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Da quanto tempo gli USA sapevano della presenza dell’enorme giacimento di gas e petrolio nel Levante mediterraneo?
Alcuni elementi di fatto già li abbiamo: nel 2009 i pozzi sul confine del corridoio di Gaza già erano stati perforati e la compagnia incaricata aveva già disposto il trasferimento delle attrezzature di ” freaking” dall’Azerbaijian verso Israele. Per giungere alla fase di “freaking” bisogna aver finito la perforazione del pozzo che porta via anche sei mesi. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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Martedì John Kerry è giunto a Mosca per la sua prima visita da segretario di Stato e dopo una serie di colloqui ha annunziato in serata – assieme al Ministro degli esteri russo Sergei Lavrov – l’inizio di ” a good new relationship” con la Russia.
Certamente si è parlato anche dello scudo missilistico europeo e del nucleare iraniano, ma il tema della conferenza stampa congiunta tenuta in tarda serata e dopo un ultimo incontro con Putin, è stato l’annunzio che i due paesi, finalmente, hanno deciso di comune accordo di convocare una conferenza di pace sulla Siria in armonia con la decisione presa il 30 giugno scorso a Ginevra dall’ Action Group, basato sulle risoluzioni ONU 2042 e 2043 che per iniziare a realizzarsi ha dovuto attendere quasi un anno.
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Di antoniochedice
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Il ministro degli esteri e della cooperazione spagnolo José Manuel Garcia-Margallo nel corso di una tournée nel Levante mediterraneo si è incrociato a Beirut ( Libano) con il vice ministro degli esteri Mikhail Bogdanov il 24 Aprile ed hanno entrambi constatato una convergenza di vedute sul tema della crisi siriana.
Nello stesso giorno e luogo, hanno dichiarato di privilegiare una soluzione politica della crisi .
Bogdanov è il negoziatore che a Ginevra ha predisposto il dossier col collega americano, poi trasmesso a John Kerry.
Anche la Spagna, oltre all’Inghilterra di William Hague, si sta insinuando nel vuoto lasciato dall’Italia nel Levante.
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NEW YORK. L’Assemblea generale dell‘Onu ha approvato ieri il Trattato internazionale sulla compravendita delle armi convenzionali con una schiacciante maggioranza di 154 Paesi a favore, tre contrari e 23 astenuti. Decisivo il sostegno fornito anche dagli Stati Uniti. Lo sforzo globale per regolamentare il multimiliardario commercio delle armi aveva subito una battuta d’arresto la scorsa settimana quando Iran, Corea del Nord e Siria avevano impedito il raggiungimento di un accordo unanime. Senza sorprese il no di ieri dei tre Paesi, motivato con il fatto che il Trattato sarebbe discriminatorio nei loro confronti. Tra gli astenuti Russia, Cina, Cuba, Venezuela e Bolivia.
PYONGYANG,3. Si aggrava di ora in ora la tensione nella penisola coreana. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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Quando a dicembre Valdimir Putin e Tajip Erdoghan si incontrarono a Istanbul , Putin fu lapidario ” non stiamo proteggendo la Siria e non siamo il loro avvocato difensore, ma siamo e restiamo preoccupati circa il futuro del paese”. La preoccupazione consiste nel timore dalla nascita di un altro regime islamista fanatico.
Non è il solo. Re Abdallah II di Giordania ha rilasciato una intervista depressa e deprimente a un giornalista israelo-americano ( Jeffrey Goldberg il 18 marzo su ” The Atlantic”) in cui ha definito incapaci persino i suoi collaboratori ed i fedelissimi beduini che
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Di antoniochedice
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Benché alle prese con la minaccia di taglio automatico del bilancio statale USA per circa 86 miliardi di dollari se non interverrà entro un paio di giorni un accordo tra democratici e repubblicani che sembra lontano, Barak Obama ha telefonato a Putin.
Il tono della telefonata – a sentire l’Associated Press – è stato amichevole.
Obama avrebbe iniziato con apprezzamenti sul l’atteggiamento cooperativo della Russia nella gestione del contenzioso sulle ambizioni nucleari dell’Iran e sono poi passati ad esaminare la questione siriana che li vede schierati in posizioni antagonistiche.
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Nello Stato di Washington, da non confondere con la Capitale del paese, nella contea di Hanford, hanno appena scoperto che un ” sito sicuro” di oltre 1500 chilometri quadrati sta inquinando le falde acquifere ed il terreno con le radiazioni che si credevano sepolte in luogo sicuro grazie alle procedure che si vogliono imporre agli iraniani nel corso del negoziato 5+1 che iniziano domani.
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Il signor Donato mi ha scritto un commento che merita attenzione: “Aspetterei passi concreti prima di esprimere ottimismo.Anche in Libia si parlava di soluzioni “politiche” poi si è visto come è finita.Basta legger “IL Foglio” che annunzia trionfante nuove offensive dei tagliagole per comprendere importanza della posta in gioco.IMHO è solo il primo scalino X impadronirsi del Caucaso e Asia Centrale e non
credo che un simile progetto venga lasciato cadere di colpo ,anche se le catastrofiche
performance di Egitto e Tunisia indurrebbero chiunque ad un minimo di cautela.”
Donato ha ragione. Mi sono fatto trasportare dall’ottimismo. Questo trasporto si è basato su quattro elementi di fatto: Continua a leggere →
Di antoniochedice
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La Associated Press ha dato oggi notizia che – a seguito di un lungo dibattito interno all’amministrazione – il Presidente Obama ha ordinato che gli aiuti alla Siria, in realtà ai ribelli siriani, consistano d’ora in poi unicamente in “aiuti non letali”.
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Dopo una settimana di intenso lavorio preparatorio del mediatore nominato congiuntamente dall’ONU e dalla Lega Araba Lakdar Brahimi – che ha incontrato personalmente il presidente siriano Bashar el Assad ed elaborato poi una nuova proposta a Mosca ( basata sulla precedente intesa Clinton-Lavrov) con Vladimir Putin , facendola verificare da due negoziatori siriani invitati appositamente – sembra giunto il momento del confronto ufficiale per tentare di sbloccare la situazione. Continua a leggere →