Ecco il post pubblicato ad ottobre. scorso.
Ecco,attraverso il traduttore Google, la proposta PADRE, acronimo inglese di
“Metodo politicamente accettabile per la ristrutturazione del debito dell’Eurozona.”
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Ecco,attraverso il traduttore Google, la proposta PADRE, acronimo inglese di
“Metodo politicamente accettabile per la ristrutturazione del debito dell’Eurozona.”
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P.A.D.R.E. è un acronimo di lingua inglese che sta per ” Politically Acceptable Debt Reduction in Eurozone .” Si tratta di uno studio pubblicato da un importante e qualificato istituto di ricerca che ho segnalato ai lettori di questo blog l’11 ottobre dello scorso anno. lo ribbloggherò a seguire questo scritto.
Lo studio spiega come si può abbattere senza traumi una consistente parte del debito pubblico di tutta l’Eurozona. Oltre a questi ricercatori, l’idea è nata contemporaneamente al professor Mario Nuti, già toscanissimo docente della London School of Economics. Continua a leggere
La cancelliera Angela Merkel si trova – in numerosa ed eletta compagnia – a non aver capito che è incastrata malamente e ciò avviene per carenza di pensiero psicologico motivazionale, modestamente il mio campo, e per il rigore protestante tipico di chi crede unicamente nella logica e nelle regole chiare e fisse: la vita, quella vera, invece, si nutre di realtà . Vediamone alcune. Continua a leggere
Come bloccare o ridurre sostanzialmente il flusso di questa invasione di popoli disarmati che qualcuno teme che cambino la composizione del nostro paese? Con un approccio organico e radicalmente nuovo in tema di trasporti, lavoro e politica dei visti. Continua a leggere
dopo aver negato coinvolgimenti in Siria, per le solite ragioni di politica interna, grazie a una inchiesta del Washington Post, salta fuori la verità. Quasi tutta la verità.
Il 7% di tutti i fondi a disposizione della CIA è stato dedicato alla guerra in Siria e senza risultati misurabili o comunque apprezzabili. ( fonte Snowden e Washington.Post.).
Solo con questi fondi e senza contare gli investimenti delle altre 15 agenzie di intelligence degli USA , del MIT turco, dell’MI 6 inglese, dei servizi di intelligence francesi, tedeschi,italiani e israeliani e non contando il fiume di denaro profuso da Arabia Saudita, Katar, e dagli Emirati, gli USA hanno speso centomila dollari per ogni uomo addestrato al combattimento da importare in Siria. Continua a leggere
due fatti politici molto importanti nel Levante in una settimana oltre al ridimensionamento del presidente turco Recep Tajip Erdogan e il contrattacco di Putin sul fronte debole della UE.( Expo e industriali italiani). Continua a leggere
L’analisi fatta su questo blog venerdì scorso si integra con questo commento registrato oggi. Buona visione.
Erdogan perde la maggioranza: i militari stanno già pensando alla sua destituzione?
Nel centenario della nostra entrata nella prima guerra mondiale, il presidente Mattarella ha esortato ad approfondire la ricerca storica. Ecco un interessante contributo.
Carlo Cadorna, figlio del comandante volontari della Libertà e comandante militare della Resistenza ( nonché membro fondatore del movimento NUOVA REPUBBLICA), forte dell’archivio di famiglia ci spiega la genesi della vicenda della ritirata da Caporetto al Piave vissuta in prima persona da suo nonno, la storia dell’accusa di viltà mossa ad alcuni reparti ( e non soldati) che fu di fonte governativa e non uscì dalla penna di Cadorna ecc..
Viene presentato anche il libro di Marco Zenatelli ” Breve storia di un colpo di stato dalla triplice al patto di Londra” ( ed Gaspari) dal quale si evince che l’entrata in guerra fu decisa e attuata da tre persone annidate al Quirinale e contro la maggioranza del Parlamento che era neutralista e i militari furono informati a cose fatte.
Buona visione:
I lettori più “anziani” di questo blog hanno seguito i post sulla geopolitica dell’oro e le vicende correlate. Abbiamo seguito assieme la richiesta di rimpatrio dell’oro fatta da parte delle banche centrali tedesche, olandesi, venezuelane, equadoriane e del Messico alla Federal Reserve Bank, alla Banca d’Inghilterra ed alla Banca centrale francese, Continua a leggere
Ricoverato in ospedale a Nassirya – tristemente nota agli italiani- quando ormai impossibile salvarlo, si è spento TARIK AZIZ l’unico membro del governo di Saddam di confessione cristiana.
Nominato ministro degli esteri nel 1983 e vice primo ministro nel 1991 si era costituito un mese dopo la caduta del regime nel 2003.
Il mondo intero sapeva benissimo che non aveva mai avuto alcun potere reale, ma fu AZIZ fu ugualmente processato e condannato a morte.
La famiglia fece numerosi tentativi per salvarlo facendo appello ai leaders occidentali ed ai giornalisti con cui era stato in buoni rapporti, ma invano: doveva morire perché era ” il volto umano del regime baathista”, la prova che i cristiani d’Oriente non erano schierati con gli occidentali e la memoria storica di tutte le trattative intercorse tra gli Stati Uniti e Saddam Hussein.
Il premier Nouri al Maliki lo fece curare ( cardiopatico con problemi polmonari e diabete) perché potesse essere giustiziato per ” reati concerne i la repressione religiosa” in Irak nel 1980 che oggi farebbero ridere i bambini.
Nel trattamento inflitto dagli USA a Tarik Aziz vediamo tutte le ragioni per cui l’occidente viene frustrato nelle sue ambizioni irachene.
Il rifiuto a discutere con chiunque sia stato ” dall’altra parte” tipico di un certo puritanesimo USA. ; l’incapacità a trattare col vecchio nemico per sconfiggere il nuovo; il rifiuto a riconoscere un ruolo ai cristiani d’Oriente che non rientrano negli schemi culturali occidentali e nel piano del New World Order.
È noto che la resistenza irachena più cruenta si sia coagulata attorno al ” re di fiori ” Izzat Ibrahim al Duri ex numero due del regime, e al “re di cuori” Hani Al Latif al Tikriti ex responsabile dei servizi speciali.
L’uno gestiva tutto il potere di Saddam e l’altro quello del figlio Kusay. Erano i fedelissimi veri padroni del partito e dei servizi speciali. Sono tutt’ora latitanti e attivi da undici anni.
TARIK AZIZ li aveva costeggiati per venti anni, ne conosceva carattere e punti deboli per le frequentazioni avute nelle alte sfere del governo e avrebbe certamente saputo come trovare un contatto, avviare una trattativa e ottenere almeno l’isolamento politico dell’ISIS-DAESCH in nome del nazionalismo iracheno.
Una occasione perduta per capire e per stabilizzare uno dei due paesi chiave della penisola araba e non c’è più un George W. Bush cui attribuire la colpa.