I Fratelli mussulmani. Un pò di storia. Tutti i governanti egiziani li hanno usati per poi metterli fuori legge.

Molti sanno ormai che l’organizzazione dei Fratelli Mussulmani è nata nel 1928 su iniziativa di Hassan El Banna, un giovane di Alessandria d’Egitto allevato nella Dar el Alam ( casa della scienza) del Cairo, dove si istruivano gli insegnati “modernisti”.

Il parallelo più calzante potrebbe essere compararli  al clero dei paesi cattolici o alla massoneria dei paesi anglosassoni: ufficialmente niente politica  e sostegno alle istituzioni. Nei fatti, una ambiguità opportunista. 

L’organizzazione crebbe immediatamente  anche perché  inizialmente finanziata con larghezza dalla compagnia del canale ( Banna era stato assegnato a Ismailia  e ottenne 500 sterline per costruire una moschea. Lo ammise e poi negò) , da re Farouk e incoraggiata anche dagli inglesi che vedono la religione come  è a casa loro: tradizionale puntello del trono.

  Gli inglesi lo hanno fatto anche col partito dei Mullah in Iran fino a che la situazione non gli è sfugita di mano. Idem per Israele che autorizzarono lo sceicco Yassine   a creare Hamas come succursale palestinese dei Fratelli mussulmani , in un’ottica di “divide et impera” con Al Fatah).

La nascita del partito WAFD,  laico e nazionalista, pose le basi per la rivalità e la crescita  dei fratelli mussulmani :4 sezioni nel 1929, 300 dieci anni dopo e 2000 nel 1948 asserendo di avere oltre un milione di aderenti.

La fratellanza mussulmana  ha un giuramento  e una cerimonia di adesione ed è diretta da una Guida  carismatica che governa con un ufficio politico scelto da lui  e confermato da una consulta di circa 150 membri, incluso un rappresentante per ogni paese dove la confraternita è presente.

E’ noto che  – all’interno della fratellanza –  esiste una organizzazione creata per svolgere azioni violente e clandestine. Insomma la organizzazione ambigua  e infiltrata dalle autorità  di polizia che vengono represse con la forza o rese legali a seconda della convenienza  del potere.

La prima fase della vita dell’organizzazione è  felice, tra crescita degli iscritti e collaborazione con Trono e Inglesi. Ben presto la situazione palestinese e  quella  dello stesso Egitto creeranno i primi disordini : Le manifestazioni del febbraio ’46  e quelle del novembre 48 ( di solito culminavano con l’incendio dell’Hotel Shephard simbolo coloniale per eccellenza) e la  prima guerra di Palestina  del ’48 cui partecipò un loro reparto autonomo. All’ordine di integrarsi nell’esercito,  El Banna accettò. Molti non obbedirono,  e  la Guida  iniziò a perdere il controllo della fratellanza, il che  condusse al decreto di interdizione  del dicembre ’48 .

 Il primo ministro autore del decreto,  Nokhraci Pascià,  viene assassinato qualche giorno dopo e il 12 febbraio 1949 è la volta di El Banna  assassinato , pare , dalla polizia.

Ritroviamo i fratelli mussulmani quali fiancheggiatori della rivolta di luglio  degli ufficiali nasseriani  nel 1952 , vengono  però nel 1954 sciolti perché assimilati a un partito politico e per le critiche alle mire totalitarie di Nasser cui si opponevano. Nasser li accusò,  dilegio supremo tra gli arabi, anche di pratiche omosessuali. 

L’immancabile  attentato al tiranno, questa volta fallito, porta a una formidabile repressione  che dura fino al 1970 anno della morte del Rais. la guida di Sayyed Qoth ( proveniente dalla stessa Dar el Alam ,la scuola “modernista” per insegnanti) che accusato, per una volta falsamente,  di complotto viene liquidato nel 1966.

L?arrivo da Saadat al potere  consente una certa tolleranza in cui  la fratellanza cresce rendendosi utile al potere contro la sinistra e i nasseriani irriducibili, ma la situazione  dell’Egitto è cambiata: la fratellanza trova  la forte  concorrenza degli islamisti violenti nati nel frattempo a causa delle repressioni. Omar Talmassani, guida dal 1973 non riesce a riprendere il ruolo egemonico che la fratellanza aveva avuto  nei primi decenni.

In questa situazione l’organizzazione si sviluppa seguiendo una linea che possiamo definire corporativa egeminizzando le organizzazioni professionali ( medici, avvocati ecc.), sfruttando lo snobismo degli egiziani nei confronti delle organizzazioni sindacali in genere.

