Il primo sassolino é di politica estera: molti amici mi hanno dato del comunista e un servo sciocco dell’ambasciata USA mi ha anche abbordato per strada per suggerirmi di non parlare male del grande fratello…..
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Di antoniochedice
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EtichettatoAlfredo Macchi, Amintore Fanfani, la politica democristiana verso il PCI, Paolo Palma, politica italiana, Randolfo Pacciardi, scelte americane di politica estera in Medio Oriente, SIFAR, storia dell'apertura a sinistra
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Credo che nel gioco degli scacchi si chiami ” gambitto” che somiglia tanto a “sgambetto”.
L’Agenzia Russa Interfax ha annunziato l’arrivo nel porto siriano di Tartous di un ” Tanker” ( petroliera) , la ” Iman”, con a bordo una ” squadra antiterrorismo” di dimensioni non meglio specificate.
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Di antoniochedice
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EtichettatoNazioni Unite, NICOLAS SARKOZY, politica Russa nel Maditerraneo, Siria, Spetnatz
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Il mio vecchio amico Giovanni Gallazzi, lombardo che più lombardo non si può, mi manda questo “pezzo” che pubblico volentieri.
Mi permetto di aggiungere un consiglio rivolto , non solo agli abitanti della Valle, ma atutti coloro che credono di poter mantenere ben coltivata la loro aiuola, senza curarsi della discarica che li circonda. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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EtichettatoBerlusconi, bilancio dello stato, Carlo Lunardi, cooperative rosse, corruzione, debito pubblico, economia, Giorgio Napolitano, grandi lavori, Gruppo Benetton, Gruppo Ligresti, impregilo, Marcello Gavio, mario monti, Pier luigi bersani, politica dei lavori pubblici, Rocksoil, Stupidità
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La signora Lauren Williams scrive sul DAILY STAR un tabloid libanese che potrebbe essere anche considerato filo siriano, se Wikipedia non ci informasse che appartiene alla stessa editrice che ha fondato AL HAYAT, primo quotidiano saudita e che dal 2000, dopo aver fatto entrare capitali del Golfo nel suo azionariato, ha stipulato un contratto di collaborazione con l’INTERNATIONAL HERALD TRIBUNE in materia di raccolta pubblicitaria, diffusione e distribuzione.
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Di antoniochedice
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L’espansione degli interessi diplomatici, energetici ed economici di Pechino nel Golfo Persico costituisce una delle più rilevanti tendenze geopolitiche del Paese negli ultimi anni ed il principale fattore di innervosìmento per la diplomazia USA.
I cinesi si sono inseriti nel contesto di tensioni e manovre diplomatiche riguardanti
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Alla vigilia delle elezioni francesi e americane, può valere la pena esaminare quali conseguenze abbia prodotto il progetto USA POMED e le truppe francesi in questo anno di campagne politico militari iniziato con l” unrest” tunisino , proseguito con la “primavera egiziana” di Taharir Square, continuata con la campagna di Libia e conclusasi con i pareggi yemenita e di Bahrein e la sconfitta sulla via di Damasco.
LA TUNISIA
In Tunisia: a un regime poliziesco laico , si sono sostituiti – col partito Ennahda – una serie di fondamentalisti islamici, l’economia e l’emigrazione sono peggiorate inducendo il governo italiano ad agevolare il passaggio verso la Francia , al punto che ne e’ nato un contenzioso.
Insomma, l’unica conseguenza e’ stata che l’Europa ha scoperto che il tipo di libertà cui i tunisini aspiravano, era quella di emigrare.
Ad una iniziativa USA per affermare i principi democratici, ha fatto seguito un aumento del flusso migratorio verso Italia e Francia. L’Italia ha perso il suo status di primo fornitore della Tunisia.
EGITTO
In Egitto: dopo un migliaio di morti nel primo tempo della rivoluzione e qualche centinaio nel secondo tempo, il regime militare con a capo un generale ottantenne e’ stato sostituito da un regime militare con un generale settantanovenne ed un governo ” civile” a libertà vigilata espressione della confraternita dei ” fratelli mussulmani” che ha già iniziato ad avvelenare i rapporti con Israele e con il governo USA. La borsa e l’economia sono disastrate e non accennano a migliorare. I presidenti delle due camere risultati eletti, appartengono alla setta dei fratelli mussulmani, ci sono stati ripetuti scontri tra cristiani ( copti) e islamisti con numerosi morti.
