GRECIA. UNA CRISI CHE NE CONTIENE ALTRE TRE O QUATTRO E QUELLA GRECA E’ LA MINORE, MA …. di Antonio de Martini

P.A.D.R.E.  è un acronimo di lingua inglese che sta per ” Politically Acceptable Debt Reduction in Eurozone .” Si tratta di uno studio pubblicato da un importante e qualificato istituto di ricerca che ho segnalato ai lettori di questo blog l’11 ottobre dello scorso anno. lo ribbloggherò a seguire questo scritto.

Lo studio spiega come si può abbattere senza traumi una consistente parte del debito pubblico di tutta l’Eurozona.       Oltre a questi ricercatori, l’idea è nata contemporaneamente al professor Mario Nuti, già  toscanissimo docente della London School of Economics.

Segno che è percorribile e che i tempi sono maturi.

La ragione per cui questa idea non ha vita facile è che prevede che la BCE ( Banca Centrale Europea) – o altro ente predisposto per la bisogna – compri direttamente dai governi una  parte da definirsi del debito pubblico senza passare per le banche, emettendo come contropartita obbligazioni pluriennali a tasso zero.

Tutto il mondo bancario – e la politica tedesca e spagnola-  si oppone ed è all’origine del perdurare della crisi e del gioco al massacro che si attua sulla pelle dei risparmiatori ormai privi del rifugio del mattone.

Comprano il debito pubblico dei rispettivi paesi: le banche lucrano le intermediazioni, i paesi hanno il debito crescente.   Con lo schema PADRE le banche non lucrano e i paesi vedono il loro debito tornare a livelli accettabili senza urtare le leggi del mercato. Questa è la prima crisi di resistenza al nuovo efficace.

La  radice  profonda di questo ed altri  psicodrammi che hanno fatto più vittime che agli USA in Afganistan,  la troviamo nella… geopolitica.

La Comunità Economica Europea e le successive costruzioni sociali e politiche collegate, si basavano sull’equilibrio tra le parti calcolato sulla base di una Germania post bellica (priva dell’est agricolo – 18 milioni di abitanti) e legata anche per la complementarietà agricola in surroga della Prussia,  alla Francia dal patto franco tedesco di consultazione ( 1967) che poneva i due paesi uniti all”avanguardia in Europa. ( accordo Adenauer-De Gaulle).

L’Unificazione tedesca ha squilibrato la bilancia, messo alla lunga  in crisi l’intesa cordiale tra Francia e Germania e dato troppa tracotanza ai tedeschi.

Da questo eccesso di peso della Germania in seno alla UE nasce la seconda crisi. Acquistato d’un colpo un nuovo mercato interno di venti milioni di persone cui fu fatto – a spese dell’Europa – un cambio favorevole ( un marco dell’est accettato al valore di un marco dell’Ovest!), forte dei venti milioni di tedeschi che avevano studiato lingua e usi russi, l’ industria tedesca iniziò a distaccare e distaccarsi da  tutti i partners tradizionali, credendo di poter seguire il sogno di Bismark della marcia verso est. L’esempio migliore è dato dall’ex  Cancelliere Gerhard Schroeder diventato impiegato   della Gasprom russa.

La terza crisi nasce dall’esigenza della cancelliera  Angela Merkel di non offrire ai suoi conterranei la prova che l’austerità imposta in Germania proveniva più dalla educazione paterna ( il genitore era pastore protestante) e comunista ricevuta che da esigenze di politica economica.

Se la Unione Europea accettasse la tesi di Hollande e Renzi e Tsipras che l’austerità non è indispensabile alla ripresa economica, i suoi compatrioti la crocifiggerebbero per le pene sofferte e lo stesso farebbero col compagno di partito  Mariano Rajoy che ha imposto alla Spagna lo stesso purgante. Un baciapile e la figlia di un prete non sono rappresentativi dei loro paesi. Mancano di senso morale, di senso della storia e di riconoscenza verso chi li ha tratti dalla miseri morale e fisica in cui hanno pascolato.

Questa è la terza crisi: la spaccatura in seno alla UE, col corollario di paesetti minori che fanno coro attorno alla Germania per vendere il proprio consenso al momento buono. ( Finlandia, Romania, Bulgaria, e le tre repubbliche baltiche).

L’ignoranza delle regole fondamentali della Geopolitica hanno impedito ai partners europei di riequilibrare il peso della Germania quando consentirono ad  ad aiutare l’unificazione tedesca. Adesso si rischia  di far saltare 65 anni di costruzione dell’unità del continente immiserendone i fini e le ragioni per cui nacque.

Giulio Andreotti, all’epoca della unificazione capitano di lungo corso della politica internazionale, lo disse col suo solito understatement in una intervista che  ” di Germania era meglio averne due”.