Nel 1987 i fratelli si presentano alle elezioni con la sigla marxista di partito socialista del lavoro, eleggendo una ventina di deputati. La persecuzione giustifica ogni sotterfugio.

Nel quadro della lotta alle organizzazioni estremiste islamiche  – siamo negli anni ’90 –  Mubarak  li estromette dalla  quasi legalità in cui operavano e li bandisce nuovamente.

Al Jawayry, il braccio destro di Ben Laden viene da una frazione di una scissione della Fratellanza e questo solo dato  fornisce  la misura dell’ambiguità e del frazionismo  in cui agisce l’organizzazione.

Dal 1996 la Guida del movimento  è lo Sceicco Mustafa Mashur .  E’ anche abortito il tentativo di costituire  in Egitto un partito WASAT ( il centro) assieme ai copti  e dal 1994 la repressione li ha privati del controllo delle associazioni professionali.

Nel mondo arabo , la fratellanza è vicina al potere in alcuni paesi ( Palestina ( hamas), Giordania, Sudan e Yemen) In Siria e nel Kowait stanno riavvicinandosi al potere dopo anni di contestazione anche violenta.  Il presidente Asad senior, fu costretto per reprimere una ribellioni a radere al suolo la città di Hama, facendo oltre 12.000 morti.  Gli USA, pur disponendo delle foto satellitari del massacro, non le hanno mai pubblicate.

Nel Maghreb ha legami con organizzazioni religiose varie, ma non è presente direttamente. Non ha mai tentato di essere presente in Arabia Saudita, dalla quale riceve certamente sovvenzioni e dove è impossibile predicare un islam  più ortodosso di quello wahabita. Esistono numerose dichiarazioni di El Banna a favore del re-fondatore  dell’Arabia moderna  ABD EL AZIZ , padre degli ultimi cinque o sei re sauditi.

Insomma  i fratelli mussulmani  sono presenti in tutte le aree in cui era presente il potere ( e l’intelligence) britannico e assenti dove c’erano i francesi.  Nelle guerre del golfo, non sono stati capaci di una posizione unitaria. 

Più chiaro  di cosi…….

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Commenti

  • antoniochedice  Il giugno 20, 2013 alle 9:01 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    UNA DELLE RAGIONI PER CUI I FRATELLI MUSSULMANI NON SFONDANO IN SIRIA È CHE NON È UNA EX COLONIA BRITANNICA…..

    • Dostoevskij  Il giugno 20, 2013 alle 2:04 pm

      finchè l’ho seguita, la fratellanza sembrava avere il suo nucleo più influente in qatar con al jazeera praticamente messa a loro disposizione. al qaradawi, leader de facto della fratellanza qatariota, vi tiene un programma quotidiano con un’audience media di 15 milioni d’individui e il simpatico imam e tanti suoi compari hanno ormai posto fisso nei board delle principali banche islamiche, un fenomeno finanziario emergente dall’enorme potenziale e in continua ascesa.
      basti pensare che questi leader si occupano di mettere il timbro di conformità islamica ai prodotti finanziari pensati per il consumatore islamico, di fatto stanno mettendo un lucchetto ad un mercato immenso, inutile dire che la chiave cercheranno di tenerla per loro.
      finita ufficialmente la guerra in libia i primi provvedimenti hanno riguardato anche il settore bancario e il governo si è subito adoperato per far entrare nel mercato libico i colossi bancari islamici (doha e dubai in primis ovviamente), gheddafi (come tanti altri leader capitolati ultimamente) osteggiava nervosamente il fenomeno e anche se ultimamente aveva concesso qualcosa in tal senso, aveva riservato il posto d’onore al ramo dedicato ai prodotti islamici di Unicredit (ogni banca occidentale, fiutando l’affare, si è dotato di un ramo “islamico”).
      i paesi del golfo non vogliono certo farsi prendere dalle mani uno fra i mercati più promettenti del secolo e il qatar ha preso recentemente dei provvedimenti molto rivoluzionari in tal senso (come la divisione obbligatoria fra banche convenzionali e banche islamiche, cosa che di fatto taglierebbe fuori le società miste occidentali).
      anche in tunisia ed egitto si è seguito un copione simile, per questo mi sentirei di aggiungere accanto al più tradizionale controllo delle risorse il movente “finanza islamica”, mondo pieno di ombre di cui poco si sente parlare ma che comincia a pesare davvero tanto (anche se onestamente è almeno un anno che non mi aggiorno in materia)
      la cosa che davvero non capisco è cosa ha spinto gli USA (e francia e UK) ad un alleanza così pericolosa e imprevedibile (e onestamente, anche impresentabile)?? sembrano sono sempre più geopoliticamente disperati , costretti a rincorrere il susseguirsi di eventi per lo più causati dai loro continui errori…