L’Italia ha perso anche qui la sua posizione di fornitore privilegiato.
LIBIA
i commenti già fatti su questo blog restano tutti validi, con l’aggiunta di un paio di controprove, quale lo stabilizzarsi dell’instabilità e l’invio di seicento ” volontari” libici in Turchia, alla frontiera siriana, per alimentare una ” rivoluzione” senza carburante dopo lo schiacciamento dei ribelli del Jabal Druso e la scelta dei kurdi di non sollevarsi e di puntare su Assad piuttosto che sugli USA come fecero in Irak con le conseguenze che tutti ricordiamo.
Gli accordi italo libici sono stati congelati a vantaggio della Francia.
YEMEN
Per convincere il presidente Salah dello Yemen a mollare, nientemeno che al suo vice, ci hanno messo un anno e numerose centinaia di morti. Per far rassegnare la segretaria di stato Clinton ad accettare questa alternanza alla pulcinella, ci e’ voluto il rafforzarsi di Al Kaida che in zona si e’ ritagliata una porzione di territorio.
BAHREIN
Buco nell’acqua anche a Bahrein grazie all’intervento delle truppe saudite che hanno sconvolto i calcoli degli analisti che incoraggiarono la rivolta promettendo il non intervento dell’esercito locale inquadrato da elementi occidentali. Gli USA sono riusciti a mantenere la loro base navale, ma ormai la sfiducia regna.
SIRIA
Il fallimento dei tentativi di ” regime change” fomentato dal ” POMED project “e’ stato dovuto solo in parte al veto Cino- russo all’ONU. La nascita Continua a leggere →
Di antoniochedice
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Il Presidente della Repubblica Napolitano ha una splendida occasione per dimostrare che non è al servizio delle banche – come ha dichiarato oggi – ma vuole e può servire gli interessi del paese.
Sabato e domenica, , mentre avevo in avaria il solito IPad, sono accaduti due fatti che hanno coinvolto le nostre Forze Armate.
Tre membri del nostro contingente in Afganistan sono morti nell’ennesimo incidente automobilistico di questa sciagurata avventura nella quale ci siamo impegnati a restare fino al 2014, mentre i promotori americani della guerra hanno già annunziato il loro ritiro entro il 2013.
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Di antoniochedice
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DOBBIAMO LA SEGNALAZIONE DEL TESTO AL SIG CACOPARDO CHE HA SEGNALATO DOVE TROVARLO IN UN COMMENTO AL POST DI IERI. TUTTO IL TESTO E’ PRESO DAL BLOG SEGNALANTE.
Il protocollo prevedeva la creazione e la messa in campo nella Repubblica Araba Siriana di una missione composta da esperti civili e militari provenienti da paesi arabi e da organizzazioni arabe non governative per i diritti umani
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Offensiva in grande stile: Leon Panetta , segretario alla difesa USA si e’ presentato alla riunione NATO di Bruxelles, annunziando la decisione di ritirarsi dall’Afganistan con un anno di anticipo.
Entro il 2013 cesseranno i combattimenti.
In contemporanea, oggi sabato,
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LA DISINFORMAZIONE .
Edgar Hoover, il potentissimo capo dell’FBI, ha intitolato il suo libro di memorie ” Masters of Deceit,” ( ed Holt). Il famosissimo caso di spionaggio del terzetto di Cambridge ( Philby, Burgess e Mac Lean), e’ raccontato nella versione inglese nel libro “Deceiving the deceivers” ( di SJ Hamrick ; Yale University Press) . Victor Ostrovky – l’unico agente israeliano a scrivere orripilanti memorie sui suoi venti anni come agente prima, killer poi, ha pintitolato il suo libro “By Way of deception” ( St. Martin Press) dopo essersi rifugiato in Canada.
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Di antoniochedice
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