Gli italiani non capirono, ma i tedeschi si.

Nacque una coincidenza di interessi germano americana (ostili gli USA  alla politica mediterranea dell’Italia e ostili i tedeschi alla politica – realizzata con costanza tramite l’ambasciatore all’ONU Francesco Paolo Fulci ( detto “canne mozze”) – di far diventare l‘Italia membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU.).

Si armò il solito can can sulla corruzione, ci si sbarazzò degli interlocutori scomodi ( Andreotti, Craxi, De Michelis Forlani, tutti ex ministri degli esteri) , dando il via a questa caricatura di repubblica nella quale siamo condannati a vivere. All’Italia fu concesso un turno di un anno nel Consiglio di sicurezza. Ora è il turno della Spagna.

La classe dirigente italiana, fu sostituita da un nugolo di Bossi e Maroni, nani,zoccolette e pagliacci ( non sono insulti, purtroppo, ma descrizioni oggettive) non in grado nemmeno di immaginare le poste in gioco. Con costoro abbiamo perso     il rapporto commerciale privilegiato con Libia, Egitto, Tunisia, Siria e ci misero a contribuzione in Libano e Kosovo e Afganistan con contingenti militari cospicui per le nostre forze.

Nel Mediterraneo si privilegiarono Israele e Turchia che finirono per litigare tra loro.

Ora che si avvicina la crisi internazionale in cui gli USA cercheranno di soggiogare la Russia e la Cina e serve gente disciplinata, gli USA hanno fatto fare un passetto avanti alla dirigenza italiana mediante l’utilizzo della nomenclatura ex comunista nel frattempo comprata con denari e lusinghe a partire dal lontano 1969.

Non avevano però considerato che l’avidità non ha limite e la maggior parte dei compagni ha attinto anche ad altre fonti ad onta del fiume di denaro versato alle cooperative rosse per la costruzione – senza gara di appalto – delle basi siciliane ( oltre tre miliardi) , dove la pace sociale fu garantita dalla mafia, un vecchio alleato;  dei finanziamenti di Soros alle coop di consumo ( 20 milioni a fondo perduto) ecc (  su questi temi, prezioso il blog di Piero la Porta). Conseguenza, la pubblica opinione ancora esulcerata per la campagna anticorruzione passata, si scaglia anche  contro i nuovi venuti. Non era previsto e questo ci apre uno spiraglio.

Cominciate col leggere il progetto PADRE dove troverete ( spiace per chi ignora l’inglese e/o non sa usare il traduttore google) che dal dopoguerra  ad oggi le ristrutturazioni del debito sovrano di vari paesi sono state 425.

Perché non la Grecia?

Dal 1820 al 2012 ci sono stati 252 fallimenti di stati ( più di uno all’anno) perché tanto clamore sulla Grecia?

Perché se si consolidasse l’Unione Europea ( e l’Euro), Gli USA dovrebbero mollare l’osso.

Perché se la Germania uscisse dall’UE si alleerebbe fatalmente alla Russia promuovendone lo sviluppo – il solito Bismark che riaffiora –  emarginando gli USA dal dominio globale.

Perché una Unione Europea senza la Germania troverebbe le sue linee di espansione a sud rendendo difficile e inutile agli USA e alla Russia la permanenza nel Mediterraneo.

L’interesse degli USA è che non si verifichi alcuna soluzione e permanga il disordine, l’approssimazione e il decadimento in maniera che nessuna ipotesi sia percorribile. L’america lascia colpire la Grecia perché spera nella caduta della UE e la Germania perché la cancelliera dopo dieci anni ( un regno) non vuole passare la mano ammettendo l’errore.

In sequenza, per mettere ordine nel caos è necessario: appoggiare la Grecia ( Tsipras la salverà di certo), promuovere una unione mediterranea con ogni mezzo economico, diplomatico e culturale; liberarsi di questa classe dirigente impalatabile ed etero diretta e dando una lezione tale da toglier loro ogni velleità di tradimento e corruzione  per tre generazioni.

Questa è la vera crisi sulla quale dobbiamo concentrarci se vogliamo liberarci di tutte le ipoteche straniere e far ripartire l’Italia.

Cominciamo con lo studiare partendo dal progetto PADRE ( Geneva special report qui sotto), , segue il reblog della notizia data lo scorso ottobre.

Geneva_Special_Report_3

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Commenti

  • robertobuffagni  On giugno 23, 2015 at 11:06 am

    Grazie della bella e puntuale analisi. Le poste in gioco e gli interessi sono esattamente quelli che lei delinea. Ho meno fiducia di lei in un rinnovamento-riforma della UE, ma sarei lieto di aver torto.