      • antoniochedice  Il giugno 20, 2013 alle 3:05 pm

        Dei FM del Katar, non sono informato.
        Ci sono due bestemmie nel suo testo.
        a) dire finanza islamica equivale a dire prostituzione cattolica.
        Esistono prostitute ed esistono donne cattoliche. In qualche caso coesistono, ma non esiste la prostituzione cattolica.
        Una sciocca illusione, consiste nel mettere il termine “islamica” assieme a “Banca.”
        Un tempo, nel Medioevo e in Dante, si chiamava usura ed era equiparata alla sodomia che prevedeva la morte.
        Adesso queste due comari avanzano di pari passo e stanno scardinando i nostri valori. Si parla molto di omosessualità e poco di usura e banche.
        Bisognerebbe tornare all’abbinamento e studiarne ogni risvolto..
        Vedrete che se il Papa scioglie lo IOR, anche la lobby gay del Vaticano chiuderà i battenti.
        b) l’altra eresia è ritenere che gli Stati Uniti si preoccupino delle conseguenze dei propri errori. Non ci pensano affatto. Forse i francesi.

  • Dostoevskij  Il giugno 20, 2013 alle 3:48 pm

    mi sembra di aver capito che la famiglia reale qatariota è di fatto legata a doppio filo con la fratellanza e ne usa l’influenza per muovere i fili della sua influenza e imporsi come interlocutore principale in medioriente, così come in maghreb. come aveva giustamente sottolineato l’arabia saudita al momento annaspa fra problemi di successione (ed età), difficile situazione interna e legami troppo evidenti con gruppi estremisti.
    in questo contesto il qatar è riuscito facilmente ad accreditarsi presso washington come il partner più credibile ma sono tanti gli analisti che osservano come il qatar stia muovendo passi troppo ambiziosi per le sue reali capacità.
    come ha osservato lei la fratellanza è estremamente ramificata e non è così scontato che i vari rami s’incastrino fra di loro senza turbolenze anzi guardando al progetto “internazionale” qatariota spesso sembra di trovarsi di fronte a carrozzoni fragilissimi e ingestibili, tenuti insieme soltanto dalla pioggia di finanziamenti che arrivano dai paesi del golfo e dal supporto logistico occidentale.

    riguardo finanza e banche islamiche so benissimo quanto il termine sia infelice e fuorviante nel descrivere ciò di cui realmente si parla, del resto credo che chiunque abbia creato queste definizioni avesse in mente proprio questo scopo.

    riguardo l’attacco portato ai nostri valori mi trova d’accordo, io credo che lo scopo dei poteri che lo stanno portando avanti sia semplicemente quello di impadronirsi dello strumento di controllo più efficace che sia mai esistito, dio stesso. il dio che ci hanno consegnato i nostri antenati è stato posto (saggiamente) fuori dalle dispute umane e non permette a nessuno sulla terra d’identificarsi con esso né di agire secondo suo diretto volere (anche se l’islam e il protestantesimo hanno in parte questo problema, data l’assenza di una figura garante riconoscibile da tutta la comunità).
    oggi alcuni potenti pretendono di dotarci di un nuovo pantheon, demolendo parimenti le religioni monolitiche ribaltandone tutti i valori. se lei presta attenzione questa operazione è già ad un ottimo stadio, ad esempio nei giornali ormai ci si riferisce al Mercato con tutti gli attributi di una divinità, che ovviamente pretende i suoi sacrifici ed ha i suoi sacerdoti e i suoi testi sacri (ed eretici). in questo senso credo sia una sorta di ritorno al politeismo, data la quantità spropositata di divinità minori che stanno issando. lei come la vede?

    Cordiali Saluti.

    • antoniochedice  Il giugno 20, 2013 alle 4:22 pm

      Secondo me, visto che tutti i monoteisti convengono che Iddio è incommensurabile, inconoscibile ecc. Dovrebbero smettere di cercare di descriverlo e circoscriverlo.
      Un minimo di coerenza!

      • Dostoevskij  Il giugno 20, 2013 alle 4:41 pm

        credo che come nel caso delle atomiche, valga il principio della deterrenza!

  • raymond issa  Il giugno 21, 2016 alle 9:35 am

    Tonino, Je t’ai toujours dit d’ecrire un livre car ton analyse du monde arabe est unique et claire Tout le monde voudrait comprendre ce monde inextricable et toi tu l’exprimes parfaitement

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