SOLIMANO IL MAGNIFICO, ovvero IL CONSIGLIO D’EGITTO

Stavo pensando di passare la domenica a  maramaldeggiare sul  PD : i difensori  dei poveri che intascano i due euro delle primarie napoletane da 40mila  appartenenti alle fasce deboli, per poi annullare tutto  senza accennare a ipotesi di rimborsi.

la famiglia Mubarak crea problemi al premier, ma Frattini è in settimana bianca. Lo sforzo di Montecarlo l'ha esaurito?

Telefonate di amici e la constatazione che il numero dei lettori  del blog è raddoppiato rispetto alla migliore performance precedente e triplicato rispetto a inizio gennaio, mi hanno indotto ad affrontare l’argomento mediterraneo in fiamme  che caratterizza il Corriere della collera assieme al tema della patrimoniale  ( contro cui si sono schierate sia Repubblica che Il Corriere della sera in commovente unanimità) e quello  della fissione nucleare che libera neutroni di ferro senza radiazioni ionizzanti.

Sono tutti temi importanti di cui mancano informazioni. Noi diamo notizie precise, vere e  prive di interessi nascosti. Eccole:

Egitto:

la notizia ignorata da tutti i media e commentatori  è che il generale Soleiman – capo dell’intelligence  presentato come l’uomo nuovo – è stato  l’erede  ufficiale di Mubarak fino a qualche anno fa. 

 Il Faraone, spinto dalla moglie che non si fidava di Soleiman ,( anche quella di Ben Alì, con la sua influenza, ha portato il marito alla perdita del trono; altro che donne arabe passive e donne occidentali libere e moderne.  A me sono sempre sembrate, vabbé…) annunziò che sarebbe stato sostituito dal figlio Gamal e non più dal fedele  generale Soleiman.

 Soleiman incassò senza batter ciglio, ma poche settimane dopo , ci furono prima uno , poi un secondo attentato dinamitardo nel Sinai a impianti turistici a testimonianza di una certa demotivazione  del servizio di sicurezza.

Una seconda “disattenzione” si ebbe  nella preparazione dello scorso  G20 in cui fu invitata l’Arabia Saudita, ma non l’Egitto (come era sempre accaduto) a rappresentare il mondo arabo. Un affronto senza pari.

 L’evidenza che  Il  vecchio Rais  perdeva colpi  ( e la fiducia degli USA) ha lanciato la troppo a lungo rimandata  corsa alla successione di un vecchio di ottantadue anni roso da un tumore.

 Gli Stati Uniti  ( dove gli USA recitano la parte del potente marito e Israele quello della moglie influente che non si fida di Soleiman)  designarono in cuor loro  Mohammed  EL BARADEI come successore e diedero il via all’ “operazione democrazia” in un paese che non l’ha mai conosciuta.

 L’impresa iniziale con manifestazioni  inizialmente  abbastanza soft, rassicurarono il dipartimento di Stato USA  che partì , per bocca di Hilary Clinton, con i moniti ufficiali  di rito sul rispetto dei diritti umani dei manifestanti e fece fare capolino a EL Baradei, quel   tanto da togliere le residue illusioni a eventuali candidati in pectore e allo stesso Mubarak circa la lealtà dell’alleato.

 Ultimo atto: entra in scena il “deus ex machina ” , l’apparato poliziesco si muove: chiudono a chiave  EL Baradei in un hotel di lusso, bloccano internet , la telefonia mobile e calmano la  folla con un numero di morti relativamente contenuto.  Il passaggio di Suez è libero per il commercio mondiale.  La Cnn può continuare a “pompare” El Baradei, servirà a far capire a tutti che è il candidato dello straniero.

Per evitare piagnistei democratici, un inusitato  assalto al museo egizio conferma alla opinione pubblica mondiale  da che parte stiano i cattivi e ,  con la nomina  ufficiale e  irreversibile a vice del generale Soleiman,  le ambizioni del figlio cretino e del vecchio  pensionato, fanno la fine delle due mummie del museo. 

 Adesso , Israele, la signora Mubarak e  gli USA hanno bruciato il loro candidato e la minaccia di annullare gli aiuti è resa vana dalla necessità di calmare i disordini.  Tutti sanno che se l’Egitto si scalda, Israele ha la febbre e il commercio che passa per Suez potrebbe mettere in crisi l’Europa.

Mubarak resterà al potere quanto basta a dare parvenza di passaggio indolore, come avvenne tra Neghuib e Nasser, che fin dal principio era il dominus della situazione, ma si coprì con il vecchio generale.

 Soleiman sarà il nuovo  vero Faraone, concedendo una serie di riforme impedite dalla paranoia gerontocratica  di  Mubarak , gli USA riprenderanno gli aiuti – dopo qualche capriccio – e Israele dovrà accettare il fatto di trovarsi  di fronte a un osso molto meno malleabile di quanto previsto dalla road map.   Forse avrebbe dovuto  “chiudere” prima con i palestinesi. 

Quanto al generale Soleiman, deve aver trovato la lampada di Aladino: non ha fatto un colpo di Stato, non ha violato la legalità esistente, non ha litigato con gli americani, ne fatto promesse per avere la candidatura. Farà una serie di “riforme” . Si espanderà a Sud verso il Sudan e di intesa con esso, assicurandosi approvviggionamenti agricoli strategici e un mercato per le merci egiziane. Succederà  a Mubarak nella calma più assoluta, casomai darà un incarico decorativo a El Baradei. Sarà il protettore della leadeship palestinese sputtanata dagli israeliani con la pubblicazione degli atti dei negoziati. Resta il dubbio che possa rivelarsi influenzato dalla moglie. A giudicare dal “cazziatone” pubblico che le fece quando cadde per distrazione  in canale  a Venezia, credo sia una  ipotesi fantascientifica.

 

Antonio de Martini

MARTEDI’ LIBANO ( con un altro Soleiman) e TUNISIA.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti

  • Giorgio Vitali  Il gennaio 30, 2011 alle 6:03 pm

    CONCORDO CON QUANTO QUI SOPRA SCRITTO. MA QUANDO SI DICE CHE L’AFRICA DEL NORD è UNA POLVERIERA SI DICE IL GIUSTO, anche se l’impressione è quella dei soliti fuochi di paglia ( o..fatui) NOI CHE ABBIAMO VISSUTO IL PROBLEMA DELLA GUERRA D’ALGERIA,( ed in generale di tutta la decolonizzazione europea d’Africa propiziata da USA/Israel, SIA PURE SOLAMENTE LEGGENDONE I SERVIZI, MA CON MOLTA PERSEVERANZA, SUI MEDIA FRANCESI,SAPPIAMO CHE PRENDERE ALLA LEGGERA TUTTO IL QUADRO COTITUISCE UN SICURO ERRORE. Tanto più che la CINA è MOLTO vicina.Se si dice che il prossimo Faraone si spingerà verso il Sud ( non è più il Sudan di Gordon e di Romolo Gessi!)evidentemente si vuol dire che qualcosa spinge il Faraone ad incrociare gli arti con i visi pallidi e gli occhi mandorlati che controllano da lungi il Nilo. E’ previsto un ulteriore giro di BOA (non l’orpello femminile ma quello vero!) attorno ad Israello ed il 1948 è ancora piuttosto vicino.Non credo che il sogno di una Gerosolima caput mundi possa avverarsi.Fondamentalisti USA permettendo.

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