  • Anafesto  On giugno 23, 2015 at 3:45 pm

    Che l’icubo degli USA possa essere un asse Russia-Germania è evidente; il risultato del caos “controllato e programmato” sembra evolversi in un asse Russia-Cina, se poi confluisce anche l’India, abbiamo un asse asiatico con circa la metà della popolazione mondiale e con i maggiori produttori di beni al mondo: forse un incubo molto peggiore.
    La Cina inoltre sta “colonizzando” l’Africa e sta inserendosi prepotentemente nelle economie dell’America Latina: una strategia a medio-lungo termine … prima si fanno colassare le economie occidentali (e non ci vuole molto), poi si propongono le soluzioni che saranno (per noi) piuttosto amare, ma tanto ci siamo già abituati!
    Non considerare questa prospettiva per bulimia di potere (USA e sodali anglofoni) e procedere con le destabilizzazioni come il caos in Medioriente e i dispettucci verso la Russia, per tenerla alla larga dall’Europa, ritengo sia una politica geostrategica demenziale a meno di non cercare una terza guerra mondiale, soluzione ancora più da dementi.
    La Grecia attualmente è passata da una pedina con la quale pasteggiare a una pedina per la quale è necessario far di tutto affinchè non passi in campo avversario, credo che contatti con SCO siano già in atto e abbastanza a buon punto e Tsipras e Varoufakis sembrano averne contezza.

    • antoniochedice  On giugno 23, 2015 at 4:34 pm

      Caro Anafesto,
      Anch’io sogno, ma preferibilmente di notte e mai mentre scrivo.
      Le ipotesi sono tutte possibili, ma vanno verificate quelle probabili.
      Se la Russia dominasse la terra, gli USA dominano i mari ossia il 70% del pianeta.
      Il bilancio della Difesa russo è il 10% di quello USA. E Putin a scadenza e forse prima, passerà la mano.
      I cinesi in Africa quattro anni fa erano in pole position e adesso sono ghettizzati in ruoli marginali in Etiopia, dove pullulano, ma hanno ridotto la loro influenza quasi ovunque e in particolare in Kenia dove i cinesi volevano piazzare il terminale petrolifero del petrolio sudanese.
      L’intera Asia e Oceania stanno riarmando ( formosa, Filippine, Corea, Giappone, Australia e Nuova Zelanda.
      Lei so già che sta per rispondere che i soldati russi sono valorosissimi e quelli USA dei poveretti. Vero
      Era così anche tra tedeschi ( o giapponesi) e americani .
      Abbiamo visto come è finita.
      Poiché è la ennesima volta che rispondo a queste sue voglie , dalla prossima non si adonti se la cancello senza replicare.

      • Anafesto  On giugno 23, 2015 at 6:38 pm

        Credo mi abbia frainteso; intendevo dire che in questo contesto una guerra sarebbe troppo stupida e senza vinti e vincitori, anche se la stupidità umana sembra l’unica cosa infinita (come ebbe ad affermare Einstein).
        Quello che intendevo dire che forse metà della popolazione mondiale che cerca sponda con almeno un altro 30% (ed è quella che produce), prima o poi farà sentire la sua voce, e anche piuttosto forte, a meno del 20% della popolazione mondiale che per lo più vive di rendita, o no?
        Quanto pensiamo di poter reggere a una nazione da 1,4 miliardi di persone che sforna ogni anno oltre un milione di ingegneri da università che non sono certo del terzo mondo? C’era proprio la necessità di farla combinare con la tecnologia russa, che sul piano militare è molto avanzata?
        Credo che come occidente ci stiamo troppo sopravvalutando e questo è foriero di pessime sorprese!

      • antoniochedice  On giugno 23, 2015 at 10:37 pm

        Mussolini diceva che il numero è potenza e vedo che lei è d’accordo. Contento lei…

  • abrahammoriah  On giugno 23, 2015 at 3:49 pm

    23 giugno 2015

    Una semplicissima lezione dalla vicenda greca. Come diceva l’economista austriaco Kurt W. Rothschild ( e come in maniera cristallina ci spiega nel suo post Antonio de Martini) per comprendere l’economia reale meglio rivolgersi, piuttosto che ad Adam Smith e compagnia bella, a Carl von Clausewitz e alla lettura del suo intramontabile Vom Kriege. Questa lettura non solo avrebbe il potere di guarire un popolo (e la sua cleptomane ed ignorante classe dirigente) dall’illusione che la libertà non si trova in astratti proclami universalistici che hanno il solo scopo di ingrassare chi li pronuncia ma in una dura lotta per conquistarsi concretamente questi spazi di libertà ma anche come è potuto succedere che un ragazzotto di bell’aspetto (ma evidentemente anche con qualcos’altro oltre che un physique du rôle da attore hollywoodiano) abbia potuto tenere in scacco le maggiori cancellerie europee, ottenendo – a quanto pare – per il suo paese, la Grecia, ottimi risultati mentre un sopravvalutato pseudoeconomista abbia potuto gettare il nostro paese nella più terribile depressione che la sua storia del dopoguerra ricordi. Concludendo con una non ingenua domanda citando direttamente dal post di De Martini (“In sequenza, per mettere ordine nel caos è necessario: appoggiare la Grecia ( Tsipras la salverà di certo), promuovere una unione mediterranea con ogni mezzo economico, diplomatico e culturale; liberarsi di questa classe dirigente impalatabile ed etero diretta e dando una lezione tale da toglier loro ogni velleità di tradimento e corruzione per tre generazioni”): e cosa quindi necessita a monte per implementare tutta questa difficilissima, ancorché necessaria, sequenza…? Massimo Morigi

