GUERRA DI SIRIA: TUTTI I CRISTIANI SI SCHIERANO UFFICIALMENTE A FAVORE DI ASSAD. INTANTO NELL’US. ARMY IL TASSO DEI SUICIDI…. di Antonio de Martini

due fatti politici molto importanti nel Levante in una settimana oltre al ridimensionamento del presidente turco Recep Tajip Erdogan e il contrattacco di Putin sul fronte debole della UE.( Expo e industriali italiani).

1) Lunedì scorso si è tenuto a Damasco il sinodo delle chiese d’Oriente  su invito del Patriarca greco ortodosso Giovanni X .

L’invito è stato accolto dai quattro Patriarchi delle altre chiese, tutti col titolo di Antiochia ( la prima diocesi cristiana del mondo): il cardinale  Bechara RAI ( maroniti) , Gregorio III. Laham ( greci cattolici), Ignazio Ephrem ( ortodossi di rito siriaco) e Ignazio Giuseppe III Younan ( cattolici di rito siriaco).

Questo sinodo ha sede abitualmente in Libano, a Beirut, ma i cinque prelati hanno deciso di convocarlo in Siria e a Damasco in segno di solidarietà coi cristiani di Siria.  Quanti conoscono la storia millenaria di queste litigiosissime  comunità religiose si rende conto della drammaticità con cui vivono questi momenti e della potenza della spinta unificatrice che li anima.

Il sinodo ha espresso l’auspicio di un pacifico regolamento  dei problemi che hanno causato la guerra e incitato alla volontà di non abbandonare la Patria di tutti i cristiani d’Oriente.

Il segnale  unitario lanciato assume un significato politico e religioso tanto importante da aver causato forte impressione tra quanti veramente capiscono la situazione e conoscono la tradizionale cautela dei prelati orientali: di fronte alla avanzata del DAESCH tutta la cristianità si schiera col regime siriano di Bashar el Assad riconoscendo la sua funzione di protezione di tutte le  minoranze.

Anche di quanti tra i sunniti preferiscono non vivere in un regime clericale sunnita e scelgono la via dell’esilio temporaneo ( o anche intermittente con periodi di servizio nelle milizie locali a difesa delle proprie case.

E, come ho scritto più volte, la somma di queste minoranze fa la maggioranza della Siria , dando al regime una base di legittimità nazionale, anche se non di democrazia intesa in senso ” occidentale”, in misura tale da aver indotto le chiese al grande passo. Per ritrovare una presa di posizione tanto unanime, bisogna risalire alle crociate, dato che le varie chiese non si schierarono  contro la sublime porta in occasione della prima guerra mondiale.

A riprova, mentre nel 2013 la prima visita a Damasco del cardinale RAI per presenziare alla incoronazione di Laham III, aveva suscitato qualche timida critica ( era la prima visita del patriarca maronita in Siria dal 1943), questa volta nessuno ha fiatato e la ragione di questo consenso unanime ha un solo nome:DAESCH .

Questo blocco cristiano dei più alti dignitari religiosi d’Oriente, segue più che precedere i numerosi volontari libanesi e cristiani  che si sono arruolati nell‘Hezbollah per combattere il fanatismo islamista, la distruzione dei villaggi cristiani ( ricordarsi Maaloula) e il pericolo di estensione della guerra al Libano.

La compattezza di questo blocco non potrà non avere effetti sulla politica estera della Francia data l’a secolare aspirazione di questa a presentarsi come lo stato difensore dei cattolici di oriente, come la Russia che vuole riprendere analoga posizione speculare nei confronti degli ortodossi.

Il fatto che cattolici e ortodossi d’Oriente abbiano ormai da oltre un anno e mezzo una posizione saldamente unitaria potrebbe creare qualche imbarazzo e sarà interessante osservare in che misura i comportamenti di ciascuno verranno influenzati nella vicenda ucraina.

2) Il secondo fatto politico di rilievo ce lo offre il LOS ANGELES TIMES  del giorno otto di giugno, in cui il giornalista usa  Alan Zarembo ha pubblicato una ricerca ( del Department of Veteran affairs) effettuata tra il 2000 e il 2010 effettuata in 23 stati dell’Unione  su un campione di 174.000 suicidi, comparati tra uomini e donne e tra chi aveva indossato l’uniforme nelle innumeri spedizioni militari USA e chi no.

Il numero delle veterane di guerra che si toglie la vita è quasi sei volte superiore a quello delle donne che non ha mai fatto servizio militare.( 5,2 contro 28,7)

Anche il numero dei veterani maschi che si suicidano è superiore  a quello di coloro che non hanno mai fatto il serizio militare ( 20.9 contro 32,1), ma la discrepanza riguardante le donne è stato definito sbalorditivo, visto che nella fascia 18/25 anni di età, la differenza non è più una a sei , ma uno a dodici.

Le due notizie possono sembrare non correlate, ma lo sono.

Forzare dei giovani a uccidere aumentando la loro aggressività con metodi scientifici e chimici ha già prodotto il bel risultato di 22 suicidi al giorno nella sola U S. army. ( nella US air force ho scritto due post che i più anziuani tra i lettori ricorderanno). Ma avere una differenza di una donna suicida in USA ogni dodici militari, oltre a richiedere una messa in stato di accusa per chi ha validato il sistema di reclutamento e addestramento, denunzia una crescente frattura psicologica prima che politica tra militari e civili all’interno degli stessi Stati Uniti.

In questa breccia stanno penetrando le “divisioni del Papa” ( e dei Patriarchi) guidate dall’intrepido Bechara Rai nel silenzio delle femministe.

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Commenti

  • piergiorgio leone  On giugno 11, 2015 at 5:36 pm

    Si ma sul piano strettamente militare la situazione non si sta deteriorando?

    • antoniochedice  On giugno 11, 2015 at 5:55 pm

      Le battaglie si vincono e si perdono. Ma come diceva Alberto Sordi in un suo riuscito film ” fin che c’è guerra c’è speranza”.

  • abrahammoriah  On giugno 11, 2015 at 6:00 pm

    11 giugno 2015

    La guerra civile siriana iniziata e protratta su istigazione statunitense per rovesciare Assad dimostra con limpidezza cristallina una sola cosa: che l’attuale concezione di democrazia rappresentativa nata per regolare la conflittualità sociale nell’occidente industrializzato si è ridotta, attualmente, a mero strumento per mascherare, all’interno, il dominio delle oligarchie politico-finanziarie e, all’esterno, per imporre politiche imperialiste. E se, a livello interno, il dominio delle oligarchie può essere portata avanti col guanto di velluto, all’esterno la retorica democratica è il velo che nasconde anche lo sterminio etnico e culturale di intere popolazioni, sacrificate all’idolo della politica potenza. Per chi ritenga questa analisi ‘politicamente scorretta’, chiedere ai cristiani siriani… Massimo Morigi

  • gicecca  On giugno 11, 2015 at 6:19 pm

    Ai suicidi militari aggiungerei il tasso di aggressività in estremo aumento negli USA (vedi da un lato le azioni della polizia e dall’altro i comportamenti di vasti strati della popolazione). Le politiche interne ed estere di Obama hanno portato uno stato di estrema frustrazione. Fallimenti su fallimenti, imposizioni su imposizioni (vedi anche l’intervento veramente grave sull’Europa a proposito non solo dell’ucraina ma anche della Grecia). E Obama ha ancora un anno e mezzo !! GiC

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