nome Ben Laden ( nell’800 c’era il Mahdi che però durò e costò poco) e uno geostrategico a nome Turchia di Erdogan.  

   Turchia, Tunisia e Pakistan erano considerati tra i più fedeli  e laicizzati alleati dell’occidente.  Il Pakistan dispone già  dell’armamento nucleare e la Turchia ( snobbata da qualche intelligentone della U.E.) ha un esercito di due milioni di uomini alle porte dell’Europa.

La Turchia, che da quindici anni ha tassi di sviluppo del 6-7%  ha elaborato una strategia semplice come tutte le strategie. Continua a leggere