    • antoniochedice  On giugno 23, 2015 at 4:38 pm

      Apriamo un dibattito che duri poche settimane e poi si dia inizio alla controffensiva.
      Consiglio di vedere o rivedere il film di Gillo Pontecorvo ” la battaglia di Algeri” per entrare nello spirito della vittoria anche attraverso sconfitte ripetute.
      All’inglese.

  • gemini2401  On giugno 23, 2015 at 4:35 pm

    analisi brillante e condivisibile. Una semplice notazione sullo spettro delle ragioni della perseveranza dell’attuale politica tedesca di austerità. A mio parere non sono queste ultime solo psicologiche e culturali, ma legate alla profonda integrazione economica e finanziaria con il sistema americano e alla sudditanza politica e militare. La politica di austerità è uno strumento di offesa verso i paesi europei consimili satelliti e uno strumento di difesa passiva, senza ambizione, dalla preponderanza americana

    • antoniochedice  On giugno 23, 2015 at 4:42 pm

      La profonda integrazione la troviamo in Giappone che – appunto – sta copiando la politica monetaria americana ( che applicata con sobrietà, vi farebbe bene) .
      I tedeschi per quel che possono, si affrancano con l’evidenza re le contraddizioni USA come hanno fatto con l’episodio libico.

  • piergiorgio leone  On giugno 24, 2015 at 12:19 am

    Ali la Pointe in giro non se vedono- Mi limito ad osservare che le condizioni per gli attuali successi della Germania (Riforme del lavoro ed accesso ad energia a basso costo) furono create da Schroeder,il duo Merkel/Schauble le sta compromettendo entrambe.Quanto ad un passaggio di mano putiniano lo escluderei perché 1) la sua incolumità fisica non sarebbe affatto garantita
    2)Chi terrebbe a freno Kadyrov? Ese si scatenassero tutte le tendenze centrifughe la Federazione Russa andrebbe in pezzi.

    • antoniochedice  On giugno 24, 2015 at 4:32 am

      Ali la poi te era la parte folkloristica del FLN, come Kadirov.
      Mi pare che non colga la sostanza dei discorsi e che esalti gli aspetti meno importanti.

      • piergiorgio leone  On giugno 24, 2015 at 4:13 pm

        Non credo che il clan di Kadirov sia folklore,poi mi sembra che lei personalizzi eccessivamente il problema che non è Putin (come non lo erano Gheddafi,Assad o Saddam)
        ma l’esistenza della Federazione Russa come ostacolo ai piani USA/NATO.
        E’ tipico della propaganda creare il “mostro” di turno come fecero per Milosevich era quello che restava della Jugoslavia a dover essere demolito ed agli interlocutori “democratici” non è stato concesso niente di più che all’Hitler di turno.La nomina di Saakashvili e lo schieramento dei mezzi pesanti nei paesi baltici sono segnale chiaro.

      • antoniochedice  On giugno 24, 2015 at 6:41 pm

        Allora non vuole proprio capire. Se cambia Putin, cambia tutto e non necessita più un conflitto. Vuole un disegnino?

  • atlat20  On giugno 24, 2015 at 11:13 am

    Interessante articolo ma la domanda cruciale, sara´? sapranno gli italiani disfarsi di questa classe politica miserevole?

    • antoniochedice  On giugno 24, 2015 at 11:53 am

      La mia opinione è si. Naturalmente, prima di sbarazzarsi di questa classe dirigente, dovranno fare pulizia in casa partendo dalle opposizioni con le quali non si va da nessuna parte.

      • piergiorgio leone  On giugno 24, 2015 at 4:14 pm

        Wishful Thinking

      • antoniochedice  On giugno 24, 2015 at 6:42 pm

        Suo parere.

  • antoniochedice  On luglio 5, 2015 at 8:00 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    SECONDA PARTE DELL’ANALISI SULLA GRECIA. PERCHE’ FIOR DI GIORNALISTI NON FANNO IL LORO DOVERE? CHIEDETEGLIELO, FINIRANNO PER VERGOGNARSI. FORSE

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